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Differenza tra inizio e cause di una guerra
versione greco Polibio traduzione libro didaxis
τίς γὰρ ἂν νομίσειε ταύτας αἰτίας ὑπάρχειν, ὧν πολλὰ μὲν Ἀλέξανδρος πρότερον, οὐκ ὀλίγα δὲ Φίλιππος ἔτι ζῶν ἐνήργησε καὶ παρεσκευάσατο πρὸς τὸν κατὰ τῶν Περσῶν πόλεμον, ὁμοίως δὲ πάλιν Αἰτωλοὶ πρὸ τῆς Ἀντιόχου παρουσίας πρὸς τὸν κατὰ Ῥωμαίων; ἀλλ' ἔστιν ἀνθρώπων τὰ τοιαῦτα μὴ διειληφότων ἀρχὴ τί διαφέρει καὶ πόσον διέστηκεν αἰτίας καὶ προφάσεως, καὶ διότι τὰ μέν ἐστι πρῶτα τῶν ἁπάντων, ἡ δ' ἀρχὴ τελευταῖον τῶν εἰρημένων. ἐγὼ δὲ παντὸς ἀρχὰς μὲν εἶναί φημι τὰς πρώτας ἐπιβολὰς καὶ πράξεις τῶν ἤδη κεκριμένων, αἰτίας δὲ τὰς προκαθηγουμένας τῶν κρίσεων καὶ διαλήψεων· λέγω δ' ἐπινοίας καὶ διαθέσεις καὶ τοὺς περὶ ταῦτα συλλογισμοὺς καὶ δι' ὧν· ἐπὶ τὸ κρῖναί τι καὶ προθέσθαι παραγινόμεθα.
Si consiglia di renderla più letterale soprattutto se si è al IV o al V ginnasio. Se siete al liceo è ok così
Chi vorrà mai credere, che quella fosse la ragione di ciò, che già prima di quel tempo Alessandro, ed anche lo stesso Filippo( suo padre), essendo in vita aveva fatto (avevano brigato) e preparato, per muovere guerra contro i Persiani? Ovvero di quelle cose che parimenti prima della venuta d'Antioco gli Eoli avevano apprestato per fare guerra contro i Romani? Il dire questo è da uomo che non ha mai pensato a quale differenza passi, e a quanto siano lontani fra loro, principio, ragione e pretesto: dei quali gli ultimi due vanno avanti alla cosa tutta, ed il principio ne è l'ultimo. Io dico che siano i principi di qualunque cosa, i primi sforzi, ed i primi effetti di quello che si è deliberato: le ragioni quelle che precedono le deliberazioni ed i disegni formati, cioè i pensieri, le affezioni dell'animo ed i ragionamenti intorno a quello che si ha da fare per cui ci disponiamo a determinarci ed a proporci di fare alcuna cosa. Quello che dico, si farà più manifesto dalle cose che subito soggiungono, onde ciascuno comprenda agevolmente quali siano state le vere ragioni.
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ἔνθα δὴ οἱ μὲν Καρδοῦχοι ἐκλιπόντες τὰς οἰκίας ἔχοντες καὶ γυναῖκας καὶ παῖδας ἔφευγον ἐπὶ τὰ ὄρη. τὰ δὲ ἐπιτήδεια πολλὰ ἦν λαμβάνειν, ἦσαν δὲ καὶ χαλκώμασι παμπόλλοις κατεσκευασμέναι αἱ οἰκίαι, ὧν οὐδὲν ἔφερον οἱ Ἕλληνες, οὐδὲ τοὺς ἀνθρώπους ἐδίωκον, ὑποφειδόμενοι, εἴ πως ἐθελήσειαν οἱ Καρδοῦχοι διιέναι αὐτοὺς ὡς διὰ φιλίας τῆς χώρας, ἐπείπερ βασιλεῖ πολέμιοι ἦσαν· τὰ μέντοι ἐπιτήδεια ὅτωι τις ἐπιτυγχάνοι ἐλάμβανεν· ἀνάγκη γὰρ ἦν. οἱ δὲ Καρδοῦχοι οὔτε καλούντων ὑπήκουον οὔτε ἄλλο φιλικὸν οὐδὲν ἐποίουν. ἐπεὶ δὲ οἱ τελευταῖοι τῶν Ἑλλήνων κατέβαινον εἰς τὰς κώμας ἀπὸ τοῦ ἄκρου ἤδη σκοταῖοι (διὰ γὰρ τὸ στενὴν εἶναι τὴν ὁδὸν ὅλην τὴν ἡμέραν ἡ ἀνάβασις αὐτοῖς ἐγένετο καὶ κατάβασις), τότε δὴ συλλεγέντες τινὲς τῶν Καρδούχων τοῖς τελευταίοις ἐπετίθεντο, καὶ ἀπέκτεινάν τινας
TRADUZIONE
Allora i Carduchi, con mogli e figli, abbandonarono le loro case e si rifugiarono sulle montagne. C'era a disposizione una gran quantità di viveri, nelle case si trovava ogni tipo di utensili in rame, ma i Greci non ne portarono via nemmeno uno, come pure non diedero la caccia ai fuggiaschi, ma risparmiarono oggetti e persone, nell'eventualità che i Carduchi si disponessero a concedere via libera come in un paese amico, tanto più che avevano un nemico comune, il re. Per quanto riguardava i viveri però, chi ne trovava li prendeva: ma era per causa di forza maggiore. I Carduchi, comunque, non diedero ascolto agli appelli e non manifestarono alcun segno d'amicizia. Le ultime schiere dei Greci scendevano dalle alture verso i villaggi, ormai tra le tenebre - a causa della via stretta, la salita e la discesa avevano richiesto una giornata intera di marcia -. Solo allora un gruppo di Carduchi, riunitosi, attaccò la retroguardia greca e con pietre e dardi riuscì a uccidere alcuni dei nostri e a ferirne altri.
