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Οἱ πατέρες οἱ ὑμέτεροι, γενομένων τῇ πόλει κακῶν μεγάλων, ὅτε οἱ τύραννοι μὲν εἶχον τὴν πόλιν, ὁ δὲ δῆμος ἔφευγε, νικήσαντες μαχόμενοι τοὺς τυράννους ἐπὶ Παλληνίῳ, στρατηγοῦντος Λεωγόρου τοῦ προπάππου τοῦ ἐμοῦ, κατελθόντες εἰς τὴν πατρίδα τοὺς μὲν ἀπέκτειναν, τῶν δὲ φυγὴν κατέγνωσαν, τοὺς δὲ ἠτίμωσαν. Ὕστερον δὲ ἡνίκα βασιλεὺς ἐπεστράτευσεν ἐπὶ τὴν Ἑλλάδα, γνόντες τῶν συμφορῶν τῶν ἐπιουσῶν τὸ μέγεθος καὶ τὴν παρασκευὴν τὴν βασιλέως, ἔγνωσαν τούς τε φεύγοντας καταδέξασθαι.
"I vostri padri, quando nella città si verificarono grandi mali, perché i tiranni governavano la città e il popolo fuggiva, dopo aver sconfitto i tiranni combattendo nella battaglia di Pallene sotto il comando di Leogoro, mio bisnonno, quando tornarono nella loro patria, alcuni li uccisero, altri condannarono all'esilio, e altri ancora li disonorarono. Successivamente, quando il re marciò contro la Grecia comprendendo la grandezza delle calamità future e l'armamento del re, accolsero gli esuli (quelli in fuga).
(By Vogue)
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κτενῶ καὶ λόγῳ καὶ ἔργῳ καὶ ψήφῳ καὶ τῇ ἐμαυτοῦ χειρί, ἂν δυνατὸς ὦ, ὃς ἂν καταλύσῃ τὴν δημοκρατίαν τὴν Ἀθήνησι, καὶ ἐάν τις ἄρξῃ τιν' ἀρχὴν καταλελυμένης τῆς δημοκρατίας τὸ λοιπόν, καὶ ἐάν τις τυραννεῖν ἐπαναστῇ ἢ τὸν τύραννον συγκαταστήσῃ: καὶ ἐάν τις ἄλλος ἀποκτείνῃ, ὅσιον αὐτὸν νομιῶ εἶναι καὶ πρὸς θεῶν καὶ δαιμόνων, ὡς πολέμιον κτείναντα τὸν Ἀθηναίων, καὶ τὰ κτήματα τοῦ ἀποθανόντος πάντα ἀποδόμενος ἀποδώσω τὰ ἡμίσεα τῷ ἀποκτείναντι, καὶ οὐκ ἀποστερήσω οὐδέν. ἐὰν δέ τις κτείνων τινὰ τούτων ἀποθάνῃ ἢ ἐπιχειρῶν, εὖ ποιήσω αὐτόν τε καὶ τοὺς παῖδας τοὺς ἐκείνου καθάπερ Ἁρμόδιόν τε καὶ Ἀριστογείτονα καὶ τοὺς ἀπογόνους αὐτῶν. ὁπόσοι δὲ ὅρκοι ὀμώμονται Ἀθήνησιν ἢ ἐν τῷ στρατοπέδῳ ἢ ἄλλοθί που ἐναντίοι τῷ δήμῳ τῷ Ἀθηναίων, λύω καὶ ἀφίημι.
Ucciderò con la parola, con l'opera, con il voto e con la mia stessa mano, se ne sarò capace, colui che cerchi di distruggere la democrazia ad Atene, o che qualcuno in avvenire, abbattuta la democrazia, s ostenga qualche carica o che qualcuno sorga per farsi tiranno o appoggi il tiranno. E se un altro lo ucciderà, io riterrò che egli sia sacro di fronte agli dei e ai demoni, come colui che ha ucciso un nemico degli Ateniesi, e, venduti tutti quanti i beni del morto, consegnerò la metà all'uccisore, e non lo priverò di nulla. Se poi qualcuno, uccidendo uno di costoro o accingendosi all'impresa, perda la vita, io beneficherò lui e i suoi figliuoli, come Armodio e Aristogitone e i loro discendenti. E quanti giuramenti sono stati fatti ad Atene o nell'accampamento o altrove, contrari al popolo di Atene, io li sciolgo e li dichiaro nulli.
