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SOLONE ESORTA GLI ATENIESI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Paradeigmata
TRADUZIONE
Ma poiché lo stesso Pisitrato essendosi ferito andò verso la piazza, portato su un carro e incitò il popolo come se fosse stato agognato dai nemici, per il modo di governare e aveva anche molti che si adiravano e gridavano, Solone disse, essendosi accostato accanto ed essendosi presentato: "Non interpreti bene, oh figlio di Ippocrate, l'Odisseo omerico: infatti fai queste cose, con le quali quello ingannò i nemici, ingannando i cittadini, avendo tormentato te stesso". Da questo momento la moltitudine era pronta a prendere le difese di Pisistrato e il popolo si radunò in assemblea. Ma poiché Aristone aveva proposto che venissero assegnate cinquanta guardie del corpo armate di clava a Pisitrato, Solone essendosi destato si oppose ed esaminò molte cose simili a quelle che aveva scittto attraverso i poemi: infatti fate attenzione alla parola e alle promesse di un uomo ingannevole, ognuno di voi cammina sulle orme della volpe(uomo furbo)ma tutti noi abbiamo una mente frivola.
Ma vedendo che i poveri si accingevano a rendere benevolenza a Pisitrato e facevano rumore e che i ricchi fuggivano ed avevano paura, si allontanò dopo aver detto di essere più saggio degli uni e più coraggioso degli altri; più saggio di quelli che nn si acccorgevano del fatto, ma più coraggioso di quelli che se ne accorgevano, ma che temevano di opporsi alla tirannide.
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ELOGIO DELL'AGRICOLTURA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Paradeigmata
TRADUZIONE
Nemmeno coloro che sono molto felici si possono astenere dall'agricoltura. La cura di quella sembra infatti allo stesso tempo una sorta di divertimento, un mezzo per accrescere la propria casa (lett. un aumento della casa) e un esercizio fisico (lett. dei corpi) per poter fare quanto si addice ad un uomo libero. Per prima cosa infatti la terra arreca a coloro che la coltivano quegli alimenti (lett. quelle cose) grazie ai quali gli uomini vivono, e produce inoltre ciò grazie al quale essi conducono una vita piacevole: offre poi tutto ciò con cui essi ador-nano gli altari e le statue e con cui adornano le loro persone (lett. si adornano essi stessi) e per di più con profumi e spettacoli soavissimi; inoltre molti companatici parte li genera e parte li alimenta: l'arte della pastorizia è infatti congiunta all'agricoltura in modo che (gli uomini) siano in grado di accattivarsi gli dèi sacrificando e di farne essi stesso uso. Somministrando poi i beni in grandissima abbondanza (lett. abbondantissimi), non permette di riceverli con mollezza, ma abitua a sopportare i freddi dell'inverno e i caldi dell'estate.
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ELOGIO DELLA DEMOCRAZIA ATENIESE
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Paradeigmata
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Γεννηθέντες δε χαι παιδευθέντες ούτως οϊ τώνδε πρόγονοι ωκουν πολιτείαν χατααχευααάμενοι ης ορθώς ϊχει διά βραχέων έπιμνηαθήναι πολιτεία γάρ τροφή ανθρώπων έστί χαλή μεν αγαθών ή δϊ έναντία χακών ώς ουν έν χαλή πολιτεία έτράφηααν οϊ πρόσθεν ημών άναγχαϊον δηλώοαι δι ην δή χάχείνοι άγαθοϊ και οϊ νύν είσίν ών οΐδε τνγχάνονοιν όντες οϊ τετελευτηκότες Ή γάρ αυτή πολιτεία χαϊ τότε ην χαϊ ννν άριατοχρατία 3β ίν η ννν τε πολιτευόμενα χαϊ τον άεϊ χρόνον έξ έκείνου ώς τά πολλά χαλεϊ δε ό μεν αύτήν δημοχρατίαν ο δϊ β άλλο ωάνχαίρη Ιατι δε τή άλη&εία μετ ευδοξίας πλήθους άριατοκρατία βασιλείς μεν γάρ άεϊ ήμϊν είσίν ούτοι δε τοτε μεν Ικ γένους τοτε δ ε αιρετοί
TRADUZIONE
Ed essendo stati istruiti così anche quelli appena nati, gli antenati dei quali abitavano Atene avendola fondata, della quale è giusto ricordarsi con poche parole. La città infatti è la vita degli uomini, è gloriosa per i valorosi, ed è l'avversaria dei malvagi. Così di certo nella bella città quelli prima di noi l'hanno fatta crescere, è necessario renderlo noto, nella quale certamente ci sono anche questi valorosi e gli uomini d’oggi, dei quali questi che vivono incontrano quelli che hanno finito il tempo da vivere. Infatti questa città era prima ed è ora un'aristocrazia, nella quale certamente ci sono dei cittadini e nella quale per molto tempo fino ad adesso molte cose sono rimaste invariate. Gli uni la chiamano democrazia, altri con un'altra cosa, con la quale si potrebbe gioire, ma in realtà secondo la fama una moltitudine di uomini è l’aristocrazia. Infatti per noi sempre ci sono dei re: e questi lo sono talora dalla nascita, talora per elezione.
