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Πομπηιος δ' ως κατειδεν απο θατερου τους ιππεις φυγη σκεδασθεντας, ουκετ' ην ο αυτος ... εν τοις περι εκεινου γραμμασιν.
Pompeo, quando vide i suoi cavalieri volgere in fuga e sparpagliarsi di qua e di là, perse la testa, né ricordava che egli era Pompeo il Grande, ma come uno a cui un dio abbia sconvolto la mente zitto zitto se ne fuggì dal campo e andò a chiudersi nella sua tenda, e lì seduto aspettava lo svolgersi degli eventi. Alla fine, quando i soldati di Cesare, dopo quella fuga generale, assalirono la palizzata impegnando un violento corpo a corpo con i difensori, come rientrando in sé - così dicono - esclamò: «Dunque, anche qui dentro?». Quindi si tolse la veste ufficiale da comandante, ne indossò una più consona alla fuga, e se ne uscì dal campo. Quel che gli successe poi, come fu ucciso dopo essersi consegnato agli Egiziani, lo racconterò nella sua biografia.
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Greco terza edizione quaderno di recupero test numero 3 pagina 64
Inizio: Ψιττακον τινα ωνειται ο γαλης τινος δεσποτης και εις οιχιαν κομιζει. Ο δε Ψιττακος ημερον ων επι την ιστιαν αναπηδα και καθεζεται .... Fine: αει ζητουντας αιτιας μεμψεως προς ετερους ορωμεν.
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ὁ δὲ Δίων ἐξελόμενος ἐκ τῶν φορτηγῶν πανοπλίας πεντακισχιλίας τῷ Παράλῳ παρέδωκεν καὶ παρεκάλεσεν αὐτὸν ἁμάξαις παρακομίσαι πρὸς τὰς Συρακούσσας: αὐτὸς δὲ τοὺς μισθοφόρους παραλαβών, ὄντας χιλίους, προῆγεν ἐπὶ τὰς Συρακούσσας. ἐν παρόδῳ δὲ τούς τε Ἀκραγαντίνους καὶ Γελῴους καί τινας τῶν τὴν μεσόγειον οἰκούντων Σικανῶν τε καὶ Σικελῶν, ἔτι δὲ Καμαριναίους πείσας συνελευθερῶσαι τοὺς Συρακοσίους προῆγεν ἐπὶ τὴν κατάλυσιν τοῦ τυράννου. πολλῶν δὲ πάντοθεν συῤῥυέντων μετὰ τῶν ὅπλων ταχὺ πλείους τῶν δισμυρίων στρατιωτῶν ἠθροίσθησαν. * οὐδὲν δ᾽ ἧττον καὶ πολλοὶ τῶν ἐκ τῆς Ἰταλίας Ἑλλήνων καὶ Μεσσηνίων μετεπέμφθησαν καὶ πάντες σὺν πολλῇ προθυμίᾳ κατὰ σπουδὴν ἧκον.
Dione avendo fatto scaricare dalle sue navi cinquemila armature, le consegnò a Paralo, e gli chiese di mandarle sopra carrette a Siracusa; mentre lui ( δὲ) uniti insieme mille stipendiati andò a Siracusa. Durante il suo viaggio avendo persuaso Agrigentini, Geloni, alcuni dei Sicani e dei Siculi abitanti del paese interno, e i Camarinesi, e i Modicesi a liberare i Siracusani, li scortò all'abbattimento del tiranno: da tutte le parti si radunarono molti con le armi, e subito più di ventimila soldati: e anche non di meno dall' Italia furono chiamati molti Greci e Messenii; e tutti con molto ardore arrivarono con celerità.
ἠθροίσθησαν = aoristo passivo da ἀθροίζω
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Greco terza edizione pagina 258 numero 125
Inizio: Ο Τανταλος εν Αιδου κολαζεται, πετρον εχων υπερθεν εαυτου επιφερομενον ..... Fine: και οτι της αμβροσιας τοις ηλικιωτις μεδιδου
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Greco Terza edizione pagina 295 numero 95
Μετα ολιγας ημερας της ευπλοιας ...Fine τον ανθρωπον εις το πλοιον ηγομεν και επι τα ξενια παρακαλουμεν.
Dopo pochi giorni di buona navigazione poiché il forte vento aumentava, il mare si ingrossava, calava l'oscurità e non vi era nulla con cui preparare la vela eravamo sconvolti dalla tempesta per moltissimi giorni, fino a quando vediamo un'isola bella e piena di vegetazione non lontano. Approdiamo dunque a terra e sbarchiamo, ci riposiamo per moltissimo tempo dalla grande sollecitudine. In seguito sceglievo trenta fra i compagni affinché disponessero sentinelle a guardia della nave, esortavo gli altri a seguirmi in ricognizione delle cose nell’isola. Arrivavamo dal mare attraverso il bosco (il luogo infatti era con piante di ogni genere coltivate e anche selvatiche) e ci imbattevamo all’improvviso in uno straniero compassionevole; ci meravigliammo poiché il viaggiatore appariva magro e viaggiava solo e senza carico. Quando ci scorge domanda aiuto a tutti noi e dice: “ Facevo un viaggio verso Atene, ma violenti briganti mettevano mano al mio carro e uccidevano i miei compagni per derubare il carico. ” Dopo che eravamo stati informati della sciagura del viaggiatore conducevamo l’uomo verso la nave e lo invitavamo ad un’accoglienza ospitale.