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La pena deve essere severa per essere esemplare
Versione greco Lisia
traduzione libro Agon e libro test di greco
και μεν ὦ ἄνδρες δικασταί ἡγοῦμαι φανερὸν εἶναι ὅτι οἱ περὶ τῶν τοιούτων ἀγῶνες κοινότατοι τυγχάνουσιν ὄντες τοῖς ἐν τῇ πόλει, ὥστε πεύσονται ἥντινα γνώμην περὶ αὐτῶν ἔχετε, ἡγούμενοι, ἐὰν μὲν θάνατον τούτων καταγνῶτε, κοσμιωτέρους ἔσεσθαι τοὺς λοιπούς· ἐὰν δ’ ἀζημίους ἀφῆτε, πολλὴν ἄδειαν αὐτοῖς ἐψηφισμένοι ἔσεσθε ποιεῖν ὅ τι ἂν βούλωνται. χρὴ δέ, ὦ ἄνδρες δικασταί, μὴ μόνον τῶν παρεληλυθότων ἕνεκα αὐτοὺς κολάζειν, ἀλλὰ καὶ παραδείγματος ἕνεκα τῶν μελλόντων ἔσεσθαι· οὕτω γὰρ ἔσονται μόγις ἀνεκτοί.
Del resto, giudici, penso sia chiaro a tutti che i processi di questo genere sono quelli che più catalizzano l'attenzione dei cittadini, cosicché tutti verranno a sapere qual è il vostro parere sulla questione, convinti che se punirete costoro con la morte gli altri diverranno tutti più onesti; se invece li lascerete impuniti, avrete in pratica decretato la totale libertà per loro di fare impunemente il loro comodo. Giudici, bisogna punirli non soltanto in considerazione del passato, ma soprattutto per avere un esempio per il futuro; solo così i mercanti saranno sopportabili — seppure a fatica.
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Ἦν μὲν δὴ τρία μέρη τὰ κρατοῦντα τῆς πολιτείας, ἅπερ εἶπα πρότερον ἅπαντα· οὕτως δὲ πάντα κατὰ μέρος ἴσως καὶ πρεπόντως συνετέτακτο καὶ διῳκεῖτο διὰ τούτων ὥστε μηδένα ποτ' ἂν εἰπεῖν δύνασθαι βεβαίως μηδὲ τῶν ἐγχωρίων πότερ' ἀριστοκρατικὸν τὸ πολίτευμα σύμπαν ἢ δημοκρατικὸν ἢ μοναρχικόν. καὶ τοῦτ' εἰκὸς ἦν πάσχειν. ὅτε μὲν γὰρ εἰς τὴν τῶν ὑπάτων ἀτενίσαιμεν ἐξουσίαν, τελείως μοναρχικὸν ἐφαίνετ' εἶναι καὶ βασιλικόν, ὅτε δ' εἰς τὴν τῆς συγκλήτου, πάλιν ἀριστοκρατικόν· καὶ μὴν εἰ τὴν τῶν πολλῶν ἐξουσίαν θεωροίη τις, ἐδόκει σαφῶς εἶναι δημοκρατικόν.
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PROEMIO DI UN'ORAZIONE DI DIFESA
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE
Prima, o assemblea, pensavo che a chi lo voleva fosse possibile standosene tranquillo non subire processi né avere problemi; ma adesso sono incappato in accuse e calunniatori iniqui così inaspettatamente che, se mai fosse possibile, mi sembra che persino chi non è ancora nato debba già aver paura di ciò che accadrà. Infatti per colpa di uomini di tal genere i rischi sono divenuti comuni sia a chi non ha nessun torto sia a chi ne ha commessi molti. D’altra parte il processo per me risulta così difficile che prima fui accusato di aver sradicato un olivo dalla sua terra ed essi (gli accusatori) andarono a far domande da chi aveva acquistato i frutti delle parti dell’olivo; ma dal momento che in tal modo non riuscirono a scoprire che io ero colpevole, ora affermano che io ho abbattuto il tronco di un olivo sacro. E bisogna che io, ascoltando ciò su cui costui (l’accusatore) ha imbastito la sua trama per poi venire qui, mi sottoponga a questo processo insieme con voi che dovete decidere sul fatto e sulla patria e sul patrimonio (mio). Tuttavia cercherò di esporvi le cose dall’inizio.
