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Aemilius Paulus, nunc felicissimi, nunc miserrimi patris clarissima repraesentatio ex quattuor filiis formae insignis, egregiae indolis duo iure adoptionis in Corneliam Fabiamque gentem translatos sibi ipse denegavit: duos ei fortuna abstulit. Quorum alter trimphum patris funere suo quartum ante diem praecessit, alter in triumphali curru conspectus post diem tertium exspiravit. Itaque qui ad donandos usque liberos abundaverat, in orbitate subito destitutus est. Quem casum quo robore animi sustinuerit oratione, quam de rebus a se gestis apud populum habuit, hanc adiciendo clausulam nulli ambiguum reliquit. Cum in maximo proventu felicitatis nostrae, Quirites timerem ne quid mali fortuna moliretur, Iovem optimum maximum Ionemque reginam et Minerva precatus sum ut, si quid adversi populo Romano inmineret, totum in mea domum converteretur. Quapropter bene habet: annuendo enim votis meis id egerunt, ut vos potius meo casu doleatis quam ergo vestro ingemescerem.
Emilio Paolo, evidente e viva rappresentazione di padre ora infelicissimo, ora felicissimo, dei quattro figli di ammirevole aspetto, di indole straordinaria, rinunciò a due volontariamente perché passati per diritto di adozione nella famiglia Fabia e in quella Cornelia: due glieli portò via la sorte. Uno di essi morì quattro giorni prima del trionfo del padre, l'altro morì tre giorni dopo esser stato visto sul carro trionfale. Pertanto egli che aveva avuto figli in abbondanza fino a donarli, fu all'improvviso abbandonato nella privazione. Con che forza d'animo abbia sopportato questa sventura, con il discorso che tenne presso il popolo sulle imprese da lui compiute, aggiungendo questa postilla, non lasciò dubbi a nessuno: "Poiché, nel massimo punto della mia felicità, temevo che la sorte mi preparasse qualcosa di male, o Quiriti, pregai Giove Ottimo Massimo e la regina Giunone e Minerva che, se qualcosa di avverso minacciasse il popolo romano, la riversasse tutta sulla mia casa. Perciò va bene così: infatti, accettando le mie preghiere, fecero ciò, in modo tale che voi vi dogliate per la mia disgrazia piuttosto che io piangessi per la vostra. "
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
Emilio Paolo, evidente e viva rappresentazione di padre ora infelicissimo, ora assai felice, di quattro figli di singolare bellezza, due, di indole senza pari, ne rifiutò egli stesso, passati per diritto di adozione rispettivamente alle gentes Cornelia e Fabia: (gli altri) due glieli portò via la sorte. Di questi ultimi l'uno precedette di quattro giorni il trionfo del padre con il proprio funerale, l'altro, visto sul carro trionfale, morì tre giorni dopo. Perciò colui che aveva esagerato fino a dar via i (propri) figli, improvvisamente fu lasciato nella mancanza (di prole). sulle sue imprese che tenne davanti al popolo, aggiungendo questa conclusione: "Temendo che nella massima abbondanza (nel pieno) della nostra felicità, Quiriti, la sorte potesse portare qualcosa di male, ho pregato Giove ottimo massimo e Giunone regina e Minerva che, se qualcosa di avverso incombesse sul popolo romano, venisse rivolto tutto sulla mia famiglia. Per cui sta bene: infatti accogliendo le mie preghiere (gli dei) hanno fatto ciò (hanno fatto sì che ciò avvenisse) allo scopo di far addolorare voi per via di una mia disgrazia, piuttosto che far dolere me per una vostra".
