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Ατε ουν Πορου και Πενιας υος ων ο Ερως εν τοιαυτη τυχη καθεστηκεν. Πρωτον μεν πενης αει εστι ... ουδ' ει τις αλλος σοφος, ου φιλοσοφει
Poiché dunque Eros è figlio di Poros e di Penia, si trova in tale sorte. In primo luogo è sempre povero, ed è molto lontano dall'essere delicato e bello, come i più credono, ma è duro, ispido, scalzo, senza casa, giacendo sempre per terra e senza coperte, dormendo all'aperto sulle porte e nelle strade, avendo la natura della madre, sempre compagno dell'indigenza. D'altra parte, secondo il padre, è insidioso verso i belli e i buoni, essendo coraggioso, audace e veemente, un cacciatore terribile, che intreccia sempre qualche astuzia, desideroso di saggezza e pieno di risorse, che filosofa per tutta la vita, un terribile incantatore, fattucchiere e sofista. E per natura non è né mortale né immortale, ma a volte nello stesso giorno fiorisce e vive, quando ha risorse, a volte muore, e poi rinasce di nuovo grazie alla natura del padre, ma ciò che si procura scorre via sempre; cosicché Eros non è mai povero né ricco, e si trova nel mezzo tra sapienza e ignoranza. La cosa sta così. Nessuno degli dèi filosofa né desidera diventare sapiente; infatti lo è; né se qualcun altro è sapiente, filosofa.
(by Star)
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Gi pagina 384 numero 302
Ο δ'αυ Ιεραξ τας μεν αλλας ναυς λαβων παλιν επλει εις Ροδον, εν Αιγινη δε τριηρεις δωδεκα κατελιπε και Γοργωπαν ... λαβων απεπλευσεν εις Αβυδον
Gerace lasciò ad Egina come armosta il suo luogotenente Gorgopa con dodici triremi e ripartì per Rodi con il resto della flotta. Da quel momento i veri assediati furono gli ateniesi appostati nelle fortificazioni più che gli Egineti, al punto che ad Aene si decretò di armare numerose navi per la liberazione della guarnigione, ...
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οἱ δὲ τῶν Ἀθηναίων στρατηγοὶ ἁθροισθέντες ἀπὸ Σαμοθρᾴκης τε καὶ Θάσου καὶ τῶν κατ' ἐκεῖνα χωρίων ἐβοήθουν τοῖς Τενεδίοις. ὡς δ' ᾔσθοντο εἰς Ἄβυδον καταπεπλευκότα τὸν Νικόλοχον, ὁρμώμενοι ἐκ Χερρονήσου ἐπολιόρκουν αὐτὸν ἔχοντα ναῦς πέντε καὶ εἴκοσι δύο καὶ τριάκοντα ταῖς μεθ' ἑαυτῶν. ὁ μέντοι Γοργώπας ἀποπλέων ἐξ Ἐφέσου περιτυγχάνει Εὐνόμῳ· καὶ τότε μὲν κατέφυγεν εἰς Αἴγιναν μικρὸν πρὸ ἡλίου δυσμῶν· ἐκβιβάσας δ' εὐθὺς ἐδείπνιζε τοὺς στρατιώτας. ὁ δ' Εὔνομος ὀλίγον χρόνον ὑπομείνας ἀπέπλει. νυκτὸς δ' ἐπιγενομένης, φῶς ἔχων, ὥσπερ νομίζεται, ἀφηγεῖτο, ὅπως μὴ πλανῶνται αἱ ἑπόμεναι. ὁ δὲ Γοργώπας ἐμβιβάσας εὐθὺς ἐπηκολούθει κατὰ τὸν λαμπτῆρα, ὑπολειπόμενος, ὅπως μὴ φανερὸς εἴη μηδ' αἴσθησιν παρέχοι, λίθων τε ψόφῳ τῶν κελευστῶν ἀντὶ φωνῆς χρωμένων καὶ παραγωγῇ τῶν κωπῶν. ἐπεὶ δὲ ἦσαν αἱ τοῦ Εὐνόμου πρὸς τῇ γῇ περὶ Ζωστῆρα τῆς Ἀττικῆς, ἐκέλευε τῇ σάλπιγγι ἐπιπλεῖν. τῷ δὲ Εὐνόμῳ ἐξ ἐνίων μὲν τῶν νεῶν ἄρτι ἐξέβαινον, οἱ δὲ καὶ ἔτι ὡρμίζοντο, οἱ δὲ καὶ ἔτι κατέπλεον. ναυμαχίας δὲ πρὸς τὴν σελήνην γενομένης, τέτταρας τριήρεις λαμβάνει ὁ Γοργώπας, καὶ ἀναδησάμενος ᾤχετο ἄγων εἰς Αἴγιναν· αἱ δ' ἄλλαι νῆες αἱ τῶν Ἀθηναίων εἰς τὸν Πειραιᾶ κατέφυγον
Si riunirono allora gli strateghi ateniesi provenienti da Samotracia, da Taso e da altre città della zona, stabilendo di soccorrere Tenedo. Appena furono informati che Nicoloco era sbarcato ad Abido, scelto quale base delle operazioni il Chersoneso, mossero con le loro trentadue navi all'assedio delle sue venticinque, Gorgopa, che stava tornando da Efeso, s'imbattà in Eunomo, ma per il momento lo evità rifugiandosi ad Egina che raggiunse poco prima del tramonto. Sbarcò e fece cenare in fretta i soldati. Eunomo rimase qualche tempo in attesa, poi ripartì. Fattosi ormai buio passò in testa alla flotta e accese, come è di regola, una luce di segnalazione perché non si perdessero le navi che lo seguivano. Gorgopa diede allora l'ordine di imbarcarsi subito e si mise al suo inseguimento, guidato dal segnale, ma si tenne a distanza per non essere scorto e rivelare così la propria presenza, mentre i capiciurma davano il tempo di voga non a voce, ma battendo su una pietra, e facevano inclinare i remi per non fare rumore. Appena le navi di Eunomo furono vicine alla costa in prossimità del capo Zostere, Gorgopa ordinò l'attacco con uno squillo di tromba. Dalle navi di Eunomo, alcune stavano già iniziando le operazioni di sbarco, altre gettando l'ancora e altre ancora arrivando in quel momento all'approdo. Si combattà al chiaro di luna e Gorgopa catturò quattro triremi, che rimorchiò fino ad Egina. Le altre navi ateniesi, invece riuscirono a fuggire al Pireo.
