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Praecipuae admirationis etiam illa prodigia sunt, quae C. Volumnio Ser. Sulpicio consulibus in urbe nostra inter initia motusque bellorum acciderunt: ... (da Valerio Massimo)
Anche quei prodigi di particolare ammirazione, che accaddero sotto i consoli C. Volumnio Ser. Sulpicio nella nostra città tra gli inizi e i moti delle guerre: ed infatti un bue, convertito il proprio muggito in un parlare umano, per la stranezza del prodigio spaventò gli animi degli ascoltatori. Caddero anche delle parti dissipate di una nuvola come di carne, la cui stragrande maggioranza gli uccelli in volo lacerarono, la rimanenza giacque sul terreno per un certo numero di giorni immutata né dal tetro odore, né dall'aspetto deforme. Si credette che vi furono prodigi dello stesso genere: si credette che un piccolo fanciullo di sei mesi gridò (la parola) trionfo nel foro boario, che nel Piceno piovvero delle pietre, che in Sardegna due scudi sudarono sangue, che le acque di Cere scorsero intrise di sangue.
(By Vogue )
ANALISI GRAMMATICALE
8. Eius da is ea id gen. masch. Sing.
19. Admiratio-admirationis 3 decl. gen. femm. Sing.
20. Quae acciderunt prop. Relativa quae si riferisce a prodigia in questo caso quae è sogg. Di acciderunt.
21. C. volumnio ... consulibus particolarità dell'ablativo assoluto sotto i consoli.
22. In urbe nostra stato in luogo.
23. Urbe da urbs-urbis 3 decl. Abl. Femm. Sing.
24. Acciderunt.
1. accĭdo, is, cĭdi, ĕre, 3 intr. Perf. Ind. 3 pers. Plur.
25. Bos-bovis 3 decl. nom. Masch. Sing.
26. Sermo-sermonis 3 decl. femm. Sing. Caso acc.
27. Mugitu converso abl. Assoluto converso da converto, v. 3 coniug. ; convorto, v. 3 coniug.
28.
29. converto (convorto), is, verti (vorti), versum (vorsum), ĕre, 3 tr. e intr. Participio perfetto.
30. novitate da novitas-novitatis 3 decl. Ablativo femm. Sing.
31. Audientium da audiens participio di audĭo, is, īvi, e ĭi, ītum, īre, 4 tr. Participio presente genitivo plurale con valore di participio sostantivato (ascoltatori degli ascoltatori)
32. Exterruit da exterrĕo, es, terrŭi, terrĭtum, ēre, 2 tr. , perf. Indi. 3 pers. Sing.
33. Carnis da caro-carnis 3 decl. Gen. F. sing.
34. Partes da pars-partis 3 decl. nom. Femm. Plur.
35. Dissipatae dissĭpātus, a, um, part. perf. di dissipo; come agg. , participio aggettivale si concorda con partes da dissĭpo (arc. dissŭpo), as, āvi, ātum, āre, 1 tr. ,
36. 1.
37. Quarum ... Diripuerunt Aves prop. Relativa.
38. Maiorem vedi eccezioni dei comparativi maiorem comparativo di maggioranza di magnus.
39. praepĕs, ĕtis, agg.
40. ăvis, is, f. , nominativo plurale soggetto della relativa.
41. diripuerunt da dīrĭpĭo, is, rĭpŭi, reptum, ĕre, 3 tr. , perf. Ind. 3 pers. Plur.
42. Per aliquot dies compl. Di tempo continuato.
43. Odor. odoris 3 decl. Abl. Femm. Sing.
44. Deformi da deformis-e agg. Seconda classe abl. Masch. Sing. Si concorda con aspectu.
45. Mutatum participio aggettivale participio perf. Da muto-as-avi-atum-are si rif. A reliquum.
46. Iacuit da iăcĕo, es, iăcŭi, iăcĭtūrus, ēre, 2 intr.
47. 1 di pers. : perf ind. 3 pers. Sing.
48. Eiusdem vedi idem.
49. Generis.
1. gĕnŭs, gĕnĕris, n. , gen. sing. Concorda con eiusdem.
50. Vedi alius ricorda alter altro tra due alius altro tra molti ceteri tutti gli altri reliqui i rimanenti.
51. Credita sunt crēdo, is, dĭdi, dĭtum, ĕre, 3 intr. e tr.
52. 1 intr. , perfetto passivo terza persona plurale regge la prop. Soggettiva che ha sottinteso il verbo essere che è la seguente: soggettiva: eiusdem generis monstra (fuisse) alio tumultu.
53. Infantem da infans-infantis agg. Acc. Masch. Sing.
54. Semenstrem. 1. sēmestris (sēmenstris), e, agg. , acc. Masch. Sing rif. A puerum.
55. In foro boario in più abl. Stato in luogo.
56. Clamass da clamo-as-avi-atum-are 1 coniug inf. Perf. Attivo.
57. Puerum ... clamasse è prop. Oggettiva che specifica i prodigia espressi nella frase precedente (prop- ogg- appositiva della soggettiva)
58. Capite da caput-capitis ablativo sing. Neutro altra prop. Oggettiva appositiva rif. Sempre a prodigia alium --- natum esse.