(by Anna Maria Di Leo)
Versione da Valerio Massimo
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Socrates ille, ab adulescentulo quodam consultus utrum uxorem duceret an se omni matrimonio abstineret, respondit, utrum eorum fecisset, acturum esse paenitentiam. «Si uxorem non ducas – inquit – hinc solitudo, hinc orbitas, hinc generis interitus, hinc heres alienus te afficiat; quam si verum ducas, te afficient perpetua sollicitudo, dotis exprobratio, adfinium grave supercilium, garrŭla socrus linguā, incertus liberorum eventus». Idem, cum Atheniensium scelerata dementia tristem de capite eius sententiam tulisset fortique animo et constanti vultu potionem veneni e manu carnificis accepisset, admoto iam labris poculo, uxore Xanthippe inter fletum et lamentationem vociferante innocentem eum periturum: «Num satius – inquit – nocenti mihi mori esset?». Immensam illius sapientiam admiremur: ne in ipso quidem vitae excessu oblivisci sui potuisset. Solo Atheniensis neminem, dum adhuc viveret, beatum dici debere arbitrabatur: si vixerimus, ad ultimum usque fati diem ancipiti fortunae subiciemur. Idem, cum ex amicis quendam graviter maerentem vidēret, in arcem perduxit hortatusque est ut per omnes subiectorum aedificiorum partes oculos circumferret. Quod ut factum animadvertit: «Si cogites nunc tecum – inquit – quam multi luctus sub his tectis et olim fuerint et hodieque versentur et insequentibus saeculis sint habitaturi, mittas mortalium incommoda tamquam propria deflere».
Quel famoso Socrate, consultato da un certo giovinetto se dovesse sposarsi o dovesse astenersi da ogni matrimonio, rispose, che, sia se avesse fatto l'una di queste sia se avesse fatto l'altra di queste, sarebbe andato incontro ad un pentimento. disse: "se non ti sposassi ti affliggerebbe ora la solitudine, ora la mancanza di figli, ora la perdita della discendenza, ora un erede estraneo; se invece ti sposerai, ti affliggeranno la continua preoccupazione, il rinfaccio della dote, la grave arroganza dei parenti, la lingua pettegola della suocera, l'incerto avvenire dei figli". Egli stesso, avendo sopportato la triste sentenza in merito alla sua decapitazione per la scellerata demenza degli Ateniesi ed avendo preso dalla mano del carnefice la bevanda del veleno con animo forte e con il volto imperturbabile, accostata ormai la coppa alle labbra, gridando la moglie Santippe tra il pianto ed il lamento che costui sarebbe morto pur essendo innocente: disse: "forse sarebbe stato più che sufficiente per me morire da colpevole?" Ammiriamo l'immensa sapienza di costui: neppure nella stessa perdita della vita avrebbe potuto dimenticarsi di se stesso. L'Ateniese Solone, mentre era ancora in vita, riteneva che nessuno doveva considerarsi beato: se avremo vissuto, fino all'ultimo giorno del destino saremo sottoposti ad alterna fortuna. Lo stesso, vedendo tra gli amici una certa persona che era gravemente triste, lo condusse sulla rocca e lo esortò a posare lo sguardo su tutti i punti degli edifici che si trovavano al di sotto. non appena si accorse che ciò era stato fatto disse: "se ora rifletterai in te stesso su quanti lutti un tempo ci siano stati e oggi quanti avverranno e succederanno nei secoli successivi, smetterai di piangere le cose nocive dei mortali come se fossero proprie.
(By Maria D. )
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Item, cum bello acri et diutino Veientes a Romanis intra moenia conpulsi capi non possent, eaque mora non minus obsidentibus quam obsessis intolerabilis fieret, exoptatae victoriae iter miro quodam prodigio di immortales patefecerunt: subito enim Albanus lacus neque caelestibus auctus imbribus neque inundatione ullius amnis adiutus solitum stagni modum excessit. Legati ad Delphicum oraculum missi rettulerunt praecipi sortibus ut aquam eius lacus emissam per agros diffunderent: sic enim Veios venturos in potestatem populi Romani. Quod prius quam legati renuntiarent, aruspex Veientium a milite nostro, quia domestici interpretes deerant, raptus et in castra perlatus futurum dixerat. Ergo senatus duplici praedictione monitus eodem paene tempore et religioni paruit et hostium urbe potitus est.
Parimenti, i Veienti durante la dura e persistente guerra respinti dai Romani all'interno delle mura non potendo essere catturati, e quest'indugio diventando intollerabile per coloro che assediavano non di meno per gli assediati, gli dèi immortali svelarono il percorso per la così tanta agognata vittoria con un mirabile prodigio: improvvisamente infatti il lago di Albano accresciuto né dalle piogge del cielo né aumentato dall'inondazione di alcun fiume oltrepassò la solita regolarità dello stagno. I legati inviati all'oracolo di Delfi riferirono che dalle sorti si preannunciava che avrebbero dovuto espandere per i campi l'acqua di quel lago uscita fuori : così infatti Veio sarebbe giunta in potere del popolo Romano. Perciò prima che i legati facessero rapporto, l'aruspice dei Veienti, dato che mancavano gl'interpreti interni, rapito e portato nell'accampamento aveva rivelato il futuro. Dunque il senato ammonito da una duplice predizione quasi contemporaneamente obbedì alla religione e s'impadronì della città dei nemici.
