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Atene accusa gli spartani
versione greco Isocrate e traduzione libro neai krepides volume 3 numero 150 pagina 117
ὧν ἄξιον ἐνθυμηθέντας ἀγανακτῆσαι μὲν ἐπὶ τοῖς παροῦσι, ποθέσαι δὲ τὴν ἡγεμονίαν τὴν ἡμετέραν, μέμψασθαι δὲ Λακεδαιμονίοις ὅτι τὴν μὲν ἀρχὴν εἰς τὸν πόλεμον κατέστησαν ὡς ἐλευθερώσοντες τοὺς Ἕλληνας, ἐπὶ δὲ τελευτῆς οὕτω πολλοὺς αὐτῶν ἐκδότους ἐποίησαν, καὶ τῆς μὲν ἡμετέρας πόλεως τοὺς Ἴωνας ἀπέστησαν, ἐξ ἧς ἀπῴκησαν καὶ δι' ἣν πολλάκις ἐσώθησαν, τοῖς δὲ βαρβάροις αὐτοὺς ἐξέδοσαν, ὧν ἀκόντων τὴν χώραν ἔχουσι καὶ πρὸς οὓς οὐδὲ πώποτ' ἐπαύσαντο πολεμοῦντες. καὶ τότε μὲν ἠγανάκτουν, ὅθ' ἡμεῖς νομίμως ἐπάρχειν τινῶν ἠξιοῦμεν.
Riflettendo su queste cose bisogna per forza indignarsi della presente situazione, rimpiangere la nostra egemonia e biasimare gli Spartani che all'inizio fecero la guerra per liberare i Greci, a sentire loro, ma alla fine ne hanno resi tanti schiavi ed hanno staccato gli Ioni dalla nostra città dalla quale erano partiti come coloni e grazie alla quale tante volte si salvarono e li hanno consegnati ai barbari di cui occupano la terra non voluti e contro i quali non hanno mai smesso di combattere. E loro, gli spartani si indignavano quando noi volevamo comandare qualche nazione nel pieno rispetto delle leggi, .
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PRESAGI FUNESTI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Traduzione dal libro Neai Krepides
Qui trovi un'altra dallo stesso titolo ma diversa
Ἐν ἐκείνῃ δὲ τῇ νυκτὶ πάλιν φασὶν εἰς ὄψιν ἐλθεῖν τὸ φάσμα τῷ Βρούτῳ, καὶ τὴν αὐτὴν ἐπιδειξάμενον ὄψιν, οὐδὲν εἰπεῖν ἀλλ' οἴχεσθαι. Πόπλιος δὲ Βολούμνιος, ἀνὴρ φιλόσοφος καὶ συνεστρατευμένος ἀπ' ἀρχῆς Βρούτῳ, τοῦτο μὲν οὐ λέγει τὸ σημεῖον, μελισσῶν δέ φησι τὸν πρῶτον ἀετὸν ἀνάπλεων γενέσθαι, καὶ τῶν ταξιάρχων τινὸς ἀπ' αὐτομάτου τὸν βραχίονα μύρον ῥόδινον ἐξανθεῖν, καὶ πολλάκις ἐξαλείφοντας καὶ ἀπομάττοντας μηδὲν περαίνειν, καὶ πρὸ τῆς μάχης αὐτῆς ἀετοὺς δύο συμπεσόντας ἀλλήλοις ἐν μεταιχμίῳ τῶν στρατοπέδων μάχεσθαι, καὶ σιγὴν ἄπιστον ἔχειν τὸ πεδίον, θεωμένων ἁπάντων, εἶξαι δὲ καὶ φυγεῖν τὸν κατὰ Βροῦτον. ὁ δ' Αἰθίοψ περιβόητος γέγονεν, ὁ τῆς πύλης ἀνοιχθείσης ἀπαντήσας τῷ φέροντι τὸν ἀετὸν καὶ κατακοπεὶς ταῖς μαχαίραις ὑπὸ τῶν στρατιωτῶν οἰωνισαμένων.
