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Περὶ μεσημβρίαν δὲ οὐκέτι τῆς νήσου φαινομένης ἄφνω τυφὼν ἐπιγενόμενος καὶ περιδινήσας τὴν ναῦν καὶ...καὶ ὕλας καὶ ὄρη. ταύτην οὖν τὴν καθ' ἡμᾶς οἰκουμένην εἰκάζομεν.
Verso mezzogiorno, mentre non appariva più l'isola, essendosi verificato all'improvviso un turbine, e avere ruotato la nave e averla sollevata per circa 3. 000 stadi, non la faceva scendere più verso il mare; e il vento, abbattendosi sulle vele, dopo avere gonfiato il tessuto, la trasportava in alto, sospesa in aria. Correndo in cielo per sette giorni e altrettante notti, l'ottavo (giorno) osservammo nell'aria una grande terra simile a un'isola, lucente, sferoidale e avvolta in un grande splendore; dopo esserci avvicinati ad essa e avere ormeggiato, scendemmo; osservando la regione, troviamo che è abitata e coltivata. Di giorno dunque non scorgevamo niente da lì; invece, arrivata la notte, ci apparivano anche molte altre isole vicino, alcune più grandi, altre più piccole, simili al fuoco per l'aspetto, e in basso un'altra terra, che aveva su di sé sia città sia fiumi sia mari sia boschi sia monti. Supponiamo dunque che sia questa che è abitata da noi.
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Θεμιστοκλης ο Νεοκλεουυς εαυτον εικαζε και δρυσι, λεγων οτι αυτας υπερχονται ... ...ἦλθον τὴν εὐθὺ τοῦ ᾅδου
Temistocle, figlio di Neocle, paragonava se stesso a delle querce, affermando che gli uomini si pongono sotto di loro e di loro hanno bisogno, se piove, trovando come tetto, quello che viene costituito dai rami; invece, quando è bel tempo, arrivano vicino, sfrondano e spezzano i rami delle querce. Anche egli, dunque, riteneva di subire dal popolo le stesse cose. E affermava: "Se mi si presentano due strade, una che porta al Tartaro, l'altra, invece, verso la tribuna, vado verso quella che conduce diritta all'Ade".
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Ουτε πολις γαρ ουτ' ανηρ ιδιωτης ουδεις ποποτε καλως απηλλαξε Δημοσθενει συμβουλω χρησαμενος... νυνι δ' ηδη και στεφανουσθαι αξιοι.
Né una città né un uomo comune mai si è liberato facilmente dal pericolo utilizzando il consiglio di Demostene. E voi, o uomini ateniesi, non dovreste sentirvi imbarazzati se, riguardo ai piloti che navigano verso Salamina, avete stabilito una legge che se qualcuno di loro, contro la sua volontà, rovescia una nave nel canale, non gli è permesso di tornare a navigare, affinché nessuno possa agire a suo piacimento sui corpi dei Greci, ma lasciate che colui che ha cresciuto liberamente la Grecia e la vostra città si preoccupi nuovamente degli affari pubblici. Inoltre, per quanto riguarda il quarto periodo e la situazione attuale, desidero ricordarvi che Demostene non ha lasciato solo l'organizzazione militare del campo, ma ha anche preso in prestito una delle vostre triremi e ha tassato gli Elleni. Quando lo riportaste nella città, dopo un salvataggio imprevisto, era in uno stato tremante per i primi periodi e, stando al podio mezzo intorpidito, ordinò di votare per se stesso come custode della pace. All'inizio, non permetteste che il nome di Demostene fosse incluso nelle votazioni, ma invece ordinaste di farlo a Nausicle. Ma ora lo ritenete degno di essere incoronato."
(By Starinthesky)
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Η θαλασσα ευθυς ακυμων εγενετο και την γαληνην επισπασαμενη λειαν παρειχεν εαυτην, ημεις δε παντες ησυχιαν αγοντες... αλλο αλλος του πελαγους μερος διεκυμαινομεν.
