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Ὁ Θῶνες συλλαμβάνει τὸν ᾿Αλέξανδρον καὶ τὰς νέας αὐτοῦ κατίσχει μετὰ δὲ αὐτὸν τε τοῦτον ἀνήγαγε ἐς Μέμφιν καὶ τὴν Ἑλένην τε καὶ τὰ χρήματα, πρὸς δὲ καὶ τους ἱκέτας. Ανακομισθέντων δὲ πάντων, εἰρώτα τὸν ᾿Αλέξανδρον ὁ Πρωτεῖς τῆς εἴη καὶ ὀκόθεν πλέοι. Ὁ δέ οἱ καὶ τὸ γένος κατέλεξε καὶ τῆς πάτρης εἶπε τὸ οὔνομα και δη καὶ τὸν πλέον ἀπηγήσατο οκόθεν πλέοι. Μετὰ δὲ ὁ Πρωτεὺς εἰρώτα αὐτὸν ἀκύλιον τὴν Ἑλένην λάβοι· πλανωμένου δὲ τοῦ ᾿Αλεξάνδρου ἐν τῷ λόγῳ καὶ οὐ λέγοντος τὴν ἀληθείην, ἤλεγχον οἱ γενόμενοι ἱκέται ἐξηγεόμενοι πάντα λόγον τοῦ ἀδικήματος. Τέλος δὲ δή σφι λόγον τόνδε ἐκφαίνει ὁ Πρωτεύς, λέγων ὅτι «Ἐγὼ εἰ μὴ περὶ πολλοὶ ἡγεόμην μηδένα ξείνων κτείνειν, ὅσοι ὑπ' ἀνέμων ἤδη ἀπολαμφθέντες ἦλθον ἐς χώρην τὴν ἐμήν, ἐγὼ ἄν σε ὑπὲρ τοῦ Ἕλληνος ἐτεισάμην, ὅς, ὦ κάκιστε ἀνδρῶν, ξεινίων τυχὼν ἔργον ἀνοσιώτατον ἐργάσαο».
Thonis cattura Alessandro (Alessandro Paride) e trattiene le sue navi; e dopo di lui portò costui a Menfi, e anche Elena e i beni, e in aggiunta anche i supplici. Essendo stati riportati tutti, Proteo domandava ad Alessandro di quale patria fosse e da dove navigasse. Ed egli gli raccontò la sua stirpe e disse il nome della sua patria, e certo anche raccontò la navigazione da dove navigava. Dopo ciò Proteo gli domandava per quale ragione avesse preso Elena; ma divagando Alessandro nel discorso e non dicendo la verità, i supplici che erano presenti lo smascheravano, raccontando ogni dettaglio del misfatto. Infine, Proteo rivela loro questo discorso, dicendo che: "Se io non ritenessi di gran valore il non uccidere nessuno degli stranieri, quanti già bloccati dai venti giunsero nella mia terra, io mi sarei vendicato di te a favore del Greco, tu che, o pessimo degli uomini, avendo ricevuto i diritti dell'ospitalità, hai compiuto un'azione assai sacrilega".
(By Star)
ANALISI GRAMMATICALE
A. VERBI
συλλαμβάνει: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare di συλλαμβάνω (catturare, arrestare). (Verbo principale)
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Ἐγὼ δὲ δίκαιον μὲν εἶναι νομίζω ...τῶν δικαίων ἀξιουμένους. Καὶ παράδειγμα λέγειν ἔχω τούτου πᾶσιν ὑμῖν γνώριμον.
Io, invece ritengo che era giusto richiamare in patria il popolo di Rodi; ma anche se non era giusto, quando ho guardato a ciò che questi fanno, ritengo che sia bene esortare a farli rientrare. Perchè? Perchè o Ateniesi mentre tutti sono spinti a fare le cose giuste, o Ateniesi, è vergognoso che solo noi non vogliamo (farle) mentre tutti gli altri si preparano in qualche modo a poter essere ingiusti, solo noi proponiamo ciò che è giusto, pur non attaccandoci nessuno, io ritengo che non sia giustizia ma viltà; vedo infatti tutti che si ritengono meritevoli di cose giuste in base alla (loro) forza attuale e ho un esempio noto di questo da raccontare a tutti voi. (Traduzione letterale di Anna Maria Di Leo)
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Καὶ πρῶτον μὲν τὴν πόλιν σποράδην καὶ κατὰ ὁ κώμας οἰκοῦσαν... ἅπασιν εἰς τὸ κοινὸν ἀπεδίδου. (Versione greco Isocrate)
E in primo luogo avendo riunito in un sol luogo la città dispersa e disposta in [vari] villaggi (trovi la frase fatta sul vocabolario GI alla voce οἰκέω) la rese tanto grande che anche ora da quel tempo è la più grande fra le [città] greche. Dopo ciò resa comune la patria e rendendo liberi gli animi di coloro che convivevano, rese in condizioni di parità (ἐξ ἴσου) la gara sul valore, sperando che allo stesso modo (προέξειν inf fut προέχω) prevalesse su di loro [il valore] lavorando (ἀσκέω) come non dandosene cura (ἀμελέω), poiché sapevano (avendo saputo) che gli onori che sono più graditi [sono] quelli da parte di coloro che sono saggi o da parte di coloro che sono sottomessi. Fu tanto lontano dal fare qualcosa contro la volontà dei cittadini che rendeva il popolo padrone del governo, mentre questi ritenevano giusto che solo lui governasse, ritenendo che fosse più onesto e più imparziale il suo comando supremo del loro. Infatti egli, non come gli altri [re], non ordinava ad altri incombenze, non godeva dei piaceri solo egli stesso, ma si prendeva i suoi rischi personali e assegnava le risorse (εἰς τὸ κοινόν=) all'utile comune.
