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GIOIE E DOLORI
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Test di Greco
TRADUZIONE
Dei pescatori tiravano su una rete; e, dato che essa era pesante, gioivano e ballavano, pensando che la pesca fosse abbondante. Ma quando, tiratala a riva, trovaronopochi pesci, e la rete piena di pietre e di altri detriti, si rammaricavano nonpoco, rincrescendosi non tanto per ciò che era accaduto quanto perché avevanoprevisto il contrario. Ma uno tra loro che era vecchio disse: «Su, smettiamola, compagni, giacché, come sembra, la pena è sorella della gioia e noi, dopo avertanto gioito, dovevamo proprio subire anche qualche dolore». Dunque anche noi, rendendoci conto della facilità con cui cambia la vita, nondobbiamo esultare sempre per le stesse vicende, considerando che dopo unagrande bonaccia è inevitabile che venga anche una tempesta.
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Socrate esalta l'educazione VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro test di greco
Ετεκμαιρετο δε τας αγαθας φυσεις εκ του ταχυ τε μανθανειν οις προσεχοιεν και μνημονευειν α αν μαθοιεν και επιθυμειν των μαθηματων παντων διʹ ων εστιν οικον τε καλως οικειν και πολιν και το ολον ανθρωποις τε και τοις ανθρωπινοις πραγμασιν ευ χρησθαι· τους γαρ τοιουτους ηγειτο παιδευθεντας ουκ αν μονον αυτους τε ευδαιμονας ειναι και τους εαυτων οικους καλως οικειν͵ αλλα και αλλους ανθρωπους και πολεις δυνασθαι ευδαιμοας ποιειν. Ου τον αυτον δε τροπον επι ηει͵ αλλα τους μεν οιομενους φυσει αγαθους ειναι͵ μαθησεως δε καταφρονουντας εδιδασκεν οτι αι αρισται δοκουσαι ειναι φυσεις μαλιστα παιδειας δεονται.
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Atene è bella e viva culturalmente
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro test di greco e libro agon
Καὶ γὰρ θεάματα πλεῖστα καὶ κάλλιστα κέκτηται, τὰ μὲν ταῖς δαπάναις ὑπερβάλλοντα, τὰ δὲ κατὰ τὰς τέχνας εὐδοκιμοῦντα, τὰ δ' ἀμφοτέροις τούτοις διαφέροντα· καὶ τὸ πλῆθος τῶν εἰσαφικνουμένων ὡς ἡμᾶς τοσοῦτόν ἐστιν ὥστ' εἴ τι ἐν τῷ πλησιάζειν ἀλλήλοις ἀγαθόν ἐστιν, καὶ τοῦθ' ὑπ' αὐτῆς περιειλῆφθαι. Πρὸς δὲ τούτοις καὶ φιλίας εὑρεῖν πιστοτάτας καὶ συνουσίαις ἐντυχεῖν παντοδαπωτάταις μάλιστα παρ' ἡμῖν ἔστιν, ἔτι δ' ἀγῶνας ἰδεῖν μὴ μόνον τάχους καὶ ῥώμης ἀλλὰ καὶ λόγων καὶ γνώμης καὶ τῶν ἄλλων ἔργων ἁπάντων, καὶ τούτων ἆθλα μέγιστα. Πρὸς γὰρ οἷς αὐτὴ τίθησιν, καὶ τοὺς ἄλλους διδόναι συναναπείθει· τὰ γὰρ ὑφ' ἡμῶν κριθέντα τοσαύτην λαμβάνει δόξαν ὥστε παρὰ πᾶσιν ἀνθρώποις ἀγαπᾶσθαι. Χωρὶς δὲ τούτων αἱ μὲν ἄλλαι πανηγύρεις διὰ πολλοῦ χρόνου συλλεγεῖσαι ταχέως διελύθησαν, ἡ δ' ἡμετέρα πόλις ἅπαντα τὸν αἰῶνα τοῖς ἀφικνουμένοις πανήγυρίς ἐστιν.
