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Anno quarto post Hannibalis adventum in Italiam, M. Claudius Marcellus consul, apud Nolam, civitatem Campaniae,.... in Hispaniis contra Hasdrubalem fratrem Hannibalis, in Macedonia tra Philippum, in Sardinia contra Sardos.
Nel quarto anno dopo l’arrivo di Annibale il console M. Claudio Marcello combatté favorevolmente a Nola, città della Campania, contro i Cartaginesi. Annibale occupò molte città dei Romani, in Apulia, in Calabria, in Bruzio. Nel frattempo Filippo, re di Macedonia inviò un'ambasciata al condottiero dei cartaginesi per assicurare aiuti contro i romani e chiedere aiuti contro i Greci. I romani inviarono in Macedonia M. Valerio Levino ed in sardegna il proconsole T. Manlio Torquato. Infatti anche la Sardegna aveva abbandonato i romani. Così i romani combatterono nello stesso tempo in quattro regioni: in Italia contro Annibale, in Spagna contro Asdrubale, fratello di Annibale, in Macedonia contro Filippo in Sardegna contro i Sardi.
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Prometheus hominis corpus luto formavit Tum omnes in silvis vitam misere et in egestate degebant: ... Promethei iecur mordebat; sed noctu interum crescebat
Prometeo formò il corpo dell'uomo con la creta, allora tutti vivevano nei boschi ed in indigenza e povertà, placavano la fame con le bacche e temevano continuamente le belve. Ma Prometeo, con grande benevolenza d'animo, desiderò attenuare la condizione della vita umana di molto. Allora estrasse il fuoco dal Vulcano e lo diede agli uomini con l'inganno del dio. Presto la vita degli uomini cambiò: infatti con il fuoco impararono a cucinare i cibi, cacciare le tenebre, fondere il rame, preparare le armi. In realtà con le armi uccidevano le belve ma gli uomini iniziarono anche a far guerra. A causa del furto del fuoco, Giove legò Prometeo sulla rupe del monte Caucaso: di giorno un avvoltoio mordeva il fegato di Prometeo, ma di notte cresceva di nuovo.