(By Maria D. )
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Papirius Cursor, cum Aquiloniam oppugnas proelium committere vellet pullariusque, adversis avibus, ei auspicium optimum renuntiavisset, de fallacia ilius factus certior, sibi quidem at exercitui bonum omnen datum esse credidit ac pugnam iniit. Dicitur ille pullarium mendacem ante ipsam aciem constiuisse, ut dei, si quid irae conceperant, eius capite expiarent. Primum telum dicitur ab hoste missum esse in ipsum pullari pectus eumque exanimem prostravisse. Id ut consul cognovit, fidente animo, hostes invasit et Aquiloniam cepit. Citissime igitur animadvertit quo pacto iniuria imperatoris vindicari deberet, quemmmmmmmmdmodum violata religio expianda esset, qua ratione ille victoriam consequi posset. (Valerio Massimo)
Papirio Cursore, combattendo ad Aquilonia volendo conseguire la battaglia e ed il custode dei sacri polli, nonostante gli uccelli fossero di cattivo auspicio, avendogli annunciato un ottimo auspicio, messo al corrente dell'inganno di costui, credette che gli fosse stato dato un buon augurio certamente a lui ma pure all'esercito ed iniziò il combattimento. Si dice che lui mise il custode bugiardo dei polli dinanzi alla avanguardia, affinché gli dèi, se avessero concepito una qualche ira, l'avrebbero espiata con il capo di costui. si dice che il primo dardo fu scagliato dal nemico sullo stesso petto del custode e che questi cadde a terra esanime. Non appena il console lo venne a sapere, con animo fiducioso, attaccò i nemici e conquistò Aquilonia. Si premunì dunque molto rapidamente in tal modo che l'offesa del comandante dovesse essere vendicata, allo stesso modo in cui bisognava espiare la religione violata, con la cui modalità lui avrebbe potuto conseguire la vittoria.
(By Maria D. )
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M. quoque Aemilius Scaurus repetundarum reus adeo perditam et comploratam defensionem in iudicium attulit ut, cum accusator diceret lege sibi centum atque XX hominibus denuntiare testimonium licere seque non recusare quominus absolveretur, si totidem nominasset, quibus in provincia nihil abstutisset, tam bona condicione uti non potuerit. Tamen propter vetustissimam nobilitatem et recentem memoriam patris absolutus est. Sed quem ad modum splendor amplissimorum virorum in protegendis reis plurimum valuit, ita in opprimendis non sane multum potuit: quin etiam evidenter noxiis, dum eos acrius impugnat, profuit. P. Scipio Aemilianus Cottam apud populum accusavit. Cuius causa, uamquam gravissimis criminibus erat confossa, septies ampliata et ad ultimum octavo iudicio absoluta est, quia homines verebantur ne praecipue accusatoris amplitudini damnatio eius donata existimaretur. Quos haec secum locus esse puto: "Nolumus caput alterius petentem in iudicium triumphos et tropaea spoliaque et devictarum navium nostra deferre: terribilis sit his adversus hostem, civis vero salutem tanto fragore gloriae subnixus ne insequatur."
Anche M. Emilio Scauro accusato di concussione apportò in giudizio una difesa disperata e compianta a tal punto che, l'accusatore dicendo che secondo la legge gli era lecito dinanzi a 120 uomini dichiarar testimonianza e che non avrebbe rinunciato ad essere assolto, se ne avesse nominati altrettanti, ai quali non avesse sottratto nulla in provincia, non potè utilizzare una condizione tanto favorevole. Tuttavia per l'antichissima nobiltà ed il recente ricordo del padre venne assolto. Ma lo splendore degli uomini illustrissimi nel proteggere gli accusati valse moltissimo a quel modo, così nell'opprimere giustamente non ebbe molto potere: anzi evidentemente giovò anche ai colpevoli, mentre li accusava più aspramente. P. Scipione Emiliano accusò Cotta dinanzi al popolo. L'accusa di costui, anche se era intrisa di crimini gravissimi, fu rinviata per sette volte e all'ultimo nell'ottavo processo fu assolta, perché gli uomini temevano che la sua condanna sarebbe stata considerata come concessa alla grandezza eccezionale dell'accusatore. penso che sia stato fatto tale ragionamento: "non vogliamo che la testa di un altro che attacca in giudizio porti i trionfi i trofei le spoglie e ciò che ci appartiene delle navi debellate: sarebbe terribile in tali circostanze contro il nemico, il cittadino in verità basa la salvezza sul fragore tanto grande della gloria che non insegue".
