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Magnificentius est dicere quem ad modum gesserimus consulatum...
E' più efficace narrare in che modo avremmo esercitato il consolato, piuttosto (che narrare) in che modo l'avremmo conquistato. Alle calende di gennaio io ho liberato il senato e gli uomini d'onore dal timore di tutte le leggi agrarie e delle potentissime corruzioni. Io ho conservato l'Agro Campano se non fu necessario dividerlo e se fu necessario [dividerlo] l'ho riservato ai migliori curatori. Io ho sostenuto, quarant'anni prima di essere console, l'autorità del senato contro C. Rabinio colpevole di alto tradimento e l'ho difesa contro l'impopolarità. Io ho placato il collega Antonio desideroso della provincia, che macchinava molte cose contro lo stato, con pazienza e con il mio ossequio. Io ho consegnato all'assemblea del popolo, per volere del senato (abl. ass. ) poiché il popolo Romano la reclamava (ablativo assoluto), la provincia Gallia equipaggiata di esercito e di denaro. Io ho ordinato che fosse scacciato dalla città L. Catilina che macchinava la strage del senato non di nascosto ma apertamente, perché potessimo essere protetti da quello con le mura perché con le leggi non potevamo [esserlo]. Nell'ultimo mese del mio consolato, io ho strappato dalle nefande mani dei congiurati i proiettili tesi alla distruzione della città. Ho sorpreso, svelato ed estinto le fiaccole (ch'erano state) già accese per l'incendio di questa città. Q. Catulo, il più importante di questo ordine e guida del consiglio pubblico, mi ha designato padre della patria, nel senato molto frequentato. Quest'uomo assai famoso, L. Gellio, mentre questi ascoltavano (ablat. assoluto) mi disse che mi era dovuta una corona civica da parte dello stato. Il popolo Romano intero, in quell'assemblea non mi donò il ringraziamento solenne di un unico giorno, ma l'eternità e l'immortalità.
(By Vogue)
Versione tratta da Cicerone
Per tradurre bene questa versione devi vedere le seguenti regole:
Qui le funzioni del participio latino - Video Spiegazione
Qui l'ablativo Assoluto - Video Spiegazione
Qui le proposizioni finali - Video Spiegazione
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Si quis est talis, qui in hoc ipso tempore, in quo exultat et triumphat oratio mea...
Se qualcuno è così (talis) biasimevole in questo stesso tempo, nel quale esulta e trionfa la mia orazione, da accusarmi severamente, poiché non avrei fatto prendere un nemico così tanto feroce ma di metterlo in libertà, non è questa una mia colpa, Quiriti, ma dei tempi. Era necessario che Catilina fosse ucciso già da tempo annientato da un castigo molto pesante, e questo me lo chiedevano sia il costume degli antenati, sia la serietà della magistratura, sia lo stato. Ma considerate quanto numerosi sarebbero stati, quelli che non avrebbero creduto alle cose che io denunciavo. Ma se eliminato lui, pensassi di aver tolto da voi ogni pericolo, già prima io avrei sottratto L. Catilina non solo alla mia avversione ma certamente anche dal pericolo della mia vita. Ma poiché intuivo che, se come avrebbe meritato, lo avessi punito con la morte non avrei potuto perseguire i suoi complici, sopraffatto dall'avversione, ho protratto la cosa a questo punto, affinché voi poteste combattere, quando avreste giudicato il nemico apertamente. Certamente quel nemico, o Quiriti, quanto io pensi che sia da temere energicamente, occorre che voi lo comprendiate dal fatto che anche io tollero con fastidio, il fatto che sia andato via dalla città poco accompagnato. Voglia il cielo che quell'infame (=ille) abbia condotto con sé tutte le sue truppe!.