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LA SITUAZIONE POLITICA DEGENERA AD ATENE
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Agon e da test di greco
επειδή δι η μίν ναυμαχία χαί ή συμφορά τη πόλτι ίγίνετο δημο χρατίαςϊτι οναης ό&ίν της ατάαιώς ηρξαν πίντι ιινϋοίΐ έφοροι χατέατ ησ6ιν ίιπά των χαλονμένων ίτιΊ ξων ανναγωγίίς μεν των πολιτών ΐχοντις δε των αυνιαμοτων εναντία 3έ τω υμίτΐρίρ πλή ε πράττοντας ων Έρατοα&ίνης χαί Κριτίας ήσαν ονιοί ίί φνλάςχους τί επί τάς φυίαχιίς χατέατησαν χαί ο τι ΰέοι χιιροτονιϊα&αι χαί ουατινας χρή αρχειν πα ρήγγιλλυν χαί ίΐ τι λλο πράττιιν βοΰίοιντο ύ φιοι ηααν όντως οΰχ νπδ των πολεμίων μόνον άλλα χαί ΰπο τούτων πολιτών ίντων έπιβονλιΰεσ&ε οπής μήτ άγα&ον μηδέν ψηφίαια&ε πολλών τε έν δΐΐίί ϋ οΌ τοΰιο γ ι ΧΜ ήπίαταντο ότι άλλως μίν οΰχ οίοι τι έσονται περινενέα&κί χαχ&ς δε πραττόντων δννήαονται χαί νμ&ς ηγοϊιντο τ άι παρόντων χαχάίν έπι&νμονντας άπαλλαγηναα περί των μελλόντων οΰχ έν&νμήσεσ&αι
TRADUZIONE n. 1
Dopo che c’era stata la battaglia navale disastrosa per la città, mentre ancora sussisteva il regime democratico, dalle cosiddette eterie1 vennero istituiti, e da lì dettero l’avvio al rivolgimento politico, cinque efori, (apparentemente) atti a convocare i cittadini, ma in realtà capi dei congiurati e fautori dell’opposizione alla vostra collettività. Tra questi c’erano Eratostene e Crizia. Questi istituirono dei capi per ogni tribù e ordinavano loro cosa dovevano votare (per alzata di mano) e chi doveva comandare ed erano padroni di fare qualunque altra cosa volessero; così voi venivate ad essere insidiati non solo dai nemici, ma anche da questi che pure erano concittadini, con la conseguenza che voi non avreste preso nessuna decisone positiva e nello stesso tempo vi sareste trovati ad aver mille necessità. Infatti essi sapevano bene che in altre circostanze non sarebbero stati in grado di aver la meglio su di voi, mentre avrebbero potuto farlo, se voi vi foste trovati in condizioni penose; ed erano convinti che voi per il desiderio di liberarvi dai guai presenti, non avreste pensato ai rischi futuri.
traduzione n. 2
Quando ci fu la battaglia navale e la disfatta della cità mentre ancora si era in regime democratico furono creati dai cosidetti "compagni" cinque efori e fu l'occasione da cui presero inizio per il rivolgimento politico, con il compito di procurarsi il favore dei cittadini, di guidare i congiurati e di agire contro la democrazia, di essi facevano parte Eratostene e Crizia. Essi imposero ad ogni tribù dei filarchi, davano disposizioni su come bisognava votare e su chi doveva ricoprire le cariche ed erano padroni di fare qualsiasi altra cosa volessero così non solo da parte dei nemici ma anche da parte di costoro che erano vostri concittadini si tramava contro di voi per non farvi prendere alcuna buona decisione e per ridurvi in grave stato di indigenza. Infatti sapevano bene che in altro modo non sarebbero riusciti ad avere ragione di voi ma che se vi foste trovati in difficoltà ce l'avrebbero fatta. E pensavano che voi desiderando liberarvi dai mali presenti non vi sareste dati pensiero di quelli a venire
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PRIME ESPERIENZE POLITICHE di Platone
