Pelopida ed Epaminonda
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libroTriakonta pag. 360 n° 9
TRADUZIONE

Molti pensano che quelli (Pelopida ed Epaminonda) ebbero una forte amicizia dalla battaglia di Mantinea, che combatterono al fianco dei Lacedemoni quando erano ancora amici ed alleati dopo aver mandato un aiuto da Tebe. Infatti disposti insieme tra loro nelle file degli opliti e combattendo contro gli Arcadi, poiché l’ala dei Lacedemoni in cui si trovavano cedette e ci fu lo sbaragliamento di molti, sferrando insieme l’assalto respinsero gli assalitori. E Pelopida ricevendo sette ferite sul davanti, cadde su molti cadaveri sia di amici sia di nemici, mentre Epaminonda, pur pensando che quello fosse morto, avvicinandosi si pose sul corpo e sulle armi, e si espose al pericolo contro molti da solo, preferendo morire piuttosto che lasciare a terra Pelopida. Quando ormai anche questi (Epaminonda) stava male, Agesipolide re degli Spartani corse in aiuto dall’altra ala, e inaspettatamente li salvò entrambi.