(By Maria D. )
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
ATTULIT indicativo perfetto terza persona singolare (adfero) Paradigma: adfero, adfers, attuli, allatum, adferre - verbo anomalo
DICERET congiuntivo imperfetto terza persona singolare (dico) Paradigma: dico, dicis, dixi, dictum, dicere - verbo transitivo III coniugazione
DENUNTIARE infinito presente (denuntio) Paradigma: denuntio, denuntias, denuntiavi, denuntiatum, denuntiare - verbo transitivo I coniugazione
LICERE infinito presente (licet) Paradigma: licet, licuit, licitum est, licere - verbo impersonale II coniugazione
RECUSARE infinito presente (recuso) Paradigma: recuso, recusas, recusavi, recusatum, recusare - verbo transitivo I coniugazione
ABSOLVERETUR congiuntivo imperfetto terza persona singolare (absolvo) Paradigma: absolvo, absolvis, absolvi, absolutum, absolvere - verbo transitivo III coniugazione
NOMINASSET congiuntivo piuccheperfetto terza persona singolare (nomino) Paradigma: nomino, nominas, nominavi, nominatum, nominare - verbo transitivo I coniugazione
ABSTUTISSET congiuntivo piuccheperfetto terza persona singolare (absumo) Paradigma: absumo, absumis, absumpsi, absumptum, absumere - verbo transitivo III coniugazione
UTI infinito presente (utor) Paradigma: utor, uteris, usus sum, uti - verbo deponente III coniugazione
POTUERIT congiuntivo perfetto terza persona singolare (possum) Paradigma: possum, potes, potui, posse - verbo anomalo
ABSOLUTUS EST indicativo perfetto terza persona singolare (absolvo) Paradigma: absolvo, absolvis, absolvi, absolutum, absolvere - verbo transitivo III coniugazione
VALUIT indicativo perfetto terza persona singolare (valeo) Paradigma: valeo, vales, valui, valiturum, valere - verbo intransitivo II coniugazione
POTUIT indicativo perfetto terza persona singolare (possum) Paradigma: possum, potes, potui, posse - verbo anomalo
IMPUGNAT indicativo presente terza persona singolare (impugno) Paradigma: impugno, impugnas, impugnavi, impugnatum, impugnare - verbo transitivo I coniugazione
PROFUIT indicativo perfetto terza persona singolare (prosum) Paradigma: prosum, prodes, profui, prodesse - verbo anomalo
ACCUSAVIT indicativo perfetto terza persona singolare (accuso) Paradigma: accuso, accusas, accusavi, accusatum, accusare - verbo transitivo I coniugazione
ERAT CONFOSSA indicativo piuccheperfetto terza persona singolare (confodio) Paradigma: confodio, confodis, confodi, confossum, confodere - verbo transitivo III coniugazione
AMPLIATA participio perfetto femminile singolare (amplio) Paradigma: amplio, amplias, ampliavi, ampliatum, ampliare - verbo transitivo I coniugazione
ABSOLUTA EST indicativo perfetto terza persona singolare (absolvo) Paradigma: absolvo, absolvis, absolvi, absolutum, absolvere - verbo transitivo III coniugazione
VEREBANTUR indicativo imperfetto terza persona plurale (vereor) Paradigma: vereor, vereris, veritus sum, vereri - verbo deponente II coniugazione
EXISTIMARETUR congiuntivo imperfetto terza persona singolare (existimo) Paradigma: existimo, existimas, existimavi, existimatum, existimare - verbo transitivo I coniugazione
PUTO indicativo presente prima persona singolare (puto) Paradigma: puto, putas, putavi, putatum, putare - verbo transitivo I coniugazione
NOLUMUS indicativo presente prima persona plurale (nolo) Paradigma: nolo, non vis, nolui, nolle - verbo anomalo
PETENTEM participio presente accusativo maschile singolare (peto) Paradigma: peto, petis, petivi, petitum, petere - verbo transitivo III coniugazione
DEFERRE infinito presente (defero) Paradigma: defero, defers, detuli, delatum, deferre - verbo transitivo III coniugazione
SIT congiuntivo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
