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Ἀγαμέμνων δὲ καταντήσας εἰς Μυκήνας μετὰ Κασάνδρας ἀναιρεῖται ὑπὸ Αἰγίσθου καὶ Κλυταιμνήστρας· δίδωσι γὰρ αὐτῷ χιτῶνα ἄχειρα καὶ ἀτράχηλον, καὶ τοῦτον ἐνδυόμενος φονεύεται, καὶ βασιλεύει Μυκηνῶν Αἴγισθος· κτείνουσι δὲ καὶ Κασάνδραν. Ηλέκτρα δὲ μία τῶν Ἀγαμέμνονος ϑυγατέρων Ὀρέστην τὸν ἀδελφὸν ἐκκλέπτει καὶ δίδωσι Στροφίῳ Φωκεῖ τρέφειν, ὁ δὲ αὐτὸν ἐκτρέφει μετὰ Πυλάδου παιδὸς ἰδίου. Τελειωθεὶς δὲ Ὀρέστης εἰς Δελφοὺς παραγίγνεται καὶ τὸν θεὸν ἐρωτᾷ, εἰ τοὺς αὐτόχειρας τοῦ πατρὸς μετέλθοι. Τοῦτο δὲ τοῦ θεοῦ ἐπιτρέποντος ἀπέρχεται εἰς Μυκήνας μετὰ Πυλάδου λαθραίως καὶ κτείνει τήν τε μητέρα καὶ τὸν Αἴγισθον, καὶ μετ᾽ οὐ πολὺ μανίᾳ κατασχεθεὶς ὑπὸ Ἐρινύων διωκόμενος εἰς Ἀθήνας παραγίγνεται καὶ κρίνεται ἐν Ἀρείῳ' πάγῳ, καὶ κριθεὶς ἴσων γενομένων τῶν ψήφων ἀπολύεται.
Quando Agamennone giunse a Micene con Cassandra viene ucciso da Egisto e Clitennestra: infatti gli danno una tunica senza buchi per le mani e senza buco per il collo e dopo averglielo fatto indossare viene ucciso ed Egisto diventa re dei Miceni ed uccidono anche Cassandra. Elettra, una delle figlie di Agamennone sottrae furtivamente il fratello Oreste e lo da da allevare al focese Strofio, questo lo allevava con insieme al proprio figlio Pilade. Quando Oreste giunse alla maturità (τελειωθείς, part aor pass τελειόω) giunse (lett pres) a Delfi e chiese (lett pres) al dio, se (μετέλθοῑ aor ott μετέρχομαι) doveva punire gli uccisori del padre. Poiché il dio lo permise (gen ass) se ne va segretamente a Micene con Pilade ed uccide la madre ed Egisto, e non molto dopo fu colto da follia e inseguito dalle Erinni giunse (lett pres) ad Atene e subì (lett pres) un giudizio nell'Areopago, e κριθείς, part aor pass κρίνω) e dopo esser valutato giusto viene prosciolto dai voti.
(Traduzione letterale con note di Anna Maria Di Leo)
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Αγει προς πολυφειδεα, κρατουντα Σικυωνος, ος παλιν τουτους πεπμφε προς Αιτωλον Οινεα... Τυνδαρεω την βασιλειαν δοντος αυτω.
Traduzione in corso...
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καθάρας οὖν Θησεὺς τὴν ὁδὸν ἧκεν εἰς Ἀθήνας. Μήδεια δὲ Αἰγεῖ τότε συνοικοῦσα ἐπεβούλευσεν αὐτῷ, καὶ πείθει τὸν Αἰγέα φυλάττεσθαι ὡς ἐπίβουλον αὐτῷ. Αἰγεὺς δὲ τὸν ἴδιον ἀγνοῶν παῖδα, δείσας ἔπεμψεν ἐπὶ τὸν Μαραθώνιον ταῦρον. ὡς δὲ ἀνεῖλεν αὐτόν, παρὰ Μηδείας λαβὼν αὐθήμερον προσήνεγκεν αὐτῷ φάρμακον. ὁ δὲ μέλλοντος αὐτῷ τοῦ ποτοῦ προσφέρεσθαι ἐδωρήσατο τῷ πατρὶ τὸ ξίφος, ὅπερ ἐπιγνοὺς Αἰγεὺς τὴν κύλικα ἐξέρριψε τῶν χειρῶν αὐτοῦ. Θησεὺς δὲ ἀναγνωρισθεὶς τῷ πατρὶ καὶ τὴν ἐπιβουλὴν μαθὼν ἐξέβαλε τὴν Μήδειαν.
Teseo dopo aver ripulito la strada, si diresse ad Atene. Medea, che allora aveva sposato Egeo, cospirò contro di lui e convinse Egeo a proteggersi da Teseo, come se [Teseo] cospirasse contro di lui. Così [Egeo] (ἀναιρέω) ordinò che a lui fosse offerto (προσφέρω) da Medea del veleno preparato il giorno stesso. Quello mentre stava per assumere la bevanda porse la spada al padre, subito Egeo lo riconobbe e gli rovesciò via la coppa dalle sue mani. Teseo fu riconosciuto dal padre e apprendendo il complotto, scacciò Medea.
