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Danae, bella vergine, era la figlia del re Acrisio. Acrisio, re di Argo, interrogò l'oracolo circa il destino della figlia, gli fu risposto che Danae avrebbe partorito un figlio e che quello avrebbe ucciso il re. Immediatamente il re, spaventato dalla profezia, rinchiuse la figlia in una prigione. Ma il dio Giove, trasformatosi in una pioggia dorata, giacque con Danae e generò il figlio Perseo. Ma il padre, a causa della relazione illecita, gettò in mare la figlia rinchiusa in una cassa con Perseo. Ma la cassa, per volere di Giove, giunse all'isola di Serifo; lì fu ritrovata da un pescatore. Dopo averla forzata, vide la donna con il bambino e li condusse dal re Polidette, il quale sposò Danae e allevò Perseo nel tempio di Minerva. Dopo che Acrisio seppe che la figlia e il nipote si trovavano presso Polidette, giunse nella città con l'intenzione di reclamarli. Non appena vide Acrisio, Perseo diede a suo nonno la sua parola che non lo (suo nonno) avrebbe mai ucciso. Dopo pochi giorni Polidette morì. Mentre venivano celebrati gli spettacoli funebri, Perseo lanciò un piatto, che il vento deviò sul capo di Acrisio. Così il giovane uccise suo nonno, non per sua volontà, ma (per volontà) degli dei.
ANALISI GRAMMATICALE
erat indicativo imperfetto terza persona singolare (sum, es, fui, esse - verbo intransitivo irregolare)
interrogavit indicativo perfetto terza persona singolare (interrogo, interrogas, interrogavi, interrogatum, interrogāre - verbo transitivo I coniugazione)
responsum est indicativo perfetto passivo terza persona singolare (respondeo, respondes, respondi, responsum, respondēre - verbo intransitivo II coniugazione)
parituram esse infinito futuro (pario, paris, peperi, partum, parere - verbo transitivo III coniugazione)
interfecturum participio futuro accusativo maschile singolare (interficio, interficis, interfeci, interfectum, interficere - verbo transitivo III coniugazione)
exterritus participio perfetto nominativo maschile singolare (exterreo, exterres, exterrui, exterritum, exterēre - verbo transitivo II coniugazione)
praeclusit indicativo perfetto terza persona singolare (praecludo, praecludis, praeclusi, praeclusum, praecludere - verbo transitivo III coniugazione)
conversus participio perfetto nominativo maschile singolare (converto, convertis, converti, conversum, convertere - verbo transitivo III coniugazione)
concubuit indicativo perfetto terza persona singolare (concumbo, concumbis, concubui, concubitum, concumbere - verbo intransitivo III coniugazione)
genuit indicativo perfetto terza persona singolare (gigno, gignis, genui, genitum, gignere - verbo transitivo III coniugazione)
deiecit indicativo perfetto terza persona singolare (deicio, deicis, deieci, deiectum, deicere - verbo transitivo III coniugazione)
inclusam participio perfetto accusativo femminile singolare (includo, includis, inclusi, inclusum, includere - verbo transitivo III coniugazione)
venit indicativo perfetto terza persona singolare (venio, venis, veni, ventum, venire - verbo intransitivo IV coniugazione)
inventa est indicativo perfetto passivo terza persona singolare (invenio, invenis, inveni, inventum, invenire - verbo transitivo IV coniugazione)
affracta participio perfetto nominativo femminile singolare (adfrango, adfrangis, adfregi, adfractum, adfrangere - verbo transitivo III coniugazione)
vidit indicativo perfetto terza persona singolare (video, vides, vidi, visum, vidēre - verbo transitivo II coniugazione)
perduxit indicativo perfetto terza persona singolare (perduco, perducis, perduxi, perductum, perducere - verbo transitivo III coniugazione)
