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Herculis templum est apud Agrigentinos...
Presso gli abitanti di Agrigento c'è un tempio di Ercole tanto santo e religioso che gli uomini giungono da tutta la Sicilia per onorare il simulacro di Ercole, che è stato realizzato tanto magnificamente, che è la causa d'ammirazione da parte di tutti. La fama di un'opera tanto preziosa non sfuggì a Verre, che inviò i suoi servi armati a rubare il simulacro. Giunsero a notte fonda e respinsero con i bastoni e le verghe i custodi, che tentavano di ostacolarli e iniziarono a compiere il furto sacrilego. Ma, mentre incominciavano a tirar giù dalla base il simulacro, tanto grande fu il clamore dei custodi, che la notizia si diffuse per tutta la città. Subito accorsero gli Agrigentini e fecero un così grande lancio di pietre, che i rapitori si diedero alla fuga. Tuttavia sottrassero due piccolissimi sigilli, per non tornare completamente senza nulla dal loro signore.
(By Maria D. )
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Cum Hector ab Achille occisus esset, auxilium...
Ettore essendo stato ucciso da Achille, fu offerto da Pentesilea, regina delle Amazzoni, che erano fanciulle audaci, dotate di forza virile e abitavano nel ponto Eusino presso il fiume Termodonte, aiuto ai Troiani. Pentesilea, essendo giunta con le sue compagne, fu reintegrata la guerra con truppe fresche con tanta forza, che i Greci si spaventarono. Tuttavia essendo avanzati presto in battaglia Achille ed Aiace, i Troiani dovettero retrocedere in città. Allora Achille, essendo stato provocato a singolar contesa, procedette contro la regina, che combatteva con coraggio virile e trafisse il petto della fanciulla con una ferita mortale.
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Perseus filius Iovis et Danaes fuit....matrem et puerulum invenit.
Perseo fu il figlio di Giove e di Danae. Quando era ancora neonato nella culla, l'oracolo di Apollo aveva predetto: "Questo bambino, quando crescerà, sarà l'assassino di suo nonno. " Acrisio temendo ciò, decise di uccidere il nipote. Avendo preso dunque il neonato mentre dormiva nella culla e sua madre Danae, li rinchiuse in un'arca di legno e li gettò su uno scoglio in mare. Mentre il bambino e sua madre erano in alto mare, improvvisamente scoppiò una terribile tempesta, che spaventò molto la donna; il neonato invece dormiva tranquillamente sul seno della madre. Non appena Giove vide dal cielo il pericolo del figlio, per preservarlo con sua madre, determinò bel tempo del cielo e del mare, sedò i flutti tempestosi, inviò un vento leggero, che spinse l'arca sulla terra. Non appena l'arca giunse sul litorale del Serifo, che è una piccola isola del Mar Egeo, un pescatore la raccolse e, avendo aperto l'arca, trovò la madre ed il neonato.
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Prisci homines in specubus vel in silvis habitabant...
Gli uomini antichi abitavano nelle spelonche o nei boschi ed erano molto simili alle fiere. Non conoscendo l'uso dell'agricoltura, raccoglievano i frutti silvestri dagli arbusti, che non potevano cuocere, non conoscendo l'utilissimo uso del fuoco. Prometeo decise di dare ai poveri uomini un genere di vita più umano, meno orribile, meno duro, più piacevole. Infatti, essendo salito in cielo, portò via da lì molto velocemente il fuoco e lo offrì agli uomini. Ma Giove, arrabbiatosi moltissimo per il fatto che i mortali erano diventati grazie al beneficio di Prometeo molto simili agli dèi immortali, avendo deciso di punire molto crudelmente il fautore del furto, ordinò che il misero Prometeo fosse legato sul monte Caucaso ad una rupe con catene di ferro, e gli sparvieri, i più voraci di tutti gli uccelli, si nutrissero delle sue viscere. Allora Ercole, di gran lunga il più forte di tutti gli eroi, spezzò le catene e liberò il miserrimo Prometeo dall'atrocissimo tormento.
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Mihi Scipio, qui subito ereptus est, vivit...
Scipione, che mi fu strappato all'improvviso, tuttavia vive e sempre vivrà: amai infatti la virtù di quell'uomo, che non si è estinta. Non solo si riversa dinanzi agli occhi a me, che ho ammirato quel valore, ma sarà famosa e insigne anche ai posteri. Nessuno penserà qualche volta con animo o con speranza a grandi cose, da non porre dinanzi a sé la memoria e l'immagine di quello. Io effettivamente, di tutte le cose che la fortuna mi ha attribuito, non ho nulla, da poter paragonare all'amicizia di Scipione. Non ho mai dissentito da lui neppure in una piccolissima cosa, non ho udito nulla da lui, che non volessi sentire: noi avevamo un'unica casa, lo stesso vitto, ed erano comuni non solo la milizia ma anche gli spostamenti e i soggiorni in campagna. Infatti che cosa io dovrei dire in merito agli studi letterari, in cui abbiamo trascorso tutto il tempo libero, lontani dagli sguardi del volgo? Il ricordo e la memoria di tali cose se fossero stati uccisi insieme con lui, non avrei potuto sopportare in alcun modo la mancanza di quel unitissimo e amatissimo uomo. Ma quelle non si sono estinte, e piuttosto sono alimentate e accresciute dal pensiero e dal mio ricordo.
(By Maria D.)