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Paulus Aemilus eius, qui in pugna Cannensi cecidit, filius fuit. Is, consul creatus, contendit in Macedoniam provinciam, quia Perseus, Philippi filius, bellum in Romanos renoverat. ...
Paolo Emilio fu figlio di colui, che cadde nella battaglia di Canne. Costui, eletto console, si affretta nella provincia di Macedonia, perché Perseo, figlio di Filippo, rinnova la guerra contro i Romani. Partendo dunque verso la Macedonia, facendo ritorno sul far della sera dalla curia a casa, abbracciò Terzia, la sua figlioletta a quel tempo molto piccola e, accorgendosi che era un po’ triste disse: “Perché Terzia è tanto triste?” Quella avendo risposto che Persa era morto, il padre abbracciò più strettamente la fanciulla. Disse: “Accetto l’augurio figlia mia”. in verità con questo nome Persa si chiamava (era) il cagnolino; ma il padre da un detto fortuito presagì nell’animo la sicura speranza di vittoria. Partendo verso la Macedonia, Paolo Emilio combatté molto accanitamente con Perseo, lo sbaragliò e lo perseguitò messo in fuga fino a notte. Ritornando nell’accampamento fu afflitto da una grave preoccupazione, perché il figlio non fu ritrovato. Questi infatti, inseguendo più accanitamente i nemici, era stato rapito lontano da un ingente moltitudine. Alla fine a mezzanotte fu annunciato che costui aveva fatto ritorno. Allora in verità il padre poté godere della gioia della vittoria tanto grande.
(by Maria D.)
Analisi dei verbi contenuti in questa versione:
cecidit, cecidit (verbo cado, 3a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) creatus, creatus (verbo creo, 1a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) contendit, contendit (verbo contendo, 3a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) animadvertisset, animadvertisset (verbo animadverto, 3a coniugazione, 3a persona sing. congiuntivo plusquamperfetto) respondisset, respondisset (verbo respondeo, 2a coniugazione, 3a persona sing. congiuntivo plusquamperfetto) complexus est, complexus est (verbo complector, 3a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) dixit, dixit (verbo dico, 3a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) praesumpsit, praesumpsit (verbo praesumo, 3a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) pugnavit, pugnavit (verbo pugno, 1a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) profligavit, profligavit (verbo profligo, 1a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) persecutus est, persecutus est (verbo persequor, 3a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) inveniretur, inveniretur (verbo invenio, 4a coniugazione, 3a persona sing. congiuntivo imperfetto) erat, erat (verbo sum, essere, 2a coniugazione, 3a persona sing. indicativo imperfetto) abstractus erat, abstractus erat (verbo abstraho, 3a coniugazione, 3a persona sing. indicativo plusquamperfetto) nuntiatum est, nuntiatum est (verbo nuntio, 1a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto passivo) reversum esse, reversum esse (verbo revertor, 3a coniugazione, infinito perfetto) frui, frui (verbo fruor, 3a coniugazione, infinito presente) Pronomi: Is, eius (pronome personale, m. nom. sing., m. gen. sing.) quia (coniugazione) qui, cuius (pronome relativo, m. nom. sing., m. gen. sing.) tum (avverbio) mea (pronome possessivo, f. gen. sing.) Preposizioni: in (preposizione + accusativo) sub (preposizione + accusativo) Coniugazioni: contendit (coniugazione) reversus (coniugazione) afflictus est (coniugazione) inveniretur (coniugazione) erat (coniugazione) abstractus erat (coniugazione) nuntiatum est (coniugazione) reversum esse (coniugazione) frui (coniugazione) renoverat, renoverat (verbo renovo, 3a coniugazione, 3a persona sing. indicativo perfetto) .
Analisi dei sostantivi presenti nella versione
Paulus, Pauli (m. nom. sing., m. gen. sing., 2a declinazione) Aemilus, Aemili (m. nom. sing., m. gen. sing., 2a declinazione) eius (pronome possessivo, gen. sing.) pugna, pugnae (f. nom. sing., f. gen. sing., 1a declinazione) Cannensi, Cannensis (m. dat. sing., m. gen. sing., 3a declinazione) filius, filii (m. nom. sing., m. gen. sing., 2a declinazione) consul, consulis (m. nom. sing., m. gen. sing., 3a declinazione) Macedoniam, Macedoniae (f. acc. sing., f. gen. sing., 1a declinazione) provinciam, provinciae (f. acc. sing., f. gen. sing., 1a declinazione) Perseus, Persei (m. nom. sing., m. gen. sing., 2a declinazione) Philippi, Philippi (m. gen. sing., m. gen. sing., 2a declinazione) bellum, belli (n. nom. sing., n. gen. sing., 2a declinazione) Romanos, Romanorum (m. pl. nom. sing., m. pl. gen. sing., 2a declinazione).
