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Inizio: Super aetate Homeri atque Hesiodi non consentitur. alii Homerum quam Hesiodum maiorem natu Fuisse scripserunt, in quis Filocoro et Senofane, alii minorem, in quis L. Accio poeta et Eforo ... ULTIME 3 PAROLE Ios, Argos, Athenae GELLIO
Non si concorda sull' età di Omero e di Esiodo: alcuni hanno scritto che Omero fosse più anziano di Esiodo tra i quali Filocono e Senofone; altri più giovani tra i quali il poeta Lucio Accio e lo storico Eforo. In vero Marco Varrone nel primo libro sulle Immagini dice cke poco vale chi dei due sia nato prima ma(dice)che non vi è dubbio che siano vissuti in qualke medesimo tempo: e dimostra ciò da un epigramma ke fu scritto su un vaso a tre piedi cke si tramanda posto sul monte Eligona da Esiodo. anke sulla patria di omero si dissentì molto: alcuni dicono ke fosse di colofone altri di smirno, vi sono qlli ke dicono ke fosse ateniese, vi sn qlli ke dicono ke fosse egiziano. Varrone nel primo libro delle immagini aggiunse alla figura di omero qst epigramma: "7 città si contendono l'origine di omero: Smirno, Rodo, Colofoni, Ios, Argo e Atene. "
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Cum occupatum esset Privernum interfectique essent ii qui id oppidum ad rebellionem incitaverant, senatus, indignatione accensus, consilium agitabat quid sibi de reliquis Privernatibus esset faciendum. Tunc Privernates, quamvis animadverterent auxilium unicum in precibus sibi futurum esse, ingenui et Italici sanguinis oblivisci non potuerunt. Princeps enim eorum in curia interrogatus quam poenam cives eius pati mererentur, respondit: “Poenam quam merentur qui se dignos libertate iudicant”. His verbis patrum conscriptorum animos inflammaverat, qui magnam poenam decreturi erant. Sed Plautius consul, favens Provernatium causae, quaesivit es Privernatibus, qualem pacem cum eis Romani habituri essent, si impunitas eis data esset; et princeps constantissimo vultu “Si bonam dederitis – inquit – pacem, perpetuam habituri estis, si malam non diuturnam”. Qua voce commoti patres constituerunt ut victis non solum venia sed etiam ius et beneficium nostrae civitatis daretur.
Dopo aver occupato (la città di) Priverno e aver ucciso quelli che avevano incitato quella città alla ribellione, il senato, infiammato dallo sdegno, pensava meditava su che cosa doveva fare dei rimanenti Privernati. Allora i Privernati, sebbene si rendessero conto che l’unico aiuto per loro sarebbe stato nelle preghiere, non poterono scordarsi del loro sangue libero e italico. Il loro capo infatti interrogato in senato su quale pena i suoi cittadini meritassero fosse inflitta rispose: “La pena che si meritano coloro che si giudicano degni degli della libertà. ” Con queste parole aveva infiammato gli animi dei senatori, i quali stavano per infliggere una grande grave punizione. Ma il console Plozio, che era favorevole alla causa dei Privernati, chiese ai Privernati che tipo di pace i Romani si sarebbero accinti a stringere con loro, se fosse stata data loro l’impunità; e il capo con sguardo molto fermo: “Se ce ne avrete data una buona, state per averla perpetua, se cattiva non durevole". I senatori commossi per da questo discorso decisero che fosse dato ai vinti non solo il perdono ma anche il diritto e il beneficio della nostra cittadinanza
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Cesare Ottaviano Augusto (exemplaria n. 3 pag. 108)
VERSIONE latino di Autore sconosciuto
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Aelius Adrianus, stirpis Italae, Aelio Adriano, Traiani principis consobrino, Adriae orto genitus, quod oppidum agri Piceni etiam mari Adriatico nomen dedit, imperavit annis viginti duobus. Hic Graecis litteris impensius eruditus a plerisque Graeculus appellatus est. Atheniensium studia moresque hausit potitus non sermone tantum, sed et ceteris disciplinis, canendi psallendi medendique scientia, musicus geometra pictor fictorque ex aere vel marmore proxime Polycletus et Euphranoras
Aelio Adriano di Stirpe Itala da Elio Adriano Consombrino di Traiano principe nato di Adria, questa città dell'Agro Piceno dette anche il nome al Mare adriatico, comandò per ventidue anni. Questo devotissimo e erudito alle lettere greche fu nominato da molti Greco. Assorbì gli studi e i costumi degli ateniesi non tanto nel linguaggio ma in altre diverse discipline: la scienza del cantare nel suonare la cedra, musico, geometra, pittore, e scultore con l'aria o il marmo molto vicino a Policleto e Eufroanore.