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LA MUTILAZIONE DELLE ERME
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Didaxis
TRADUZIONE
Nel frattempo c'erano tanto grandi erme fatte di pietra nella città quella degli ateniesi (sono conformi alla consuetudine, la forma quadrata, molte sono nei vestiboli privati che in quelli sacri) in una sola notte moltissimi tagliarono le teste. e nessuno vide i colpevoli, ma quelli erano ricercati dallo stato mediante la promessa di grosse taglie e quali più decretarono di denunciare senza timore colui che voleva, se qualcuno aveva visto fare qualche altra empietà, sia tra i cittadini sia tra gli stranieri. e prendevano la cosa alquanto seriamente, infatti sembrava essere un cattivo presagio per la spedizione e sembrava che (la cosa) fosse avvenuta per una congiura in vista allo stesso tempo di una rivoluzione e dello scioglimento dell'assemblea popolare.
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IMMORTALE E' LA GLORIA DEI CADUTI
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Didaxis
Inizio: Εἰ μέν γαρ οἷόν τε ἦν τοῖς τούς εν...
Fine: ...ὑμνοῦνται δὲ ὡς αθὰνατοι διά τὴν αρετήν.
TRADUZIONE
Se infatti fosse possibile a chi è sfuggito ai rischi della guerra essere immortale per il resto del tempo, allora sarebbe giusto che i vivi piangessero continuamente i caduti; ma in realtà la nostra natura è esposta alle malattie e alla vecchiaia e il demone che ha avuto in sorte il nostro destino è inesorabile. Dunque bisogna ritenere questi uomini fortunatissimi, perché sono morti così, lottando per i valori più grandi e più nobili, non affidando la loro sorte al caso e non attendendo la morte spontanea , ma scegliendo essi stessi la più bella. Perciò il loro ricordo sarà eterno, e gli onori che ricevono sono invidiati da tutti gli uomini; sono pianti come mortali per la loro natura, ma sono celebrati nei canti come immortali per il loro valore.
Alessandro succeduto al padre, chiede ai Greci il comando della spedizione contro la Persia - Arrian
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ALESSANDRO SUCCEDUTO AL PADRE, CHIEDE AI GRECI IL COMANDO DELLA SPEDIZIONE CONTRO LA PERSIA
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro Didaxia
Λέγεται δὴ Φίλιππος μὲν τελευτῆσαι ἐπὶ ἄρχοντος Πυθοδήλου Ἀθήνησι. παραλαβόντα δὲ τὴν βασιλείαν Ἀλέξανδρον, παῖδα ὄντα Φιλίππου, ἐς Πελοπόννησον παρελθεῖν. εἶναι δὲ τότε ἀμφὶ τὰ εἴκοσιν ἔτη Ἀλέξανδρον. ἐνταῦθα ξυναγαγόντα τοὺς Ἕλληνας, ὅσοι ἐντὸς Πελοποννήσου ἦσαν, αἰτεῖν παρ' αὐτῶν τὴν ἡγεμονίαν τῆς ἐπὶ τοὺς Πέρσας στρατιᾶς, ἥντινα Φιλίππῳ ἤδη ἔδοσαν. καὶ αἰτήσαντα λαβεῖν παρ' ἑκάστων πλὴν Λακεδαιμονίων. Λακεδαιμονίους δὲ ἀποκρίνασθαι μὴ εἶναί σφισι πάτριον ἀκολουθεῖν ἄλλοις, ἀλλ' αὐτοὺς ἄλλων ἐξηγεῖσθαι.
TRADUZIONE
Si tramanda che Filippo morì nell'anno in cui ad Atene era AArconte Pitodelo. Succedette nel regno Alessandro figliod i Filippo il quale si recò nel Peloponneso aveva allora circa venti anni. Radunati i greci che erano stanziati nel peloponneso chiese loro il comando della spedizione conro i persiani che avevano già concesso a Filippo. La sua richiesta fu accolta in modo favorevole da tutti tranne che dai Lacedemoni i quali risposero che era contrario alla loro tradizione seguire gli altri ma piuttosto erano loro di guida.