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Meletan pagina 42 numero 1
Inizio: Υἱόν τις γέρων δειλὸς μονογενῆ ἔχων γενναῖον, κυνηγεῖν ἐφιέμενον ... Fine: Οτι α δη μελλει συμβανειν τινι εγραρτερειτω τουτοις γενναιως και μη σοφιζεσΘω ου γαρ εκφευξεται.
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La settima fatica di Ercole versione greco
Pseudo Apollodoro traduzione libro Meletan n. 47 pag. 140
Ἕβδομον ἐπέταξεν ἆθλον τὸν Κρῆτα ἀγαγεῖν ταῦρον. Τοῦτον Ἀκουσίλαος μὲν εἶναί φησι τὸν διαπορθμεύσαντα Εὐρώπην Διί, τινὲς δὲ τὸν ὑπὸ Ποσειδῶνος ἀναδοθέντα ἐκ θαλάσσης, ὅτε καταθύσειν Ποσειδῶνι Μίνως εἶπε τὸ φανὲν ἐκ τῆς θαλάσσης. Καί φασι Μίνωα θεασάμενον αὐτὸν τοῦ ταύρου τὸ κάλλος τοῦτον μὲν εἰς τὰ βουκόλια ἀποπέμψαι, θῦσαι δὲ ἄλλον Ποσειδῶνι ἐφ' οἷς ὀργισθέντα τὸν θεὸν ἀγριῶσαι τὸν ταῦρον. Ἐπὶ τοῦτον παραγενόμενος εἰς Κρήτην Ἡρακλῆς, ἐπειδὴ συλλαβεῖν Μίνως εἶπεν αὐτῷ λαμβάνειν διαγωνισαμένῳ, λαβὼν καὶ πρὸς Εὐρυσθέα διακομίσας ἔδειξε, ἀλλὰ Ἐυρυσθεύς τὸ λοιπὸν εἴασεν ἄνετον· ὁ δὲ ταῦρος πλανηθεὶς εἰς Σπάρτην τε καὶ Ἀρκαδίαν ἅπασαν, καὶ διαβὰς τὸν Ἰσθμόν, εἰς Μαραθῶνα τῆς Ἀττικῆς ἀφικόμενος τοὺς ἐγχωρίους διελυμαίνετο.
Requisito minimo : aoristo passivo forte
Come settima fatica gli impose di catturare il toro cretese. Acusilao afferma che questo è quello che trasportò Europa a Zeus, alcuni invece quello che da Posidone fu fatto salire dal mare quando Minosse disse che avrebbe sacrificato a Posidone ciò che fosse apparso dal mare. E dicono che egli (=Minosse), avendo visto la bellezza del toro, lo mandò ai pascoli, e invece ne sacrificò un altro a Posidone, motivo per cui il dio, adiratosi, rese selvatico il toro. Per questo Eracle giunto a Creta, poiché Minosse non volle aiutare Eracle e gli disse di prenderlo dopo aver lottato (con lui), avendolo preso e portato da Euristeo (lo) mostrò, ma Euristeo in seguito lasciò libera la belva; e questa, dopo aver vagato verso Sparta e l'Arcadia tutta e avendo attraversato l'Istmo, giunto a Maratona dell'Attica infastidiva gli abitanti della zona.
