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Κατά δὲ τὴν Ἰταλίαν Φιδηναῖται μὲν, παραγενομένων εἰς τὴν πόλιν αὐτῶν πρεσβευτῶν ἐκ τῆς Ῥώμης, ἐπὶ μικραῖς αἰτίαις ἀνεῖλον τούτους. Ἐφ᾽ οἷς οἱ Ῥωμαῖοι παροξυνθέντες ἐψηφίσαντο πολεμεῖν, ... (da Diodoro Siculo)
Nella regione dell'Italia, i Fidenati, arrivando nella loro città ambasciatori da Roma, li uccisero per futili motivi. Per questi i Romani, adirati, votarono di fare la guerra e, dopo aver arruolato un esercito considerevole, nominarono dittatore Annio Emilio e con lui, come da tradizione, Aulo Cornelio come comandante della cavalleria. Emilio, dopo aver preparato le cose per la guerra, partì ( ἀναζεύγνυμι ) con l'esercito contro i Fidenati. Essendosi i Fidenati schierati (gen ass) contro di loro si fece una dura battaglia per molto tempo, e con molti caduti da entrambe le parti, la battaglia fu equilibrata.
(By Starinthesky)
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"Ετει δε μετα ταυτα δωδεκατω νικησαντες την εν Μαραθωνι μαχην, επι Φαινιππου αρχοντος, διαλιποντες ετη δυο μετα την νικην, θαρρουντος ηδη του δημου, τοτε πρωτον οι Αθηναιοι εχρησαντο τω νομω τω περι τον οστρακισμον, ος ετεθη δια την υποψιαν των εν ταις δυναμεσιν, οτι Πεισιστρατος δημαγωγος και στρατηγος ων τυραννος κατεστη. Και πρωτος οστρακισθη των Πεισιστρατου συγγενων Ιππαρχος Χαρμου Κολλυτευς, δι' ον και μαλιστα τον νομον εθηκεν ο Κλεισθενης, εξελασαι βουλομενος αυτον. Οι γαρ Αθηναιοι τους των τυραννων φιλους, οσοι μη συνεξαμαρτανοιεν εν ταις ταραχαις, ειων οικειν την πολιν, χρωμενοι τη ειωθυια του δημου πραοτητι· ων ηγεμων και προστατης ην Ιππαρχος. Ευθυς δε τω υστερω ετει, επι Τελεσινου αρχοντος, εκυαμευσαν τους εννεα αρχοντας κατα φυλας εκ των προκριθεντων υπο των δημων πεντακοσιων, τοτε μετα την τυραννιδα πρωτον. Οι δε προτεροι παντες ησαν αιρετοι.". (dalla Costituzione degli Ateniesi di Aristotele, IV sec. a. C. )
Dopo questi eventi nel dodicesimo anno, avendo vinto nella battaglia di Maratona, sotto l'arcontato di Feinippo, e dopo due anni dalla vittoria, poiché ormai il popolo era fiducioso (gen ass), gli Ateniesi utilizzarono allora per la prima volta la legge sull'ostracismo, che era stata istituita a causa delle sospette ambizioni sui poteri, poiché Pisistrato, pur essendo un demagogo ed un generale, era stato eletto tiranno. E per primo tra i parenti di Pisistrato fu ostracizzato Ipparco, figlio di Carmo del demo di Collito, attraverso il quale Clistene istituì questa legge, poiché voleva scacciarlo. Infatti, gli Ateniesi consentivano agli amici dei tiranni, purché non commettessero una colpa nei disordini, di abitare la città, usando la tradizionale tranquillità del popolo; il loro capo e protettore era Ipparco. Subito nell'anno successivo, sotto l'arcontato di Telesino, sorteggiarono i nove arconti per tribù tra i cinquecento che che erano stati scelti dal popolo, allora per la prima volta dopo la tirannide." Tutti i primi erano eleggibili.
(By Vogue)
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Και τον Κυρον ακουσαντα των ερμηνεων το Κροισος ειπε, μεταγνοντα τε και εννωσαντα... κατασβεσθηναι τε την πυρην.
