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Cecrops rex, qui urbem condidit Athenas et ex suo nomine Cecropidas appellavit cives. Theseus Aegei filius, qui Minotaurum interfecit. Demophoon, filius eius, qui cum Graecis Ilium expugnavit. Codrus rex, qui pro salute et victoria patriae, secundum oraculum Apollinis, bello Peloponnesio se devovit. Harmodius et Aristogiton, homines plebeii, qui Hippiam et Hipparchum, Pisistrati filios oppresserunt. Alcibiades dux, vir genere, copia, opibus illustris, qui propter detruncatos Mercurios reus factus ad Lacedaemonios confugit Peloponnesio bello. Conon dux, qui omnes Lacedaemoniorum copias apud Cnidum insulam cepit et imperium maris Athenis restituit.
Il re Cecrope, che fondò la città di Atene e chiamò dal suo nome i cittadini Cecropidi. Teseo, figlio di Egeo, che uccise il Minotauro. Demofonte, suo figlio, che espugnò con i Greci Troia. Il re Codro, che durante la guerra del Peloponneso si immolò per la salvezza e la vittoria della patria, secondo l'oracolo di Apollo. Armodio e Aristogitone, uomini del popolo, che uccisero Ippia e Ipparco, figli di Pisistrato. Il comandante Alcibiade, uomo importante per famiglia, ricchezza e potenza, il quale, accusato in giudizio per le Erme abbattute (l'abbattimento delle Erme), si rifugiò tra gli Spartani durante la guerra del Peloponneso. Il comandante Conone, che catturò tutte le truppe degli Spartani presso Cnido e restituì il dominio del mare ad Atene
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Secundum Punìcum bellum longe omnium cruentissimum fuit. Causa habìta est quod Hannibal cantra foedus Saguntum everterat. Cuius belli primam cladem acceperunt Romani apud Ticinum, vulnerato patre Scipione, quem Publius Scipio admódum adulescens protexit ac liberavit; secundam cladem apud Trebiam, vulnerato FLiacco consule. Tertìam apud Trasimenum, vastato Flamini exercitu; quartam apud Cannas, deletis duobus ( = "due") exércitibus Pauli consulis. Quem inter Romanos duces Punici belli gloriam sibi vindicantes insigniorem indicare possumus? Utrum Fabium Cunctatorem, qui imminentem urbi Hannibàlem mora fregit, an Marcellum, qui primus Hannibali apud Nolani restìtit et inclinatam eius aciem penìtus trucidavit? Maximam autem gloriam sibi adquisivit Claudius Nero, qui venientem ab Hispania Hasdrubàlem cum ingentibus copiis priusquam se Hannibali ìungéret excepit et ingenti proelio vicit. Num vero omittere possumus Scipionem Africanum, qui in Africani expeditis legionibus devicit totum Poenorum exercitum apud Zamam, quo proelio ab Hannibalis perìculo tandem rem publicam vindicavit?
Di gran lunga la seconda guerra Punica fu tra tutte la più cruenta. I Romani cominciarono la guerra perché Annibale contro il patto distrusse Sagunto. La prima sconfitta di questa guerra venne subita dai Romani presso Ticino, la seconda presso Trebbiano, quando fu ferito il console Fracco; La terza presso il Trasimeno, devastato l'esercito di Flaminio, la quarta presso Canne sconfitti i due eserciti del console Paolo. Quale tra i comandanti tra i romani possiamo indicare il più insigne rivendicando per se stesso la gloria della guerra punica? Forse Fabio Cunctatore, che fiaccò con la truppa Annibale che arrivava alla città, o Marcello che per primo resistette ad Annibale presso Nola e trucidò quasi completamente la sua schiera? Claudio Nerone acquisì per se stesso la grande gloria che colse Asdrubale che veniva dalla spagna con ingenti truppe prima che si unisse con Annibale e lo vinse in un ingente combattimento. Forse in vero possiamo omettere che Scipione l'Africano, che sconfisse con legioni scelte in Africa tutto l'esercito dei cartaginesi presso Zama, nel quale combattimento liberò lo stato dal pericolo di Annibale?