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παραγενόμενος δὲ εἰς Αἰθιοπίαν, ἧς ἐβασίλευε Κηφεύς, εὗρε τὴν τούτου θυγατέρα Ἀνδρομέδαν παρακειμένην βορὰν θαλασσίῳ κήτει. Κασσιέπεια γὰρ ἡ Κηφέως γυνὴ Νηρηίσιν ἤρισε περὶ κάλλους, καὶ πασῶν εἶναι κρείσσων ηὔχησεν· ὅθεν αἱ Νηρηίδες ἐμήνισαν, καὶ Ποσειδῶν αὐταῖς συνοργισθεὶς πλήμμυράν τε ἐπὶ τὴν χώραν ἔπεμψε καὶ κῆτος. Ἄμμωνος δὲ χρήσαντος τὴν ἀπαλλαγὴν τῆς συμφορᾶς, ἐὰν ἡ Κασσιεπείας θυγάτηρ Ἀνδρομέδα προτεθῇ τῷ κήτει βορά, τοῦτο ἀναγκασθεὶς ὁ Κηφεὺς ὑπὸ τῶν Αἰθιόπων ἔπραξε, καὶ προσέδησε τὴν θυγατέρα πέτρα. ταύτην θεασάμενος ὁ Περσεὺς καὶ ἐρασθεὶς ἀναιρήσειν ὑπέσχετο Κηφεῖ τὸ κῆτος, εἰ μέλλει σωθεῖσαν αὐτὴν αὐτῷ δώσειν γυναῖκα. ἐπὶ τούτοις γενομένων ὅρκων, ὑποστὰς τὸ κῆτος ἔκτεινε καὶ τὴν Ἀνδρομέδαν ἔλυσεν. ἐπιβουλεύοντος δὲ αὐτῷ Φινέως, ὃς ἦν ἀδελφὸς τοῦ Κηφέως ἐγγεγυημένος πρῶτος τὴν Ἀνδρομέδαν, μαθὼν τὴν ἐπιβουλήν, τὴν Γοργόνα δείξας μετὰ τῶν συνεπιβουλευόντων αὐτὸν ἐλίθωσε παραχρῆμα.
TRADUZIONE LETTERALE
Dopo esser arrivato in Etiopia, della quale era re Cefeo, Perseo trovò la figlia di questo, Andromeda che era a assegnata come pasto al mostro marino. Infatti Cassiopea, moglie di Cefeo, litigò per la bellezza con le Nereidi e pensò di essere la più bella di tutte le migliori: ragion per cui le Nereidi si sdegnarono (μηνίω) e Poseidone mandò loro una spaventosa inondazione del posto e un mostro marino. Vaticinando Ammone la liberazione dalla sventura se la figlia di Cassiopea, Andromeda, fosse offerta (προτίθημι) in pasto al mostro, Cefeo, costretto dagli Etiopi, lo fece (πράττω) e incatenò la figlia ad una rupe. Vedendola Perseo che era anche innamorato (ἐράω), promise (ὑπισχνέομαι) a Cefeo di uccidere (ἀναιρέω) il mostro se aveva intenzione di dargli in sposa la figlia salvata. Ottenuto il giuramento per queste cose, tendendo un agguato al mostro, lo uccide e libera Andromeda. Poiché Fineo, che era fratello di Cefeo al quale aveva promesso in un primo tempo Andromeda, prima di averla assegnata lui e, scoprendo (μανθάνω) l'intrigo, lo pierificò all'istante con tutti i seguaci mostrandogli la Gorgona.
Analisi dei verbi contenuti nella versione
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Οντος δε τη του Κελεου γυναικι Μετανειρα παιδιου, τουτο ετρεφεν η Δημητηρ παραλαβουσα· ... Φερεκυδης δε φησιν αυτον Ωκεανου και Γης.
Poichè la moglie di Celeo, aveva un bambino (frase con dativo di possesso), dopo averlo preso, Demetra lo allevava. Volendo ella renderlo immortale durante le notti gettava il bambino nel fuoco e gli toglieva (περιαιρέω) le vesti mortali. Di giorno, poiché Demofonte (il bambino infatti aveva questo nome) cresceva in maniera prodigiosa Prassitea lo sorvegliò e gridò prendendolo mentre bruciava nel fuoco. Perciò il bambino fu consumato dal fuoco, e la Dea si rivelò. Ma a Trittolemo, il maggiore tra i figli di Metanira, ella affidò il frumento (πῡρός -οῦ) dopo avergli preparato un carro guidato da draghi alati, con il quale lo seminò dall'alto del cielo su tutta la terra abitata. Paniassi dice che Trittolemo era figlio di Eleusi; si racconta che Demetra alloggiò presso di lui. Ferecide, invece, dice che era figlio di Oceano e Gea.