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Italia Europae paeninsula est; Galliae, Helvetiae, Austriae finitima Italica terra oris clara est....Italiae sunt planitiae, orae, aquae: agricolarum nautarumque industria divitias incolis parant.
L'Italia è una penisola dell'Europa; la terra Italica è confinante alla Gallia, all'Elvezia, all'Austria ed è famosa per le coste. Infatti i boschi si aprono sulle coste e offrono ai contadini ombra e legname. I contadini proteggono la famiglia con la casa, i marinai cercano con le barche le ricchezze, ma intanto i marinai temono le tempeste. Tuttavia anche i contadini temono il gelo e le tempeste, di quando in quando invocano la pioggia, a volte l'acqua distrugge le rive e inonda la terra. Spesso i contadini tengono lontano le belve con le fiamme; infatti le belve divorano agnelle e capre, le aquile rapiscono le galline ma l'operosità e l'attenzione dei contadini non teme la povertà per la famiglia. Le acque circondano la penisola Italia. Nelle acque ci sono belle e numerose isole famose e grandi sono la Sardegna e la Sicilia, ma la Corsica è degna per la fama. Ora la Corsica non è dell'Italia ma per natura è vicina all'Italia. In Italia ci sono pianure, coste, acque: l'operosità dei contadini e dei marinai procurano agli abitanti ricchezza.
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Deus Uranus mundi imperium regebat. Dea Terra et Uranus Saturnum gignunt. ... viros in agros dispersos in unum locum congregat, vitae disciplinam populis dat, domicilia ostendit.
Il Dio Urano amministrava il dominio di tutto il mondo. La dea Terra ed Urano generano Saturno. Saturno, con l'aiuto della Terra, caccia Urano dal regno. Il regno di Saturno, grazie all'abbondanza di cibo e all'assenza delle guerre era chiamato dai Romani "età dell'oro". Ma in seguito anche il figlio di Saturno caccia dal cielo il padre, che giunge in Italia e trascorre la vita presso Giano, tiranno del Lazio. Qui gli abitanti lo accolgono benevolmente e Saturno riunisce gli uomini dispersi nei campi, in un unico luogo, fornisce ai popoli una regola di vita, mostra le dimore.
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Multi dii pelagus incolebant, sed inter pelagi deos antiqui maxime Neptunum colebant.... in Aeoliis insulis habitabat.
Molti dei abitavano il mare, ma tra gli dei del mare gli antichi veneravano soprattutto Mercurio. Giove divideva il regno del mondo con Nettuno; con il suo dominio proteggeva il cielo e le terre: concedeva a Nettuno il vasto Mare. Lo scettro di Nettuno era triforcuto; il mezzo di trasporto era una grande conchiglia; tiravano il carro i cavalli marini. Il potentissimo dio infatti divideva il regno con il figlio Oceano e con le ninfe. Così tu caro Oceano, dominavi sui fiumi e sui torrenti, voi allegre ninfe, abitavate non solo il vasto mare ma anche le colline, i prati e i boschi. Tra gli dei marini gli antichi annoveravano anche Glauco ed Eolo. Eolo, signore dei venti, abitava nelle isole Eolie.
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Athenis omnes flent propter septem iuvenum et septem puellarum semel in anno tributum Cretae, ... et Athenienses Theseum summum heroa puntant.
Ad Atene tutti piangono per il tributo una volta all'anno dei sette giovani e delle sette fanciulle a Creta, dove vive il minotauro, il figlio di Minosse è un mostro: si nutre di carne umana, ha il corpo di toro con orribili corna e abita in un labirinto che è una dimora immensa. Teseo figlio del re di Atene, con gli altri ostaggi giunge con la nave a Creta con il proposito di uccidere il minotauro. si avvicina ad Arianna figlia del re Minosse, sorella del minotauro, che si trova sotto l'ombra di una quercia. Il dio dell'amore con l'arco getta una freccia sul cuore di Arianna e la fanciulla subito ama Teseo, il quale espone il suo intento: uccidere il minotauro. Arianna conosce i grandi pericoli della dimora, (cioè) del labirinto e dona un gomitolo a Teseo. Il principe uccide il minotauro con la spada, grazie al gomitolo può uscire dal labirinto e lascia con Arianna il porto di Creta. Naviga per mare, ma si ferma sull'isola di Nasso ed abbandona qui Arianna. Fa ritorno ad Atene e gli ateniesi considerano Teseo un grandissimo eroe. (by Maria D.)
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Romae cum spectaculum populopararetur, multi leones, tigres, elephanti, ...
Quando si allestisce a Roma uno spettacolo per il popolo, molti leoni, tigri, elefanti, ed insomma tutte le specie di fiere venivano trasportate a Roma. Un leone, probabilmente per nulla sorvegliato, uscì dalla gabbia e vagava per la strada. Alla fine giunse in una via, dove soleva sedersi un uomo che già da molti anni si pensava che fosse zoppo da entrambi i piedi; giungeva ogni giorno allo scopo di prendere alquante monete, suscitando la pietà delle persone che passavano. Costui, essendo sorto un grande tumulto degli uomini e delle donne, vedendo tra coloro che gridavano il leone, dimenticandosi della falsa invalidità, gettò il mantello e lasciò a terra le monete e si diede molto velocemente alla fuga; ed aveva tanta forza nelle gambe, che neppure i giovani forti potevano seguirlo mentre fuggiva. Le guardie catturarono il leone, ma quella persona zoppa non fu mai più vista lì. (by Maria D.)