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His constitutis rebus, nactus idoneam ad navigandum tempestatem, tertia fere ...
Presi tali provvedimenti, approfittando del tempo favorevole alla navigazione, salpò all'incirca dopo mezzanotte e comandò che i cavalieri si spingessero fino al porto successivo, che si imbarcassero (sulle navi) e che lo seguissero. Avendo questi proceduto un poco troppo lentamente, egli stesso all'incirca verso le nove, con le prime navi, giunse in Britannia e qui vide le truppe armate dei nemici schierate su tutti i colli. La natura di questo luogo e il mare era racchiuso così strettamente tra le alture, che una freccia poteva raggiungere la costa. Giudicato questo luogo assolutamente inadatto allo sbarco, fino all'ora nona gettò l'ancora e aspettò che in quel luogo s i radunassero le rimanenti navi. Nel frattempo, convocati i legati e i tribuni militari, mostrò quello che aveva saputo da Voluseno e ciò che (quae, neutro plurale) voleva (vellet ) fosse fatto (fieri, infinito passivo di fio ) e li esortò, come è regola dell'arte militare, e come richiedevano soprattutto le imprese marittime, affinché le manovre, avendo movimento veloce e instabile fossero da loro eseguite al cenno ed all'istante. Licenziati questi, avanzò (progressus participio perfetto del verbo deponente progredior), di sette miglia da quel luogo (e) collocò le navi su una spiaggia aperta e piana.
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Armorum et equitandi peritissimus, laboris ultra fidem patiens erat. In agmine nonnumquam equo, saepius pedibus anteibat, ... ante detexit aut gubernatorem cedere adversae tempestati passus est quam paene obrutus fluctibus.
Era espertissimo nelle armi e nell'andare a cavallo, resistente alla fatica oltre alla credibilità. Nella marcia dinanzi a tutti qualche volta a cavallo, più spesso a piedi, a capo scoperto, sia che ci fosse il sole sia che ci fosse la pioggia; percorse con incredibile velocità lunghissimi tragitti. Non condusse mai l'esercito per strade pericolose se non dopo aver osservato bene la situazione dei luoghi, e non lo traghettò in Britannia, senza aver prima esplorato personalmente i porti, la rotta e gli attracchi all'isola. D'inverno da Brindisi fece una traversata fino a Durazzo in mezzo alle flotte nemiche e, poiché le truppe, a cui aveva ordinato di seguirlo immediatamente, esitavano, lui stesso, da solo furtivamente di notte, si imbarcò, con il capo coperto, su un piccolo naviglio, e non svelò chi fosse né permise che il timoniere cedesse all'avversa tempesta prima di essere quasi travolto dalle onde. (da Svetonio)
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Consul optimum factu ratus, noctem que instabat antecapere....
Il console, pensando (factus) che la cosa migliore era anticipare la notte che incalzava, ordina ai triumviri di preparare per il supplizio. Egli stesso, disposti i presidi ( praedidiis dispositis= ablativo assoluto) conduce Lentulo in carcere: lo stesso fanno per gli altri pretori. Esiste (est) nel carcere un luogo, che viene chiamato Tulliano, scavato di circa dodici piedi sotto il terreno. Lo chiudono muri da ogni parte e, sopra, una volta con archi di pietra; per lo squallore, le tenebre, il fetore, ha un aspetto sozzo e spaventoso. Lentulo, calato in questo luogo, secondo l'ordine impartito fu strangolato con un laccio alla gola. E così quel patrizio, della nobilissima famiglia dei Corneli, che aveva esercitato in Roma il potere consolare, trovò una fine degna dei suoi costumi e dei suoi atti. Su Cetego, Statilio, Gabinio, e Cepario, fu stabilito lo stesso genere di supplizio.
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Inizio: Cumm litterae e Graecia in alias terrarum gentes diffluere, ... Fine: et ei pro meritis nomen Livio datum.