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Gi pagina 377 numero 296
Inizio: Τῶν δὲ πόλεων ὅσαι μὲν νεώτατα ᾠκίσθησαν καὶ ἤδη πλωιμωτέρων ... Fine: οὐ θαλάσσιοι κάτω ᾤκουν), καὶ μέχρι τοῦδε ἔτι ἀνῳκισμένοι εἰσίν
I centri delle città, ormai molto sicuri nelle comunicazioni marittime, si insediarono più di recente, dotati di più consistenti risorse economiche, venivano fondati per lo più lungo i litorali e fortificati con mura. ...
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Gi pagina 490 numero 404
ἐγὼ μὲν οὖν, ὦ ἄνδρες, οὐκ ἰδίαν ὑπὲρ ἐμαυτοῦ νομίζω ταύτην γενέσθαι τὴν τιμωρίαν, ἀλλ᾽ ὑπὲρ τῆς πόλεως ἁπάσης: οἱ γὰρ τοιαῦτα πράττοντες, ὁρῶντες οἷα τὰ ἆθλα πρόκειται τῶν τοιούτων ἁμαρτημάτων, ἧττον εἰς τοὺς ἄλλους ἐξαμαρτήσονται, ἐὰν καὶ ὑμᾶς ὁρῶσι τὴν αὐτὴν γνώμην ἔχοντας. εἰ δὲ μή, πολὺ κάλλιον τοὺς μὲν κειμένους νόμους ἐξαλεῖψαι, ἑτέρους δὲ θεῖναι, οἵτινες τοὺς μὲν φυλάττοντας τὰς ἑαυτῶν γυναῖκας ταῖς ζημίαις ζημιώσουσι, τοῖς δὲ βουλομένοις εἰς αὐτὰς ἁμαρτάνειν πολλὴν ἄδειαν ποιήσουσι. πολὺ γὰρ οὕτω δικαιότερον ἢ ὑπὸ τῶν νόμων τοὺς πολίτας ἐνεδρεύεσθαι, οἳ κελεύουσι μέν, ἐάν τις μοιχὸν λάβῃ, ὅ τι ἂν οὖν βούληται χρῆσθαι, οἱ δ᾽ ἀγῶνες δεινότεροι τοῖς ἀδικουμένοις καθεστήκασιν ἢ τοῖς παρὰ τοὺς νόμους τὰς ἀλλοτρίας καταισχύνουσι γυναῖκας. ἐγὼ γὰρ νῦν καὶ περὶ τοῦ σώματος καὶ περὶ τῶν χρημάτων καὶ περὶ τῶν ἄλλων ἁπάντων κινδυνεύω, ὅτι τοῖς τῆς πόλεως νόμοις ἐπειθόμην.
Io dunque, signori giudici, credo che questa punizione non sia stata privata a favore di me stesso, ma a favore della città intera; infatti coloro che compiono azioni di questo genere, vedendo quali premi sono previsti per siffatti reati, si comporteranno in modo meno scorretto verso gli altri, qualora vedano che anche voi avete la stessa opinione. Se no, molto meglio cancellare le leggi vigenti e istituirne altre che puniscano con le punizioni coloro che sorvegliano le proprie mogli, e invece garantiscano assoluta impunità a coloro che vogliono comportarsi scorrettamente verso di loro. Molto più giusto così infatti piuttosto che i cittadini subiscano imboscate dalle leggi, che da una parte impongono che, se uno sorprende un adultero, ne faccia dunque ciò che vuole, mentre i processi risultano più temibili per coloro che subiscono ingiustizia che per coloro che, contro le leggi, disonorano le mogli altrui. Io ora infatti sono in pericolo sia per la vita, sia per il patrimonio, sia per tutto quanto il resto, perché ho confidato nelle leggi della città.