SUBNIXUS participio perfetto nominativo maschile singolare (subnitor) Paradigma: subnitor, subniteris, subnixus sum, subniti - verbo deponente III coniugazione
INSEQUATUR congiuntivo presente terza persona singolare (insequor) Paradigma: insequor, insequeris, insecutus sum, insequi - verbo deponente III coniugazione
SOSTANTIVI
AEMILIUS nominativo maschile singolare (Aemilius sostantivo maschile II declinazione (Aemilius, Aemilii))
SCAURUS nominativo maschile singolare (Scaurus sostantivo maschile II declinazione (Scaurus, Scauri))
REPENTUNDARUM genitivo femminile plurale (repetundae sostantivo femminile I declinazione, solo plurale (repetundae, repetundarum))
REUS nominativo maschile singolare (reus sostantivo maschile II declinazione (reus, rei))
DEFENSIONEM accusativo femminile singolare (defensio sostantivo femminile III declinazione (defensio, defensionis))
IUDICIUM accusativo neutro singolare (iudicium sostantivo neutro II declinazione (iudicium, iudicii))
ACCUSATOR nominativo maschile singolare (accusator sostantivo maschile III declinazione (accusator, accusatoris))
LEGE ablativo femminile singolare (lex sostantivo femminile III declinazione (lex, legis))
HOMINIBUS dativo maschile plurale (homo sostantivo maschile III declinazione (homo, hominis))
TESTIMONIUM accusativo neutro singolare (testimonium sostantivo neutro II declinazione (testimonium, testimonii))
CONDICIONE ablativo femminile singolare (condicio sostantivo femminile III declinazione (condicio, condicionis))
NOBILITATEM accusativo femminile singolare (nobilitas sostantivo femminile III declinazione (nobilitas, nobilitatis))
MEMORIAM accusativo femminile singolare (memoria sostantivo femminile I declinazione (memoria, memoriae))
PATRIS genitivo maschile singolare (pater sostantivo maschile III declinazione (pater, patris))
SPLENDOR nominativo maschile singolare (splendor sostantivo maschile III declinazione (splendor, splendoris))
VIRORUM genitivo maschile plurale (vir sostantivo maschile II declinazione (vir, viri))
REIS dativo maschile plurale (reus sostantivo maschile II declinazione (reus, rei))
P. SCIPIO AEMILIANUS nominativo maschile singolare (Scipio Aemilianus nome proprio)
COTTAM accusativo maschile singolare (Cotta sostantivo maschile I declinazione (Cotta, Cottae))
POPULUM accusativo maschile singolare (populus sostantivo maschile II declinazione (populus, populi))
CAUSA nominativo femminile singolare (causa sostantivo femminile I declinazione (causa, causae))
CRIMINIBUS ablativo neutro plurale (crimen sostantivo neutro III declinazione (crimen, criminis))
IUDICIO ablativo neutro singolare (iudicium sostantivo neutro II declinazione (iudicium, iudicii))
HOMINES nominativo maschile plurale (homo sostantivo maschile III declinazione (homo, hominis))
ACCUSATORIS genitivo maschile singolare (accusator sostantivo maschile III declinazione (accusator, accusatoris))
AMPLITUDINI dativo femminile singolare (amplitudo sostantivo femminile III declinazione (amplitudo, amplitudinis))
DAMNATIO nominativo femminile singolare (damnatio sostantivo femminile III declinazione (damnatio, damnationis))
LOCUS nominativo maschile singolare (locus sostantivo maschile II declinazione (locus, loci))
CAPUT accusativo neutro singolare (caput sostantivo neutro III declinazione (caput, capitis))
TRIUMPHOS accusativo maschile plurale (triumphus sostantivo maschile II declinazione (triumphus, triumphi))
TROPAEA accusativo neutro plurale (tropaeum sostantivo neutro II declinazione (tropaeum, tropaei))
SPOLIA accusativo neutro plurale (spolium sostantivo neutro II declinazione (spolium, spolii))
NAVIUM genitivo femminile plurale (navis sostantivo femminile III declinazione (navis, navis))
