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Klimax pagina 76 numero 52
ἐθέλω δ᾽ οὖν σοι, ὦ Ἑρμῆ, εἰπεῖν, ὧιτινι ἐοικέναι μοι ἔδοξαν ... οἱ δὲ ἅμα τῶι συστῆναι ἐπαύσαντο· πᾶσι δ᾽ οὖν ἀπορραγῆναι ἀναγκαῖον.
Voglio dunque dirti, o Ermes, che mi sembrano simili gli uomini, e tutta la vita loro. Hai visto senz'altro una volta delle bolle che si levano nell’acqua che precipita da una sorgente? quelle bollicine io dico, dalle quali viene composta la schiuma? alcune di esse son piccolo e che subito si rompono e si distruggono;...(continua)
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Nascita di Dioniso versione di greco di Apollodoro
versione di greco e traduzione libro klimax
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Climax pagina 219 numero 205
Inizio: Ἀθηναίων δὲ νέας τὰς ἄριστα πλεούσας ἐπιλεξάμενος Fine: πρὸς τὸν βάρβαρον ἀπ᾽ ὑμέων ἡμῖν γέγονε»
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Climax pagina 370 numero 391
καὶ προσορμισθεὶς Κηναίῳ τῆς Εὐβοίας ἀκρωτηρίῳ Διὸς Κηναίου βωμὸν ἱδρύσατο. μέλλων δὲ ἱερουργεῖν εἰς Τραχῖνα Λίχαν τὸν κήρυκα ἔπεμψε λαμπρὰν ἐσθῆτα οἴσοντα. παρὰ δὲ τούτου τὰ περὶ τὴν Ἰόλην Δηιάνειρα πυθομένη, καὶ δείσασα μὴ ἐκείνην μᾶλλον ἀγαπήσῃ, νομίσασα ταῖς ἀληθείαις φίλτρον εἶναι τὸ ῥυὲν αἷμα Νέσσου, τούτῳ τὸν χιτῶνα ἔχρισεν. ἐνδὺς δὲ Ἡρακλῆς ἔθυεν. ὡς δὲ θερμανθέντος τοῦ χιτῶνος ὁ τῆς ὕδρας ἰὸς τὸν χρῶτα ἔσηπε, τὸν μὲν Λίχαν τῶν ποδῶν ἀράμενος κατηκόντισεν ἀπὸ τῆς Βοιωτίας, τὸν δὲ χιτῶνα ἀπέσπα προσπεφυκότα τῷ σώματι· συναπεσπῶντο δὲ καὶ αἱ σάρκες αὐτοῦ. τοιαύτῃ συμφορᾷ κατασχεθεὶς εἰς Τραχῖνα ἐπὶ νεὼς κομίζεται. Δηιάνειρα δὲ αἰσθομένη τὸ γεγονὸς ἑαυτὴν ἀνήρτησεν. Ἡρακλῆς δὲ ἐντειλάμενος Ὕλλῳ, ὃς ἐκ Δηιανείρας ἦν αὐτῷ παῖς πρεσβύτερος, Ἰόλην ἀνδρωθέντα γῆμαι, παραγενόμενος εἰς Οἴτην ὄρος (ἔστι δὲ τοῦτο Τραχινίων), ἐκεῖ πυρὰν ποιήσας ἐκέλευσεν ἐπιβὰς ὑφάπτειν.
E Approdato al promontorio Ceneo, in Eubea, (Eracle) innalzò un altare a Zeus Ceneo, e decise di fare una festa sacrificale. Allora mandò a Trachine il messaggero Lica, perché gli portasse le vesti da cerimonia. Deianira, venuta a sapere queste cose su Iole, e avendo paura che (il suo sposo) amasse quella più di lei, avendo credendo come cose vere che lo sgorgare del sangue di Nesso fosse un filtro, intinse il chitone (di Eracle) con questo. Dunque, dopo averlo indossato, Eracle fece un sacrificio. Non appena, riscaldatosi il chitone, il veleno dell'idra corruppe la sua pelle, egli strappò il chitone che si era attaccato al corpo; ma venivano strappate via anche le sue carni. Caduto in siffatta sventura (in queste condizioni disastrose) è portato a Trachine su una nave. Allora, Deianira, venuta a sapere l'accaduto, si impiccò. Eracle, avendo ordinato ad Illo, che era il figlio più grande avuto da Deianira, di sposare Iole una volta divenuto grande, giunto sul monte Eta (questo è il monte di Trachine), dopo aver fatto costruire una pira, ordinò, una volta salito, di darle fuoco.