TRADUZIONE
E Infatti anch'essa offre spettacoli in gran numero e di grande bellezza, alcuni straordinariamente fastosi, altri celebri per pregi artistici, altri ancora eccellenti sotto entrambi gli aspetti; vi conviene una folla grandiosa e perciò la nostra città è la dispensatrice anche di tutti quei vantaggi che traiamo dal riunirci. Inoltre, da noi più che altrove è possibile trovare le amicizie più fedeli e intrattenere relazioni di ogni genere e assistere ad agoni non solo di velocità e di intelletto e di tutto il resto, nonchè ammirare i loro meravigliosi premi. E oltre ad offrire riconoscimenti lei stessa induce altresì gli altri a farlo infatti ciò che viene apprezzato da noi acquista una tale fama da essere celebrato ovunque. Inoltre mentre le Panegire si riuniscono ogni tanto e subito si sciolgono la nostra città è una Panegira perenne per chi vi arriva.
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UN NONNO DISONESTO
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Test di Greco
TRADUZIONE
Diodato e Diogitone, oh signori giudici, erano fratelli nati dallo stesso padre e dalla stessa madre e divisero i beni mobili ma tenevano in comproprietà i beni immobili. Diodato essendosi guadagnato per affari molte ricchezze, Diogitone lo persuase a sposare sua figlia, che era la sola a quello (la sola che aveva) e nacquero a quello due figli ed una figlia. In seguito Diodato, arruolatosi con Trasibulo negli opliti, convocò la sua moglie, essendo la nipote e padre di quella, sua parente e fratello dello stesso padre, nonno dei fanciulli e zio, ritenendo che per questi rapporti di parentela a nessuno più convenisse essere giusto verso i figli, diede a quello un testamento e (gli) affidò (come deposito) 5 talenti d’argento; accettò la flotta che diede 7 talenti e 40 mine, essendone debitore di 2 migliaia verso i Cheronesi. Raccomandò, se capitasse qualcosa, di dare un talento alla moglie e di darlo in casa, un talento alla figlia. Lasciò anche 20 mine alla moglie e 30 statere a Cizico. Avendo fatto queste cose e avendo lasciato l’atto a casa, partì per fare una spedizione militare con Trasibulo. Quello essendo morto ad Efeso, Diogitone intanto nascose alla figlia la morte dell’uomo e prese il documento che aveva lasciato sigillato, affermando che la flotta aveva bisogno di ricchezze in grazia a quei documenti.
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ESORDIO DELL'ORAZIONE CONTRO I MERCANTI DI GRANO
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Test di greco
TRADUZIONE
Molti sono venuti da me, o giudici, meravigliandosi che io nell’assemblea accusavo i mercanti di grano e affermando che voi, se credete che essi siano in torto al massimo grado, non di meno credete che anche coloro che fanno sentire la loro voce contro costoro siano calunniatori. Perciò intendo parlare prima di tutto dei motivi per cui mi sono visto costretto ad accusarli. Quando i membri del Pritaneo alla assemblea riferirono su di loro, questi si indignarono con loro a tal punto che alcuni dei consiglieri affermavano che occorreva consegnarli agli Undici senza sottoporli a giudizio perché venissero condannati a morte. Io invece, convinto che fosse pericoloso che l’assemblea prendesse l’abitudine a tali provvedimenti, alzatomi in piedi dissi che mi pareva giusto giudicare i mercanti di grano secondo la legge, ritenendo che, se pure essi avevano commesso azioni degne della pena di morte, voi non meno di noi avreste emesso una giusta sentenza, ma se non erano colpevoli di nessuna colpa, essi non dovevano essere condannati a morte senza una procedura regolare. E siccome l’assemblea si lasciò convincere di questo, (alcuni) cominciarono a calunniarmi, sostenendo che io pronunciavo queste parole per salvare i mercanti. Pertanto io di fronte all’assemblea, quando era affidato a loro il giudizio, mi difesi sulla base dei fatti. Mentre gli altri se ne stavano in silenzio, io alzatomi in piedi li accusai e così chiarii a tutti che non parlavo prendendo le loro difese, ma quelle delle leggi vigenti. È per questo dunque che presi la parola, per timore delle accuse; ritengo d’altra parte vergognoso smettere (di parlare) prima che voi decidiate su di loro qualsiasi cosa vogliate.