NOSTRA nominativo neutro plurale (nostrum pronome possessivo)
HOSTEM accusativo maschile singolare (hostis sostantivo maschile III declinazione (hostis, hostis))
CIVIS nominativo maschile singolare (civis sostantivo maschile III declinazione (civis, civis))
SALUTEM accusativo femminile singolare (salus sostantivo femminile III declinazione (salus, salutis))
FRAGORE ablativo maschile singolare (fragor sostantivo maschile III declinazione (fragor, fragoris))
GLORIAE genitivo femminile singolare (gloria sostantivo femminile I declinazione (gloria, gloriae))
AGGETTIVI
PERDITAM accusativo femminile singolare perditus, perdita, perditum - aggettivo I classe (participio perfetto con valore di aggettivo)
COMPLORATAM accusativo femminile singolare comploratus, complorata, comploratum - aggettivo I classe (participio perfetto con valore di aggettivo)
TOTIDEM numerale indeclinabile
BONA ablativo femminile singolare bonus, bona, bonum - aggettivo I classe
VETUSTISSIMAM accusativo femminile singolare vetustus, vetusta, vetustum - aggettivo I classe (superlativo di vetus)
RECENTEM accusativo femminile singolare recens, recens, recens (gen. recentis) - aggettivo II classe
AMPLISSIMORUM genitivo maschile plurale amplus, ampla, amplum - aggettivo I classe (superlativo)
PLURIMUM accusativo neutro singolare (plus, pluris - aggettivo)
MULTUM accusativo neutro singolare (multus, multa, multum - aggettivo)
NOXIIS dativo maschile plurale noxius, noxia, noxium - aggettivo I classe
ACRIUS comparativo di avverbio (acriter)
GRAVISSIMIS ablativo neutro plurale gravis, grave - aggettivo II classe (superlativo)
SEPTIES avverbio numerale
OCTAVO ablativo neutro singolare octavus, octava, octavum - aggettivo I classe (ordinale)
PRAECIPUE avverbio
NOSTRA accusativo neutro plurale noster, nostra, nostrum - aggettivo possessivo I classe
TERRIBILIS nominativo maschile singolare terribilis, terribile - aggettivo II classe
ALTRE FORME GRAMMATICALI
M. abbreviazione (Marcus)
QUOQUE avverbio / congiunzione
ADEO avverbio di grado
UT congiunzione
CUM congiunzione
Sibi pronome riflessivo dativo singolare (sui, sibi, se, se)
ATQUE congiunzione
XX numerale (viginti)
SEQUE pronome riflessivo accusativo singolare (se) congiunzione (-que)
QUOMINUS congiunzione
SI congiunzione
Nihil pronome indefinito nominativo/accusativo neutro singolare
IN preposizione ablativo
TAMEN congiunzione avversativa
PROPER preposizione accusativo
ET congiunzione
SED congiunzione avversativa
QUEM AD MODUM locuzione avverbiale
ITA avverbio di modo
NON SANE locuzione avverbiale negativa
QUIN ETIAM locuzione congiuntiva/avverbiale
DUM congiunzione
EOS pronome dimostrativo accusativo maschile plurale (is, ea, id)
P. abbreviazione (Publius)
APUD preposizione accusativo
CUIUS pronome relativo genitivo maschile singolare (qui, quae, quod)
QUAMQUAM congiunzione concessiva
ET congiunzione
AD preposizione accusativo
ULTIMUM avverbio di tempo
QUIA congiunzione
NE congiunzione
Eius pronome determinativo genitivo maschile singolare (is, ea, id)
DONATA participio perfetto femminile singolare (dono)
EXISTIMARETUR congiuntivo imperfetto terza persona singolare (existimo)
QUOS pronome relativo accusativo maschile plurale (qui, quae, quod)
HAEC pronome dimostrativo nominativo/accusativo neutro plurale (hic, haec, hoc)
SECUM pronome riflessivo preposizione (se cum)
ESSE infinito presente (sum)
NOLUMUS verbo (già analizzato)
ALTERIUS pronome/aggettivo indefinito genitivo maschile/femminile singolare (alter, altera, alterum)
ET congiunzione
DEVJCTARUM participio perfetto femminile plurale (devinco)
VERO congiunzione avversativa
TANTO aggettivo dimostrativo/indefinito ablativo maschile singolare (tantus, tanta, tantum)
NE congiunzione