Congiunzioni: et, quia
Avverbi: igitur, admodum, enim
(Analisi della versione by Starinthedark)
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In palustris Aegypti regionibus papyrum nascitur. Radicibus incolae pro ligno utuntur; ex ipso autem papyro navigia texunt, e libro vela, tegetes, vestes ac funes. Praeparantur ex eo etiam chartae. Chartae ex papyro usus post Alexandri demum victorias repertus est....
Nelle regioni paludose dell'Egitto cresce il papiro. Gli abitanti usano le radici come legno; da questo stesso papiro costruiscono imbarcazioni, e con la scorza (e libro) vele, tetti, vestiti e corde. Da esso vengono anche preparati anche i fogli di papiro (cartae). L'utilizzo della carta di papiro fu inventato soltanto dopo le vittorie di Alessandro. Infatti, in un primo tempo si scrisse sulle foglie delle palme, poi sui libri di qualche pianta (lett plur). In seguito nacque l'abitudine di realizzare iscrizioni pubbliche su tavole di piombo o marmo. Alla fine, la la rivalità dei re Tolomeo ed Eumene fu grandissima e nacque una contesa tra i due re per l'eccellenza dei libri. Ciò diede l'opportunità di usare la pergamena di Pergamo. Da quel momento i libri furono scritti ora su carta fatta di papiro (ex=materia), ora sulle pergamene.
(traduzione By Vogue)
Analisi grammaticale delle parole presenti nel brano:
In (preposizione) palustris (aggettivo, nominativo/accusativo/vocativo singolare maschile/femminile) Aegypti (genitivo singolare maschile/femminile) regionibus (nominativo/accusativo/vocativo plurale maschile) papyrum (accusativo singolare neutro) nascitur (nascor, terza persona singolare, indicativo presente passivo) Radicibus (dativo/ablativo plurale maschile) incolae (nominativo/vocativo plurale maschile) pro (preposizione) ligno (ablativo singolare neutro) utuntur (utor, terza persona plurale, indicativo presente passivo) ex (preposizione) ipso (ablativo singolare maschile) autem (congiunzione) papyro (ablativo singolare neutro) navigia (nominativo/accusativo/vocativo plurale neutro) texunt (texo, terza persona plurale, indicativo presente attivo) e (preposizione) libro (ablativo singolare maschile) vela (accusativo plurale neutro) tegetes (accusativo plurale maschile) vestes (accusativo plurale femminile) ac (congiunzione) funes (accusativo plurale maschile) Praeparantur (praeparo, terza persona plurale, indicativo presente passivo) eo (ablativo singolare maschile) chartae (nominativo/accusativo/vocativo plurale femminile) usus (nominativo/accusativo/vocativo singolare maschile) post (preposizione) Alexandri (genitivo singolare maschile) demum (avverbio) victorias (accusativo plurale femminile) repertus (reperio, nominativo/accusativo/vocativo singolare maschile) est (sum, terza persona singolare, indicativo presente attivo) Primo (nominativo/ablativo singolare neutro) enim (congiunzione) scriptum (scribo, nominativo/accusativo/vocativo singolare neutro) palmarum (genitivo plurale femminile) foliis (ablativo plurale neutro) deinde (avverbio) in (preposizione) libris (ablativo plurale maschile) quarundam (genitivo plurale femminile) arborum (genitivo plurale femminile) Postea (nominativo/ablativo singolare neutro) orta (orior, nominativo/accusativo/vocativo singolare femminile) est (sum, terza persona singolare, indicativo presente attivo) consuetudo (nominativo/accusativo/vocativo singolare femminile) fabricari (fabor, infinito presente passivo) publicas (accusativo plurale femminile) inscriptiones (accusativo plurale femminile) in (preposizione) plumbeis (dativo/ablativo plurale maschile) aut (congiunzione) marmoribus (dativo/ablativo plurale maschile) tabulis (ablativo plurale femminile) Tandem (avverbio) aemulatio (nominativo/accusativo/vocativo singolare femminile) regum (genitivo plurale maschile) Ptolomaei (genitivo singolare maschile) Eumenis (genitivo singolare maschile) maxima (nominativo/vocativo singolare femminile) fuit (sum, terza persona singolare, indicativo perfetto attivo) et (congiunzione) in (preposizione) bibliotecis (ablativo plurale maschile) natum (nascor, accusativo singolare neutro) certamen (nominativo/accusativo/vocativo singolare neutro) inter (preposizione) duos (accusativo plurale maschile) reges (nominativo plurale maschile) propter (preposizione) librorum (genitivo plurale maschile) excellentiam (accusativo singolare femminile) Hoc (nominativo/accusativo singolare neutro) occasionem (accusativo singolare femminile) dedit (do, terza persona singolare, indicativo perfetto attivo) uti (ut, congiunzione) membrana (nominativo/accusativo/vocativo singolare femminile) Pergami (genitivo singolare maschile) Ab (preposizione) eo (ablativo singolare maschile) tempore (ablativo singolare neutro) modo (avverbio) charta (nominativo/accusativo/vocativo singolare femminile) ex (preposizione) papyro (ablativo singolare neutro) facto (facio, ablativo singolare neutro) membranis (dativo/ablativo plurale maschile) scripti (scribo, nominativo/accusativo/vocativo singolare maschile) sunt (sum, terza persona plurale, indicativo presente attivo).
