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- Scritto da Anna Maria Di Leo
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Gradus autem plures sunt societatis hominum. Ut enim ab illa infinita discedatur, proprior est eiusdem gentis, nationis, linguae, qua maxime homines coniunguntur. Interius etiam est eiusdem esse civitatis; multa enim sunt civibus inter se communia, forum, fana, porticus, viae, leges, iura, iudicia, suffragia, consuetudines praeterea et familiaritates multisque cum multis res rationesque contractae. Artior vero colligatio est societatis propinquorum; ab illa enim inmensa societate humani generis in exiguum angustumque concluditur. Nam cum sit hoc natura commune animantium, ut habeant libidinem procreandi, prima societas in ipso coniugio est, proxima in liberis, deinde una domus, communia omnia; id autem est principium urbis et quasi seminarium rei publicae. Sequuntur fratrum coniunctiones, post consobrinorum sobrinorumque, qui cum una domo iam capi non possint, in alias domos tamquam in colonias exeunt. Sequuntur conubia et affinitates ex quibus etiam plures propinqui; quae propagatio et suboles origo est rerum publicarum. Sanguinis autem coniunctio et benivolentia devincit homines caritate. Magnum est enim eadem habere monumenta maiorum, eisdem uti sacris, sepulchra habere communia
La società umana ha diversi gradi o forme. La società più ampia, dopo quella che non ha confini e di cui abbiamo già parlato, è quella che consiste nell'identità di nazione e di linguaggio, che è il vincolo più saldo che unisca gli uomini fra loro. Società più intima ancora è quella di appartenere alla stessa città: molte cose i cittadini hanno in comune fra loro, come il fòro, i templi, i portici, le strade, le leggi, i diritti, i tribunali, i suffragi; inoltre, la familiarità e le amicizie, i molteplici e scambievoli rapporti d'interessi e di affari. Ancora più stretto è il legame che avvince i membri di una stessa famiglia: la società umana, da quella forma universale e infinita, si restringe così a una cerchia piccola e angusta. In verità, tutti gli esseri viventi tendono per naturale istinto alla procreazione, e perciò la prima forma di società si attua nell'accoppiamento sessuale; la seconda, nella prole, e quindi nell'unità della casa e nella comunanza di tutti i beni. Ed è questo il primo principio della città e, direi quasi, il semenzaio dello Stato. Seguono le unioni tra fratelli e sorelle, poi tra cugini e biscugini, i quali, quando una sola casa non può più contenerli escono a fondar nuove case, quasi come colonie. Seguono i matrimoni, le affinità, per cui si moltiplicano le parentele; e in questo propagarsi e pullulare della prole è appunto l'origine degli Stati. Or bene, la comunanza del sangue lega gli uomini con la benevolenza e l'amore: è davvero una gran cosa avere le stesse mernorie degli avi, compiere gli stessi riti sacri, avere in comune i sepolcri.
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T. Quintius dictator adversus Gallos, qui ad Italiam venerant, missus est. Hi ab urbe quarto miliario trans Anienem fluvium consederant. Ibi nobilissimus de senatoribus iuvenis L. Manlius provocantem Gallum ad singulare certamen progressus occidit, et sublato torque aureo colloque suo inposito in perpetuum Torquati et sibi et posteris cognomen accepit. Galli fugati sunt, mox per C. Sulpicium dictatorem etiam victi. Non multo post a C. Marcio Tusci victi sunt et octo milia captivorum ex his in triumphum ducta
Traduzione
Il dittatore Tito Quinto fu inviato contro i galli, i quali erano venuti in Italia. Questi si erano appostati al 4° miglio dalla città al di là del fiume Aniene. L. Manlio, essendo stato spinto ad una particolare sfida, uccise il gallo provocante(la battaglia) e presentata la collana d'oro e messa sul suo collo, ricevette per sempre sia per se che per i posteriil cognome di Torquato. I galli furono cacciati, in seguito vinti per il dittatore C. Sulpicio. Non molto dopo furono vinti da Marcio Tuscio e tra loro degli 8000 prigionieri furono condotti verso il corteo trionfante.