Il mare diventava subito placido (sterile) e presentava una bonaccia che lo rendeva (ἐπισπάω) piatto, noi tutti cercanti (che cercavamo) la quiete seguivamo (παρακολουθέω) nient'altro che spettatori, desiderosi di fuggire oltre il mare, gli Amorini volavano solo poco sopra le onde sfiorando l'acqua con i piedi insigni, tenendo in mano lucenti fiaccole, cantavano un imeneo, le Nereidi, che emergevano seminude, erano in groppa ai delfini applaudivano, la specie dei Tritoni e tutta quella temibile da vedere dei mari, tutte danzavano intorno alla fanciulla. Perfino Nettuno, montato sul cocchio, avendo di fianco Anfitrite, avanzava lietamente indicando la via al fratello che nuotava; dietro tutti due Tritoni portavano Afrodite che sedeva in una conchiglia spargendo tanti fiori davanti alla ninfa. Tutte queste cose accadevano dalla Fenicia fino a Creta. Quando giunse (ἐπιβαίνω) nell'isola non comparve il toro, Giove presala per mano portò Europa che arrossiva e teneva gli occhi in terra nell'antro Ditteo: aveva infatti in orecchio cosa sarebbe accaduto. Essi, amandosi l'un l'altro, smossero una parte del mare.
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ἰδοῦσα δὲ τοῦθ´ ἡ Κλεοπάτρα τάς τε ναῦς αὐτομολῆσαι ἐποίησε, καὶ αὐτὴ ἐς τὸ ἠρίον ἐξαίφνης ἐσεπήδησε, λόγῳ μὲν ὡς τὸν Καίσαρα φοβουμένη καὶ προδιαφθεῖραι τρόπον τινὰ ἑαυτὴν βουλομένη, ἔργῳ δὲ καὶ τὸν Ἀντώνιον ἐκεῖσε ἐσελθεῖν προκαλουμένη· ὑπετόπει μὲν γὰρ προδίδοσθαι, οὐ μέντοι καὶ ἐπίστευεν ὑπὸ τοῦ ἔρωτος, ἀλλὰ καὶ μᾶλλον ὡς εἰπεῖν ἐκείνην ἢ ἑαυτὸν ἠλέει. Ὅπερ που ἡ Κλεοπάτρα ἀκριβῶς εἰδυῖα ἤλπισεν ὅτι, ἂν πύθηται αὐτὴν τετελευτηκυῖαν, οὐκ ἐπιβιώσεται ἀλλὰ παραχρῆμα ἀποθανεῖται. Καὶ διὰ τοῦτο ἔς τε τὸ μνημεῖον σύν τε εὐνούχῳ τινὶ καὶ σὺν θεραπαίναις δύο ἐσέδραμε, καὶ ἐκεῖθεν ἀγγελίαν αὐτῷ ὡς καὶ ἀπολωλυῖα ἔπεμψε. Καὶ ὃς ἀκούσας τοῦτο οὐκ ἐμέλλησεν, ἀλλ´ ἐπαποθανεῖν αὐτῇ ἐπεθύμησε. Καὶ τὸ μὲν πρῶτον τῶν παρόντων τινὸς ἐδεήθη ἵνα αὐτὸν ἀποκτείνῃ
Avendo visto ciò, Cleopatra fece sì che le navi disertassero, e si gettò improvvisamente nel mausoleo, dicendo che temeva Cesare e di volersi uccidere in qualche modo, ma in realtà invitando anche Antonio ad entrare lì; sospettava infatti di essere tradita, ma a causa dell'amore non ci credeva del tutto, ma per così dire, aveva più pietà di lui che di se stessa. E Cleopatra, sapendo bene questo, sperò che, se avesse saputo che lei era morta, non sarebbe sopravvissuto, ma sarebbe morto immediatamente. E per questo motivo corse nel monumento con un eunuco e due ancelle, e da lì gli mandò un messaggio dicendo di essere morta. E lui, udendo questo, non esitò, ma desiderò morire insieme a lei. E prima di tutto chiese a uno dei presenti di ucciderlo. E avendo udito ciò, non indugiò, ma desiderò morire subito. E all'inizio, pregò qualcuno dei presenti di ucciderlo (affinché lo uccidesse).
(By Vogue)