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Antiquis temporibus Romae, mense Dicembre, Saturnalia celebrantur, ad Saturni dei honorem. Tum tota civitas... Paucis Pauas sobrietas erat: multi, ebrii, totum festum tempus multa luxuria libertateque agebant.
Nei tempi antichi a Roma, nel mese di dicembre, venivano celebrati i Saturnali, in onore del dio Saturno. A quel tempo l'intera città esultava e favoriva pubblicamente la lussuria. le vie della città di Roma risuonavano delle voci dei cittadini. gli uomini e le donne offrivano ed accettavano doni, nessun cittadino Romano era triste. I servi ottenevano potere ed indossavano le vesti dei loro signori. Tutti celebravano con grande gioia sontuosi banchetti e saziavano la fame con buone vivande e si dissetavano con grande abbondanza di vino. Nè gli uomini liberi né i servi si astenevano dai piaceri. La sobrietà apparteneva a pochi: molti trascorrevano tutto il tempo festivo ubriachi nella libertà e nella sfrenata lussuria. (by Maria D.)
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Apium societas severis legibus regitur. Per totam aestatem apes laborant: aliae...Prima luce omnes apes sine mora e favi portis evolant; vespere tantum agros relinquunt et revertunt.
La società tra le api è retta da leggi severe. Le api lavorano per tutta l'estate: alcune preparano il vitto il nettare dei fiori nei campi, altre costruiscono con ammirevole perizia il favo, altre accumulano il miele puro nelle celle, altre osservano presso le aperture del favo, come abili guardie senza paura, le nubi del cielo e prendono gli oneri delle api che fanno ritorno. Anche dalle api viene allestito un esercito bellicoso, un piccolo manipolo per la difesa degli alveari. All'alba tutte le api volano senza indugio fuori dalle aperture del favo; soltanto a sera abbandonano i campi e fanno ritorno. (by Maria D.)
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Octavianus brutum Cassiumque in Thracia profligat, deinde in Italia remeat et ei Romae imperium assignatur... Augusti aevo fere totus mundus Romae subiectus est. Semper a posteris Augusti incepta memorabuntur.
Ottaviano annienta Bruto e Cassio in Tracia, poi fa ritorno in Italia e a lui viene assegnato il comando di Roma. Per molti anni sarà il solo signore di Roma. Ottaviano viene chiamato "Augusto" con grande riverenza dai Romani. Egli durante gli anni del suo principato celebra con grande gloria trionfi, offre al popolo magnifici spettacoli e naumachie nel Circo. Rinnova l'agricoltura, la disciplina degli antichi e le antiche cerimonie, aiuta i poeti. Da Virgilio e da Orazio, poeti famosi, vengono celebrate le battaglie, le vittorie e la gloria di Augusto. Molti popoli e molte province obbediscono ad Augusto, in Europa, in Asia ed in Africa. Al tempo di Augusto quasi tutti il mondo fu sottomesso a Roma. Le imprese di Augusto saranno sempre ricordate dai posteri.
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Iuppiter, Saturni filius, deum dominus erat. In claro Olympo habitabat et in eburneo dolio sedebat... Romae multa templa et multae statuae horum deorum erant.
Giove, figlio di Saturno, era il signore degli dei. Abitava nel luminoso Olimpo e sedeva su di un trono di marmo. Il dio Nettuno, patrono dei marinai, governava mari e fiumi: col tridente sollevava o placava le onde. Erano sacri a Nettuno il cavallo ed il delfino. Nettuno era servito da molteplici ninfe. Gli antichi Romani elencavano fra gli dei marini anche Eolo, signore dei venti; inoltre adoravano Marte, dio della guerra, e Mercurio, messaggero degli dei. A Roma c’erano molti templi e molte statue di questi dei. (by Geppetto)
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Sparta, clarum Peloponnesi oppidum, a multis poetis celebratur. Lacedaemonii solum, feri viri, in oppido habitabant, ... Pueri numquam in otio erant et palaestram armaque multum diligebant: ita vitae pericula incommodaque multis duris exercitiis suscipere discebant.
Sparta, la famosa città del Peloponneso, è celebrata da molti poeti. Soltanto gli Spartani, uomini feroci, abitavano in città, i servi nei campi. Nessuno a Sparta, eccetto i servi, coltivava i campi o si applicava al commercio. I liberi cittadini assolvevano la pratica particolarmente dura delle armi e la vita severa dell'accampamento: non temevano la guerra violenta, la catastrofe di molti popoli, disprezzavano la letteratura e la ricchezza, onoravano con moderazione le divinità. I Fanciulli non stavano mai in ozio ed apprezzavano molto la palestra e le armi: così apprendevano con le molte esercitazioni a sostenere i pericoli e gl'inconvenienti della vita. (by Maria D.)