E Ciro, udite le parole che Creso aveva detto, mutando parere e pensando che anche lui, pur essendo un essere umano aveva mandato al rogo vivo un altro essere umano, che non era inferiore a lui in quanto a ricchezze, e oltre a ciò, poiché aveva timore e riflettendo sul fatto che niente è sicuro nella vita degli uomini, ordinò di spegnere il più presto possibile il fuoco che ardeva e di far scendere Creso e quelli insieme a Creso. Ma per quanto ci provassero, non riuscivano a dominare il fuoco. Si dice dai racconti dei Lidi che in quel momento, quando Creso capì il mutamento di intenzione di Ciro, poiché vedeva che tutti si sforzavano di spegnere il fuoco e che non potevano più raggiungerlo, invocò Apollo supplicandolo, se aveva gradito qualcosa che gli era stato donato da lui, di assisterlo e proteggerlo dalla sventura presente. Egli, piangendo supplicava il dio e improvvisamente dal cielo sereno e senza vento si radunarono le nubi, scoppiò una tempesta e con la pioggia molto violenta che c'era, la pira si spense. {/imgscramble
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Δοξαν δε ημιν και ετι πορρωτερω προελθειν ξυνεληφθημεν τοις Ιππογυποις παῥ αυτοις καλουμενοι απαντησαντες. ... Αλλα θαρρειν παρεκελευετο και μηδενα κινδυνον υφορασθαι.
traduzione libera
Avevamo stabilito di inoltrarci ancora un poco più avanti, quando venimmo presi dai Cavalcavvoltoi - così li chiamano da quelle parti - che ci si presentarono di fronte. Questi Cavalcavvoltoi sono uomini che vanno in giro in groppa a grandi avvoltoi, cioè usano questi uccelli a modo di cavalli; gli avvoltoi sono enormi e per lo più a tre teste. Quanto siano grandi lo si potrebbe intuire da un semplice particolare: ciascuna delle loro penne è più lunga e robusta dell'albero di una grossa nave da carico. I Cavalcavvoltoi hanno l'incarico di incrociare nel cielo del loro paese e, se trovano qualche straniero, di portarlo dal re: ovviamente hanno arrestato anche noi e ci hanno trascinato davanti a lui. Il re, dopo averci squadrati, ha domandato, deducendo la cosa dal nostro abbigliamento: «Voi dunque siete Greci, stranieri?» e al nostro «sì» ha aggiunto: «Come siete riusciti, in questo caso, a coprire una simile distanza attraverso gli spazi siderali e ad arrivare fin qui?». Noi allora lo abbiamo informato di tutto fin nei minimi dettagli; e anche il sovrano, a sua volta, ha incominciato a raccontarci la sua storia: lui pure era un terrestre, si chiamava Endimione, e un bel giorno, mentre dormiva, era stato portato via dalla nostra terra, era arrivato lassù, ed era diventato re di quel luogo: ha aggiunto poi che la terra dove ci trovavamo era quella che da laggiù ci appare come la Luna; ci ha raccomandato comunque di stare tranquilli e di non temere alcun pericolo: avremmo avuto a disposizione tutto quello di cui avevamo bisogno.
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Dialogoi pagina 234 numero 100
επεμψε μεν αριαιος και Αρταοζος, πιστοι οντες Κυρω και υμιν ενοι, και κελευουσι φυλαττεσθαι μη ημιν επιθωνται της νυκτος οι βαρβαροι· εστι δε στρατευμα ... οντων περαν ουδεις αυτοις δυνησεται λελιμενης της γεφυρας.
Traduzione libera
"Mi hanno mandato Arieo e Artaozo, gente fedele a Ciro e che sta dalla vostra parte, vi invitano a guardarvi da un attacco notturno dei barbari: un grande esercito è appostato nel parco vicino. Vi esortano anche a mandare un corpo di guardia al ponte del Tigri, perché Tissaferne ha in mente di distruggerlo durante la notte, se gli riesce; così non potrete passare sull'altra sponda, ma rimarrete in trappola, tra fiume e canale". Appena udite le sue parole, lo portano da Clearco e gli illustrano ciò che dice. Clearco, appena sente la notizia, rimane sconvolto e impaurito. Ma un giovane, uno dei presenti, dopo aver riflettuto, disse che le idee di un attacco e di una distruzione del ponte erano incongruenti. "Un attacco ovviamente", diceva, "deve portare a una vittoria o a una sconfitta. Perciò, se vincono, che bisogno hanno di distruggere il ponte? Neppure se avessimo a disposizione migliaia di ponti, potremmo trovare salvezza nella fuga. 20 Se invece vinciamo noi, saranno loro a non avere una via di scampo, una volta tagliato il ponte. E per quanti rinforzi dovessero avere al di là del fiume, nessuno potrà accorrere, una volta abbattuto il ponte".