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Οἱ ἄνθρωποι οἱ δίκαιοι καὶ εὐσεβεῖς μετὰ τὸν θάνατον διάγουσιν ...
Gli uomini che (οἱ) sono giusti e devoti dopo la morte trascorrono il tempo in una grande e bella meravigliosa isola (di incantevole bellezza). La regione è rigogliosa di tutti i fiori e tutte le piante coltivate e ombreggiate (di ogni fiore...): Infatti le viti sono prodotte dodici volte l'anno (dodicifere) e portano frutti ogni mese mentre dicevano che i melograni e i meli erano prodotti tredici volte l'anno (trediciferi). Invece del frumento, le spighe producono sulle cime pane già pronto, come funghi. Scorrono sorgenti vicino alla città alcune di acqua, altre di miele, e alcune anche di profumo e ci sono fiumi, alcuni di latte, altri di vino. I beati trascorrono molto tempo in banchetti, talvolta conversano su un vasto prato, altre volte invece presso un profondo lago, all'ombra di una quercia, ascoltano il canto degli uccelli. E la notte, con grande silenzio, porta a tutti un dolce sonno.
(By Vogue)
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
διάγουσιν:
Verbo: διάγω
Forma: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale.
Paradigma: διάγω, διάξω, διήγαγον, διῆχα, διῆγμαι, διήχθην
εἰσὶν: (x2)
Verbo: εἰμί
Forma: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale.
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, ἦν / ἦα, -, -, -
φέρουσιν: (x2)
Verbo: φέρω
Forma: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale.
Paradigma: φέρω, οἴσω, ἤνεγκα (o ἤνεγκον), ἐνήνοχα, ἐνήνεγμαι, ἠνέχθην
ἔλεγον:
Verbo: λέγω
Forma: Indicativo Imperfetto Attivo, 3ª persona plurale.
Paradigma: λέγω, ἐρῶ / λέξω, εἶπον / ἔλεξα, εἴρηκα, εἴρημαι / λέλεγμαι, ἐρρήθην / ἐλέχθην
εἶναι:
Verbo: εἰμί
Forma: Infinito Presente Attivo. (Dipende da ἔλεγον).
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, ἦν / ἦα, -, -, -
φύουσιν:
Verbo: φύω
Forma: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale.
Paradigma: φύω, φύσω, ἔφυσα / ἔφυν (aoristo attivo II), πέφυκα, -, -
δέουσι:
Verbo: ῥέω
Forma: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale.
Paradigma: ῥέω: ῥέω, ῥυήσομαι, ἐρρύην, ἐρρύηκα, -, -
διαλέγονται:
Verbo: διαλέγομαι
Forma: Indicativo Presente Medio/Passivo, 3ª persona plurale.
Paradigma: διαλέγομαι, διαλέξομαι, διέλεξα (att.!), διελέχθην, -, -
ἀκούουσι:
Verbo: ἀκούω
Forma: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona plurale.
Paradigma: ἀκούω, ἀκούσομαι, ἤκουσα, ἀκήκοα, -, ἠκούσθην
φέρει:
Verbo: φέρω
Forma: Indicativo Presente Attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: φέρω, οἴσω, ἤνεγκα (o ἤνεγκον), ἐνήνοχα, ἐνήνεγμαι, ἠνέχθην
B. Sostantivi
ἄνθρωποι: Nominativo maschile plurale. (ἄνθρωπος, -ου)
θάνατον: Accusativo maschile singolare. (θάνατος, -ου)
ἄνθεσι: Dativo neutro plurale. (ἄνθος, -ους)
φυτοῖς: Dativo neutro plurale. (φυτόν, -οῦ)
ἄμπελοι: Nominativo femminile plurale. (ἄμπελος, -ου)
μῆνα: Accusativo maschile singolare. (μήν, μηνός)
καρποὺς: Accusativo maschile plurale. (καρπός, -οῦ)
φοιὰς: Accusativo femminile plurale. (φοινίς, -ίδος o φοινίξ, -ικος). Se φοινία: φοινία, -ας.
μηλέας: Accusativo femminile plurale. (μηλέα, -ας)
πυροῦ: Genitivo maschile singolare. (πυρός, -οῦ).
