- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Incommode factum est quod Athenienses, Alcibiadis consilio ...
Avvenne inopportunamente che gli Ateniesi, sotto consiglio ed autorità di Alcibiade, dichiararono guerra ai Siracusani: per realizzare ciò fu designato proprio lui come condottiero, insieme con Nicia e Lamaco. Nel frattempo che questa veniva preparata, prima che la flotta uscisse, accadde che una notte tutte le erme, che si trovavano nella città di Atene, vennero decapitate eccetto una, che si trovava dinanzi alla porta di Andocide. E così in seguito quella fu chiamata Mercurio di Andocide. Poi molti pensarono che Alcibiade fosse stato l'autore del sacrilegio perchè i misteri erano soliti avvenire a casa di costui. pertanto non solo nutrivano la massima speranza in lui, ma anche timore, per il fatto che poteva giovare e nuocere moltissimo.
(By Cenerentola70)
Versione tratta da Cornelio Nepote
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
At Carthaginiensium dux Hamilcar, cum Syracusas obsideret...ut animo praesumpserat victor.
Ma il generale dei Cartaginesi, Amilcare, mentre assediava Siracusa, udì in un sogno una voce che diceva che egli, il giorno successivo, avrebbe cenato in quella città. Amilcare fu assai lieto di questo sogno e, credendo che la vittoria gli fosse stata promessa dal cielo, contava intensamente sul valore dei soldati e sperava che in breve tempo si sarebbe impossessato di Siracusa. Già allestiva ogni cosa (lett. tutte le cose) per il combattimento, ma, dopo che fu esploso un violento contrasto fra i suoi soldati, i Siracusani, cogliendo l'occasione, improvvisamente osarono fare una sortita fuori dalla città, (osarono) invadere l'accampamento, e portare Amilcare stesso (in persona) all'interno delle mura della città. Così, il generale dei Cartaginesi cenò nella città di Siracusa da prigioniero, e non, come con l'animo aveva presunto, da vincitore.
Versione tratta da Valerio Massimo
Pericles, Xanthippi filius, vir egregio ingenio bonisque omnibus disciplinis ornatus, Atheniensium .
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Pericle, il figlio di Santippo, un uomo dall'eccellente ingegno e provvisto di tutte le buone capacità, guidò per molti anni lo Stato degli Ateniesi, e superò tutti i comandanti, non solo in fatto di lealtà e di virtù, ma per giunta sotto ogni aspetto, sia pubblico, sia privato. Infatti, con costanti elargizioni si era accattivato il favore dei cittadini, e in guerra si era dimostrato esperto della pratica militare. E così i cittadini riposero in Pericle ogni speranza, poiché egli, sia in tempo di pace, sia in tempo di guerra, amministrava le cose con successo (bene: "correttamente, felicemente, con successo"). Peraltro, egli (Pericle) abbellì Atene con sontuosi monumenti, fece costruire templi di marmo, dislocò coloni ad Anfipoli e Turi, accrebbe la fama della città presso tutti i popoli. Morì a causa di un'epidemia nel secondo anno della guerra del Peloponneso; la morte di Pericle fu l'inizio delle avversità e la causa della crisi dello Stato Ateniese.
Aristides, qui adeo excellebat abstinentia, ut unus illis temporibus Iustus sit appellatus, tam vehe
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Aristide, il quale, in fatto di temperanza, eccelleva al punto che lui solo, in quei tempi, venne chiamato "Il Giusto", venne accusato di tradimento con un tale impeto, che il popolo lo condannò all'esilio. Ma dopo che era stato esiliato, Aristide vene richiamato in patria per ordine del popolo, e stette a capo degli Ateniesi nella battaglia presso Platea. Egli medesimo, da estremamente vecchio, morì in una povertà tanto profonda che non lasciò assolutamente nulla.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: MONITOR - versioni latino tradotte
- Visite: 2
I bambini Romani andavano ogni giorno alla scuola elementare, dove imparavano varie discipline. Dopo che il maestro elementare aveva insegnato le basi, gli alunni venivano istruiti in particolari conoscenze, e poco alla volta leggevano e scrivevano. Tracciavano le lettere con lo stilo sulle tavolette cerate, come tramite solchi. Inoltre, un maestro di aritmetica insegnava agli alunni le operazioni dei numeri per mezzo di sassolini.
- Dominae et ancillae per silvam deambulabant. In silva dearum arae ...
- Cum terribilis pestilentia in urbem incidisset, senatus legatos Epidaurum misit qui Aesculapium ...
- Auctoritate Miltiadis impulsi Athenienses copias ex urbe eduxerunt ...
- Timoleon, iam senex, oculorum lumina sine morbo amisit. Hanc calamitatem aequo animo ...