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Divites Romani saepe multos servos possidebant. Servi vel servorum filii vel captivi esse poterant. Romae servi et terram colebant ...
I Romani ricchi spesso possedevano molti schiavi. Gli schiavi potevano essere o figli di schiavi o prigionieri. A Roma i servi coltivavano la terra ed aiutavano i padroni nei lavori domestici; inoltre, se erano istruiti, potevano diventare anche scribi del padrone o precettori dei figli del padrone; talvolta gli schiavi erano anche medici e poeti. Il padrone considerava gli schiavi parte della famiglia e, se erano onesti e fedeli, li trattava con grande familiarità, se invece erano disonesti e bugiardi, venivano puniti severamente dal padrone. I figli degli schiavi, venivano chiamati "verni" e anche se erano schiavi, potevano giocare con I figli e le figlie del padrone nel giardino o sulla strada. Gli schiavi tentavano spesso di fuggire, se venivano prese, uccisi crudelmente. Gli schiavi che venivano liberati dal padrone, venivano chiamati "liberti".
(By Vogue)
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Iphicrates Atheniensis non modo magnitudine rerum gestarum... pietatem fidemque coluit.
L'Ateniese Ificrate non fu soltanto egregio per la grandezza delle gesta ma anche per la disciplina militare. Era spesso a capo degli eserciti, vinse sempre con la strategia ed apportò molte novità in campo militare. Mutò infatti le armi dei fanti: diede ai fanti la pelta (piccolo scudo), perché era più leggera per i movimenti e gli scontri, duplicò la misura della lancia, mutò lo stesso genere delle corazze. Formò l'esercito alla disciplina militare ed egli stesso fu sempre vincitore sul campo. Condusse la guerra con i Traci; poi ruppe l'indugio degli Spartani e mise tutte le milizie di nuovo in fuga; ritardò gli attacchi di Epaminonda. Fu in verità di grande coraggio di prestanza fisica e di aspetto imperiale. Inoltre fu un buon cittadino e conservò grande fiducia verso tutti sia in vecchiaia che nelle avversità; placò le contese e gli odi sia in pace che in guerra. Visse fino alla vecchiaia, osservò sempre le leggi dello stato, coltivò la pietà e la fiducia.
(By Cenerentola70)
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
fuit indicativo perfetto terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo intransitivo anomalo
pugnavit indicativo perfetto terza persona singolare (pugno) Paradigma: pŭgnō, pŭgnās, pŭgnāvī, pŭgnātum, pŭgnāre - verbo intransitivo I coniugazione
gessit indicativo perfetto terza persona singolare (gero) Paradigma: gĕro, gĕris, gessī, gestum, gĕrĕre - verbo transitivo III coniugazione
interfecit indicativo perfetto terza persona singolare (interficio) Paradigma: interfĭcĭo, interfĭcis, interfēci, interfectum, interfĭcĕre - verbo transitivo III coniugazione
fugavit indicativo perfetto terza persona singolare (fugo) Paradigma: fŭgō, fŭgās, fŭgāvī, fŭgātum, fŭgāre - verbo transitivo I coniugazione
mutavit indicativo perfetto terza persona singolare (muto) Paradigma: mūtō, mūtās, mūtāvi, mūtātum, mūtāre - verbo transitivo I coniugazione
instituit indicativo perfetto terza persona singolare (instituo) Paradigma: instituō, instituis, institui, institutum, instituere - verbo transitivo III coniugazione
formavit indicativo perfetto terza persona singolare (formo) Paradigma: fōrmō, fōrmās, fōrmāvī, fōrmātum, fōrmāre - verbo transitivo I coniugazione
fuerunt indicativo perfetto terza persona plurale (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo intransitivo anomalo
servavit indicativo perfetto terza persona singolare (servo) Paradigma: sĕrvo, sĕrvās, sĕrāvī, sĕrātum, sĕrvāre - verbo transitivo I coniugazione
vixit indicativo perfetto terza persona singolare (vivo) Paradigma: vīvō, vīvis, vīxi, vīctum, vīvĕre - verbo intransitivo III coniugazione
observavit indicativo perfetto terza persona singolare (observo) Paradigma: obsērvō, obsērvās, obsērvāvī, obsērvātum, obsērvāre - verbo transitivo I coniugazione
repressit indicativo perfetto terza persona singolare (reprimo) Paradigma: rĕprĭmō, rĕprĭmis, rĕprēssī, rĕprēssum, rĕprĭmĕre - verbo transitivo III coniugazione
coluit indicativo perfetto terza persona singolare (colo) Paradigma: cŏlo, cŏlis, cŏlui, cultum, cŏlĕre - verbo transitivo III coniugazione
SOSTANTIVI
Iphicrates nominativo maschile singolare (Iphicrates sostantivo maschile III declinazione - Iphicrates, Iphicratis)
magnitudine ablativo femminile singolare (magnitudo sostantivo femminile III declinazione - magnitudo, magnitudinis)
rerum genitivo femminile plurale (res sostantivo femminile V declinazione - res, rei)
disciplina ablativo femminile singolare (disciplina sostantivo femminile I declinazione - disciplina, disciplinae)
Tracibus ablativo maschile plurale (Thrax sostantivo maschile III declinazione - Thrax, Thracis) - Nome di popolo
rem accusativo femminile singolare (res sostantivo femminile V declinazione - res, rei)