στάχνες: Nominativo maschile plurale. (στάχυς, -υος).
ἄρτον: Accusativo maschile singolare. (ἄρτος, -ου).
μύκητας: Accusativo maschile plurale. (μύκης, -ητος).
Πηγαὶ: Nominativo femminile plurale. (πηγή, -ῆς).
πόλιν: Accusativo femminile singolare. (πόλις, -εως).
ὕδατος: Genitivo neutro singolare. (ὕδωρ, ὕδατος).
μέλιτος: Genitivo neutro singolare. (μέλι, μέλιτος).
μύρου: Genitivo neutro singolare. (μύρον, -ου).
ποταμοί: Nominativo maschile plurale. (ποταμός, -οῦ).
γάλακτος: Genitivo neutro singolare. (γάλα, γάλακτος).
οἴνου: Genitivo maschile singolare. (οἶνος, -ου).
χρόνον: Accusativo maschile singolare. (χρόνος, -ου).
συνδείπνοις: Dativo neutro plurale. (σύνδειπνον, -ου).
λειμῶνος: Genitivo maschile singolare. (λειμών, -ῶνος).
λίμνῃ: Dativo femminile singolare. (λίμνη, -ης).
δρυός: Genitivo femminile singolare. (δρυς, δρυός).
σκιᾷ: Dativo femminile singolare. (σκιά, -ᾶς).
φωνὴν: Accusativo femminile singolare. (φωνή, -ῆς).
ὀρνίθων: Genitivo maschile plurale. (ὄρνις, ὄρνιθος).
νύξ: Nominativo femminile singolare. (νύξ, νυκτός).
σιωπῆς: Genitivo femminile singolare. (σιωπή, -ῆς).
ὕπνον: Accusativo maschile singolare. (ὕπνος, -ου).
C. Aggettivi, Pronomi, Articoli, Avverbi, Congiunzioni, Preposizioni e Particelle:
Οἱ: Articolo determinativo, nom. masch. plurale.
δίκαιοι: Aggettivo, nom. masch. plurale. (δίκαιος, -α, -ον).
εὐσεβεῖς: Aggettivo, nom. masch. plurale. (εὐσεβής, -ές).
μετὰ: Preposizione con accusativo ("dopo").
ἐν: Preposizione con dativo ("in").
πᾶσι: Aggettivo, dat. neutro plurale. (πᾶς, πᾶσα, πᾶν).
μὲν: Particella correlativa. (x4)
δὲ: Particella correlativa/congiunzione ("ma", "e").
ἡμέροις: Aggettivo, dat. neutro plurale. (ἥμερος, -ον).
τε: Particella congiuntiva (correlativa a καὶ).
καὶ: Congiunzione copulativa ("e").
σκιεροῖς: Aggettivo, dat. neutro plurale. (σκιερός, -ά, -όν).
γὰρ: Congiunzione esplicativa/causale ("infatti", "poiché").
δωδεκαφόροι: Aggettivo, nom. femm. plurale. (δωδεκαφόρος, -ον).
κατὰ: Preposizione con accusativo ("secondo", "ogni").
ἕκαστον: Pronome/Aggettivo, acc. masch. sing. (ἕκαστος, -η, -ον).
τρισκαιδεκαφόρους: Aggettivo, acc. femm. plurale. (τρισκαιδεκαφόρος, -ον).