duxit indicativo perfetto terza persona singolare (duco, ducis, duxi, ductum, ducere - verbo transitivo III coniugazione)
educavit indicativo perfetto terza persona singolare (educo, educas, educavi, educatum, educāre - verbo transitivo I coniugazione)
cognovit indicativo perfetto terza persona singolare (cognosco, cognoscis, cognovi, cognitum, cognoscere - verbo transitivo III coniugazione)
esse infinito presente (sum, es, fui, esse - verbo intransitivo irregolare)
venit indicativo perfetto terza persona singolare (venio, venis, veni, ventum, venire - verbo intransitivo IV coniugazione)
repetiturus participio futuro nominativo maschile singolare (repeto, repetis, repetii/repetivi, repetitum, repetere - verbo transitivo III coniugazione)
vidit indicativo perfetto terza persona singolare (video, vides, vidi, visum, vidēre - verbo transitivo II coniugazione)
dedit indicativo perfetto terza persona singolare (do, das, dedi, datum, dare - verbo transitivo I coniugazione)
necaturum esse infinito futuro (neco, necas, necavi, necatum, necāre - verbo transitivo I coniugazione)
decessit indicativo perfetto terza persona singolare (decedo, decedis, decessi, decessum, decedere - verbo intransitivo III coniugazione)
celebrantur indicativo presente passivo terza persona plurale (celebro, celebras, celebravi, celebratum, celebrāre - verbo transitivo I coniugazione)
misit indicativo perfetto terza persona singolare (mitto, mittis, misi, missum, mittere - verbo transitivo III coniugazione)
distulit indicativo perfetto terza persona singolare (differo, differs, distuli, dilatum, differre - verbo transitivo irregolare)
interfecit indicativo perfetto terza persona singolare (interficio, interficis, interfeci, interfectum, interficere - verbo transitivo III coniugazione)
Sostantivi
virgo nominativo femminile singolare (virgo, virginis)
filia nominativo femminile singolare (filia, filiae)
regis genitivo maschile singolare (rex, regis)
Acriis genitivo maschile singolare (Acrisius, Acrisii)
Argorum genitivo maschile plurale (Argi, Argorum)
rex nominativo maschile singolare (rex, regis)
oraculum accusativo neutro singolare (oraculum, oraculi)
fato ablativo neutro singolare (fatum, fati)
filiae genitivo femminile singolare (filia, filiae)
responsum nominativo neutro singolare (responsum, responsi)
Danaem accusativo femminile singolare (Danae, Danaes)
filium accusativo maschile singolare (filius, filii)
praesagio ablativo neutro singolare (praesagium, praesagii)
muro ablativo maschile singolare (murus, muri)
Iuppiter nominativo maschile singolare (Iuppiter, Iovis)
deus nominativo maschile singolare (deus, dei)
imbrem accusativo maschile singolare (imber, imbris)
Danae nominativo/ablativo femminile singolare (Danae, Danaes)
Perseum accusativo maschile singolare (Perseus, Persei)
stuprum ablativo neutro singolare (stuprum, stupri)
pater nominativo maschile singolare (pater, patris)
Perseo ablativo maschile singolare (Perseus, Persei)
arca ablativo femminile singolare (arca, arcae)
mare accusativo neutro singolare (mare, maris)
iussu ablativo maschile singolare (iussus, iussus)
insulam accusativo femminile singolare (insula, insulae)
Seriphum accusativo femminile singolare (Seriphus, Seriphi)
piscatore ablativo maschile singolare (piscator, piscatoris)
mulierem accusativo femminile singolare (mulier, mulieris)
infante ablativo maschile/femminile singolare (infans, infantis)
regem accusativo maschile singolare (rex, regis)
Polydectem accusativo maschile singolare (Polydectes, Polydectis)
uxorem accusativo femminile singolare (uxor, uxoris)
Minervae genitivo femminile singolare (Minerva, Minervae)
templo ablativo neutro singolare (templum, templi)
nepotem accusativo maschile singolare (nepos, nepotis)
urbem accusativo femminile singolare (urbs, urbis)