Lacedaemoniorum genitivo maschile plurale (Lacedaemonius sostantivo maschile II declinazione - Lacedaemonii, Lacedaemoniorum) - Aggettivo sostantivato
milites accusativo maschile plurale (miles sostantivo maschile III declinazione - miles, militis)
bello ablativo neutro singolare (bellum sostantivo neutro II declinazione - bellum, belli)
copias accusativo femminile plurale (copia sostantivo femminile I declinazione - copia, copiae) - Plurale con significato di truppe
re ablativo femminile singolare (res sostantivo femminile V declinazione - res, rei)
peditum genitivo maschile plurale (pes sostantivo maschile III declinazione - pes, peditis)
arma accusativo neutro plurale (arma sostantivo neutro II declinazione - arma, armorum) - Plurale tantum
genus accusativo neutro singolare (genus sostantivo neutro III declinazione - genus, generis)
loricarum genitivo femminile plurale (lorica sostantivo femminile I declinazione - lorica, loricae)
disciplinam accusativo femminile singolare (disciplina sostantivo femminile I declinazione - disciplina, disciplinae)
militarem accusativo femminile singolare (militaris sostantivo femminile III declinazione - militaris, militaris) - Aggettivo sostantivato
acies accusativo femminile plurale (acies sostantivo femminile V declinazione - acies, aciei)
milites nominativo maschile plurale (miles sostantivo maschile III declinazione - miles, militis)
Graecos accusativo maschile plurale (Graecus sostantivo maschile II declinazione - Graecus, Graeci) - Aggettivo sostantivato
laude ablativo femminile singolare (laus sostantivo femminile III declinazione - laus, laudis)
cives nominativo maschile plurale (civis sostantivo maschile III declinazione - civis, civis)
rebus ablativo femminile plurale (res sostantivo femminile V declinazione - res, rei)
fidem accusativo femminile singolare (fides sostantivo femminile V declinazione - fides, fidei)
senectutem accusativo femminile singolare (senectus sostantivo femminile III declinazione - senectus, senectutis)
rei genitivo femminile singolare (res sostantivo femminile V declinazione - res, rei)
publicae genitivo femminile singolare (publica sostantivo femminile I declinazione - publica, publicae) - Aggettivo sostantivato
leges accusativo femminile plurale (lex sostantivo femminile III declinazione - lex, legis)
mollitiem accusativo femminile singolare (mollitia sostantivo femminile I declinazione - mollitia, mollitiae)
luxuriem accusativo femminile singolare (luxuria sostantivo femminile I declinazione - luxuria, luxuriae)
nimiam accusativo femminile singolare (nimius sostantivo maschile II declinazione - nimius, nimii) - Aggettivo sostantivato
pietatem accusativo femminile singolare (pietas sostantivo femminile III declinazione - pietas, pietatis)
fidemque accusativo femminile singolare (fides sostantivo femminile V declinazione - fides, fidei)
AGGETTIVI
solum avverbio di modo
magnitudine sostantivo ablativo femminile singolare (magnitudo)
gestarum genitivo femminile plurale (gestus, gesta, gestum - aggettivo I classe / participio perfetto)
militari ablativo femminile singolare (militaris, militaris, militare - aggettivo II classe)
egregius nominativo maschile singolare (egregius, egregia, egregium - aggettivo I classe)
multos accusativo maschile plurale (multus, multa, multum - aggettivo I classe)
eodem ablativo neutro singolare (idem, eadem, idem - aggettivo determinativo)
iterum avverbio di tempo
omnes accusativo femminile plurale (omnis, omnis, omne - aggettivo II classe)
militari ablativo femminile singolare (militaris, militaris, militare - aggettivo II classe)
novum accusativo neutro singolare (novus, nova, novum - aggettivo I classe)
maximā ablativo femminile singolare (magnus, magna, magnum - aggettivo I classe, superlativo)
optimus nominativo maschile singolare (bonus, bona, bonum - aggettivo I classe, superlativo)
magnam accusativo femminile singolare (magnus, magna, magnum - aggettivo I classe)
suam aggettivo possessivo accusativo femminile singolare (suus)
nimiam accusativo femminile singolare (nimius, nimia, nimium - aggettivo I classe)
ALTRE FORME GRAMMATICALI
non avverbio di negazione
sed congiunzione avversativa
etiam avverbio
Primum avverbio di tempo
cum preposizione ablativo
et congiunzione copulativa
deinde avverbio di tempo
et congiunzione copulativa
in preposizione ablativo
Nam congiunzione esplicativa
in preposizione ablativo
et congiunzione copulativa
ad preposizione accusativo
apud preposizione accusativo
in preposizione ablativo
Praeterea avverbio di congiunzione
inter preposizione accusativo
et congiunzione copulativa
erga preposizione accusativo
omnes aggettivo accusativo maschile plurale (omnis)
et congiunzione copulativa
in preposizione ablativo
et congiunzione copulativa
in preposizione ablativo
omni aggettivo ablativo femminile singolare (omnis)
Usque avverbio di luogo/tempo
ad preposizione accusativo
semper avverbio di tempo
et congiunzione copulativa
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Forte asinus exuvias leonis repperit ... reverterint.
