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Ἐσθῆς δὲ τοῖς μὲν πλουσίοις ἐστὶ ὑαλίνη μαλθακή, τοῖς πένησι δὲ χαλκή πολύχαλκα γάρ ἐστι τὰ ἐκεῖ χωρία καὶ οἱ Σεληνῖται ἐργάζονται τὸν χαλκὸν ὕδατι ὑποβρέχοντες ὥσπερ τὰ ἔρια. Οὐ λέγω περὶ τῶν Σεληνιτῶν ὀφθαλμῶν, ...(da Luciano)
I ricchi possiedono una morbida veste di vetro (dativo di possesso), mentre i poveri (ne hanno una) in rame: infatti là le terre sono ricche di rame e i Seleniti lavorano il rame annaffiandolo con l'acqua come per le lane. Non parlo degli occhi dei Seleniti, poiché non voglio essere considerato bugiardo. Il discorso infatti è inverosimile: hanno infatti gli occhi rimovibili, e i ricchi hanno degli occhi di ricambio. I Seleniti tranne alcuni Seleniti, che hanno le orecchie in legno, hanno come orecchie foglie di platani.
(By Mario100)
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Ἄνθρωποι δύο ἅμα ὁδεύοντες ἰσχάδων κεράμια δύο ὠνοῦνται. Τούτων δὲ ὁ ἕτερος, λανθάνειν νομίζων, τὰς ἰσχάδας τοῦ ἑτέρου κατεσθίει. ...
Due uomini che viaggiavano insieme comprano ( ὠνέομαι) due vasi di fichi secchi. Di questi, uno dei due, pensando di passare inosservato, mangia i fichi secchi dell'altro. Così, dopo poco tempo (lett "dopo non molto tempo), ciascuno trova il proprio vaso vuoto. Quindi uno dei due chiama l'altro in tribunale. Ma il giudice, rendendosi ben conto di com'è tutto lo stato delle cose ( τὸ πρᾶγμα), ordina loro di scambiare i vasi vuoti e di pagare il prezzo dei fichi l'uno all'altro.
(By Vogue)
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Ιασων, ο Κρηθεω υιος, ωκει εν Ιωλκω. της δε Ιωλκου Πελιας εβασιλευε μετα Κρηθεα... τον χρησμον συνιει.
Giasone, figlio di Creteo, abitava (οἰκέω) a Iolco. A Iolco regnava Pelia con Creteo; quando, al re che interrogava l'oracolo circa il regno, il dio vaticinava: "Guardati (φυλάσσω) da colui che ha un solo calzare!". In un primo tempo non decifrava (ἀγνοέω) il responso, poi infine lo comprese. Presso il mare metteva in atto con molti altri un sacrificio a Poseidone e aveva mandato a chiamare Giasone. Giasone, mentre attraversava (part. cong. di διαβαίνω) il fiume Anauro, ne usciva (ἐξέρχομαι) con un solo calzare perché aveva parso l'altro nella corrente. Pelia, dopo aver visto (θεάομαι) Giasone, si ricordava (συνίημι) dell'oracolo.
