Il tripode d'oro dei sette sapienti
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro PHRASIS pag 297 n 472
Κωων ως φασι καταφοντων και ζενων εκ Μιλητου πριαμενων τον βολον οπω φανερον οντα ...ουτω δε δια παντων παλιν εις Βιαντα παριελθειν τελος εις Δελφους απασταληναι
Come dicono infatti, alcuni pescatori di Coos avevano gettato le reti e alcuni cittadini di Mileto avevano comprato la retata prima ancora di conoscerne il contenuto. Tirato su, apparve un tripode d'oro, che dicono avesse gettato lì Elena nel viaggio di ritorno da Troia, ricordandosi di un vecchio responso dell'oracolo. In un primo momento gli stranieri ebbero una discussione con i pescatori, riguarda al tripode, poi assunta dalla loro città la controversia, che sfociò in una guerra, la Pizia rispose alle due parti che il tripode fosse assegnato al più grande sapiente. Per primo fu inviato a Talete a Mileto, essendo quelli di Coos ben disposti a donare ad un solo milesio quell'oggetto per il quale erano entrati in guerra contro tutti i Milesii. Ma Talete dichiarò che più saggio di lui era Biante e il tripode venne portato a Biante. Da questo fu inviato nuovamente a un altro, in quanto ritenuto più sapiente. Poi andando in giro e mandato così da una parte all'altra, il tripote ritornò per la seconda volta da Talete e alla fine, portato da Mileto a Tebe, fu consacrato ad Apollo Ismenio. Afferma invece Teofrasto che per primo il tripode fu inviato a Biante a Priene, per secondo a Talete a Mileto, che ritornò di nuovo a Biante e che alla fine fu inviato a Delfi.