Acrisium accusativo maschile singolare (Acrisius, Acrisii)
avo dativo maschile singolare (avus, avi)
fidem accusativo femminile singolare (fides, fidei)
dies accusativo maschile plurale (dies, diei)
funebres nominativo/accusativo maschile plurale (funebris, funebre)
ludi nominativo maschile plurale (ludus, ludi)
discum accusativo maschile singolare (discus, disci)
ventus nominativo maschile singolare (ventus, venti)
caput accusativo neutro singolare (caput, capitis)
iuvenis nominativo maschile singolare (iuvenis, iuvenis)
avum accusativo maschile singolare (avus, avi)
voluntate ablativo femminile singolare (voluntas, voluntatis)
Aggettivi
pulchra nominativo femminile singolare - pulcher, pulchra, pulchrum - aggettivo I classe
lapideo ablativo neutro singolare - lapideus, lapidea, lapideum - aggettivo I classe
aurem accusativo maschile singolare - aureus, aurea, aureum - aggettivo I classe
suo dativo maschile singolare - suus, sua, suum - aggettivo possessivo
paucos accusativo maschile plurale - paucus, pauca, paucum - aggettivo I classe
sua nominativo femminile singolare - suus, sua, suum - aggettivo possessivo
Altre forme grammaticali
eique dativo maschile singolare - is, ea, id - pronome determinativo -que (e)
eumque accusativo maschile singolare - is, ea, id - pronome determinativo -que (e)
Statim avverbio
in preposizione che regge l'ablativo (stato in luogo)
Sed congiunzione avversativa
in preposizione che regge l'accusativo (moto a luogo)
cum preposizione che regge l'ablativo (compagnia)
Ob preposizione che regge l'accusativo
cum preposizione che regge l'ablativo (compagnia)
in preposizione che regge l'accusativo (moto a luogo)
ibiqui avverbio di luogo
a preposizione che regge l'ablativo (agente)
Ea nominativo femminile singolare - is, ea, id - pronome determinativo
et congiunzione coordinante
eos accusativo maschile plurale - is, ea, id - pronome determinativo
qui nominativo maschile singolare - qui, quae, quod - pronome relativo
in preposizione che regge l'ablativo (stato in luogo)
Postquam congiunzione temporale
apud preposizione che regge l'accusativo
in preposizione che regge l'accusativo (moto a luogo)
Simul ut locuzione congiuntiva (non appena)
suo dativo maschile singolare - suus, sua, suum - aggettivo possessivo
numquam avverbio di tempo
se accusativo singolare - pronome riflessivo
esse infinito presente (sum)
Post preposizione che regge l'accusativo
Dum congiunzione temporale
quem accusativo maschile singolare - qui, quae, quod - pronome relativo
in preposizione che regge l'accusativo (moto a luogo)
Itaque congiunzione (conclusiva)
non... sed locuzione congiuntiva (non... ma)
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Si dice che da Amulio, il re di Alba Longa, venne ordinato che Romolo, nato dal padre Marte, fosse abbandonato, insieme al fratello Remo, presso il Tevere, per paura dell'indebolirsi del regno. In questo luogo, dopo essere stato alimentato dalle mammelle di un animale del bosco, dopo che dei pastori lo raccolsero, e lo allevarono nella civiltà contadina e nella fatica, si dice che, nel giro di breve tempo, superò in tale misura tutti gli altri, sia quanto a forze del corpo, sia quanto a ferocia d'animo, che tutti quelli che all'epoca abitavano quei campi, dove oggi c'è questa città, obbedivano a lui con animo sereno e volentieri. Dopo che egli si fu offerto come comandante alle truppe di costoro – per passare ormai dai racconti mitici ai fatti storici – si narra che egli abbatté Alba Longa, città forte e potente a quei tempi, e che uccise il re Amulio. E, poiché aveva ottenuto questa gloria, si dice che decise di fondare, dopo aver interrogato i presagi, e di consolidare una città.