Per caso un asino trovò la pelle di un leone e rivestì il proprio corpo di queste spoglie, ed adottò alle proprie membra la pelle non adeguata e schiacciò il proprio capo con l'ornamento da leone. Appena il presunto vigore giunse nelle pigre ossa dell'asino; percorse superbo i campi e mise in agitazione i timorosi buoi con il suo immane ed orrendo aspetto. All'improvviso sopraggiunse un contadino e riconobbe l'asino dalle grandi orecchie, lo assoggettò con i bastoni e le catene; contemporaneamente gli strappò la pelle del leone e denudò il corpo dell'asinello. Allora rimproverò il povero animale con aspre parole: "forse con il falso aspetto avresti potuto ingannare gli animali sciocchi; invece per me l'asinello sarà sempre tale (per me ci sarà sempre l'asinello)". Tutti devono far uso dei propri beni e non assumersi i beni degli altri: così non susciteranno una grassa risata, quando saranno ritornati al loro antico aspetto.
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Duo Arcades amici ad urbem Megaram una iter faciebant. Postquam in urbem pervenerant, unus Postquam in urbem pervenerant, unus ad cauponam devertit, alter ad hospitem. Sed media nocte unus, dum domi...... facinoris suis poenas solvit.
Due amici Arcadi facevano lo stesso viaggio alla città di Megara. Dopo che erano arrivati nella città uno alloggiò presso una taverna, l'altro da un amico di famiglia. Ma a mezzanotte, mentre uno dormiva tranquillamente a casa del suo amico di famiglia, vide in sogno il compagno, che piangeva e pregava l'amico così: " Amico, soccorrimi, perché il taverniere vuole uccidermi per il mio denaro!". Infatti l'uomo aveva (dativo di possesso: all'uomo era...) un'abbondante patrimonio e quello con grande imprudenza aveva portato con sé molte monete per il lungo viaggio. L'amico, dunque, in un primo momento rabbrividì e si alzò, poi, dopo che il sogno era svanito, si placò e tornò a letto. Mentre dormiva, l'amico riapparve di nuovo in sogno e disse: "Poiché non sei venuto in mio aiuto quando ero ancora vivo, ora almeno vendica la mia morte! Infatti il taverniere mi ha ucciso, mi ha buttato dentro un carretto e ha gettato sterco e terra sul mio corpo. Domani quando si sarà fatto giorno (illucesco futuro anteriore), l'assassino uscirà dalla città con il carro; tu, va (imperativo) all'alba alla porta e denuncia il fatto ai magistrati!". Di mattina l'amico andò alla porta e denunciò il delitto: così il taverniere pagò le pene del suo ignobile delitto.
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T. Pomponio Attico ebbe un padre tanto attento e tanto appassionato di letteratura che istruì il figlio in tutte le discipline nelle quali l'età infantile deve essere istruita. Nel fanciullo c'era così grande attitudine ad imparare, che egli non solo apprendeva rapidamente le cose che gli venivano insegnate, ma le recitava anche in maniera eccellente. Suo padre morì prematuramente. Dopo che l'intera cittadinanza venne sconvolta dalle guerre civili, e gli animi si spaccarono tra Cinna e Silla, per non far torto a nessuna delle due fazioni, si trasferì ad Atene. Non poteva vivere, infatti, nella propria patria senza oltraggio, e quella città era adeguata all'apprendimento delle arti liberali. Ad Atene visse in maniera tale da essere carissimo a tutti gli abitanti di quella città. Infatti, oltre alla gentilezza, che in lui giovinetto era grande, spesso, con i propri mezzi, egli alleviò la povertà di molti, e si comportò in maniera tale da essere simile ai più umili, e alla pari con i più importanti. Ed avvenne che gli Ateniesi gli concedevano grandi onori, e desideravano farlo loro concittadino.