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Οιμαι δη παντας αν ομολογησαι τους νομους πλειστων και μεγιστων αγαθων αιτιους ειναι τω βιω των ανθρωπων... αλλως τε δη και νυν.
Ritengo che ognuno ammetterà che le leggi sono fonte di moltissimi e grandissimi benefici per la vita degli uomini; ma la loro utilità è limitata, per natura, agli affari dello Stato e ai contratti che si stipulano fra noi. Se invece ascolterete le mie parole, amministrerete L'intera Grecia bene e giustamente e vantaggiosamente per la nostra città. Bisogna che gli uomini che hanno intelligenza prendano a cuore entrambe queste cose, ma fra le due, dare la preminenza (infinito di προτιμάω)alla più grande e preziosa; e anche riconoscere che, le leggi sono capaci di stabilirle moltissimi sia tra i greci che tra i barbari, ben pochi potrebbero parlare degli interessi pubblici in modo degno della nostra città e della Grecia. Perciò dobbiamo stimare coloro che si applicano a inventare tali discorsi tanto più di quelli che propongono e promulgano le leggi, in quanto le loro opere sono più rare, più difficili e richiedono mente più sagace, soprattutto anche ora.
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Lukeion pagina 174 numero 63
Inizio: Ἐγώ σοι, ἔφη, νὴ τὸν Δία ἐρῶ, ὦ Σώκρατες, οἷόν γέ μοι φαίνεται. πολλάκις γὰρ συνερχόμεθά τινες εἰς ταὐτὸ... Fine: ἐπειδὰν αἱ ἐπιθυμίαι παύσωνται κατατείνουσαι καὶ χαλάσωσιν, παντάπασιν τὸ τοῦ Σοφοκλέους γίγνεται, δεσποτῶν πάνυ πολλῶν ἐστι καὶ μαινομένων ἀπηλλάχθαι.
«Sì , per Zeus!», disse. «Ti dirò cosa ne penso, Socrate. Spesso ci riuniamo io e altri che abbiamo all'incirca la stessa età, tenendo fede all'antico proverbio. Orbene, in queste riunioni la maggior parte di noi si lamenta, rimpiangendo i piaceri della giovinezza e ricordando le gioie dell'amore, le bevute, i banchetti e altre cose che si legano a queste; costoro si indignano perché pensano di essere stati privati di grandi beni e sono convinti che allora vivevano bene, mentre quella di adesso non è neanche vita....(continua)
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Lukeion
Ο μεν δη ναυτικος στρατος ουτω επρησσε Μαρδονιω δε και τω πεζω στρατοπεδευομενω .... Ουτος μεν νυν ο στολος αισχρως αγωνισαμενος απαλλαχθη ες την Ασιην.
L'esercito navale aveva dunque aveva questa sorte, invece i Traci Brigi assalirono di notte Mardonio e l'esercito di terra accampato in Macedonia; e i Brigi uccidono molti tra loro, feriscono Mardonio stesso. ...
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Lukeion numero 13
Inizio: Οι τε Πελοποννησιοι επικαταβαντες τους εν τω ποταμω μαλιστα εσφαζον και το υδωρ ευθυς διεφθΘαρτο .... Fine: τους δε αλλους στρατιωτας παυσασθαι φονευοντας.
I Peloponnesiaci, scesi contro uccidevano moltissimo di quelli nel fiume. E l’acqua subito si era inquinata ma non meno veniva bevuta pur essendo sporca di sangue insieme al fango ed era contesa tra molti. Alla fine quando ormai molti cadaveri giacevano gli uni sugli altri nel fiume e l’esercito era stato annientato, una parte lungo il fiume ... (continua)
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la fortuna guida uno strano corteo
Versione greco Luciano traduzione libro LUKEION Pagina 435 numero 27
δόκει μοι ὁ τῶν ἀνθρώπων βίος πομπῇ τινι μακρᾷ προσεοικέναι, χορηγεῖν δὲ καὶ διατάττειν ἕκαστα ἡ Τύχη, διάφορα καὶ ποικίλα τοῖς πομπευταῖς τὰ σχήματα προσάπτουσα· τὸν μὲν γὰρ λαβοῦσα, εἰ τύχοι, βασιλικῶς διεσκεύασεν, τιάραν τε ἐπιθεῖσα καὶ δορυφόρους παραδοῦσα καὶ τὴν κεφαλὴν στέψασα τῷ διαδήματι, τῷ δὲ οἰκέτου σχῆμα περιέθηκεν· τὸν δέ τινα καλὸν εἶναι ἐκόσμησεν, τὸν δὲ ἄμορφον καὶ γελοῖον παρεσκεύασεν· παντοδαπὴν γάρ, οἶμαι, δεῖ γενέσθαι τὴν θέαν. πολλάκις δὲ καὶ διὰ μέσης τῆς πομπῆς μετέβαλε τὰ ἐνίων σχήματα οὐκ ἐῶσα εἰς τέλος διαπομπεῦσαι ὡς ἐτάχθησαν, ἀλλὰ μεταμφιέσασα τὸν μὲν Κροῖσον ἠνάγκασε τὴν τοῦ οἰκέτου καὶ αἰχμαλώτου σκευὴν ἀναλαβεῖν, τὸν δὲ Μαιάνδριον τέως ἐν τοῖς οἰκέταις πομπεύοντα τὴν τοῦ Πολυκράτους τυραννίδα μετενέδυσε. καὶ μέχρι μέν τινος εἴασε χρῆσθαι τῷ σχήματι· ἐπειδὰν δὲ ὁ τῆς πομπῆς καιρὸς παρέλθῃ, τηνικαῦτα ἕκαστος ἀποδοὺς τὴν σκευὴν καὶ ἀποδυσάμενος τὸ σχῆμα μετὰ τοῦ σώματος ἐγένετο οἷόσπερ ἦν πρὸ τοῦ γενέσθαι, μηδὲν τοῦ πλησίον διαφέρων
La vita umana mi sembra simile ad un lungo corteo e la sorte è quella che dirige e dispone ogni cosa, assegnando di volta in volta ruoli diversi ed eterogenei ai partecipanti. Infatti, a seconda di come capita, uno lo prende e gli assegna onori regali conferendogli la tiara e assegnandogli guardie del corpo e mettendogli in testa una corona, mentre ad un altro assegna il ruolo di servo, un altro ancora dispone che sia bello, uno lo fa brutto e ridicolo; lo spettacolo infatti, secondo me, deve essere vario al massimo. Spesso anche nel mezzo dello svolgimento del corteo scambia i ruoli di alcuni non permettendo loro di continuare a procedere nel corteo fino alla fine così come erano stati sistemati all’inizio, e scambiando i ruoli a quello che è Creso fa assumere la parte da servo e prigioniero, mentre quel Meandrio che nel corteo ha il posto tra i servi lo investe della tirannide di Policrate e fino ad un certo momento lascia che indossi tale maschera; ma, quando arriva il momento giusto del corteo, allora ognuno, restituita la maschera e toltosi di dosso il ruolo insieme con il corpo, allora ridiventa quello che era prima, esattamente identico al suo vicino.