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Καὶ μὲν δὴ καὶ τάδε ὑμῖν ἄξιον, ὦ ἄνδρες, ἐνθυμηθῆναι, ὅτι νυνὶ πᾶσι τοῖς Ἕλλησιν ἄνδρες ἄριστοι καὶ εὐβου λότατοι δοκεῖτε γεγενῆσθαι, οὐκ ἐπὶ τιμωρίαν τραπόμενοι τῶν γεγενημένων, ἀλλ’ ἐπὶ σωτηρίαν τῆς πόλεως καὶ ὁμόνοιαν τῶν πολιτῶν. συμφοραὶ μὲν γὰρ ἤδη καὶ ἄλλοις πολλοῖς ἐγένοντο οὐκ ἐλάττους ἢ καὶ ἡμῖν· τὸ δὲ τὰς γενομένας διαφορὰς πρὸς ἀλλήλους θέσθαι καλῶς, τοῦτ’ εἰκότως δὴ δοκεῖ ἀνδρῶν ἀγαθῶν καὶ σωφρόνων ἔργον εἶναι. ἐπειδὴ τοίνυν παρὰ πάντων ὁμολογουμένως ταῦθ’ ὑμῖν ὑπάρχει, καὶ εἴ τις φίλος ὢν τυγχάνει καὶ εἴ τις ἐχθρός, μὴ μεταγνῶτε, μηδὲ βούλεσθε τὴν πόλιν ἀπο στερῆσαι ταύτης τῆς δόξης, μηδὲ αὐτοὶ δοκεῖν τύχῃ ταῦτα μᾶλλον ἢ γνώμῃ ψηφίσασθαι.
E' giusto che riflettiate su queste cose, o cittadini, perché ora sembrate essere gli uomini migliori e più prudenti fra tutti i Greci poiché non vi rivolgete verso la vendetta delle vicende , ma verso la salvezza della città e alla concordia dei cittadini. E molti altri hanno subito in passato disgrazie non più piccole delle mie, ma la capacità di ricomporre le discordie reciproche, proprio questa sembra essere la qualità di persone valenti e intelligenti. Poiché tutti vi riconoscono questa capacità. Sia che uno vi sia amico, sia che vi sia nemico, non cambiate opinione, non private la città di questa fama, non date l'impressione di prendere decisioni a caso più che con l'intelligenza.
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Καὶ μὲν δὴ καὶ τάδε ὑμῖν ἄξιον, ὦ ἄνδρες, ἐνθυμηθῆναι....βούλεσθε τὴν πόλιν ἀπο στερῆσαι ταύτης τῆς δόξης, μηδὲ αὐτοὶ δοκεῖν τύχῃ ταῦτα μᾶλλον ἢ γνώμῃ ψηφίσασθαι.
E anche, o uomini, conviene che riflettiate queste cose, per il fato che ora tutti i Greci pensano che siate gli uomini migliori e più accorti, non volgendovi alla vendetta degli avvenimenti, ma alla salvezza della città e alla concordia dei cittadini. E molti altri già hanno subito disgrazie non più piccole delle mie; il fatto che gestiate le avvenute discordie reciproche, questa conviene essere la qualità di persone valenti e sapienti. Poiché appunto da parte di tutti per consenso comune avete a disposizione tali cose, non mutate proposito, né vogliate privare la città di questo diritto e rispetto. (by Stuurm)
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«Κτενώ και λόγω και έργω και ψήφω καϊ τη έμαυτοΰ χειρί, έάν δυνατός ώ, τούτον, ὃς καταλύσει την δημοκρατίαν την Αθηνών. Και εάν τις άλλος άποκτείνη οσιον αυτόν νομιω είναι καϊ προς θεών καϊ δαιμόνων, ώς πολέμιον κτείνοντα πολέμιον των Αθηναίων, και ουκ αποστερήσω ούδενός τών κτημάτων τον φονέα αύτοΰ. Έ άν δέ τις κτεινων τινα του άποθνήσκη, εύ ποιήσω αυτόν τε καϊ τούς παϊδας τους εκείνου καθάπερ Aμοδιον τε Αριστογείτονα καϊ τους απογόνους αυτών». (Andocide, Sui Misteri)
Ucciderò sia con la parola, sia con l'azione, sia con il voto (letteralmente con la pietruzza per votare) e con la mia stessa mano, per quanto sia nelle mie possibilità, chi distruggerà la democrazia ad Atene. E qualora qualche altro lo uccida io riterrò che egli sia sacro anche di fronte agli dei e alle divinità convinto che egli ha ucciso un nemico degli ateniesi e non priverò l'assassino di nessuno dei (suoi) beni. Qualora qualcuno uccidendo uno di questi muoia, farò del bene a lui e anche ai suoi figli come Armodio e Aristogitone e ai loro discendenti. (by Vogue)
Altra proposta di traduzione
Eliminerò sia con la legge sia con l’azione sia col tribunale sia con la mia stessa mano, convinto che io ne sia capace, chiunque potrà abbattere la democrazia di Atene. E se qualche altro lo uccida, considererò che ciò sia giusto, tanto verso gli dei che che verso le divinità, come un nemico da eliminare, un nemico degli Ateniesi e non spoglierò l’omicida di nessuno dei suoi beni. Nel caso che qualcuno di questi che ha ucciso muoia, renderò giustizia a lui e ai suoi figli proprio come per Armodio ed Aristogitone ed i loro discendenti.(by Geppetto)