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Esercizi greci 2 Pagina 97 esercizio 7
ὁ οὖν ἄγγελος, ᾧ κελεύω ὑμᾶς ἡγεμόνας δοῦναι καὶ συμπράκτορας γενέσθαι, ἐλθὼν ἐκεῖσε ὧδε λέξει: ἔπεμψέ με Κῦρος, ὦ Ἰνδέ, πρὸς σέ: φησὶ δὲ προσδεῖσθαι χρημάτων, προσδεχόμενος ἄλλην στρατιὰν οἴκοθεν ἐκ Περσῶν: καὶ γὰρ προσδέχομαι, ἔφη: ἢν οὖν αὐτῷ πέμψῃς ὁπόσα σοι προχωρεῖ, φησίν, ἢν θεὸς ἀγαθὸν τέλος διδῷ αὐτῷ, πειράσεσθαι ποιῆσαι ὥστε σε νομίζειν καλῶς βεβουλεῦσθαι χαρισάμενον αὐτῷ. ταῦτα μὲν ὁ παρ᾽ ἐμοῦ λέξει. τοῖς δὲ παρ᾽ ὑμῶν ὑμεῖς αὖ ἐπιστέλλετε ὅ τι ὑμῖν σύμφορον δοκεῖ εἶναι. καὶ ἢν μὲν λάβωμεν, ἔφη, παρ᾽ αὐτοῦ, ἀφθονωτέροις χρησόμεθα: ἢν δὲ μὴ λάβωμεν, εἰσόμεθα ὅτι οὐδεμίαν αὐτῷ χάριν ὀφείλομεν, ἀλλ᾽ ἐξέσται ἡμῖν ἐκείνου ἕνεκα πρὸς τὸ ἡμέτερον συμφέρον πάντα τίθεσθαι. ταῦτ᾽ εἶπεν ὁ Κῦρος, νομίζων τοὺς ἰόντας Ἀρμενίων καὶ Χαλδαίων τοιαῦτα λέξειν περὶ αὐτοῦ οἷα αὐτὸς ἐπεθύμει πάντας ἀνθρώπους καὶ λέγειν καὶ ἀκούειν περὶ αὐτοῦ. καὶ τότε μὲν δή, ὁπότε καλῶς εἶχε, διαλύσαντες τὴν σκηνὴν ἀνεπαύοντο.
Pertanto l'ambasciatore a cui vi invito a fornire guide e assistenza dovrà parlare, una volta arrivato laggiù in questi termini "E' Ciro, o indiano, che mi invia da te: ti comunica che ha bisogno di denaro essendo in attesa di un nuovo esercito dalla Persia (ed in effetti - precisò - lo sto aspettando). Se tu dunque gli manderai quanto è nei tuoi mezzi egli si impegnerà, ove il dio accordi un esito favorevole alla sua impresa, a far sì che tu possa congratularti con te stesso per il favore che gli avrai reso". Ecco ciò che dirà il mio ambasciatore, ma ai vostri delegati date pure mandato di esprimersi come a voi sembra essere conveniente. E se da lui otterremo denaro, disporremo evidentemente di più abbondanti risorse; se invece non ne otterremo, saremo consapevoli di non aver debito alcuno di gratitudine verso di lui e saremo liberi, per quanto lo riguarda, di gestire ogni cosa secondo il nostro tornaconto". Ciro disse così nella convinzione che quanti fra gli Armeni e i Caldei si apprestavano al viaggio avrebbero riferito su di lui esattamente ciò che egli stesso desiderava che tutti gli uomini dicessero e sentissero dire di lui. Poi al momento giusto, sciolsero il convito ed andarono a riposare.
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Greco per il biennio 2 pagina 77 numero 11
Την παρρησιαν παντι τω βουλομενω σοι συμβουλευειν τι μετα...αμαρτοντι διαλαθειν.
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Ο μεν Παδος ποταμος, υπο δε των ποιητων Ηριδανος λεγομενος, εχει πλειστας εξ Αλπεων πηγας· ...
Il Po, celebrato dai poeti con il nome di Eriandro, ha la sua fonte negli Alpi e trascorre giù verso le pianure, facendo il suo corso verso il sud. Quando raggiunge i luoghi al livello della pianura, li trascorre girandosi con la corrente verso est, e sfocia in due aperture verso i luoghi lungo l’Adriatico; divide la parte maggiore della pianura verso le Alpi e il profondo dell’Adriatico. Porta un volume di acqua non piccolo dei fiumi dell’Italia, per il fatto che i fiumi sulle pianure che declinano dagli Alpi e dalle montagne Appennini concorrono tutti e da per tutto in esso. Il fiume trascorre nel modo più grande e bello presso il sorgere del cane (ovvero, nel solstizio estivo), cresciuto per la quantità della neve sciolta nelle montagne che abbiamo menzionato. È inoltre navigabile dal mare fino all’apertura chiamata Volano quasi per duemila stadi. Poi, da principio dalle fonti ha un torrente non navigabile, si divide poi in due parti verso i cosiddetti Trigaboli; di queste, la prima apertura viene chiamata Padusa, l’altra Volano. È situato in esso una baia, che non offre minor sicurezza di quelle sull’Adriatico a coloro che vengono lì a porto. Presso quelli che abitano nel luogo, il fiume viene chiamato Bodenco.
