- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: SAPHENEIA - versioni greco tradotte
- Visite: 4
τυχεν γαρ τῇ προτεραιᾳ της δικης η πρυμνα εστεμμενη του πλοιου ο εις Δηλον Αθηναιοι πεμπουσιν. [...] Τουτ᾽ εστι το πλοιον, ως φασιν Αθηναιοι, εν ω Θησευς ποτε εις Κρητην τους "δις επτα" εκεινους ωχετο αγων και εσωσε τε και αυτος εσωθη ...
Infatti, accadde il giorno prima del processo che gli Ateniesi mandavano (lett pres) a Delo la poppa incoronata della nave. Questa è la nave, come dicono gli Ateniesi, su cui Teseo una volta andava (οἴχομαι imperf) a Creta portando (due volte sette ciascuno) i quattordici (ragazzi) e li salvò ed egli stesso fu salvato. Dunque, come si raccontò (lett presente) allora rivolsero preghiere ad ad Apollo, che se si fossero salvati, ogni anno avrebbero portato (ἀπάξειν, ἀπάγω infinito futuro) un'ambasceria (sacra) a Delo: mandano al Dio questa (ambasceria) sempre da ciascun anno anche ora. Quindi ogni qual volta che danno inizio alla processione, loro hanno legge (dativo di possesso: a loro è una legge) di purificare in quel tempo la città e di non uccidere nessuno pubblicamente, prima che la nave arrivi a Delo e (arrivi) di nuovo qui. Questo talvolta accade in molto tempo, qualora ci siano per caso i venti che li ostacolano. L'inizio dell'ambasceria è quando il sacerdote di Apollo (στεφω) ha incoronato la poppa della nave. Questo avvenne, come dico, nel giorno precedente del processo. Per queste ragioni (cose) Socrate ebbe (dat poss) molto tempo nel carcere tra il processo e la morte.
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: SAPHENEIA - versioni greco tradotte
- Visite: 3
ὁ μὲν κροκόδειλος ἐξ ἐλαχίστου γίνεται μέγιστος, ὡς ἂν ᾠὰ μὲν τοῦ ζῴου τούτου τίκτοντος τοῖς χηνείοις παραπλήσια, τοῦ δὲ γεννηθέντος αὐξομένου μέχρι πηχῶν ἑκκαίδεκα. καὶ μακρόβιον μέν ἐστιν ὡς κατ' ἄνθρωπον, γλῶτταν δὲ οὐκ ἔχει. τὸ δὲ σῶμα θαυμαστῶς ὑπὸ τῆς φύσεως ὠχύρωται· τὸ μὲν γὰρ δέρμα αὐτοῦ πᾶν φολιδωτόν ἐστι καὶ τῇ σκληρότητι διάφορον, ὀδόντες δ' ἐξ ἀμφοτέρων τῶν μερῶν ὑπάρχουσι πολλοί, δύο δὲ οἱ χαυλιόδοντες πολὺ τῷ μεγέθει τῶν ἄλλων διαλλάττοντες. σαρκοφαγεῖ δ' οὐ μόνον ἀνθρώπους, ἀλλὰ καὶ τῶν ἄλλων τῶν ἐπὶ τῆς γῆς ζῴων τὰ προσπελάζοντα τῷ ποταμῷ. καὶ τὰ μὲν δήγματα ποιεῖ ἁδρὰ καὶ χαλεπά, τοῖς δ' ὄνυξι δεινῶς σπαράττει, καὶ τὸ διαιρεθὲν τῆς σαρκὸς παντελῶς ἀπεργάζεται δυσίατον. (da Diodoro Siculo)
Il coccodrillo da molto piccolo diventa molto grande, poiché le uova che da questo animale nascono sono molto simili a quelle delle oche benché il piccolo cresca (solo) fino a 16 cubiti. Ed è longevo più o meno come un essere umano ma non possiede una lingua, il corpo è reso straordinariamente forte dalla natura: infatti la pelle di questo è tutta squamosa e si distingue per la durezza, sono presenti molti denti da entrambe le parti ma i due denti sporgenti sono molto diversi dagli altri per grandezza. Divora non solo gli uomini ma anche gli altri animali animali sulla terra che si avvicinano al fiume. E procura morsi potenti e pericolosi, con gli artigli fa a pezzi e dopo aver diviso (διαιρέω) una parte della carne la stacca interamente.