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L'adulazione il peggiore dei mali
Versione greco Luciano traduzione libro klimax
ἐγὼ μέντοι γε πολὺ τῶν κολακευομένων ἐξωλεστέρους τοὺς κόλακας ὑπείληφα, καὶ σχεδὸν αὐτοὺς ἐκείνοις καθίστασθαι τῆς ὑπερηφανίας αἰτίους: ὅταν γὰρ αὐτῶν τὴν περιουσίαν θαυμάσωσιν καὶ τὸν χρυσὸν ἐπαινέσωσιν καὶ τοὺς πυλῶνας ἔωθεν ἐμπλήσωσιν καὶ προσελθόντες ὥσπερ δεσπότας προσείπωσιν, τί καὶ φρονήσειν ἐκείνους εἰκός ἐστιν; εἰ δέ γε κοινῷ δόγματι κἂν πρὸς ὀλίγον ἀπέσχοντο τῆσδε τῆς ἐθελοδουλείας, οὐκ ἂν οἴει τοὐναντίον αὐτοὺς ἐλθεῖν ἐπὶ τὰς θύρας τῶν πτωχῶν δεομένους τοὺς πλουσίους, μὴ ἀθέατον αὐτῶν μηδ᾽ ἀμάρτυρον τὴν εὐδαιμονίαν καταλιπεῖν μηδ᾽ ἀνόνητόν τε καὶ ἄχρηστον τῶν τραπεζῶν τὸ κάλλος καὶ τῶν οἴκων τὸ μέγεθος; οὐ γὰρ οὕτω τοῦ πλουτεῖν ἐρῶσιν ὡς. τοῦ διὰ τὸ πλουτεῖν εὐδαιμονίζεσθαι. καὶ οὕτω δὴ ^ ἔχει, μηδὲν ὄφελος εἶναι περικαλλοῦς οἰκίας τῷ οἰκοῦντι μηδὲ χρυσοῦ καὶ ἐλέφαντος, εἰ μή τις αὐτὰ θαυμάζοι. ἐχρῆν οὖν ταύτῃ καθαιρεῖν αὐτῶν καὶ ἐπευωνίζειν τὴν δυναστείαν ἐπιτειχίσαντας τῷ πλούτῳ τὴν ὑπεροψίαν: νῦν δὲ λατρεύοντες εἰς ἀπόνοιαν ἄγουσιν.
Per conto mio, sono più abominevoli gli adulatori e gli adulati, e direi quasi che sono essi i responsabili della superbia e tracotanza di costoro. Quando ammirano la ricchezza dei loro padroni e fanno l’elogio del loro oro e ne affollano di buon mattino i vestiboli e si rivolgono loro con parole da servi a padroni, che devono pensare questi protettori? Che se, per comune intesa, sapessero liberarsi da questa volontaria schiavitù, non pensi che sarebbero, al contrario, i ricchi a presentarsi alle porte dei poveri, a pregarli di non lasciare nell’ombra, senza testimoni, la loro felicità, di non rendere inutile la sontuosità delle loro mense e la magnificenza dei loro palazzi? Perché questi signori, non è che amino tanto le loro ricchezze, quanto, invece, di essere reputati felici per le ricchezze che posseggono. Purtroppo è così: non c’è alcuna soddisfazione per chi abiti una casa bellissima ricca di oro e di avorio, se non c’è nessuno ad ammirarla. Bisognerebbe dunque, buttare giù la loro potenza opponendo alla ricchezza la barriera del disprezzo. Ma purtroppo con siffatta supina adorazione, si fa perdere loro la testa.