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Scipionis Africani speciose lateque patuit. A quaestore, hastae subiectos captivos vendente, ad Scipionem missus est... dis ornamenta et hominibus familiares restituere.
L'umanità dell'Africano Minore fu chiara magnificamente e largamente. Da un questore, che vendeva all'asta prigionieri soggiogati, fu inviato a Scipione un fanciullo di singolare aspetto e portamento nobile che superava gli altri in quanto a bellezza. Poiché indagò su questo, seppe che il ragazzo era Numida rimasto orfano dal padre ed educato presso lo zio Massinissa e che, all'insaputa di quello (ablativo assoluto, all'insaputa dello zio), aveva voluto combattere contro i Romani con giovanile coraggio (immaturam militiam) E così Scipione, si ricordò della sua umanità e ritenne che bisognasse concedere il perdono all'errore e che bisognasse attribuire il dovuto rispetto all' amicizia di Massinissa, re fedelissimo al popolo romano: per la qual cosa volle essere d'aiuto al fanciullo e proteggerlo. Donò dunque al fanciullo un anello, una fibbia d'oro, una tunica guarnita da una striscia di porpora, un mantello spagnolo ed un elegante cavallo e dopo avergli dato cavalieri che lo scortassero, lo mandò da Massinissa, poiché pensava che fosse proprio di un ottimo comandante avere misericordia per i vinti. Infatti egli diceva che i frutti più grandi della vittoria, [fossero] il restituire gli ornamenti agli dei e agli uomini i familiari. (Traduzione by Anna Maria Di Leo)
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Ulisse, uomo astuto e re dell'isola di Itaca, dopo la guerra di Troia peregrinò a lungo attraverso il mare ...
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Herculi infanti Iuno dracones duo miserat et Hercules dracones necaverat. Postea leonem Nemeaeum occidit et animalis pellem pro tegumento habuit. Hydram Lernaeam, ...
Giuonone aveva mandato ad Ercole infante due serpenti ed Ercoli aveva ucciso i serpenti. Dopo uccise il leone di Nemea ed ebbe la pelle dell'animale per rivestimento/vestito. Uccise l'Idra di Lernia figlia di Tifone e nel veleno [dell'idra] intinse le [sue] frecce. Allora viveva in arcadia un cervo straordinario: l'animale aveva le corna d'oro (frase con dativo di possesso: all'animale erano corna d'oro). . Ercole portò il cervo al Re Euristeo. Ripul' lo sterco delle stalle del Re Augia con il fiume. Dopo uccise Il Re della Tracia Diomede con le (sue) cavalle: infatti i cavallo del re divoravano gli uomini. Un grande serpente custodiva le mele d'oro delle Esperidi. Ercole uccise il serpente e lo donò ad Euristeo. Po in Libia uccise Anteo, figlio della : infatti gli ospiti venivano uccisi da Anteo con grande crudeltà.
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Aemilius Paulus consul cum Perseo, Macedonum rege, apud Pydnam dimicavit et hostes vicit: ... et a Macedoniae urbibus modica tributa petita sunt.
Il console Emilio Paolo combatté a Pidna con il Re dei Macedoni Perseo e vinse i nemici: infatti quando il console ingaggiò il combattimento, furono uccisi i soldati (di terra) dei Macedoni, i soldati a cavallo fuggirono illesi con i re: cento soldati dei Romani furono allontanati. Le città della Macedonia caddero in potere dei Romani. Il re era stato abbandonato dagli amici e cadde in potere di Emilio. Il console concesse a Perseo onori degni di un re con una straordinaria grandezza d'animo: Perseo in catene infatti cadde ai piedi di Emilio ma Emilio alzò il supplice e lo mise sulla sedia curale. Poi i Macedoni furono dichiarati liberi dai Romani ed alle città della Macedonia furono richiesti, tributi modesti.
Versione tratta da Eutropio
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Cn.Octavii quoque clari viri et magni ingenii in rostris statuam videmus....non fortuna sed legatione et a consulibus monumentum iuste Servio Sulpicio decretum est.
Vediamo sui rostri anche la statua di G.Ottavio, uomo celebre e di grande intelligenza. Era stato infatti inviato dal console presso re stranieri, soprattutto dal nipote del re Antioco - i Romani avevano condotto una guerra con Antioco - ma egli fu ucciso da un servo del re. Allora Fu decisa dal popolo una statua: la statua per molti anni onorò la stirpe di Ottavio ed ora resta il ricordo di una famiglia così grande. Anche Tullo Cluvo, Lucio Roscio, Gaio Fulcinio furono uccisi dal re dei Veienti ed ebbero il vanto di una statua. E così, o senatori, ora Servio Sulpicio ha perso la vita non a causa della sorte, ma dell'ambasceria, e giustamente dai consoli è stato deciso un monumento a Servio Sulpicio.
Versione tratta da Cicerone