(By Vogue)
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Και οσα μεν λογω ειπον εκαστοι η μελλοντες πολεμησειν η εν αυτω ηδε οντες, χαλεπον την ακριβειαν αυτην των λεχθεντων διαμνημονευσαι...
Per i discorsi tenuti dai singoli personaggi prima della guerra, e durante la guerra, era difficile a me — per ciò che avevo udito personalmente — e a quelli che mi riferivano dai diversi luoghi, ricordare con precisione assoluta ciò che era stato detto. Io, attenendomi quanto più fosse possibile al senso generale di ciò che fu veramente detto, ho scritto i discorsi come sembrava a me che i singoli oratori avrebbero presso a poco espresso le cose essenziali sulle situazioni diverse. quanto ai fatti veri e propri svoltisi durante la guerra, ritenni di doverli narrare non secondo le informazioni del primo venuto né secondo il mio arbitrio, ma in base alle più precise ricerche possibili su ogni particolare, sia per ciò di cui ero stato testimone diretto, che per quanto mi venisse riferito dagli altri. Faticose ricerche: perché i testimoni dei singoli fatti riferivano su cose identiche in maniera diversa, ognuno secondo le sue particolari simpatie e la sua memoria. E forse la mia storia, spoglia dell'elemento fantastico, accarezzerà meno l'orecchio, ma basterà che la giudichino utile quanti vorranno sapere ciò che del passato è certo, e acquistare ancora preveggenza per il futuro, che potrà quando che sia ripetersi, per la legge naturale degli uomini, sotto identico o simile aspetto. Sicché quest'opera è stata composta perché avesse valore eterno, più che per ambizione dell'applauso dei contemporanei nelle pubbliche recite.
Ulteriore proposta di traduzione
E per quanto concerne i discorsi pronunciati da ciascun oratore, quando la guerra era imminente o già infuriava, era impresa critica riprodurne a memoria, con precisione e completezza, i rispettivi contenuti; per me, di quanti avevo personalmente udito, e per gli altri che da luoghi diversi me ne riferivano. Questo metodo ho seguito riscrivendo i discorsi: riprodurre il linguaggio con cui i singoli personaggi, a parer mio avrebbero espresso nelle contingenze che via via si susseguivano i provvedimenti ritenuti ogni volta più opportuni. Ho impiegato il massimo scrupolo nel mantenermi il più possibile aderente al senso complessivo dei discorsi effettivamente declamati. Ho ritenuto mio dovere descrivere le azioni compiute in questa guerra non sulla base di elementi d'informazione ricevuti dal primo che incontrassi per via; né come paresse a me, con un'approssimazione arbitraria, ma analizzando con infinita cura e precisione, naturalmente nei confini del possibile, ogni particolare dei fatti cui avessi di persona assistito, o che altri mi avessero riportato. La boriosa e complessa indagine: poiché le memorie di quanti intervennero in una stessa azione, non coincidono mai sulle medesime circostanze e sfumature di quella. Da qui resoconti diversi, a seconda della individuale capacità di ricordo o delle soggettive propensioni. Il tono severo della mia storia, mai indulgente al fiabesco, suonerà forse scabro all'orecchio: basterà che stimino la mia opera feconda quanti vogliono scrutare e penetrare la verità delle vicende passate e di quelle che nel tempo futuro, per le leggi immanenti al mondo umano, s'attueranno di simili, o perfino d'identiche. Possesso per l'eternità è la mia storia, non composta per la lode, immediata e subito spenta, espressa dall'ascolto pubblico.
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Προὒπεσχομην διηγήσασθαι διά τί καί πῶς έξελαμψεν ή τοῦ Σκιπίωνος έν τῇ Ρώμῃ δόξα, σύν δέ τούτῳ πῶς έπί τοσοῦτον αύξηθῆναι συνέβη Πολυβιῳ τήν πρός τόν προειρημένον φιλίαν καί συνήθειαν ὣστε μή μόνον ἒως τῆς Ίταλίας καί τῆς, Ελλαδος έπιδιατεῖναι τήν περί αύτῶν φήμην, αλλά καί τόῖς πορρωτερω γνώριμον γενεσθαι τήν αἳρεσιν καί συμπεριφοράν αύτῶν. Διότι μέν οὗν ή καταρχή τῆς συστασεως έγενήθη έκ τίνος χρήσεως βυβλίων καί τῆς περί τούτων λαλιᾶς δεδηλώκαμεν· προβαινούσης δέ τῆς συνήθειας καί τῶν άνακεκλημένων έκπεμπομένων έπί τάς πόλεις, διέσπευσαν ὂ τε Φάβιος καί ό Σκιπίων οί τοῦ Λευκίου νεανίσκοι πρός τόν στρατηγόν μεῖναι τόν Πολύβιον έν τῇ 'Ρώμῃ. Γενομένου δέ τούτου, καί τῆς συμπεριφοράς ἐπί πολύ προκοπτούσης, ἐγένετο συγκύρημά τι τοιοῦτον.
Ho promesso prima che narrerò perciò la fama di Scipione in che modo brillò a Roma, inoltre come dell'amicizia e familiarità che Polibio ebbe con lui tanto da accrescere lo sviluppo che non solo la fama della sua amicizia pervase l'Italia e la Grecia, ma anche alle genti più antiche si segnalò l'interesse di entrambi e il legame delle loro anime. Perciò dunque l'inizio dell'alleanza avvenne da un uso dei libri e ho narrato la fama intorno a loro; progredendo la consuetudine e richiamando i coloni alle città, ciò incitò Fabio e Scipione i figli di Lucio a far rimanere Polibio a Roma presso lo stratega. Avvenuto ciò, e progredendo per molto tempo l'accondiscendenza, avvenne tale fatto.
(By Stuurm)