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La docimasia degli Arconti
versione greco Aristotele traduzione
libro sunesis synesis
δοκιμάζοντα οἱ δ’ ἐννέα ἄρχοντες ἔν τε τῇ βουλῇ καὶ πάλιν ἐν δικαστηρίῳ. καὶ πρότερον μὲν οὐκ ἦρχεν ὅντιν’ ἀποδοκιμάσειεν ἡ βουλή, νῦν δ’ ἔφεσίς ἐστιν εἰς τὸ δικαστήριον, καὶ τοῦτο κύριόν ἐστι τῆς δοκιμασίας. ἐπερωτῶσιν δ’, ὅταν δοκιμάζωσιν, πρῶτον μὲν τίς σοι πατὴρ καὶ πόθεν τῶν δήμων, καὶ τίς πατρὸς πατήρ, καὶ τίς μήτηρ, καὶ τίς μητρὸς πατὴρ καὶ πόθεν τῶν δήμων; μετὰ δὲ ταῦτα εἰ ἔστιν αὐτῷ Ἀπόλλων Πατρῷος καὶ Ζεὺς Ἑρκεῖος, καὶ ποῦ ταῦτα τὰ ἱερά ἐστιν, εἶτα ἠρία εἰ ἔστιν καὶ ποῦ ταῦτα, ἔπειτα γονέας εἰ εὖ ποιεῖ, καὶ τὰ τέλη εἰ τελεῖ, καὶ τὰς στρατείας εἰ ἐστράτευται. ταῦτα δ’ ἀνερωτήσας, κάλει φησὶν τούτων τοὺς μάρτυρας ἐπειδὰν δὲ παράσχηται τοὺς μάρτυρας, ἐπερωτᾷ τούτου βούλεταί τις κατηγορεῖν; κἂν μὲν ᾖ τις κατήγορος, δοὺς κατηγορίαν καὶ ἀπολογίαν, οὕτω δίδωσιν ἐν μὲν τῇ βουλῇ τὴν ἐπιχειροτονίαν, ἐν δὲ τῷ δικαστηρίῳ τὴν ψῆφον· ἐὰν δὲ μηδεὶς βούληται κατηγορεῖν, εὐθὺς δίδωσι τὴν ψῆφον
I nove arconti vengono esaminati nel Consiglio e poi di nuovo davanti al tribunale. Un tempo chi fosse stato respinto dal Consiglio non poteva esercitare la sua carica ma ora è possibile l'appello al tribunale e questo è arbitro di decidere l'esame. Quando li esaminano, chiedono loro innanzi tutto: "Chi è tuo padre? Di quale demo? E il padre di tuo padre? E tua madre? Ed il padre di tua madre chi è, e di quale demo?" Poi chiedono al candidato se appartiene al culto di Apollo Patrio e di Zeus Ercheleio e dove sono questi templi, poi se possiede tombe di famiglia e dove, poi se tratta bene i genitori e se paga le tasse e i servizi militari da lui compiuti. Dopo tali domande l'esaminatore esclama: "Produci i testimoni a tuo favore ! " Una volta prodotti costoro, chiede: "Qualcuno vuole accusarlo?" e se c'è un accusatore, da la parola all'accusa e alla difesa e fa votare il Consiglio per alzata di mano e il tribunale per scrutinio. Se invece non c 'è nessun accusatore fa subito lo scrutinio
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LA BATTAGLIA DELL'ARTEMISIO E DI SALAMINA
VERSIONE DI GRECO di Lisia
Traduzione dal libro MELETAN
Versione assegnata alla maturità nella II sessione del 1968
TRADUZIONE
Mentre la Grecia era in queste condizioni, gli Ateniesi, saliti sulle navi, accorsero in aiuto all'Artemisio, gli Spartani, invece, ed alcuni degli alleati avanzarono verso le Termopili, ritenendo che, per l'angustia dei luoghi, sarebbero stati capaci di difendere il passaggio. Avvenuto lo scontro quasi nello stesso tempo, mentre gli Ateniesi vincevano nella battaglia navale, gli spartani, invece, che non erano deboli negli animi, ma che furono ingannati sul numero di quelli che credevano avrebbero difeso e di quelli contro cui stavano per combattere, furono annientati, non essendo stati inferiori ai nemici, ma morendo nello stesso luogo in cui si erano schierati
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CHI SI ACCONTENTA GODE
VERSIONE DI GRECO di Epicuro
TRADUZIONE dal libro Meletan
Inizio: και την αυταρκειαν δε αγαθον μεγα νομιζομεν...
Fine: ...ημας διατιθησι και προς την τυχην αφοβους παρασκευαζει.
TRADUZIONE
Consideriamo un gran bene l'indipendenza dai desideri, non perché sempre dobbiamo avere solo il poco (sia nececessario accontentarsi del poco), ma perché, se non abbiamo il molto, sappiamo accontentarci del poco; realmente convinti che godono l’abbondanza con più dolcezza coloro che da essa meno dipendono e che tutto ciò che natura richiede è facile da procurare (euporiston), mentre ciò che è vano è difficile da ottenere. I sapori semplici inoltre danno lo stesso piacere (di un) a un vitto sontuoso, una volta che sia tolto del tutto il dolore del bisogno (il dolore della fame), e pane ed acqua danno il piacere più pieno quando se ne cibi chi ne ha bisogno. L'abituarsi (sunetizw) a un cibi semplici e non preziosi è più complementare (...) per la salute e porta l’uomo risoluto verso (libera: i mezzi necessari la vita) i bisogni della vita e quando a intervalli (ex dialeimmatwn) ci avviamo a vita suntuosa, noi ci troviamo (tithmi) meglio e (ci) rende privi di paura nei confronti della sorte.