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Cicerone in Grecia
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Ὅθεν εἰς Ἀσίαν καὶ Ῥόδον ἔπλευσε, καὶ τῶν μὲν Ἀσιανῶν ῥητόρων Ξενοκλεῖ τῷ Ἀδραμυττηνῷ καὶ Διονυσίῳ τῷ Μάγνητι καὶ Μενίππῳ τῷ Καρὶ συνεσχόλασεν, ἐν δὲ Ῥόδῳ ῥήτορι μὲν Ἀπολλωνίῳ τῷ Μόλωνος, φιλοσόφῳ δὲ Ποσειδωνίῳ. Λέγεται δὲ τὸν Ἀπολλώνιον οὐ συνιέντα τὴν Ῥωμαϊκὴν διάλεκτον δεηθῆναι τοῦ Κικέρωνος Ἑλληνιστὶ μελετῆσαι· τὸν δ’ ὑπακοῦσαι προθύμως, οἰόμενον οὕτως ἔσεσθαι βελτίονα τὴν ἐπανόρθωσιν· ἐπεὶ δ’ ἐμελέτησε, τοὺς μὲν ἄλλους ἐκπεπλῆχθαι καὶ διαμιλλᾶσθαι πρὸς ἀλλήλους τοῖς ἐπαίνοις, τὸν δ’ Ἀπολλώνιον οὔτ’ ἀκροώμενον αὐτοῦ διαχυθῆναι, καὶ παυσαμένου σύννουν καθέζεσθαι πολὺν χρόνον· ἀχθομένου δὲ τοῦ Κικέρωνος εἰπεῖν· „σὲ μὲν ὦ Κικέρων ἐπαινῶ καὶ θαυμάζω, τῆς δ’ Ἑλλάδος οἰκτίρω τὴν τύχην, ὁρῶν, ἃ μόνα τῶν καλῶν ἡμῖν ὑπελείπετο, καὶ ταῦτα Ῥωμαίοις διὰ σοῦ προσγινόμενα, παιδείαν καὶ λόγον“.
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MOTTI ARGUTI DI CAIO MARIO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti - pagina 263 numero 7. 30
TRADUZIONE
Caio Mario nelle guerre contro i Cimbri fece cittadini romani mille uomini validi fra i Camerini, secondo nessuna legge; e a quelli che reclamavano, diceva di non aver ascoltato le leggi a causa del frastuono delle armi. E nella guerra civile, benchè fosse circondato da un fossato e assadiato, si faceva forza aspettando l'occasione opportuna. Avendo detto Pompedio Silone a lui: "Se sei un grande comandante, o Mario, essendo sceso in campo combatti", "Tu dunque, -disse- se sei un grande comandante, obbligami a combattere anche se non voglio".
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Il Dio apparve in sogno e disse semplicemente: "nero"
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Versioni di Greco per il biennio 2 pag. 228 n°3
TRADUZIONE
Il re della Cilicia, essendo egli stesso dubbioso nei riguardi delle cose divine e avendo intorno a sé alcuni Epicurei che, come essi stessi dicono, deridono tali cose, mandò all'oracolo di Mopso un liberto che aveva una tavoletta sigillata, nella quale era stata scritta una domanda, non sapendola nessuno.
Dunque l'uomo avendo dormito, come l'usanza, nel santuario e avendovi trascorso la notte riferì di giorno tale sogno.
A quello era apparso un uomo di bell'aspetto che aveva detto "nero" e niente più ma subito se ne era andato.
Questo ci sembrò strano e costituì per noi una grande difficoltà, invece quel re si sbigottì e si inginocchiò e aprendo la tavoletta mostrò che c'era scritta tale domanda: " Quale toro ti sacrificherò? Quello bianco o quello nero?" Cosicché furono stupiti anche gli Epicurei e quello sia compì il sacrificio sia venerò da allora in poi Mopso.
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Il tripode d'oro dei sette sapienti
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro PHRASIS pag 297 n 472
Κωων ως φασι καταφοντων και ζενων εκ Μιλητου πριαμενων τον βολον οπω φανερον οντα ...ουτω δε δια παντων παλιν εις Βιαντα παριελθειν τελος εις Δελφους απασταληναι
Come dicono infatti, alcuni pescatori di Coos avevano gettato le reti e alcuni cittadini di Mileto avevano comprato la retata prima ancora di conoscerne il contenuto. Tirato su, apparve un tripode d'oro, che dicono avesse gettato lì Elena nel viaggio di ritorno da Troia, ricordandosi di un vecchio responso dell'oracolo. In un primo momento gli stranieri ebbero una discussione con i pescatori, riguarda al tripode, poi assunta dalla loro città la controversia, che sfociò in una guerra, la Pizia rispose alle due parti che il tripode fosse assegnato al più grande sapiente. Per primo fu inviato a Talete a Mileto, essendo quelli di Coos ben disposti a donare ad un solo milesio quell'oggetto per il quale erano entrati in guerra contro tutti i Milesii. Ma Talete dichiarò che più saggio di lui era Biante e il tripode venne portato a Biante. Da questo fu inviato nuovamente a un altro, in quanto ritenuto più sapiente. Poi andando in giro e mandato così da una parte all'altra, il tripote ritornò per la seconda volta da Talete e alla fine, portato da Mileto a Tebe, fu consacrato ad Apollo Ismenio. Afferma invece Teofrasto che per primo il tripode fu inviato a Biante a Priene, per secondo a Talete a Mileto, che ritornò di nuovo a Biante e che alla fine fu inviato a Delfi.
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Teseo e Arianna
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
TRADUZIONE
Dopo che approdò a Creta (Teseo), come molti scrissero e cantarono, avendo preso il filo dall'amata Arianna e istruito sulla possibilità di uscire dai meandri del Labirinto, uccise il Minotauro e ripartì recando s con se Arianna e i giovanetti. Ferecide narra che Teseo distrusse anche le navi dei Cretesi, per f impedire che venisse inseguito. Damone die che Teseo uccise Tauro, il generale di Minosse, in una battaglia da lui ingaggiata nel porto mentre Teseo stava per prendere il largo. Ma come Filocoro tramanda Minosse aveva bandito i Giochi funebri e poiché si prevedeva che Tauro avrebbe vinto di nuovo tutti i contendenti, questi era avversato. La sua potenza, infatti, a causa del suo carattere era molesta ed era accusato di avere rapporti intimi con Pasife. Perciò, avendo Teseo chiesto di misurarsi con lui, Minosse acconsentì