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BRUTO E IL SUO DEMONE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Taxis
Φύσει μὲν γὰρ ἦν ἐπεγρήγορος ὁ ἀνήρ, καὶ τὸν ὕπνον εἰς ὀλίγου χρόνου μόριον ἀσκήσει καὶ σωφροσύνῃ συνῆγεν, ἡμέρας μὲν οὐδέποτε κοιμώμενος, νύκτωρ δὲ τοσοῦτον ὅσον οὔτε τι πράττειν οὔτε τῳ διαλέγεσθαι, πάντων ἀναπαυομένων, παρεῖχε. τότε δὲ τοῦ πολέμου συνεστῶτος, ἐν χερσὶν ἔχων τὰς ὑπὲρ τῶν ὅλων πράξεις καὶ τεταμένος τῇ φροντίδι πρὸς τὸ μέλλον, ὁπηνίκα πρῶτον ἀφ' ἑσπέρας ἐπινυστάξειε τοῖς σιτίοις, ἤδη τὸ λοιπὸν ἐχρῆτο τῇ νυκτὶ πρὸς τὰ κατεπείγοντα τῶν πραγμάτων. εἰ δὲ συνέλοι καὶ κατοικονομήσειε τὴν περὶ ταῦτα χρείαν, ἀνεγίνωσκε βιβλίον μέχρι τρίτης φυλακῆς, καθ' ἣν εἰώθεσαν ἑκατόνταρχοι καὶ χιλίαρχοι φοιτᾶν πρὸς αὐτόν. ὡς οὖν ἔμελλεν ἐξ Ἀσίας διαβιβάζειν τὸ στράτευμα, νὺξ μὲν ἦν βαθυτάτη, φῶς δ' εἶχεν οὐ πάνυ λαμπρὸν ἡ σκηνή, πᾶν δὲ τὸ στρατόπεδον σιωπὴ κατεῖχεν. ὁ δὲ συλλογιζόμενός τι καὶ σκοπῶν πρὸς ἑαυτόν, ἔδοξεν αἰσθέσθαι τινὸς εἰσιόντος• ἀποβλέψας δὲ πρὸς τὴν εἴσοδον, ὁρᾷ δεινὴν καὶ ἀλλόκοτον ὄψιν ἐκφύλου σώματος καὶ φοβεροῦ, σιωπῇ παρεστῶτος αὐτῷ. τολμήσας δ' ἐρέσθαι, "τίς ποτ' ὢν" εἶπεν "ἀνθρώπων ἢ θεῶν, ἢ τί βουλόμενος ἥκεις ὡς ἡμᾶς; " ὑποφθέγγεται δ' αὐτῷ τὸ φάσμα "ὁ σὸς ὦ Βροῦτε δαίμων κακός• ὄψει δέ με περὶ Φιλίππους. " καὶ ὁ Βροῦτος οὐ διαταραχθεὶς "ὄψομαι" εἶπεν.
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LA MORTE DI FOCIONE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Dopo la morte di antipatro, essendoci la democrazia ad Atene, nell'ecclesia fu condannato a morte Focione e dei suoi amici, dunque gli altri erano condotti mentre piangevano, e a Focione che camminava in silenzio uno dei nemici andandogli incontro gli sputò in faccia. Questo guardando verso gli arconti disse: "qualcuno non farà smettere questo suo comportamento indecoroso?". poiché coloro chee erano destinati a morire insieme a lui si lamentavano e adiravano, uno disse: "o Tuditte, non preferisci/ti piace morire con Focione?". Mentre a lui veniva porta la coppa, e interrogato se avrebbero dovuto dire qualcosa al figlio, disse: "Io gli ordino e lo prego di non ricordare nessun male agli ateniesi".
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LA MORTE DI IPERIDE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Elafroteron - pagina 360 numero 3
TRADUZIONE
Iperide essendo stato richiesto da Antipatro e stendo per essere consegnato dal popolo, fugì dalla città verso Egina con coloro che erano condannati. Essendosi allontanato da lì, fu catturato con la forza da Archia, chiamato cacciatore di esuli, nel tempio di Poseidone. Essendo stato condotto presso Antipatro a Corinto, essendo messo alla prova, si tagliò la lingua affinché non potesse dire niente riguardo le faccende segrete della città: così morì. Ermippo dice che gli tagliarono la lingua mentre andò in Macedonia e fu gettato senza sepoltura; si dice che Alfinoo avendo preso potere sul corpo invece di bruciarlo portò con sè le ossa ai parenti, secondo le credenze degli Ateniesi e dei Macedoni.
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LA PITTURA DI ATENE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
INIZIO: "Πολλων μεν δη και αλλων τεχνων. ."
FINE: ". .αλκης και τυμου γεμουσαν"
TRADUZIONE
La Polis fu madre e nutrice delle altre arti e scoprendole brillò per prima, utilizzando come mezzo per la propria crescita la qualità e il valore; infatti sotto essa la pittura fu promossa ed esaltata. Il pittore Apollodoro, primo tra gli uomini a scoprire la gradazazione di colori e la sfumatura di ombra, era infatti Ateniese. eufranore, Nicia, Asclepiodoro e Plisteneto, fratello di Fidia, dipingevano gli strateghi vittoriosi, le guerre e gli eroi. Eufranore dipinse la battaglia a cavallo di Epaminonda a Mantinea con ardimento; si può notare infatti nel dipinto della battaglia che lo scontro e la coraggiosa resistenza fossero ricche di sentimento.
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VITA DELL'ORATORE ISOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
INIZIO: Ἰσοκράτης Θεοδώρου μὲν ἦν παῖς τοῦ Ἐρχιέως τῶν μετρίων πολιτῶν, ...
FINE: Ἐτελεύτα δ' ἐπì Χαιρώνδου ἄρχοντος, τά περì Χαιπώνειαν
πυθόμενος, ἐξαγαγὼν αὑτòν τοῦ βίου διὰ τοῦ σιτίων ἀποσχέσθαι.
TRADUZIONE
Fra i cittadini di media condizione Isocrate era figlio di Teodoro ei Erchia, che aveva come servitori dei fabbricanti di auli e si era arricchito mediante questi, a tal punto da allestire il coro e da istruire i figli. Essendo fanciullo non fu educato meno di nessuno degli Ateniesiascoltò Prodico di Ceo e Giorgia di Leontini. Di lui sono tramandate sessanta opere, delle quali sono vere venticinque secondo Dionigi e ventotto secondo Cecilio, mentre le rimanenti sono false. Si addolorò anche non poco per la morte di Socrate. Chiedendogli qualcuno che cosa fosse la retorica, disse "Rendere grandi le cose piccole e piccole le cose grandi". Morì al tempo dell' arconte Cheronda, essendo stato informato cui fatti di Cheronea, allontanandosi dalla vita mediante il tenersi lontano dal cibo.