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La costituzione di Solone
versione greco Aristotele traduzione libro esercizi greci
Τοιαύτης δὲ τῆς τάξεως οὔσης ἐν τῇ πολιτείᾳ, καὶ τῶν πολλῶν δουλευόντων τοῖς ὀλίγοις, ἀντέστη τοῖς γνωρίμοις ὁ δῆμος. ἰσχυρᾶς δὲ τῆς στάσεως οὔσης καὶ πολὺν χρόνον ἀντικαθημένων ἀλλήλοις, εἵλοντο κοινῇ διαλλακτὴν καὶ ἄρχοντα Σόλωνα, καὶ τὴν πολιτείαν ἐπέτρεψαν αὐτῷ Κύριος δὲ γενόμενος τῶν πραγμάτων Σόλων τόν τε δῆμον ἠλευθέρωσε καὶ ἐν τῷ πρόντι καὶ εἰς τὸ μέλλον, κωλύσας δίζειν ἐπὶ τοῖς σώμασιν, καὶ νόμους ἔθηκε καὶ χρεῶν ἀπκοπὰς ἐποίησε, καὶ τῶν ἰδίων καὶ τῶν δμοσίων, ἃς σεισάχθειαν καλοῦσιν, ὡς ἀποσεισάμενοι τὸ βάρος Πολιτείαν δὲ κατέστησε καὶ νόμους ἔθηκεν ἄλλους, τοῖς δὲ Δράκοντος θεσμοῖς ἐπαύσαντο χρώμενοι πλὴν τῶν φονικῶν. ἀναγράψαντες δὲ τοὺς νόμους εἰς τοὺς κύρβεις ἔστησαν ἐν τῇ στοᾷ τῇ βασιλείῳ καὶ ὤμοσαν χρήσεσθαι πάντες. οἱ δ' ἐννέα ἄρχοντες ὀμνύντες πρὸς τῷ λίθῳ κατεφάτιζον ἀναθήσειν ἀνδριάντα χρυσοῦν, ἐάν τινα παραβῶσι τῶν νόμων· ὅθεν ἔτι καὶ νῦν οὕτως ὀμνύουσι. κατέκλεισεν δὲ τοὺς νόμους εἰς ἑκατὸν ἔτη καὶ διέταξε τὴν πολιτείαν τόνδε ‹τὸν› τρόπον. τιμήματι διεῖλεν εἰς τέτταρα τέλη, καθάπερ διῄρητο καὶ πρότερον, εἰς πεντακοσιομέδιμνον καὶ ἱπ καὶ ζευγίτην καὶ θῆτα.
Quello poiché è la costituzione nella città, e restando la moltitudine come servi dei pochi, il popolo si ribellò contro i nobili. Essendo in una fortissima discordia e in opposizione gli uni contro gli altri per molto tempo, presero come mediatore e capo a Solone, e affidarono a lui lo stato (…). Diventato allora signore degli affari, Solone liberò il popolo nel presente e per il futuro, vietando il prestito con i corpi (in garanzia) e decretò la cancellazione dei debiti, tanto dei privati come dei pubblici, che chiamarono lo sgravio, perché il peso (dei debiti) era stato tolto (…). Ordinò lo Stato e dispose altre leggi, e le istituzioni di Dracone cessarono di usarsi, tranne quelli che riguardavano i reati di sangue. Ma quando registravano le leggi le posero sulle tavole triangolari (chirbi) nello stoà del re, e si proclamò che tutti dovevano giurare. I nove arconti giurarono davanti la pietra, promettendo di erigere una statua d’oro se trasgredivano alcuna delle leggi; da quel momento sino ad oggi ancora fanno lo stesso giuramento. A seconda del censimento divise in quattro le cariche, così come erano divise anche prima, in pentacosiomedimni (quelli che possedevano una terra che produceva almeno 500 medimni all’anno), in cavalieri, in zeugiti e in teti.