59. Natum esse infinito perfetto passivo da nascor, ĕris, nātus sum, nasci, 3 dep. intr. Ric. I deponenti hanno forma passiva, ma significato attivo.
60. In piceno stato in luogo.
61. Pluisse lapidibus ogg. Appositiva pluisse in questo caso è usato in modo impersonale.
62. Pluisse da plŭo, is, plŭi (raram. plūvi), ĕre, 3 intr. e tr. , infi. Perf. Attivo.
63. In gallia stato in luogo.
64. Lupum. . abstulisse come le precedenti.
65. Vigil-vigilis si può usare come sost. E agg. Dat. Sing. Masch.
66. Abstulisse inf. Perf. Attivo da aufĕro, aufers, abstŭli, ablātum, auferre, anom. tr.
67. In sardinia stato in luogo.
68. Scuta ... sudasse come le precedenti.
69. Vedi la decl. Di duo duae duo.
70. Sanguinem da sanguĭs, sanguĭnis, m. e sanguĕn, sanguĭnis, n. , acc. Masch. Sing.
71. Sudasse inf. Perf. Attivo da sūdo, as, āvi, ātum, āre, 1 intr. e tr. ,
72. Antii gen. Locativo.
73. Metentibus abl. Ass. espresso da un participio presente con valore impersonale da.
2. mĕto, is, (messŭi), messum, ĕre, 3 intr. e tr. ,
74. 1 intr.
75. Cruentas ... Decidisse come le precedenti.
76. Decidisse inf. Perf. Attivo da.
1. dēcĭdo, is, cĭdi, ĕre, 3 intr. ,
77. Caerites ... Fluxisse come le precedenti.
78. Mixtas da miscĕo, es, miscŭi, mixtum, ēre, 2 tr. , participio perfetto passivo con valore aggettivale riferito a aquas.
79. Fluxisse inf. Perf. Attivo da flŭo, is, fluxi, fluxum, ĕre, 3 intr.
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La Germania è una terra selvaggia a causa delle foreste, ma fertile. Gli abitanti della Germania venerano la Luna, e placano la dea per mezzo di vittime umane. Non amano la vita degli agricoltori, ma (amano) le battaglie, le lance, le frecce. Infatti combattono con audacia. Non amano la ricchezza, infatti il denaro è spesso causa di pigrizia. Conducono un'esistenza piena di insidie e disprezzano i piaceri.
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Un lupo e un agnello vivevano in un bosco. L'agnello non conosceva il pericolo e beveva l'acqua presso un ruscello, sotto l'ombra di un faggio. Il lupo vedeva l'agnello e si avvicinava all'agnello. A quel punto l'agnello si spaventava, fuggiva e invocava aiuto, ma il lupo correva e catturava la preda. L'agnello piangeva, ma non trovava aiuto. Il lupo divorava l'agnello. Ma il lupo scontava il castigo: gli agricoltori accorrevano ed uccidevano l'animale feroce.
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Una giorno, un cervo si fermò presso una sorgente, e nell'acqua vide la propria immagine. Lì (- il cervo, soggetto sottinteso) ammirò e celebrò le corna ramificate, e viceversa, criticò l'eccessiva gracilità delle zampe. Poiché, venne improvvisamente spaventato da voci di cacciatori, fuggì attraverso una pianura e, grazie ad una corsa veloce, beffò i cani. A quel punto lo accolse un bosco; ma, dato che i rami delle querce bloccarono le corna del cervo, sopraggiunsero i cani e lo dilaniarono per mezzo di morsi spietati. A quel punto il cervo pronunciò questa frase: O me sventurato! Ora, alla fine, io comprendo la mia stupidità e la mia frivolezza: le zampe mi furono utili, le corna, invece, si rivelarono causa di grande lutto!
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Una volta, un topo di campagna aveva accolto un topo di città nella propria povera tana. Gli diede un acino secco e dei pezzi di lardo rosicchiati a metà, poiché desiderava vincere, per mezzo di una cena varia, le ritrosìe del suo amico cittadino. Perciò il topo di campagna lasciava all'amico i cibi migliori, ma il topo di città a malapena toccava le singole vivande con il dente schizzinoso. Alla fine quello disse: O amico, tu sei soddisfatto di una vita povera. Io desidero vivere tra cose piacevoli. Se verrai in città, vivrai felice! E così gli amici balzarono fuori dalla dimora, e si diressero verso la città. A metà della notte entrarono in una casa sfarzosa e, poiché avevano trovato i piatti di una grande cena, l'ospite offriva all'amico campagnolo molte vivande. All'improvviso uno strepito scosse i topi, poiché erano entrati dei grandi cani; i topi impauriti cominciarono a correre per tutta la stanza. A quel punto il topo di campagna disse: Quando sarò ritornato in campagna, nella mia tana, vivrò povero, ma sicuro!