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Κλίνη ἦν ἔκ τε ἐλέφαντος καὶ χρυσοῦ πεποιημένη καὶ στρώμασιν ἁλουργοῖς διαχρύσοις κεκοσμημένη· καὶ ἐν αὐτῇ τὸ μὲν σῶμα κάτω που ἐν θήκῃ συνεκέκρυπτο, εἰκὼν δὲ δή τις αὐτοῦ κηρίνη ἐν ἐπινικίῳ στολῇ ἐξεφαίνετο. Καὶ αὕτη μὲν ἐκ τοῦ παλατίου πρὸς τῶν ἐς νέωτα ἀρχόντων, ἑτέρα δὲ ἐκ τοῦ βουλευτηρίου χρυσῆ, καὶ ἑτέρα αὖ ἐφ᾽ ἅρματος πομπικοῦ ἤγετο. Καὶ μετὰ ταύτας αἵ τε τῶν προπατόρων αὐτοῦ καὶ αἱ τῶν ἄλλων συγγενῶν τῶν τεθνηκότων, πλὴν τῆς τοῦ Καίσαρος ὅτι ἐς τοὺς ἥρωας ἐσεγέγραπτο, αἵ τε τῶν ἄλλων Ῥωμαίων τῶν καὶ καθ᾽ ὁτιοῦν πρωτευσάντων, ἀπ' αὐτοῦ τοῦ Ῥωμύλου ἀρξάμεναι, ἐφέροντο. (Cassio Dione)
C'era un feretro (bara) fatto sia d'avorio sia d'oro, e ornato con finimenti purpurei ricamati d'oro; e in esso si nascondeva (giaceva nascosto) il corpo da qualche parte/probabilmente in basso dentro una cassa, mentre appariva un simulacro/effigie di cera di lui, in abito trionfale (lett vittorioso). E questa [effigie] veniva condotta (ἤγετο) dal Palazzo dai magistrati designati per l'anno successivo, un'altra [effigie] d'oro (veniva condotta) dalla Curia, e un'altra ancora sopra un carro per processione. E dopo queste venivano portate (ἐφέροντο che sta alla fine del testo) sia quelle (αἱ, le effigi) dei suoi antenati sia quelle (αἱ) degli altri parenti defunti – eccetto quella (τῆς) di Cesare, poiché era stato iscritto (ἐσεγέγραπτο - piuccheperfetto) tra gli eroi (o anche "semidei") – sia quelle (αἵ ) degli altri Romani che in qualsiasi modo (καθ᾽ ὁτιοῦν) avevano una posizione di primato, a cominciare dallo stesso Romolo.
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ANALISI GRAMMATICALE
Κλίνη: Sostantivo, femminile, singolare, nominativo (κλίνη, κλίνης).
ἦν: Verbo, εἰμί, imperfetto indicativo attivo, 3ª persona singolare.
ἔκ: Preposizione (con genitivo).
τε: Particella enclitica coordinante.
ἐλέφαντος: Sostantivo, maschile, singolare, genitivo (ἐλέφας, ἐλέφαντος).
καὶ: Congiunzione coordinante.
χρυσοῦ: Sostantivo, maschile, singolare, genitivo (χρυσός, χρυσοῦ).
πεποιημένη: Verbo, ποιέω, participio perfetto medio-passivo, femminile, singolare, nominativo.
καὶ: Congiunzione coordinante.
στρώμασιν: Sostantivo, neutro, plurale, dativo (στρῶμα, στρώματος).
ἁλουργοῖς: Aggettivo, neutro, plurale, dativo (ἁλουργός, -όν).
διαχρύσοις: Aggettivo, neutro, plurale, dativo (διάχρυσος, -ον).
κεκοσμημένη: Verbo, κοσμέω, participio perfetto medio-passivo, femminile, singolare, nominativo.
καὶ: Congiunzione coordinante.
ἐν: Preposizione (con dativo).
αὐτῇ: Pronome personale/anaforico, femminile, singolare, dativo (αὐτός, αὐτή, αὐτό).
μὲν: Particella correlativa.
σῶμα: Sostantivo, neutro, singolare, nominativo (σῶμα, σώματος).
κάτω: Avverbio di luogo.
που: Particella enclitica (indefinita/di luogo).
ἐν: Preposizione (con dativo).
θήκῃ: Sostantivo, femminile, singolare, dativo (θήκη, θήκης).