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Punica Secundum Punicum bellum longe omnium cruentissimum fuit. Romani bellum moverunt quod Hannibal contra foedus Saguntum delevisset. Prim clades huius belli a Romanis apud Ticinum accepta est, secunda apud Trebiam, vulnerato Flacco consule; tertia apud Trasimenum, vastato Flaminii exercitu; quarta apud Cannas, cum duo Romanorum exercitus vastati essent, Pauli consulis morte, Terentii Varronisfuga. Postea vero tres duces Punici belli gloriam sibi iure vindicant: Fabius Cunctator quod Hannibalem, imminentem urbi, mora fregit; Marcellus quod primus Hannibali apud Nolam restitit et inclinatam eius aciem penitus trucidavit; Claudius Nero quod venientem ab Hispania Hasdrubalem cum ingentibus copiis ingenti proelio vicit.
Di gran lunga la seconda guerra Punica fu tra tutte la più cruenta. I Romani mossero la guerra perché Annibale contro il patto (che era stato fatto) distrusse Sagunto. La prima sconfitta di questa guerra fu subita dai Romani presso Ticino, la seconda presso Trebbiano, quando venne ferito il console Fracco; la terza presso il Trasimeno, quando fu sterminato l'esercito di Flamino; la quarta presso Canne, quando i due eserciti dei Romani furono devastati dalla morte del console Paolo, e dalla fuga di Terrenzio Varrone. In seguito 3 comandanti vendicarono personalmente la gloria della guerra Punica: (essi furono) Fabio il Temporeggiatore perché vinse per un' attesa di Annibale presso la città; Marcello perché oppose ripiegò e trucidò l'esercito di Annibale presso Nola; Claudio Nero perché vinse Asdrubale, che arrivava dalla Spagna con ingenti truppe, con numerosi combattimenti.
testo del libro littera litterae 1B n 4 pag 87
Durante la seconda guerra punica, Amilcare, comandante dei Cartaginesi condusse il figlio Annibale, giovane di 9 anni, in Spagna. il giovane Annibale, davanti agli altari degli dei, mentre il padre sacrificava le vittime, giurò eterno odio contro i Romani, poi conservando il giuramento per tutta la vita. Quando Annibale crescette, successe al padre Amilcare ottenendo il comando. Allora condusse le truppe in Italia per i monti Pirenei e le Alpi, poi presso il Ticino sconfisse il console Cornelio Scipione, in Etruria presso il Transimeno sbaragliò Caio Flaminio. Là furono uccisi dai Cartaginesi 15. 000 Romani. Invece quando Annibale preso Canne sconfisse i consoli molte città italiane, che erano state allontanate dalla società dei romani fecero un accordo con i cartaginesi. I Romani invece elessero il dittatore Fabio Massimo, che ebbe il soprannome di Temporeggiatore. poiché indebolì i nemici con esitazione e improvvise insidie. Allora Annibale fu richiamato in patria dai cartaginesi, poiché il console Scipione aveva condotto in Africa con navi le sue truppe dove in seguito vinse la battaglia presso Zane.
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inizio: Orbis terrarum qui sub caelo est quattuor regionibus incolitur. Una pars eius est in qua nos ... Fine: ...in Siculo Aeoliae octo; in Gallico Stoechades tres; in Syrtibus Cercina et Menix et Girba.
