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inizio: Quid enim potest esse tam apertum, tam confessum... fine: Qui ordo facile turbaretur, nisi maxima ratione consisteret.
Che cosa può essere tanto chiaro, tanto manifesto, tanto evidente quando tu solleverai gli occhi al cielo e vedrai tutte le cose che vi sono in mezzo e intorno, che c'è qualche divinità dalla mente assai elevata, dal quale tutta la natura è inspirata, è mossa, è alimentata, è governata. Guarda il cielo stesso quanto si estende ampiamente, come gira rapidamente o come si puo vedere durante la notte con le stelle o durante il giorno è illuminato dal sole: già saprai come in esso c'è la straordinaria e divina presenza di un sommo moderatore. Le singole cose non solo ebbero bisogno, affinché fossero create, affinché esistessero, affinché fossero ordinate, di un sommo autore e di una perfetta ragione, ma non possono neppure essere comprese ne essere viste, ne essere percepite senza una somma razionalità. E che quando la serie dei tempi e delle messi si distingue in una stabile varietà, non è forse vero che la primavera con i suoi fiori e l'estate con le sue messi e la perdita maturità dell'autunno e la raccolta delle olive invernali testimoniano la presenza del loro autore e padre? Quest' ordine facilmente sarebbe turbato se non fosse retto da un perfetto ordine razionale.
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Apud Cumas lacus est, qui Avernus appellatur, circa quem ferunt circumiacere tumulos, duorum aut trium stadiorum altitudine, ipsumque figura esse circulari altitudineque immensa. Praecipue hoc mirandum videtur: quod, superincumbentibus undique densis arboribus, immo nonnullis in eum fronde vergentibus, nullum unquam cernitur in undis natans folium sed eo usque pura est aqua ut admirationem moveat spectantium. Non procul ab eo ferunt calidas aquas scatere: qui locus universus Pyriphlegethon appellatur, quod "Ignem lucentem" significat. Tradiderunt etiam nullam avem nec super neque circum hunc lacum volitare posse, cum mortiferus vapor ex undis spiret. Quod mendacium esse e hoc intellegi potest: quod ibi haud paucos cycnos inveniri testantur qui ea loca adierunt.
In attesa di traduzione ...
Presso Cuma vi è un lago che viene chiamato Averno vicino al quale raccontano che giacciono intorno collinette di altezza di due o tre stadi e che lo stesso sia di forma circolare e di immensa altezza. In particolare sembra che bisogna guardare questo: che, ponendosi sopra da ogni parte fitti alberi, anzi volgendosi alcuni con la fronda verso quello, non si è mai scorta alcuna foglia che galleggia sulle acque ma a tal punto l’acqua è limpida che suscita l’ammirazione di quelli che guardano. Non lontano da esso dicono che scaturiscono acque calde: e questo luogo nel suo complesso è chiamato “Piriflegeto” che significa “ Fuoco Lucente”. Infatti tramandarono anche che nessun uccello né sopra né intorno possa volare perché un vapore mortifero esala dalle onde. Da questo si può comprendere che questa è invenzione: perché ivi si attesta che si sono trovati non pochi cigni che andarono in quei luoghi.
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Un demagogo che parla un politichese incomprensibile versione latino Cicerone
libro instrumenta Pagina 440 n. 457
Inizio: Kalendis Ianuariis tandem magistratus tribuni plebisineunt. Fine: ...quid voluisset eum dicere suspicabantur.
versione non ancora disponibile contatta la redazione per sapere quando lo sarà
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Quam diu imperium populi Romani beneficiis tenebatur non iniuriis bella aut pro sociis aut de imperio gerebantur exitus erant bellorum aut mites aut necessarii regum populorum nationum portus erat et refugium senatus nostri autem magistratus imperatoresque ex hac una re maximam laudem capere studebant si provincias si socios aequitate et fide defendissent. Itaque illud patrocinium orbis terrae verius quam imperium poterat nominari. Sensim hanc consuetudinem et disciplinam iam antea minuebamus post vero Sullae victoriam penitus amisimus; desitum est enim videri quicquam in socios iniquum cum exstitisset in cives tanta crudelitas. Ergo in illo secuta est honestam causam non honesta victoria. Est enim ausus dicere hasta posita cum bona in foro venderet et bonorum virorum et locupletium et certe civium praedam se suam vendere. Secutus est qui in causa impia victoria etiam foediore non singulorum civium bona publicaret sed universas provincias regionesque uno calamitatis iure comprehenderet. Itaque vexatis ac perditis exteris nationibus ad exemplum amissi imperii portari in triumpho Massiliam vidimus et ex ea urbe triumphari sine qua numquam nostri imperatores ex transalpinis bellis triumpharunt. Multa praeterea commemorarem nefaria in socios si hoc uno quicquam sol vidisset indignius
per tutto il tempo che l'impero romano si resse sui benefici e non sulle offese si conducevano le guerre o in difesa degli alleati o per lo Stato e il loro esito era o mite o necessario; il senato era il porto e il rifugio dei re dei popoli e delle nazioni e i nostri magistrati e generali si sforzavano di ottenere la maggior gloria da questo solo se avessero difeso le pro vince e gli alleati con giustizia e lealtà. Perciò quello si poteva chiamare con maggiore verità patrocinio del mondo che impero. A poco a poco già da tempo avevamo attenuato questa consuetudine e questa condotta ma dopo la vittoria di Silla essa scomparve del tutto. Cessò infatti di apparire ingiusto ogni danno contro gli alleati dopo che erano state commesse crudeltà tanto grandi verso i cittadini.
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Inizio: Circumspicite paulisper mentibus vestris, iudices, hosce ipsos homines, qui huic coniurationi affines fuerunt. Fine: ...in malis pugnare contra bonos, non rei publicae cedere, non fortunae ipsi succumbere
Esaminate per un attimo con vostra attenzione, o giudici, questi stessi uomini, che parteciparono a questa congiura. Catilina mise in atto una congiura contro lo Stato. Chi ignora che egli fin dalla fanciullezza ha preso parte non solo con smoderatezza e malvagità, ma anche con frequenza e ardore in ogni reato, violenza e carneficina? Chi non ricorda le alleanze di Lentulo con i traditori, chi non ricorda la sua insana brama, la sua perversa ed empia superstizione, chi si meraviglia che quello abbia pensato esecrabilmente o sperato stoltamente? Tralascio tutti gli altri misfatti affinché non ci sia un elenco infinito. Vi chiedo soltanto di pensare in silenzio riguardo a tutti quelli che è noto abbiano partecipato alla congiura. Comprenderete che ciascuno di quelli fu dichiarato condannato dalla sua vita prima che dalla nostra accusa. La sua vita non dimostra colpevole quello stesso Autronio? Sempre audace, insolente, libidinoso: sappiamo che egli non solo è solito servirsi di parole vergognosissime nel respingere le accuse di violenze, ma anche di pugni e calci; (sappiamo che) egli priva gli uomini dei loro beni, commette uccisioni di persone a lui vicine, spoglia con la forza e con le armi i templi degli alleati, confonde le indagini giudiziarie, nelle buone azioni disprezza tutti, in quelle cattive combatte contro i galantuomini, non ubbidisce allo Stato, non si piega alla sorte stessa.
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- Coriolano si arrende alle preghiere della madre (Versione latino Valerio Massimo)
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