συνεκέκρυπτο: Verbo, συγκατακρύπτω, piuccheperfetto indicativo medio-passivo, 3ª persona singolare.
εἰκὼν: Sostantivo, femminile, singolare, nominativo (εἰκών, εἰκόνος).
δὲ: Particella correlativa/avversativa.
δή: Particella enfatica.
τις: Pronome indefinito, femminile, singolare, nominativo (τις, τι).
αὐτοῦ: Pronome personale/anaforico, maschile, singolare, genitivo (αὐτός, αὐτή, αὐτό).
κηρίνη: Aggettivo, femminile, singolare, nominativo (κήρινος, -η, -ον).
ἐν: Preposizione (con dativo).
ἐπινικίῳ: Aggettivo, femminile, singolare, dativo (ἐπινίκιος, -α, -ον / -ος, -ον).
στολῇ: Sostantivo, femminile, singolare, dativo (στολή, στολῆς).
ἐξεφαίνετο: Verbo, ἐκφαίνω, imperfetto indicativo medio-passivo, 3ª persona singolare.
Καὶ: Congiunzione coordinante.
αὕτη: Pronome dimostrativo, femminile, singolare, nominativo (οὗτος, αὕτη, τοῦτο).
ἐκ: Preposizione (con genitivo).
παλατίου: Sostantivo, neutro, singolare, genitivo (παλάτιον, παλατίου).
πρὸς: Preposizione (con genitivo d'agente).
ἐς: Preposizione (con accusativo).
νέωτα: Avverbio di tempo.
ἀρχόντων: Verbo, ἄρχω, participio presente attivo, maschile, plurale, genitivo (usato come sostantivo: "magistrati").
ἑτέρα: Aggettivo (pronome), femminile, singolare, nominativo (ἕτερος, -α, -ον).
δὲ: Particella correlativa/avversativa.
ἐκ: Preposizione (con genitivo).
βουλευτηρίου: Sostantivo, neutro, singolare, genitivo (βουλευτήριον, βουλευτηρίου).
χρυσῆ: Aggettivo, femminile, singolare, nominativo (χρυσοῦς, -ῆ, -οῦν).
καὶ: Congiunzione coordinante.
ἑτέρα: Aggettivo (pronome), femminile, singolare, nominativo (ἕτερος, -α, -ον).
αὖ: Avverbio.
ἐφ᾽ (ἐπί): Preposizione (con genitivo).
ἅρματος: Sostantivo, neutro, singolare, genitivo (ἅρμα, ἅρματος).
πομπικοῦ: Aggettivo, neutro, singolare, genitivo (πομπικός, -ή, -όν).
ἤγετο: Verbo, ἄγω, imperfetto indicativo medio-passivo, 3ª persona singolare.
Καὶ: Congiunzione coordinante.
μετὰ: Preposizione (con accusativo).
ταύτας: Pronome dimostrativo, femminile, plurale, accusativo (οὗτος, αὕτη, τοῦτο).
τε: Particella enclitica coordinante.
προπατόρων: Sostantivo, maschile, plurale, genitivo (προπάτωρ, προπάτορος).
αὐτοῦ: Pronome personale/anaforico, maschile, singolare, genitivo (αὐτός, αὐτή, αὐτό).
καὶ: Congiunzione coordinante.
αἱ: Articolo, femminile, plurale, nominativo.
ἄλλων: Aggettivo (pronome), maschile, plurale, genitivo (ἄλλος, -η, -ο).
συγγενῶν: Sostantivo, maschile, plurale, genitivo (συγγενής, -ές).
τεθνηκότων: Verbo, θνῄσκω, participio perfetto attivo, maschile, plurale, genitivo.
πλὴν: Preposizione (con genitivo) / Avverbio.
Καίσαρος: Sostantivo, maschile, singolare, genitivo (Καῖσαρ, Καίσαρος).
ὅτι: Congiunzione causale.
ἐς: Preposizione (con accusativo).
ἥρωας: Sostantivo, maschile, plurale, accusativo (ἥρως, ἥρωος).
ἐσεγέγραπτο: Verbo, εἰσγράφω, piuccheperfetto indicativo medio-passivo, 3ª persona singolare.
τε: Particella enclitica coordinante.
ἄλλων: Aggettivo (pronome), maschile, plurale, genitivo (ἄλλος, -η, -ο).