(By Vogue)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: SAPHENEIA - versioni greco tradotte
- Visite: 4
Εν δε τη Ιταλια ο Καισαρ εν υβρει θεμενος αντι ουΔεκμον ηρησθαι στρατηγον επι Αντωνιω, την μεν οργην επεκρυπτε, θριαμβον δ'επι τοις ειργασμενοις τει... ες το κοινον συμφερον αγνωσιας.
In Italia Cesare ritenendosi in oltraggio per essersi scelto Decimo come generale contro Antonio e non lui nascondeva la collera e chiedeva (ᾔτει imperfetto di αἰτέω ) una celebrazione del trionfo per le imprese compiute. Disprezzato invece dal senato ἐπινοῶν = part. Pres. Ἐπινοέω) quasi avesse in mente cose più degne di considerazione degli anni (aor. δείδω ) ebbe timore che se non annientavano Antonio potesse essere disprezzato ancor di più (καταφρονέω = aoristo pass. ottativo), desiderò accordi con lui come anche Pansa significava per lui morendo. Dunque si rendeva amici i prigionieri della di lui armata comandanti o soldati e, annoverò tra i propri o quelli che desiderava di loro e li rimandò ad Antonio, quasi come se non fosse con lui un implacabile nemico; accampatosi di fronte a Ventidio amico di Antonio, che era capo di tre legioni e, dopo aver messo paura non fece alcuna guerra, concesse che essi si riunissero e di andare senza paura da Antonio con la milizia e di rimproverare l'ignoranza per l'utilità comune.
(By Stuurm)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: SAPHENEIA - versioni greco tradotte
- Visite: 4
Δουκέτιος ὁ τῶν Σικελῶν ἔχων τὴν ἡγεμονίαν Αἴτνην μὲν κατελάβετο, τὸν ἡγούμενον αὐτῆς δολοφονήσας, εἰς δὲ τὴν Ἀκραγαντίνων χώραν ἀναζεύξας μετὰ δυνάμεως Μότυον φρουρούμενον ὑπὸ τῶν Ἀκραγαντίνων ἐπολιόρκησε· τῶν δὲ Ἀκραγαντίνων καὶ Συρακοσίων ἐπιβοηθησάντων, συνάψας μάχην καὶ προτερήσας ἐξήλασεν ἀμφοτέρους ἐκ τῶν στρατοπέδων. καὶ τότε μὲν τοῦ χειμῶνος ἐνισταμένου διεχωρίσθησαν εἰς τὴν οἰκείαν, οἱ δὲ Συρακόσιοι τὸν στρατηγὸν Βόλκωνα, τῆς ἥττης αἴτιον ὄντα καὶ δόξαντα λάθρᾳ συμπράττειν τῷ Δουκετίῳ, καταδικάσαντες ὡς προδότην ἀπέκτειναν. τοῦ θέρους δὲ ἀρχομένου στρατηγὸν ἕτερον κατέστησαν, ᾧ δύναμιν ἀξιόλογον δόντες προσέταξαν καταπολεμῆσαι Δουκέτιον. οὗτος δὲ πορευθεὶς μετὰ τῆς δυνάμεως κατέλαβε τὸν Δουκέτιον στρατοπεδεύοντα περὶ τὰς Νομάς· γενομένης δὲ παρατάξεως μεγάλης, καὶ πολλῶν παρ' ἀμφοτέροις πιπτόντων, μόγις Συρακόσιοι βιασάμενοι τοὺς Σικελοὺς ἐτρέψαντο, καὶ κατὰ τὴν φυγὴν πολλοὺς ἀνεῖλον.