Quoniam officia non eadem disparibus aetatibus tribuuntur aliaque sunt iuvenum alia seniorum aliquid
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Dal momento che, ad età differenti non si assegnano i medesimi doveri, e i doveri dei giovani sono diversi dai doveri dei vecchi, qualcosa va detto anche in merito a questa distinzione. Dunque, è compito del giovane rispettare i più grandi d'età, e, tra essi, amare i migliori e i più apprezzati, e in modo da fare affidamento sul senno e sull'autorevolezza di quelli. Infatti, l'inesperienza dell'età giovanile deve essere rafforzata e governata dall'assennatezza dei vecchi. Inoltre, questa età deve essere soprattutto tenuta lontana dai piaceri ed esercitata nella fatica, e nella capacità di sopportare, sia dell'animo, sia del corpo, affinché la laboriosità di essi brilli sia nei doveri militari, sia nei doveri civili. E anche quando essi vorranno far riposare gli animi e darsi alla gioia, che facciano attenzione all'intemperanza, e si ricordino del pudore, cosa che sarà più semplice se saranno guidati dagli anziani. Ai vecchi invece, sembra che le fatiche del corpo debbano essere ridotte, e gli esercizi dello spirito debbano essere aumentati, e inoltre, essi devono adoperarsi in modo da aiutare il più possibile, per mezzo del senno e dell'accortezza, gli amici, la gioventù, e soprattutto lo Stato.
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Dopo che fu passato breve tempo, i nemici, dato il segnale, corrono alla battaglia da tutte le direzioni, scagliando contro la palizzata pietre e giavellotti. I nostri, in un primo momento, resistono animosamente, e, laddove l'accampamento, privato dei difensori, sembrava essere abbattuto, accorrono in quel punto e portano aiuto. Ma dopo, poiché, a causa della lunga durata della battaglia, i nemici esausti si ritiravano dal combattimento, subentravano altri con le forze fresche; (viceversa), nessuna di queste cose poteva essere fatta dai nostri a causa del loro scarso numero. Quando ormai si combatteva da più di sei ore, ed ai nostri mancavano non soltanto le forze, ma addirittura le armi, P. Sesto Baculo, centurione della prima linea, e allo stesso modo C. Voluseno, tribuno dei soldati, corrono da Galba e spiegano che c'è una sola speranza di salvezza: se, compiuta una sortita, tentino il tutto per tutto. Quindi, dopo aver convocato i centurioni, ordinò velocemente ai soldati che interrompessero per un po' la battaglia e si riprendessero dalla fatica, poi, una volta dato il segnale, che compissero una sortita dall'accampamento, e riponessero nel valore ogni speranza di salvezza. Essi fanno ciò che è stato ordinato loro, e all'improvviso, compiuta la sortita da tutte le porte, e rovesciatasi la sorte, uccidono, dopo averli accerchiati da tutte le parti, coloro che erano giunti alla speranza di impadronirsi dell'accampamento.
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Gli Ateniesi concessero a Milziade una flotta di settanta navi, affinché quelle isole che avevano appoggiato i barbari fossero punite con una guerra. Con quelle truppe, egli assediò l'isola di Paro, e, quando ormai era sul punto di impossessarsi della città, lontano, sul continente, un bosco che si vedeva dall'isola, non so per quale casualità, durante le ore della notte, venne incendiato. Ed appena la fiamma di esso venne vista dai cittadini e dagli assediatori, ad entrambi venne l'idea che dai soldati della flotta del re era stato dato il segnale. Per questo, avvenne che da un lato, gli abitanti di Paro furono dissuasi dalla resa, dall'altro Milziade, temendo che la flotta del re si avvicinasse, dopo aver appiccato il fuoco alle opere di fortificazione che aveva disposto, ritornò ad Atene con grande disappunto dei suoi concittadini. Dunque venne accusato di tradimento, perché, sebbene potesse espugnare Paro, se ne era andato lasciando le operazioni incompiute, dopo essere stato corrotto dal re. In quel periodo egli era malato a causa delle ferite che aveva subìto nell'assedio della città. E così, dal momento che non poteva parlare da sé stesso in propria difesa, parlò suo fratello. Dopo che la motivazione fu conosciuta, egli venne assolto dalla pena capitale, e multato in denaro. (Ma) poiché egli non poteva pagare seduta stante questo denaro, venne messo nelle carceri dello Stato, e lì morì.