TRADUZIONE
Dicono che in quella stessa notte il presagio apparve nuovamente in sogno a Bruto nella stessa forma di prima e che quindi senza dire parola sparì Ma Publio Volunnio, uomo filosofo, e che fin dall'inzio aveva militato con bruto, non dice nulla di questo, bensì dice che la prima aquila si ricopri tutta di api e e che uno dei capi di schiera trasudò fuori da un braccio un unguento rosaceo che usciva da se stesso e non finiva nonostante spesse volte l'asciugassero e lo detergessero. e che prima del conflitto due aquile, avventatesi l'uno contro l'altra combattevano insieme nello spazio fra i due accampamenti, per questo motivo si fece un incredibile silenzio, tenendo ognuno volti ad esse gli sguardi finchè quella dalla parte di bruto cedette e fuggì, Pure fu assai decantato il caso di quell'Etiope che come fu trovata aperta la porta degli alloggiamenti, si incontrò con quello che portava l'aquila, e venne tagliato a pezzi dai soldati
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Teseo diventa amico di Piritoo
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libroKrepides
Δοξαυ ειχεν Θησευϛ επι ρωμη και ανδρεια μεγιστην· (inizio)
προυκαλειτο φιλον ειναι και συμμαχον· εποιησαντο δε τεν φιλιαν ενορκον. (fine)
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CATONE IL CENSORE, UN OTTIMO PADRE E MARITO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Neai Krepides pagina 83 numero 89
TRADUZIONE
nato il figlio, non c era nessuna azione tanto necessaria, se non comune, come stare accanto alla moglie che lavava il neonato e lo avvolgeva in fasce. lei infatti allevava il bambino con il suo latte; spesso anche, avvicinando alla mammella i figli degli schiavi, ricavava un segno di benevolenza dalla nutrizione diretta al figlio. quando il bambino cominciò a capre, avendolo preso presso di sè, egli stesso gli insegnava le lettere, tuttavia per le cose più raffinate aveva uno schiavo come maestro di nome Chilone, che aveva istruito molti bambini. Dicono che egli stesso, a causa dello schiavo avesse cattiva fama o che tendesse l' orecchio, imparando lentamente, nessuna conoscenza di tale grandezza in ogni caso avrebbe dovuto allo schiavo, ma egli stesso era un maestro, egli stesso un maestro di leggi, egli stesso un maestro di atleti.
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Socrate non ha fatto o detto nulla di empio
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro neai krepides 2
Eκεῖνός γε ἀεὶ μὲν ἦν ἐν τῷ φανερῷ· πρῴ τε γὰρ εἰς τοὺς περιπάτους καὶ τὰ γυμνάσια ᾔει καὶ πληθούσης ἀγορᾶς ἐκεῖ φανερὸς ἦν, καὶ τὸ λοιπὸν ἀεὶ τῆς ἡμέρας ἦν ὅπου πλείστοις μέλλοι συνέσεσθαι· καὶ ἔλεγε μὲν ὡς τὸ πολύ, τοῖς δὲ βουλομένοις ἐξῆν ἀκούειν. οὐδεὶς δὲ πώποτε Σωκράτους οὐδὲν ἀσεβὲς οὐδὲ ἀνόσιον οὔτε πράττοντος εἶδεν οὔτε λέγοντος ἤκουσεν. οὐδὲ γὰρ περὶ τῆς τῶν πάντων φύσεως, ᾗπερ τῶν ἄλλων οἱ πλεῖστοι, διελέγετο σκοπῶν ὅπως ὁ καλούμενος ὑπὸ τῶν σοφιστῶν κόσμος ἔχει καὶ τίσιν ἀνάγκαις ἕκαστα γίγνεται τῶν οὐρανίων, ἀλλὰ καὶ τοὺς φροντίζοντας τὰ τοιαῦτα μωραίνοντας ἀπεδείκνυε.
TRADUZIONE
Inoltre viveva sempre sotto gli occhi di tutti. Al mattino infatti si recava nei portici e nei ginnasi e quando l’agorà era piena di gente, si poteva vederlo là, e per tutto il resto della giornata si trovava dove avrebbe incontrato più gente possibile. Per la maggior parte del tempo parlava e a chi lo desiderava, era possibile ascoltarlo. Eppure nessuno mai vide o sentì Socrate fare o dire niente di irreligioso o empio. E infatti non trattava della natura di tutte le cose alla maniera della maggior parte degli altri pensatori, indagando com’è fatto quello che i sapienti chiamano «kòsmos» e per quali leggi necessarie avvenga ciascuno dei fenomeni celesti, ma indicava come matti anche coloro che si occupavano di tali questioni