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DA ERETRIA A MARATONA
VERSIONE DI GRECO di Platone
σχεδὸν γὰρ δέκα ἔτεσιν πρὸ τῆς ἐν Σαλαμῖνι ναυμαχίας ἀφίκετο Δᾶτις Περσικὸν στόλον ἄγων, πέμψαντος Δαρείου διαρρήδην ἐπί τε Ἀθηναίους καὶ Ἐρετριᾶς, ἐξανδραποδισάμενον ἀγαγεῖν, θάνατον αὐτῷ προειπὼν μὴ πράξαντι ταῦτα. καὶ ὁ Δᾶτις τοὺς μὲν Ἐρετριᾶς ἔν τινι βραχεῖ χρόνῳ παντάπασιν κατὰ κράτος τε εἷλεν μυριάσι συχναῖς, καί τινα λόγον εἰς τὴν ἡμετέραν πόλιν ἀφῆκεν φοβερόν, ὡς οὐδεὶς Ἐρετριῶν αὐτὸν ἀποπεφευγὼς εἴη·συνάψαντες γὰρ ἄρα τὰς χεῖρας σαγηνεύσαιεν πᾶσαν τὴν Ἐρετρικὴν οἱ στρατιῶται τοῦ Δάτιδος. ὁ δὴ λόγος, εἴτ’ ἀληθὴς εἴτε καὶ ὅπῃ ἀφίκετο, τούς τε ἄλλους Ἕλληνας καὶ δὴ καὶ Ἀθηναίους ἐξέπληττεν, καὶ πρεσβευομένοις αὐτοῖς πανταχόσε βοηθεῖν οὐδεὶς ἤθελεν πλήν γε Λακεδαιμονίων·
οὗτοι δὲ ὑπό τε τοῦ πρὸς Μεσσήνην ὄντος τότε πολέμου καὶ εἰ δή τι διεκώλυεν ἄλλο αὐτούς οὐ γὰρ ἴσμεν λεγόμενο ὕστεροι δ’ οὖν ἀφίκοντο τῆς ἐν Μαραθῶνι μάχης γενομένης μιᾷ ἡμέρᾳ. μετὰ δὲ τοῦτο παρασκευαί τε μεγάλαι λεγόμεναι καὶ ἀπειλαὶ ἐφοίτων μυρίαι παρὰ βασιλέως. προϊόντος δὲ τοῦ χρόνου, Δαρεῖος μὲν τεθνάναι ἐλέχθη, νέος δὲ καὶ σφοδρὸς ὁ ὑὸς αὐτοῦ παρειληφέναι τὴν ἀρχὴν καὶ οὐδαμῶς ἀφίστασθαι τῆς ὁρμῆς. οἱ δὲ Ἀθηναῖοι πᾶν τοῦτο ᾤοντο ἐπὶ σφᾶς αὐτοὺς παρασκευάζεσθαι διὰ τὸ Μαραθῶνι γενόμενον, καὶ ἀκούοντες Ἄθων τε διορυττόμενον καὶ Ἑλλήσποντον ζευγνύμενον καὶ τὸ τῶν νεῶν πλῆθος, ἡγήσαντο οὔτε κατὰ γῆν σφίσιν εἶναι σωτηρίαν οὔτε κατὰ θάλατταν· οὔτε γὰρ βοηθήσειν αὑτοῖς οὐδένα ―μεμνημένοι ὡς οὐδ’ ὅτε τὸ πρότερον ἦλθον καὶ τὰ περὶ Ἐρέτριαν διεπράξαντο, σφίσι γε οὐδεὶς τότε ἐβοήθησεν οὐδ’ ἐκινδύνευσεν συμμαχόμενος· ταὐ τὸν δὴ προσεδόκων καὶ τότε γενήσεσθαι τό γε κατὰ γῆν― καὶ κατὰ θάλατταν δ’ αὖ πᾶσαν ἀπορίαν ἑώρων σωτηρίας, νεῶν χιλίων καὶ ἔτι πλεόνων ἐπιφερομένων. μίαν δὴ σωτηρίαν συνενόουν, λεπτὴν μὲν καὶ ἄπορον, μόνην δ’ οὖν, βλέψαντες πρὸς τὸ πρότερον γενόμενον, ὡς ἐξ ἀπόρων καὶ τότε ἐφαίνετο γενέσθαι τὸ νικῆσαι μαχομένους· ἐπὶ δὲ τῆς ἐλπίδος ὀχού- μενοι ταύτης ηὕρισκον καταφυγὴν αὑτοῖς εἰς αὑτοὺς μόνους εἶναι καὶ τοὺς θεούς. ταῦτ’ οὖν αὐτοῖς πάντα φιλίαν ἀλλήλων ἐνεποίει, ὁ φόβος ὁ τότε παρὼν ὅ τε ἐκ τῶν νόμων τῶν ἔμπροσθεν γεγονώς, ὃν δουλεύοντες τοῖς πρόσθεν νόμοις ἐκέκτηντο, ἣν αἰδῶ πολλάκις ἐν τοῖς ἄνω λόγοις εἴπομεν, ᾗ καὶ δουλεύειν ἔφαμεν δεῖν τοὺς μέλλοντας ἀγαθοὺς ἔσεσθαι, ἧς ὁ δειλὸς ἐλεύθερος καὶ ἄφοβος· ὃν εἰ τότε μὴ δέος ἔλαβεν, οὐκ ἄν ποτε συνελθὼν ἠμύνατο, οὐδ’ ἤμυνεν ἱεροῖς τε καὶ τάφοις καὶ πατρίδι καὶ τοῖς ἄλλοις οἰκείοις τε ἅμα καὶ φίλοις, ὥσπερ τότ’ ἐβοήθησεν, ἀλλὰ κατὰ σμικρὰ ἂν ἐν τῷ τότε ἡμῶν ἕκαστος σκεδασθεὶς ἄλλος ἄλλοσε διεσπάρη
TRADUZIONE
