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A senatoribus bellum indictum est Tarentinis, quia Romanorum legatos offenderant... sed eos tractavit summo honore, quia miram virtutem in pugna ostenderant.
Dai senatori fu dichiarata guerra ai Tarentini perché avevano offeso gli ambasciatori dei Romani. I Tarentini, per la loro salvezza, chiesero aiuto a Pirro contro i Romani per la loro salvezza. Quando il re dell'Epiro arrivò in Italia, i senatori mandarono contro di lui il Console Levino. Il combattimento infuriò per molte ore: già i Romani avevano messo in fuga le truppe di Pirro, ma improvvisamente il re vinse grazie con l'aiuto degli elefanti, perché i Romani non avevano mai visto quegli animali. La notte pose fine allo scontro; il console Levino fuggì, Pirro catturò molti Romani, ma li trattò con il massimo onore, perché avevano dimostrato uno straordinario valore in battaglia.
(By Vogue)
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In pugna apud Thapsum Caesaris militum impetus...
Nella battaglia presso Tapso l'impeto dei soldati di Cesare fu più energico e più duro di quello nella battaglia presso Farsalo. Infatti, dopo che Pompeo fu ucciso da Tolomeo con un inganno, la guerra divenne più pesante e più dilagante. Lì vi fu una grande carneficina dei nemici. I soldati di Iuba, Re dei Numidi vennero sparsi in fuga: infatti gli elefanti dei Numidi, avvezzi alla guerra, molto spaventati dal fragore delle trombe, fecero un assalto contro le loro schiere più ferocemente che verso i nemici. Scipione Nasica, dato che aveva visto i propri soldati messi in fuga, fuggì fuori dalla nave e poi si diede alla morte. Anche Iuba, che si era rifugiato nella sua reggia con Petreio, condottiero Pompeiano, si procurò la morte con la spada. Molti soldati dopo la morte del comandante defezionarono in favore di Cesare, si consacrarono a lui con il giuramento e poi furono molto fedeli e devoti (a lui).
(By Cenerentola70)
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Ut, adventante vere, arbores virescunt et autumno iam foliis privatae sunt...
Come, all'arrivo della primavera, gli alberi diventano verdi, e in autummo già vengono privati dalle foglie, così gli uomini oggi sono felici per le situazioni favorevoli, domani tristi per le situazioni avverse. Hanno edificato una casa, hanno coltivato i campi, hanno fatto grandi guadagni dal commercio: forse in futuro un incendio incendierà la casa, la grandine ammaccherà i campi seminati, verranno sottratte dai ladri tutte le ricchezze. Avvengono molti tristi eventi in una lunga successione di giorni, perché la fortuna è volubile e in breve tempo a causa delle malattie vi sono cambiamenti degli avvenimenti. Ogni cosa umana infatti è incerta e vana: il tempo cancella ogni cosa. Tuttavia la vita non è priva di cose positive, ma gli uomini ignorano spesso i veri beni. La fortuna non porta via l'onestà e la virtù, né gli incendi le distruggono, i ladri non le rubano. Le virtù sono i rimedi dei mali: tolleriamo con la pazienza le situazioni avverse, evitiamo le insidie e i pericoli con la prudenza, difendiamo lo stato con la giustizia, Tramandiamo con forza d'animo ai posteri (lett sing) la memoria gloriosa delle nostre imprese.
(By Vogue)
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Pictores et rhetores antiqui sic iustitiae imaginem finxerunt...
Sull'immagine della Giustizia. - Antichi pittori ed oratori rappresentarono così l'immagine della giustizia: "La giustizia ha (dativo di possesso) l'apparenza di una ragazza vergine, ma rigorosa e spaventosa, sguardo degli occhi spietato, aspetto né umile né crudele ma degno di venerazione e rispetto (reverenda)". E' costretta quindi ad essere (deve essere) un'osservatrice/un arbitro autorevole, implacabile con i malvagi, indulgente con i buoni, inflessibile, refrattaria all'adulazione, contro i furfanti e contro i colpevoli, spietata ed inflessibile, potente, spaventosa per forza d'equità e d'imparzialità. Ma da alcuni filosofi codesta immagine fu attribuita alla Severità/Crudeltà non alla giustizia.
(by Vogue)
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Nella città di Capua c'era una famosa scuola (ludus) di gladiatori: in quel luogo il maestro dei gladiatori addestrava i servi valorosi e forti ai combattimenti gladiatori con spade di legno. Quando sopraggiungeva il tempo dei giochi circensi i gladiatori venivano condotti a Roma dal ricco padrone della scuola e venivano prestati agli edili a gran prezzo. Gli sfortunati gladiatori si battevano accanitamente ed una grande quantità di cittadini esultava al violento spettacolo. Se un gladiatore a causa di una grave ferita, giaceva nell'arena chiedeva salvezza alzando le braccia; ma il più delle volte dai crudeli spettatori veniva imposta la sua morte con il pollice voltato in giù.
(By Vogue)