(Analisi by Starinthedark)
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Romani thermas amant et eas frequentant magna cum laetitia. Aedificia sunt ubi viri et feminae se lavant, ludunt, ...Hic patricii togam deserunt et differentias sociales neglegunt.
I Romani amano le terme e le frequentano con grande gioia. (Le terme) sono gli edifici dove gli uomini e le donne si lavano, (dove) vedono gli amici e (li) salutano, (dove) trascorrono ore serene. Nelle terme ci sono molte opportunità (loca): il frigidario è un luogo adatto al bagno freddo, il calidario (adatto) al bagno caldo; il tepidario è un luogo dove i Romani si trattengono fra il calidario ed il frigidario. L'untorio è un luogo dove i servi massaggiano i patrizi e (gli) offrono oli essenziali (unguenti). Molti uomini amano il calidario ed il tepidario, dove rinvigoriscono i muscoli, pochi amano il frigidario. Le donne frequentano con grande gioia il vaporario, l'untorio e la piscina. Una volta le terme erano piccole e modeste, poi furono (presente storico) splendide. Sono note le terme di Pompei, di Tizio, di Caracalla, di Diocleziano. Nelle terme ci sono giardini, piscine, palestre, taverne, osterie. Qui i patrizi abbandonano la toga e non si preoccupano delle differenze sociali.
(By Vogue)
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Simonides, poeta lyricus Graecus insulae Ceae, carus Caelicolis erat, nam saepe a deis servabatur ex multis calamitatibus. ... Sic mire a deis servatur Simonides, clarus Graecus poeta.
Simonide, poeta lirico Greco dell'Isola di Ceo, era caro agli dèi, infatti era salvato spesso dalle divinità dalle svariate calamità. Prima di tutto, fu liberato dal pericolo di un naufragio, poi trovò scampo dalla repentina rovina della casa, dove stava partecipando ad un banchetto. Infatti mentre cenava presso una casa in Tessaglia, da Scopa, un uomo nobile che aveva un'indole incoraggiante fu invitato dal servo ad allontanarsi, infatti dinanzi alla porta c'erano due giovani che lo richiedevano. Si alzò, si allontanò, ma non vide alcun'uomo. guardò indietro e scorse un'ingente rovina. Infatti la stanza dove Scopa si trovava con gli amici precipitò all'improvviso. Scopa e tutti i convitati morirono. Così Simonide, il famoso poeta Greco, fu salvato incredibilmente dagli dèi.
(By Maria D. )
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Saepe Parthi contra hostes atrocia bella gerunt. In certamine proelium deserunt, deinde in proelio revertunt, sic hostes debent rursus pugnare...Taciti sunt sed parati agere contra hostes. Princibus et regibus non reverentia sed timore oboediunt.
I Parti spesso muovono contro i nemici guerre atroci. In battaglia abbandonano il combattimento poi ritornano in battaglia così i nemici devono combattere nuovamente. Un gran numero di piume ricopre i corpi dei Parti ed i loro cavalli. I parti non hanno oro e argento (dativo di possesso) se non sulle armi. Non mangiano carne ma si dedicano alla caccia. Vietano i banchetti alle donne e la considerazione degli uomini. E' appassionato (ardente?) l'amore dei cavalli: consistono nei cavalli, li vendono, li comprano. I costumi sui i dei parti sui defunti sono selvaggi. non seppelliscono i corti ma li lasciano agli uccelli crudeli. I Parti sono audaci non temono le guerre contro i nemici, le loro indoli sono ingannevoli, litigiose e crudeli. Attribuiscono agli uomini la forza e la violenza spaventosa alle donne la docilità. Sono silenziosi ma preparati ad agire contro i nemici. Ai principi ed ai re obbediscono non con la riverenza ma con il timore.