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UN ESEMPIO DELLA MITEZZA DI PERICLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Versioni per il biennio - pag. 196 n. 191
TRADUZIONE
una volta Pericle essendo insultato e ascoltando malamente (parole) infami e sfrenate da uno, rimase tutto il giorno in silenzio nell'agorà sbrigando nel frattempo una sua faccenda urgente; alla sera ritornava a casa moderatamente mentre l'uomo lo seguiva e imprecava contro di lui. Quando era sul punto di entrare, essendo ormai buio, ordinò a uno degli schiavi che aveva una fiaccola, di accompagnare a casa l'uomo. Di certo quest'uomo è non solo straordinario per la mitezza e per la gentilezza, che mantenne nei molti affari e nelle grandi avversioni, ma anche per nobiltà d'intenti; infatti si rese gradito né per malevolenza né per ira, neppure da un così tanto grande potere, né tratto alcuno tra i nemici da pernicioso.
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MORTE DEI FIGLI DI CRASSO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Test di greco - pagina 102 numero 52
Ἦσαν δὲ περὶ τὸν Πόπλιον ἄνδρες Ἕλληνες δύο τῶν αὐτόθι, κατοικοῦντες ἐν Κάῤῥαις, Ἱερώνυμος καὶ Νικόμαχος· οὗτοι συνέπειθον αὐτὸν ὑπεξελθεῖν μετ' αὐτῶν καὶ διαφυγεῖν εἰς Ἴχνας, πόλιν ᾑρημένην τὰ Ῥωμαίων καὶ οὐ μακρὰν οὖσαν. ὁ δὲ φήσας οὐδένα δεινὸν οὕτως ἔσεσθαι θάνατον, ὃν φοβηθεὶς Πόπλιος ἀπολείψει τοὺς ἀπολλυμένους δι' αὑτόν, ἐκείνους μὲν ἐκέλευσε σῴζεσθαι καὶ δεξιωσάμενος ἀπέστειλεν, αὐτὸς δὲ τῇ χειρὶ χρήσασθαι μὴ δυνάμενος -- διελήλατο γὰρ βέλει -- τὸν ὑπασπιστὴν ἐκέλευσε πατάξαι τῷ ξίφει παρασχὼν τὸ πλευρόν. ὁμοίως δὲ καὶ Κηνσωρῖνον ἀποθανεῖν λέγουσι· Μεγάβακχος δ' αὐτὸς ἑαυτὸν διεχρήσατο καὶ τῶν ἄλλων οἱ δοκιμώτατοι. τοὺς δ' ὑπολελειμμένους ἀναβαίνοντες οἱ Πάρθοι τοῖς κοντοῖς διήλαυνον μαχομένους· ζῶντας δ' οὐ πλείους φασὶν ἁλῶναι πεντακοσίων. τὰς δὲ κεφαλὰς τῶν περὶ τὸν Πόπλιον ἀποκόψαντες, ἤλαυνον εὐθὺς ἐπὶ τὸν Κράσσον.
TRADUZIONE
Al seguito di Publio c’erano due Greci di quelle zone, che vivevano a Carre, Geronimo e Nicomaco: questi cercavano di convincerlo ad andarsene con loro e a rifugiarsi a Icne, piccola città che aveva preso le parti dei Romani. Quello, affermando che nessuna morte sarebbe stata così temibile che Publio per paura di essa fosse indotto ad abbandonare i suoi destinati a morire per colpa sua, li esortò a salvarsi e salutatili li mandò via, ma non essendo in grado di usare personalmente la mano – perché gli era stata trafitta da un colpo – dette ordine allo scudiero di colpirlo con la spada offrendogli il fianco. E si racconta che allo stesso modo morì Censorino3 e Megabacco si dette la morte di sua mano e così i più illustri tra gli altri. I Parti attaccando quelli rimasti indietro li trafiggevano in combattimento colle lance; si dice che vivi non ne vennero catturati più di cinquecento. Mozzate le teste di quelli della cerchia di Publio si diressero immediatamente contro Crasso.
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La giornata di uno spartano
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro l'ordine delle parole
Inizia con: Οι μεν γε νεωτεροι. .
e termina con: ...νουθεσιαν και διορθωσιν.
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MORTE DEL CAVALLO BUCEFALO E DEL CANE PERITA
VERSIONE DI GRECO di PLUTARCO
TRADUZIONE dal libro Hellenikon phronema
I NIZIO : Εκ δε της προς Πωρον μαχης, ,, ,
FINE: τουτο δε σωτιων φησι ποταμωνος ακουσαι του λεσβιου
TRADUZIONE
Dopo la battaglia contro Poro morì Bucefalo, non subito ma un pò più tardi, mentre stavano curandolo per le ferite che aveva riportato. Così dicono quasi tutti gli storici. Onesicrito, invece, sostiene che morì perché era vecchio e stanco: aveva infatti trent'anni. Alessandro ne soffrì molto, come se avesse perso un amico e compagno, e in sua memoria fondò presso l'Idaspe una città chiamandola Bucefalia. Lo stesso fece quando gli morì un cane, Perita, che aveva allevato personalmente e a cui s'era molto affezionato: lo racconta Sezione, il quale dice di avere appreso questa notizia da Potamone di Lesbo
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La sconfitta di Nicia
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Euloghia