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Inizio: Italia Europae peninsula pulchras oras atque insula habet. Fine: A Musis poetisque Italia litteris amatur e celebratur.
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Athenienses propter Pisistrati tyrannide quae paucis annnis ante fuerat, ominium civium suorum ...
Gli ateniesi per la tirannide di Pisistrato, che c'era stata pochi anni prima, temevano la potenza di tutti i loro concittadini. Milziade, vissuto molto in cariche importanti, sembrava non poter essere un privato, soprattutto sembrando essere attirato alla brama di potere per abitudine. Infatti nel Chersoneso per tutti quegli anni, che vi aveva abitato, aveva detenuto un continuo potere ed era stato chiamato tiranno, ma giusto. Non aveva ottenuto con la forza, ma per volere dei suoi, e manteneva quel potere con onestà. Infatti sono detti e ritenuti tiranni, quelli che sono con potere continuo in quella città, che si avvale della libertà. Ma Milziade era sia di somma amabilità che di straordinaria disponibilità, tanto che nessuno era tanto umile, cui non fosse aperto l'accesso verso di lui, la grande autorevolezza presso tutte le città, il nome famoso, la gloria massima dell'arte militare. Guardando queste cose il popolo preferì che lui innocente fosse colpito che essere troppo a lungo nel timore.
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Marsia versione latino Igino traduzione libro Matrix
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Si dice che Minerva fu la prima a costruire un flauto con le ossa di un cervo e si presentò al banchetto degli Dei suonandolo. Poiché Giunone e Venere la prendevano in giro perché aveva gli occhi cerulei e le gote gonfie, irrisa per la sua musica e per il suo aspetto, la Dea giunse a una fonte nel bosco dell'Ida. Qui si vide riflessa nell'acqua mentre suonava e capi che avevano avuto ragione a schernirla, per cui buttò via il flauto e giurò che chiunque l'avesse raccolto avrebbe subito una terribile punizione. Uno dei Satiri, il pastore Marsia, figlio di Eagro, lo trovò ed iniziò ad esercitarsi assiduamente con lo strumento, ricavandone giorno dopo giorno suoni più dolci, al punto che sfidò Apollo a gareggiare con lui suonando la lira. Apollo accettò; scelsero le Muse come giudici. Marsia stava vincendo, ma Apollo ribaltò la sua cetra e suonò la stessa musica, cosa che Marsia, con il flauto, non fu in grado di fare. E così Apollo legò Marsia, sconfitto, ad un albero e lo consegnò ad uno Scita, che lo scorticò vivo, membro dopo membro; poi consegnò ciò che restava del corpo del Satiro al suo discepolo Olimpo per dargli sepoltura; il fiume Marsia prende il nome dal suo sangue
Inizio: Minerva tibias dicitur prima ex osse cervino fecisse et ad epulum deorum cantatum venisse ...
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Frasi Latino tradotte dal libro
Matrix pag. 117 numero 6 1.
Discordiae funestas inimicitias et bella intestina gerunt.
Le discordie portano inimicizie funeste e guerre civili.
2. Pulchra verba magister discipulis legit.
Il maestro accoglie le belle parole agli alunni.
3. Homerus clarus Greciae poeta est.
Omero è un illustre poeta della Grecia.
4. Antiqui apud sepulcra atras cupressos ponunt.
Gli antichi pongono i cipressi scuri presso le tombe.
5. Ad scholam pueri non semper laeti veniunt.
I ragazzi non sempre vengono a scuola volentieri.
6. Libenter audite antiquorum bona consilia.
Volentieri sentite i buoni consigli degli antichi.
7. Ignavi sunt vera pericula in bello.
I pigri sono veri pericoli in guerra.
8. Vento rami procerarum planatorum franguntur.
I rami degli alti platani sono rotti dal vento.
9. Galli et Germani saevi populi sunt.
I Galli e i Germani sono popoli crudeli.
10. Philosophi fortunae dona non quaerunt.
I filosofi non chiedono doni alla sorte.
11. Scythae multarum erbarum virus cognoscunt.
Gli Sciti conoscono i virus delle molte erbe.
12. A signifero legati verba non audiuntur.
Le parole dell'ambasciatore dal duce non sono ascoltante.
13. Romani comitia publica in foro indicunt.
I Romani indicono i comizi pubblici nel foro.
14. Aeduorum copiae aspero proelio Germanos profligant.
Le truppe degli Edui combattono i Germani in una aspra battaglia.
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Frasi Latino tradotte dal libro
Matrix pag. 120 numero 9
1. Philosophia verum ac iustum docet. La filosofia insegna la verità e il giusto
. 2. Seneca vir iustus putatur. Seneca è considerato un uomo giusto.
3. Alexander fidum honestumque ministrum gladio necat. Alessandro uccide col gladio il ministro onesto e fidato.
4. Semper verum honestumque cole, fili! Coltiva sempre il vero e l'onesto, o figlio mio!
5. Dei malos et improbos puniunt. Gli dei puniscono i malvagi e i cattivi.
6. Graeci barbaros malos et improbos interdum putant. I Greci talvolta ritengono gli stranieri malvagi e cattivi.
7. Pater familias bona industria auget. Il padre di famiglia accresce i beni con la laboriosità.
8. Bona magistra patriae historiam docet. La buona maesta insegna la storia della patria.
9. Tribunus semper populo verum dicit. Il Tribuno dice sempre la verita al popolo.
10. Thesaurus est verus amicus. Il tesoro è un vero amico.