(By Vogue)
Versione di Cicerone
Altra proposta di traduzione
Se c'è qualcuno che, in questo stesso momento in cui il mio discorso esulta e trionfa, mi accusasse duramente perché non arrestassi un così nemico mortale piuttosto che lasciassi libero, non è mia codesta responsabilità, o Quiriti, ma delle circostanze. Già da tempo occorreva uccidere Lucio Catilina, condannare alla pena capitale: me lo chiedevano la tradizione dei patri, l'autorità dei miei poteri e l'interesse dello Stato. Ma quanti non avrebbero creduto ai fatti che denunciavo? Quantili avrebbero persino giustificati? Ma se, eliminato lui, mi fossi convinto di stornare da voi ogni pericolo, da tempo avrei ucciso Lucio Catilina non solo a rischio di suscitare la vostra disapprovazione, ma anche a rischio della mia vita. Ma quando mi rendevo conto che se lo avessi condannato a morte, come meritava, quando neppure per tutti voi il fatto era provato, non avrei potuto perseguire i suoi complici sotto il peso dell'impopolarità. Allora ho agito in modo che voi poteste combatterlo apertamente, perché vi era chiaro chi fosse il nemico. E quanto io ritenga temibile un nemico che non è più qui, potete capirlo, Quiriti, dal dispiacere che provo nel constatare che è partito dalla città con pochi uomini. Magari avesse portato con sé tutte le forze!
(By Stuurm)
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Postquam in castra nuntius pervenit... cum Antonio quam primum confligere.
Dopo che nell'accampamento arrivò la notizia che a Roma la congiura era stata scoperta, e del supplizio inflitto a Lentulo, a Cetego e agli altri che ho ricordato sopra, la maggior parte, che la speranza di saccheggi o il desiderio di una rivoluzione aveva indotto alla guerra, si disperde; Catilina sposta i restanti, attraverso montagne impervie, e a marce forzate, nel territorio di Pistoia, con il proposito di rifugiarsi di nascosto, per vie traverse, nella Gallia Transalpina. Ma Q. Metello Celere presiedeva nel territorio Piceno con tre legioni, pensando che, per la difficoltà delle circostanze, Catilina meditasse proprio il piano che abbiamo menzionato prima. Dunque, come apprese il suo itinerario dai disertori, tolse prontamente l'accampamento, e si appostò proprio sotto le pendici dei monti per dove egli doveva discendere se si dirigeva verso la Gallia. E neppure Antonio era lontano, poiché era pronto a inseguire il nemico in fuga, con un grande esercito, veloce perché marciava su territori più pianeggianti. Ma Catilina, dopo che vide (presente storico) se stesso accerchiato dai monti e dalle truppe dei nemici, nella città la sorte avversa e nessuna speranza né di fuga, né di aiuto, stimando che il meglio che si potesse fare in una siffatta circostanza fosse tentare la sorte in guerra, decise di scontrarsi quanto prima con Antonio.
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Captiva a militibus adducitur ad Scipionem adulta virgo, ...quem minus tibi hostem tuisque esse velis aut amicum malis. (Livio) ###?
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«Hoc vos scire, hoc posteris memoriae traditum iri. Aequas ei Volscos ad moenia urbise Romae impune armatos venisse!... Quis finis erit discordiarum?»
Voi sappiate questo, ciò sarà tramandato alla memoria dei posteri: (che) gli Equi e i Volsci sono giunti armati impunemente alle porte della città di Roma. Io questa ingiuria eviterei o con l'esilio o con la morte, se non vi era altra via di sfuggire all'onore della carica. Chi dunque hanno disprezzato i più vili dei nemici? Noi consoli o voi Quiriti? Se la colpa è nostra (lett: "in noi"), togliete il comando agli indegni e, se è vostra (lett: "in voi"), non vi sia nessuno tra gli dei né tra gli uomini che punisca le vostre colpe, o Quiriti: dispiaccia soltanto a voi stessi di esse. Quelli, non hanno disprezzato la vostra ignavia, né hanno confidato nel loro valore: quelli tante volte sbaragliati e messi in fuga, scacciati dagli accampamenti, confiscati della terra, messi sotto il gioco, che sappiate sia io sia voi: la discordia tra le classi è il veleno di questa città, i contrasti tra i patrizi e la plebe, mentre voi avete a noia i magistrati patrizi, noi quelli plebei, hanno risollevato gli animi a quelli. In nome degli dei, cosa volete per voi? Quale sarà la fine delle discordie? (by Stuurm)