VERSIONE DI GRECO di Platone maturità 1987
Traduzione dal libro test di greco e sapheneia
Νέος ἐγώ ποτε ὢν πολλοῖς δὴ ταὐτὸν ἔπαθον· ᾠήθην, εἰ θᾶττον ἐμαυτοῦ γενοίμην κύριος, ἐπὶ τὰ κοινὰ τῆς πόλεως εὐθὺς ἰέναι. καί μοι τύχαι τινὲς τῶν τῆς πόλεως πραγμάτων τοιαίδε παρέπεσον. ὑπὸ πολλῶν γὰρ τῆς τότε πολιτείας λοιδορουμένης μεταβολὴ γίγνεται, καὶ τῆς μεταβολῆς εἷς καὶ πεντήκοντά τινες ἄνδρες προύστησαν ἄρχοντες, ἕνδεκα μὲν ἐν ἄστει, δέκα δ' ἐν Πειραεῖ – περί τε ἀγορὰν ἑκάτεροι τούτων ὅσα τ' ἐν τοῖς ἄστεσι διοικεῖν ἔδει – τριάκοντα δὲ πάντων ἄρχοντες κατέστησαν αὐτοκράτορες. τούτων δή τινες οἰκεῖοί τε ὄντες καὶ γνώριμοι ἐτύγχανον ἐμοί, καὶ δὴ καὶ παρεκάλουν εὐθὺς ὡς ἐπὶ προσήκοντα πράγματά με. καὶ ἐγὼ θαυμαστὸν οὐδὲν ἔπαθον ὑπὸ νεότητος· ᾠήθην γὰρ αὐτοὺς ἔκ τινος ἀδίκου βίου ἐπὶ δίκαιον τρόπον ἄγοντας διοικήσειν δὴ τὴν πόλιν, ὥστε αὐτοῖς σφόδρα προσεῖχον τὸν νοῦν, τί πράξοιεν. καὶ ὁρῶν δήπου τοὺς ἄνδρας ἐν χρόνῳ ὀλίγῳ χρυσὸν ἀποδείξαντας τὴν ἔμπροσθεν πολιτείαν – τά τε ἄλλα καὶ φίλον ἄνδρα ἐμοὶ πρεσβύτερον Σωκράτη, ὃν ἐγὼ σχεδὸν οὐκ ἂν αἰσχυνοίμην εἰπὼν δικαιότατον εἶναι τῶν τότε, ἐπί τινα τῶν πολιτῶν μεθ' ἑτέρων ἔπεμπον, βίᾳ ἄξοντα ὡς ἀποθανούμενον, ἵνα δὴ μετέχοι τῶν πραγμάτων αὐτοῖς, εἴτε βούλοιτο εἴτε μή· ὁ δ' οὐκ ἐπείθετο, πᾶν δὲ παρεκινδύνευσεν παθεῖν πρὶν ἀνοσίων αὐτοῖς ἔργων γενέσθαι κοινωνός – ἃ δὴ πάντα καθορῶν καὶ εἴ τιν' ἄλλα τοιαῦτα οὐ σμικρά, ἐδυσχέρανά τε καὶ ἐμαυτὸν ἐπανήγαγον ἀπὸ τῶν τότε κακῶν.
Traduzione
Una volta, quando ero giovane, mi sono capitate vicissitudini identiche a quelle di molti: mi formai la convinzione che se fossi diventato abbastanza presto padrone di me stesso, immediatamente avrei potuto partecipare alla vita pubblica e tali furono le vicende politiche del mio stato che casualmente si riversarono coi loro effetti deleteri su di me. Un folto gruppo di cittadini operò un sovvertimento di una situazione politica che era allora fortemente danneggiata e del regime cambiato si fecero capi cinquantuno uomini, undici nella rocca, dieci al Pireo e trenta diventarono padroni assoluti della situazione. Alcuni di questi si dà il caso che fossero miei parenti e conoscenti e mi spingevano ad entrare in questo mondo politico pensando che mi si confacesse. Ed io ebbi reazioni niente affatto strane per la mia età giovanile; infatti pensai che essi avrebbero davvero governato lo stato imprimendogli la direzione giusta da ingiusta che era prima, sicché prestavo loro molta attenzione per vedere cosa avrebbero fatto. Ed allora, vedendo che quegli uomini in poco tempo fecero diventare oro il regime precedente – e tra le altre cose mandarono anche un mio amico, più vecchio di me, Socrate, che io quasi non proverei ritegno a definire il più giusto di quelli di allora, da un concittadino insieme con altri per portarlo a morte con la violenza, affinché, che lo volesse o no, collaborasse alle loro azioni. Ma egli non obbedì e rischiò qualunque reazione (da parte loro) piuttosto che diventare loro complice in azioni empie – dunque, vedendo tutto questo ed anche altri fatti di tal genere non di poco conto, mi indignai e presi le distanze dalla penosa situazione di quel momento.