Ῥωμαίων: Sostantivo, maschile, plurale, genitivo (Ῥωμαῖος, Ῥωμαίου).
καὶ: Avverbio enfatico (davanti a καθ' ὁτιοῦν).
καθ᾽ (κατά): Preposizione (con accusativo).
ὁτιοῦν: Pronome indefinito relativo, neutro, singolare, accusativo (ὅστισοῦν, ἥτισοῦν, ὁτιοῦν).
πρωτευσάντων: Verbo, πρωτεύω, participio aoristo attivo, maschile, plurale, genitivo.
ἀπ' (ἀπό): Preposizione (con genitivo).
αὐτοῦ: Pronome intensivo, maschile, singolare, genitivo (αὐτός, αὐτή, αὐτό).
Ῥωμύλου: Sostantivo, maschile, singolare, genitivo (Ῥωμύλος, Ῥωμύλου).
ἀρξάμεναι: Verbo, ἄρχω, participio aoristo medio, femminile, plurale, nominativo.
ἐφέροντο: Verbo, φέρω, imperfetto indicativo medio-passivo, 3ª persona plurale.
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ἰδοῦσα δὲ τοῦθ´ ἡ Κλεοπάτρα τάς τε ναῦς αὐτομολῆσαι ἐποίησε, καὶ αὐτὴ ἐς τὸ ἠρίον ἐξαίφνης ἐσεπήδησε, λόγῳ μὲν ὡς τὸν Καίσαρα φοβουμένη καὶ προδιαφθεῖραι τρόπον τινὰ ἑαυτὴν βουλομένη, ἔργῳ δὲ καὶ τὸν Ἀντώνιον ἐκεῖσε ἐσελθεῖν προκαλουμένη· ὑπετόπει μὲν γὰρ προδίδοσθαι, οὐ μέντοι καὶ ἐπίστευεν ὑπὸ τοῦ ἔρωτος, ἀλλὰ καὶ μᾶλλον ὡς εἰπεῖν ἐκείνην ἢ ἑαυτὸν ἠλέει. Ὅπερ που ἡ Κλεοπάτρα ἀκριβῶς εἰδυῖα ἤλπισεν ὅτι, ἂν πύθηται αὐτὴν τετελευτηκυῖαν, οὐκ ἐπιβιώσεται ἀλλὰ παραχρῆμα ἀποθανεῖται. Καὶ διὰ τοῦτο ἔς τε τὸ μνημεῖον σύν τε εὐνούχῳ τινὶ καὶ σὺν θεραπαίναις δύο ἐσέδραμε, καὶ ἐκεῖθεν ἀγγελίαν αὐτῷ ὡς καὶ ἀπολωλυῖα ἔπεμψε. Καὶ ὃς ἀκούσας τοῦτο οὐκ ἐμέλλησεν, ἀλλ´ ἐπαποθανεῖν αὐτῇ ἐπεθύμησε. Καὶ τὸ μὲν πρῶτον τῶν παρόντων τινὸς ἐδεήθη ἵνα αὐτὸν ἀποκτείνῃ
Avendo visto ciò, Cleopatra fece sì che le navi disertassero, e si gettò improvvisamente nel mausoleo, dicendo che temeva Cesare e di volersi uccidere in qualche modo, ma in realtà invitando anche Antonio ad entrare lì; sospettava infatti di essere tradita, ma a causa dell'amore non ci credeva del tutto, ma per così dire, aveva più pietà di lui che di se stessa. E Cleopatra, sapendo bene questo, sperò che, se avesse saputo che lei era morta, non sarebbe sopravvissuto, ma sarebbe morto immediatamente. E per questo motivo corse nel monumento con un eunuco e due ancelle, e da lì gli mandò un messaggio dicendo di essere morta. E lui, udendo questo, non esitò, ma desiderò morire insieme a lei. E prima di tutto chiese a uno dei presenti di ucciderlo. E avendo udito ciò, non indugiò, ma desiderò morire subito. E all'inizio, pregò qualcuno dei presenti di ucciderlo (affinché lo uccidesse).