giunse Dati alla guida di una spedizione persiana, inviato espressamente da Dario contro gli Ateniesi e gli Eretriesi perche li portasse al suo cospetto in catene, e minacciandolo di morte se non avesse agito così. E in un breve lasso di tempo Dati prese con la forza tutti gli Eretriesi grazie ad un numero infinito di uomini, e fece pervenire una notizia terribile presso la nostra città, secondo la quale nessun Eretriese gli era scampato, e i soldati di Dati, tenendosi per mano, avevano preso tutta la città di Eretria come in una rete. La notizia, sia che fosse fondata, sia che giungesse chissà da dove, sconvolse gli altri Greci e gli Ateniesi, e avendo mandato ovunque degli ambasciatori per richiedere aiuto, nessuno volle rispondere all'appello se non gli Spartani: e questi, poiché erano impediti dalla guerra in corso con Messene e da qualche altra ragione - ma non sappiamo che cosa dissero di preciso -, giunsero il giorno successivo alla battaglia di Maratona. Dopo di che si sparse la voce di grandi preparativi e di innumerevoli minacce da parte del Re. Con il passare del tempo si disse che Dario era morto, e che suo figlio, giovane e pieno di ardore aveva ricevuto il potere, e non desisteva affatto dall'ardore dell'assalto. Gli Ateniesi pensarono che tutti questi preparativi fossero diretti proprio contro di loro, a causa di ciò che era avvenuto a Maratona, e sentendo che il monte Athos era stato forato, che l'Ellesponto era stato unito, e che vi era una quantità formidabile di navi, pensarono che non si sarebbero salvati né per terra né per mare e che nessuno sarebbe venuto loro in soccorso. Ricordavano infatti che nessuno era venuto a portare loro aiuto, né aveva voluto correre il rischio di scendere in battaglia insieme a loro, quando quelli erano venuti per la prima volta ed erano accaduti i fatti di Eretria, e prevedevano che anche allora sarebbe avvenuta la stessa cosa per terra: e per mare, d'altra parte, vedevano che sarebbe stata assolutamente impossibile la salvezza, dinanzi all'avanzata di migliaia e anche più navi. Pensavano ad una sola salvezza, debole e disperata, ma anche l'unica, considerando uanto era avvenuto in passato, e come da situazioni impossibili anche allora era apparsa la vittoria in battaglia: appoggiandosi a questa speranza trovarono una via di scampo a questa situazione soltanto in loro stessi e negli dèi. Tutto ciò suscitava in essi la reciproca amicizia: sia la paura che allora era presente, sia quella che scaturiva dalle leggi precedenti. Questa paura essi l'avevano acquistata dal fatto di essersi asserviti alle leggi precedenti, e noi spesso nei discorsi di prima l'abbiamo chiamata pudore, e ad essa dicevamo che deve asservirsi chi vuole diventare onesto, mentre è libero e non nutre timore nei suoi confronti la persona meschina: ma se in quella circostanza il timore non avesse colto anche il meschino, non si sarebbe mai unito agli altri per la difesa, e non sarebbe venuto in soccorso per difendere i templi, e le tombe, e la patria e le altre cose che gli erano familiari e nel contempo care, così come fece, ma in quella circostanza ciascuno di noi, disperdendosi a poco a poco, si sarebbe allontanato chi da una parte chi da un'altra.
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ASTRONAUTI SULLA LUNA
VERSIONE DI GRECO di Luciano