(By Geppetto)
Versione greco da Apollodoro
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Μετὰ ταῦτα δὲ ἐν τῇ Λάδῃ ἐγίγνοντο ἀγοραί, καὶ πολλοὶ ἠγόρευον, ἐν τούτοις δὲ δὴ καὶ ὁ Φωκαεὺς στρατηγὸς Διονύσιος λέγων τάδε· «Ἐπὶ ξυροῦ γὰρ ἀκμῆς ἔχεται ἡμῖν τὰ πράγματα, ἄνδρες Ἴωνες, ἢ εἶναι ἐλευθέροις ἢ δούλοις καὶ δραπέταις· νῦν οὖν ὑμεῖς ἢν μὲν βούλησθε ταλαιπωρίας ἐνδέκεσθαι, τὸ παραχρῆμα μὲν πόνος ὑμῖν ἔσται, οἷοί τε δὲ ἔσεσθε μετὰ τὴν νίκην εἶναι ἐλεύθεροι· εἰ δὲ μαλακίᾳ τε καὶ ἀταξίᾳ διαχρήσησθε, οὐδεμίαν ὑμῶν ἔχω ἐλπίδα ὑμᾶς μὴ τίσειν δίκην βασιλεῖ τῆς ἀποστασίας. ᾿Αλλ᾿ ἐμοί τε πείθεσθε καὶ ἐμοὶ ὑμᾶς αὐτοὺς ἐπιτρέπετε· καὶ ὑμῖν ἐγώ, θεῶν τὰ ἴσα νεμόντων, ὑποδέκομαι ἢ ἡμᾶς οὐ συμμίξειν τοῖς πολεμίοις ἢ ἡμᾶς νικήσειν». (Versione di greco tratta da Erodoto)
Dopo queste cose a Lade c'erano assemblee, durante queste ci fu [verbo essere sottinteso) il comandante focese Dionisio che disse questo: "I fatti sono per noi sul filo del rasoio, uomini Ioni, o essere liberi o schiavi o fuggitivi ora dunque se vorrete accettare situazioni di sofferenza sul momento per voi sarà una fatica ma sarete con la vittoria liberi; ma se userete (διαχρήσησθε, διαχράομαι) debolezza e indisciplina, non ho nessuna speranza su di voi, che non sconterete una pena al re della ribellione. Ma confidate in me, affidatevi a me [lett affidate a me voi stessi] e io vi prometto, (θεῶν τὰ ἴσα νεμόντων sul vocabolario=) se gli dèi attribuiscono ciò che è giusto, che noi non ci scontreremo con i nemici o che noi vinceremo.
(By Vogue)
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Ἀρισταῖος ἦν υἱὸς Ἀπόλλωνος καὶ Κυρήνης θυγατρὸς τοῦ Πηνειοῦ· περὶ δὲ τῆς γενέσεως Ἀρισταίου λέγουσιν οὕτως· «Ἀπόλλων στέργει τὴν κόρην Κυρήνην, περὶ τὸ Πήλιον τρεφομένην καὶ κάλλει διαφερούσην, καὶ μεταφέρει τὴν κόρην εἰς τὴν χώραν, ἐν ᾗ κτίζει τὴν πόλιν ἀπὸ Κυρήνης ὀνομαζομένην Κυρήνην. Ἀπόλλων δὲ καὶ Κυρήνη Ἀρισταῖον τίκτουσιν καὶ τὸ βρέφος ὑπὸ τῶν Νυμφῶν τρέφεται. Αἱ Νύμφαι τὸν παῖδα ὀνομάζουσιν Νόμιον, Ἀρισταῖον καὶ Ἀγρέα. Ἀρισταῖος δὲ παρὰ τῶν Νυμφῶν μανθάνει τήν τε τοῦ γάλακτος πῆξιν καὶ τὴν κατασκευὴν τῶν σμήνων, ἔτι δὲ τῶν ἐλαιῶν τὴν κατεργασίαν, καὶ διδάσκει τοὺς ἀνθρώπους. (Versione di greco tratta da Diodoro Siculo)
Aristeo era figlio di Apollo e di Cirene figlia di Peneo. Sull'origine di Peneo raccontano così: "Apollo si innamora della giovane Cirene, allevata sul monte Peneo, avvenente per bellezza, e porta via la giovane in una regione nella quale fonda la città di Cirene così chiamata dal nome di Cirene". Apollo e Cirene mettono al mondo Aristeo e il neonato viene allevato dalle Ninfe. Le Ninfe danno al piccolo i nomi di Nomeo, Aristeo e Argeo. Aristeo dalle Ninfe apprende il caglio del latte e la preparazione degli alveari, poi la produzione dell'olio e la insegna agli uomini.
(By Geppetto)