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[3] La moglie Domizia, [Domiziano] decise di mandarla a morte per adulterio, ma, pregato da Urso, la ripudiò, dopo aver fatto uccidere in mezzo alla strada, a causa di lei, il pantomimo Paride. Poiché inoltre molti onoravano quel luogo con fiori ed unguenti, comandò che anche questi fossero mandati a morte. (2) E da allora convisse in modo sempre meno velato, come fosse sua sposa, con la propria nipote, cioè Giulia. In seguito, su richiesta del popolo, si riconciliò con Domizia, ma nondimeno continuava ad avere rapporti con Giulia. [3] τὴν δὲ γυναῖκα τὴν Δομιτίαν ἐβουλεύσατο μὲν σφάξαι ἐπὶ μοιχείᾳ, παρακληθεὶς δὲ ὑπὸ τοῦ Οὔρσου ἀπεπέμψατο, τὸν Πάριν τὸν ὀρχηστὴν ἐν μέσῃ τῇ ὁδῷ δι’ αὐτὴν φονεύσας. ἐπειδὴ δὲ πολλοὶ καὶ ἄνθεσι καὶ μύροις τὸν τόπον ἐκεῖνον ἐτίμων, ἐκέλευσε τούτους σφάττεσθαι. (2) κἀκ τούτου τῇ ἀδελφιδῇ τῇ ἰδίᾳ, ἤγουν τῇ Ἰουλίᾳ, ἀπαρακαλυπτότερον ὡς γαμετῇ συνῴκει. εἶτα δεηθέντος τοῦ δήμου κατηλλάγη μὲν τῇ Δομιτίᾳ, ἐχρῆτο δ’ οὐδὲν ἧττον τῇ Ἰουλίᾳ. [Cassio Dione LXVII 3, 1-2,
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Μεμνησο οτι ου χρη πασιν απλως πιστευειν τοις λεγομενοις, αλλ' ακριβως αυτα διασκοπειν... παντα γαρ οσα αν η καλως η κακως πραζωσι, σοι προστεθησεται.
Ricorda che non devi credere assolutamente a tutto ciò che è detto da loro, ma devi investigare attentamente queste cose. Perché ci sono molti di quelli o che odiano alcuni o bramano i loro beni, o perché altri vogliono fare un favore a qualcuno, altri perché hanno chiesto soldi a qualcuno e non l'hanno ottenuto, - portano false accuse contro le persone interessate, come facendo tentativi rivoluzionari o anche di pianificare o dire qualcosa di dannoso per il sovrano. Pertanto non si deve dare ascolto a loro immediatamente né facilmente, ma piuttosto provare tutto ciò che dicono; Perché se sei troppo lento nel riporre la tua fiducia in uno di questi uomini, non subirai grandi danni, ma se sei troppo frettoloso potresti forse fare un errore che non puoi riparare. “Ora è giusto e necessario che tu onori i buoni che, sia dei liberti sia degli altri che sono associati a te; questo infatti ti darà credito e una grande sicurezza. Tuttavia, non dovono acquisire un potere eccessivo, ma devono essere rigorosamente tenuti sotto controllo, in modo da non essere mai screditati da loro; tutto ciò che farebbero, nel bene e nel male, ti sarà imposto. (By Stuurm)
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inizio: Πεπεισθε τοις εργοις οσον ελευθερια της δουλειας διαφερει...
Certamente avete capito quanto sia preferibile una libera povertà alle ricchezze che si posseggono nella servitù. Non sarebbe forse meglio il venderci schiavi a qualcuno una sola volta, piuttosto che esser costretti ogni anno a redimerci sotto il vano nome di libertà? Quanto non sarebbe meglio l'essere uccisi e il perire, che il portare a spasso le nostre teste tributarie? Siamo sprezzati e conculcati da coloro che non sanno far altro, se non aspirare avidamente al proprio guadagno. [...] Non dovete aver paura dei Romani: non sono più numerosi di noi, né più forti. Guardateli bene: si coprono di elmi, di corazze, di gambiere, si riparano dietro valli, mura, fosse, per non esser minimamente feriti da ostili incursioni. I Romani amano far uso di tutti questi presidi per paura, anziché intraprendere azioni contro il nemico speditamente, alla nostra maniera. D'altronde noi abbondiamo di tanta forza, che le nostre tende sono più sicure delle loro mura, i nostri scudi migliori di qualunque loro armatura. [...] Non ci sono pari nel sopportare la fame, la sete, il freddo, il caldo; sempre abbisognano di ombra, di coperture, di frumento macinato, di vino, di olio in tal misura che, se una sola di queste cose viene a mancare, subito periscono. Per noi, invece, qualunque erba o radice è cibo; qualunque succo è olio; qualunque acqua è vino; qualunque albero è casa».