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Codro si sacrifica per la patria versione di greco di Licurgo
Eπὶ Κόδρου γὰρ βασιλεύοντος Πελοποννησίοις γενομένης ἀφορίας κατὰ τὴν χώραν αὐτῶν ἔδοξε στρατεύειν ἐπὶ τὴν πόλιν ἡμῶν, καὶ ἡμῶν τοὺς προγόνους ἐξαναστήσαντας κατανείμασθαι τὴν χώραν. καὶ πρῶτον μὲν εἰς Δελφοὺς ἀποστείλαντες τὸν θεὸν ἐπηρώτων εἰ λήψονται τὰς Ἀθήνας: ἀνελόντος δὲ τοῦ θεοῦ αὐτοῖς ὅτι τὴν πόλιν αἱρήσουσιν ἂν μὴ τὸν βασιλέα τὸν Ἀθηναίων Κόδρον ἀποκτείνωσιν, ἐστράτευον ἐπὶ τὰς Ἀθήνας. Κλεόμαντις δὲ τῶν Δελφῶν τις πυθόμενος τὸ χρηστήριον δι᾽ ἀποῤῥήτων ἐξήγγειλε τοῖς Ἀθηναίοις: οὕτως οἱ πρόγονοι ἡμῶν, ὡς ἔοικε, καὶ τοὺς ἔξωθεν ἀνθρώπους εὔνους ἔχοντες διετέλουν. ἐμβαλόντων δὲ τῶν Πελοποννησίων εἰς τὴν Ἀττικήν, τί ποιοῦσιν οἱ πρόγονοι ἡμῶν, ὦ ἄνδρες δικασταί; οὐ καταλιπόντες τὴν χώραν ὥσπερ Δεωκράτης ᾤχοντο οὐδ᾽ ἔκδοτον τὴν θρεψαμένην καὶ τὰ ἱερὰ τοῖς πολεμίοις παρέδοσαν, ἀλλ᾽ ὀλίγοι ὄντες κατακλῃσθέντες ἐπολιορκοῦντο καὶ διεκαρτέρουν εἰς τὴν πατρίδα.
Sotto il regno di Codro i Peloponnesiaci, poiché una carestia affliggeva la loro terra, credettero bene di scendere in campo contro la nostra città e cacciandone i nostri progenitori di spartirsi il paese. In primo luogo, mandata una legazione a Delfi, interrogarono la divintà se avrebbero preso Atene; e poiché il dio rispose loro che avrebbero occupato questa città a patto che non uccidessero Codro, re degli Ateniesi, marciarono contro Atene. Un tale di Delfi, Cleomanti, venne a sapere dell'oracolo e ne riferì segretamente agli ateniesi a tal punto infatti a quanto sembra i nostri antenati vivevano in rapporti cordiali anche con i forestieri. Quando i Peloponnesiaci invasero l'Attica cosa fecero o giudici i vostri antenati? non se ne andarono abbandonando la nostra terra, come ha fatto Leocrate, né consegnarono ai nemici la terra che li aveva nutriti e i sacrari ma pur essendo in pochi, subivano l'assedio chiusi nelle mura e tennero duro per la patria
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COMMEMORAZIONE DI UNA BATTAGLIA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Diatribè
Inizio... Μαιμακτηριῶνος μηνός, ὅς ἐστι παρὰ Βοιωτοῖς Ἀλαλκομένιος, ...
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L'AVARO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE dal libro Diatribè
Φιλαργυρος τις, απασαν αυτου την ουσιαν εξαργυρισαμενος ( = part. cong. aor. da εξαργυριζω ) και χρυσουν βωλον ποιησας ( = part. cong. aor. da ποιεω ), εω τινι τοπω κατωρυξε ( indic. aoristo da κατορυσσω ) συγκατορυξας ( = part. cong. aor. da συγκατορυσσω ) εκει και την ψυχην εαυτου και τον νουν, και καθημεραν ερχομενος ( part. congiunto pres. da ερχομαι )αυτον εβλεπε. Των δε εργατων τις αυτον παρατηρησας ( part. cong. aoristo da παρατηρεω ) και την αληθειαν συννοησας ( part. cong. aor da συννοεω ), ανορυξας ( part. cong. aor. da ανορυσσω ) τον βωλον ανειλετο ( = indic. aor. da αναιρεω ). Μετα δε ταυτα κακεινος ελθων ( part. cong. aoristo da ερχομαι ) και κενον τον τοπον ιδων ( part. cong. aoristo da οραω ) θρηνειν ηρξατο ( indic. aor. da αρχομαι )και τιλλειν τας τριχας. Τουτον δε τις ολοφυρομενον ( part. cong. pres. da ολοφυρομαι rif. a "τουτον" ) ουτως ιδων ( part. cong. aoristo da οραω ) και την αιτιαν πυθομενος ( part. cong. aoristo da πυνθανομαι). Ο μυθος δηλοι οτι ουδεν η κτησις, εαν μη η χρησις προση.
TRADUZIONE
Un avaro aveva liquidato tutto il suo patrimonio e l'aveva convertito in una verga d'oro; poi l'aveva sotterrato in un certo luogo, sotterandoci iniseme la sua vita e il suo cuore, e di giorno andava a fare un' ispezione. Un'operaio lo tenne d'occhio, subodorando la verità, andò a scavare e si portò via la verga. Dopo un pò arrivo anche l'avaro e, trovando la sua buca vuota, cominciò a e a strapparsi i capelli. Ma un tale, che l'aveva visto lamentarsi così dolorosamente, quando ne seppe la ragione, gli disse "Non disperarti così amico; tanto, oro non ne avevi nemmeno quando lo possedevi. Prendi una pietra, mettila al suo posto, e immagina di avere il tuo oro: ti farà lo stesso servizio; perché vedo bene che, anche quando il tuo oro era là, tu non ne facevi nulla". La favola mostra che nulla vale possedere una cosa senza goderla.
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La spedizione in Sicilia un disastro per gli ateniesi
VERSIONE DI GRECO di Andocide
TRADUZIONE dal libro Diatribe
TRADUZIONE
Quando i Siracusani avendo bisogno di noi giunsero volendo stringere alleanza invece di disaccordo pace invece di guerra, volendo mostrare che l'alleanza militare sarebbe stata quanto più forte della loro con gli Egestani e i Catanai, se noi avessimo voluto stringerlo con lor, noi avremmo scelto allora la guerra invece della pace, gli egestani invece dei siracusani invece di avere alleati i siracusani restando in patria dei quali avendo fatto morire molti ateniesi e alleati, avendo perduto molte navi ricchezze e potere. quelli bche furono salvati da quelli furono ricordati in modo vergognoso.
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La contesa tra Atena e Poseidone
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro Diatribe
TRADUZIONE
Cecopre fu padrone assoluto dell'attica e su questa credette che la città erano tenute dagli dei, nelle quali si apprestavano ad avere gli onori personali. Giunse per prima poseidone nell'attica e avendolo percosso con il tridente, fece apparire in mezzo all'acropoli un mare, quello che adesso si chiama eretteide, dopo di lui giunse atena e chiamò Cecopre a testimone della sua presa di possesso, piantò un ulivoquello che ancora adesso viene fatto vedere nel pandrosio. tutti e due vennero a contesa per la terra. zeus fece cessare Atena e poseidone e decretò come giudici i 12 Dei e dopo che loro giudicarono che la terra spettava ad atena cecopre aveva testimoniato che per prima piantò l'ulivo. atena chiamò la città Atena dal suo nome.