Il mondo che è sotto il cielo è abitato in 4 regioni. Una sua parte è quella in cui abitiamo noi; l'altra, opposta a questa, e coloro che la abitano si chiamano antictoni; e inferiori a queste due poste dalla parte opposta di queste, e quelli che le abitano si chiamano antipodi. Il mondo che noi abitiamo si divide in tre parti, e (ha) altrettanti nomi: Asia, che è tra il Tanai e il Nilo; la Libia, che è tra il Nilo e il golfo gaditano; l'Europa è fra lo stretto e il Tanai. In Asia i popoli più famosi (sono): Indi, Seri, Persiani, Medi, Parti, Arabi, Bitini, Frigi, Cappadoci, Cilici, Siri e Lidi. In Europa i popoli più famoisi (sono): Sciti, Sarmati, Germani, Daci, Mesi, Traci, Macedoni, Dalmati, Pannoni, Illiri, Spagnoli, Greci, Italici, Galli. In Libia i popoli più famoisi (sono): Etiopi, Mauri, Numidi, Punici, Getuli, Garamanti, Nasamoni, Egizi. I monti più famosi del mondo sono: il Caucaso in Scizia, l'Emodo in India, il Libano in Siria, l'Olimpo in Macedonia, l'Imetto in Attica, il Taigeto nella zona di Sparta, il Citerone e l'Elicona in Beozia, il Parnaso in Focide, l'Acroceraunia in Epiro, il Menalo in Arcadia, l'Apennino in Italia, l'Erice in Sicilia, le Alpi tra la Gallia e l'Italia, i Pirenei tra la Gallia e la Spagna, l'Atlante in Africa, il Calpe sullo stretto dell'Oceano. I fiumi più famosi del mondo: l'Indo, il Gange e l'Idaspe in India, l'Arasse in Armenia, il Termodonte e il Fasi in Colchide, il Tanai in Scizia, lo Strimone e l'Ebro in Tracia, lo Sperchio in Tessaglia, l'Ermo e il Pattolo che producono oro, il Meandro e il Caistro in Lidia, il Cidno in Cilicia, l'Oronte in Siria, il Simoenta e lo Xanto in Frigia, l'Eurota a Sparta, l'Alfeo in Elide, il Ladone in Arcadia, l'Achelao e l'Inaco in Epiro, la Sava e il Danubio che è soprannominato anche Ister in Mesia, l'Eridano e il Tevere in Italia, il Timavo in Illiria, il Rodano in Gallia, l'Ebro e il Beti in Spagna, il Bagrada in Numidia, il Tritone in Getulia, il Nilo in Egitto, il Tigri e l'Eufrate in Partia, il Reno in Germania. Le isole più famose: nel Mare Nostrum (Mediterraneo) dodici: Sicilia, Sardegna, Creta, Cipro, Eubea, Lesbo, Rodi, due Baleari, Ebuso, Corsica, Cadice; nell'Oceano: ad oriente Tabropane, a occidente la Britannia, a settentrione Tule, a meridione le Isole Fortunate; oltre a questo nel mar Egeo (ci sono) undici Cicladi: Delo, Giaro, Micono, Andro, Paro, Olearo, Teno, Cito, Melo, Nasso, Donusa; oltre a queste (ci sono) innumerevoli Sporadi, e tra le altre le più famose (sono) Egine, Salamina, Coo, Chio, Lemno, Samotracia; nel (mar) Ionio: le Echinadi, le Strofadi, Itaca, Cefalonia, Zacinto; nell'Adriatico circa mille Cratee; nel (mar) di Sicilia otto Eolie; nel (mar) Gallico tre Stecadi; nel (mar) dei Sirti Cercina e Menice e Girba.
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Inter Assyriorum reges fuit Ninus, qui primus exercitu prope totam Asiam sub se redegit et clarissimam urbem condidit Ninivem. Semiramis, nymphae cuiusdem filia, a columbis educta erat, et ipsa regina fuit, uxor Nini regis, cuius post mortem regnum ampliavit armis; Indiam quoque parum prospera expeditione temptavit. A Semiramide urbs, pulcherrima omnium quae umquam fuerunt, Babylonia constituita est supra flumen Euphratem. Sardanapalus autem Assyriorum rex fuit, at ob nomias delicias et luxuriam regnum amisit, qua re cum nonnullis ex suis venenum bibit et, igni subiecto, cum regia sua conflagravit.
Fra i re dell'Assiria ci fu Nino, che per primo con l’esercito ridusse sotto il suo potere quasi l’intera l'Asia e fondò la famosissima città di Ninive. Semiramide, figlia di una ninfa, era stara allevata dalle colombe, e fu regina lei stessa, moglie del re Nino, dopo la cui morte ampliò il regno con le armi; attaccò anche l'India con una spedizione non abbastanza favorevole. Da Semiramide fu fondata sul fiume Eufrate la città di Babilonia, la più bella di tutte quelle che mai sono esistite. Invece Sardanapalo fu re degli Assiri, ma a causa degli eccessivi piaceri e della lussuria perse il regno; per questo bevve il veleno con alcuni dei suoi e, appiccato un incendio, bruciò con la sua reggia