Ducezio, quando reggeva il comando dei Siciliani, si impadroniva di Etna uccidendo il suo governatore, muovendo verso (ἀναζεύγνῡμι) la regione degli Agrigentini con forza strinse d’assedio (aor. πολιορκέω) Mozia difesa dagli Agrigentini; volendo la liberazione degli abitanti di Agrigento e di Siracusa, unendosi a loro (συνάπτω) in battaglia e guidandoli(προτερέω), li portò (ἐξελαύνω) entrambi a riprendere possesso dell’accampamento. E poi, sopraggiungendo (ἐνίστημι) l’inverno, si separarono (διαχωρίζω) (per tornare) in patria, i Siracusaniavendo Bolcone come stratega, ritenuto colpevole della sconfitta e sembrando egli di nascosto cooperare con Ducezio, accusandolo come traditore lo condannarono a morte. All’inizio dell’estate elessero un altro stratega, degno di considerazione al quale, dando forza, comandarono di guerreggiare Ducezio. Questi accreditato di potere attaccava Ducezio che si era accampato a Numidia: dispostosi in ordine di battaglia scagliandosi contro ambedue, a fatica i Siracusani stringendoli volsero in fuga i Siciliani e ne uccisero (αναιρεω) molti durante la fuga. (by Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: SAPHENEIA - versioni greco tradotte
- Visite: 4
Ὁ μὲν οὖν στρατηγὸς τῶν δυνάμεων Ἰμίλκων κατεσκήνωσεν ἐν τῷ τοῦ Διὸς νεῴ, τὸ δὲ λοιπὸν πλῆθος ἐν τῷ παρακειμένῳ τόπῳ κατεστρατοπέδευσεν, ἀπέχον τῆς πόλεως σταδίους δώδεκα. Μετὰ δὲ ταῦτα Ἰμίλκων ἐξήγαγε τὴν στρατιὰν ἅπασαν, καὶ πρὸ τῶν τειχῶν ἐξέταξε τὴν δύναμιν, εἰς μάχην προκαλούμενος τοὺς Συρακοσίους. Ἐπέπλευσε δὲ καὶ τοῖς λιμέσιν ἑκατὸν ναυσὶ ταῖς ἀρίσταις, ὅπως καταπλήξηται τοὺς κατὰ τὴν πόλιν καὶ συναναγκάσῃ συγχωρεῖν ἥττους εἶναι καὶ κατὰ θάλατταν. Οὐδενὸς δ´ ἐπεξιέναι τολμῶντος τότε μὲν ἀπῆγε τὴν δύναμιν εἰς τὴν στρατοπεδείαν, μετὰ δὲ ταῦτ´ ἐφ´ ἡμέρας τριάκοντα τὴν χώραν ἐπῄει δενδροτομῶν καὶ πᾶσαν φθείρων, ὅπως ἅμα μὲν τοὺς στρατιώτας πληρώσῃ παντοίας ὠφελείας, ἅμα δὲ τοὺς ἐντὸς τῶν τειχῶν εἰς ἀθυμίαν καταστήσῃ. Κατελάβετο δὲ καὶ τὸ τῆς Ἀχραδινῆς προάστειον, καὶ τοὺς νεὼς τῆς τε Δήμητρος καὶ Κόρης ἐσύλησεν·
Il comandante delle forze , Imilcone, stabilì il suo quartiere nel tempio di Zeus mentre il resto della truppa si accampò nella zona adiacente a dodici stadi circa dalla città. Dopo invece schierò tutto l'esercito, e dispose la forza sotto le mura provocando i siracusani al combattimento. Fece un attacco navale anche ai porti con cento navi lunghe delle migliori in modo da spaventare quelli in città, e in modo che venissero obbligati a confessare di essere inferiori ai cartaginesi anche in mare. Poiché però nessuno osò venire fuori allora egli ricondusse negli alloggiamenti la forza (=l'esercito); e per trenta giorni assalì la regione, abbattendo gli alberi e distruggendo ogni cosa così da saziare la cupidigia dei suoi soldati, e per mettere gli assediati nella disperazione. Prese anche il sobborgo dell'Acradina e spogliò i templi di Cerere e proserpina.