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Θέλων δὲ τούτων πέρι σαφές τι εἰδέναι ἐξ ὧν οἷόν τε ἦν, ἔπλωσα καὶ ἐς Τύρον τῆς Φοινίκης, πυνθανόμενος αὐτόθι εἶναι ἱρὸν Ἡρακλέος ἅγιον. Καὶ εἶδον πλουσίως κατεσκευασμένον ἄλλοισί τε πολλοῖσι ἀναθήμασι, καὶ ἐν αὐτῷ ἦσαν στῆλαι δύο, ἡ μὲν χρυσοῦ ἀπέφθου, ἡ δὲ σμαράγδου λίθου λάμποντος τὰς νύκτας μεγάλως. Ἐς λόγους δὲ ἐλθὼν τοῖσι ἱρεῦσι τοῦ θεοῦ εἰρόμην ὁκόσος χρόνος εἴη ἐξ οὗ σφι τὸ ἱρὸν ἵδρυται· εὗρον δὲ οὐδὲ τούτους τοῖσι Ἕλλησι συμφερομένους· ἔφασαν γὰρ ἅμα Τύρῳ οἰκιζομένῃ καὶ τὸ ἱρὸν τοῦ θεοῦ ἱδρυθῆναι, εἶναι δὲ ἔτεα ἀπ' οὗ Τύρον οἰκέουσι τριηκόσια καὶ δισχίλια. Εἶδον δὲ ἐν τῇ Τύρῳ καὶ ἄλλο ἱρὸν Ἡρακλέος ἐπωνυμίην ἔχοντος Θασίου εἶναι. Ἀπικόμην δὲ καὶ ἐς Θάσον, ἐν τῇ εὗρον ἱρὸν Ἡρακλέος ὑπὸ Φοινίκων ἱδρυμένον, οἳ κατ' Εὐρώπης ζήτησιν ἐκπλώσαντες Θάσον ἔκτισαν· καὶ ταῦτα καὶ πέντε γενεῇσι ἀνδρῶν πρότερά ἐστι ἢ τὸν Ἀμφιτρύωνος Ἡρακλέα ἐν τῇ Ἑλλάδι γενέσθαι. Τὰ μέν νυν ἱστορημένα δηλοῖ σαφέως παλαιὸν θεὸν Ἡρακλέα ἐόντα·
Io poi, volendo conoscere le cose con chiarezza da chi era in grado di dirmele, mi recai per mare fino a Tiro, di Fenicia; avendo saputo che là si trovava un tempio sacro a Eracle, e lo vidi, riccamente adorno di molti e vari doni votivi; e fra l'altro c'erano due colonnine, una d'oro puro, l'altra di smeraldo che nella notte riluceva grandemente. Conversando con i sacerdoti del dio domandai da quanto tempo fosse stato costruito il tempio, e così constatai che neanche nel caso loro c'era concordanza con i Greci: mi risposero infatti che il tempio risaliva all'epoca della fondazione di Tiro, e che Tiro era abitata da 2300 anni. A Tiro vidi anche un altro tempio di Eracle, detto di Eracle Tasio, perciò visitai anche Taso e vi trovai un santuario di Eracle edificato dai Fenici che, andando per mare alla ricerca di Europa, fondarono Taso; e tutto ciò era accaduto almeno cinque generazioni prima che in Grecia nascesse l'Eracle figlio di Anfitrione. Le indagini dimostrano dunque, con evidenza, che Eracle è un dio molto antico.
(By Stuurm)
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Αἰγύπτιοι ἅμα τῷ οὐρανῷ τῷ κατὰ σφέας. .θυγατράσι πᾶσα ἀνάγκη καὶ μὴ βουλομένῃσι.
Gli Egiziani insieme ( ἅμα) al clima che è (ἐόντι part sg pres dat εἰμί) per loro stessi diverso e al fiume che presenta una natura differente dagli altri [fiumi], per lo più (τὰ πολλὰ πάντα) contrariamente agli altri uomini disposero (ἐστήσαντο aor 3a pl ἵστημι) usanze e anche leggi diverse; fra questi (ἐν τοῖσι) le donne commerciano e mercanteggiano. Gli uomini invece stando nelle case lavorano al telaio. Mentre gli altri lavorano al telaio spingendo il filo della trama in alto, gli Egiziani [spingendo il filo della trama] in basso. Gli uomini portano i pesi (ἄχθος -εος) sulle teste mentre le donne [li portano] sulle spalle. Le donne orinano erette, gli uomini invece (δὲ) mentre stanno seduti (κατήμενοι part perf κάθημαι), soddisfano I loro bisogni in casa (εὐμαρείῃ χρέωνται ἐν τοῖσι οἴκοισι) ma mangiano fuori nella strada poiché dicono che è necessario fare le vergognose necessità corporali in segreto mentre le cose che non sono vergognose [dicono che è necessario farlo] manifestatamente. Nessuna donna (ἱρᾶται pres 3a sing ἱεράομαι) è un sacerdote né del dio maschile né femminile, ma gli uomini [si occupano ]completamente di tutto. Non c'è nessuna necessità di mantenere i genitori a quei figli maschi che non lo vogliono ma per le (τῇσι articolo pl fem dat) figlie femmine c'è ogni costrizione anche se non lo vogliono.
Traduzione letterale di Anna Maria Di Leo che concede la traduzione solo ed unicamente al sito skuolasprint.it
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χρὴ κἀνταῦθα, καὶ εἰ δωρητὸν τὸ πρᾶγμα μᾶλλον ἢ κτητόν, ὅμως καθ' ὅσον οἷόν τε τὰς ψυχὰς ἀνατρέφειν πρὸς τὰ μεγέθη καὶ ὥσπερ ἐγκύμονας ἀεὶ ποιεῖν γενναίου παραστήματος. τίνα, φήσεις, τρόπον; γέγραφά που καὶ ἑτέρωθι τὸ τοιοῦτον· ὕψος μεγαλοφροσύνης ἀπήχημα. ὅθεν καὶ φωνῆς δίχα θαυμάζεταί ποτε ψιλὴ καθ' ἑαυτὴν ἡ ἔννοια δι' αὐτὸ τὸ μεγαλόφρον, ὡς ἡ τοῦ Αἴαντος ἐν Νεκυίᾳ σιωπὴ μέγα καὶ παντὸς ὑψηλότερον λόγου. πρῶτον οὖν τὸ ἐξ οὗ γίνεται προϋποτίθεσθαι πάντως ἀναγκαῖον, ὡς ἔχειν δεῖ τὸν ἀληθῆ ῥήτορα μὴ ταπεινὸν φρόνημα καὶ ἀγεννές. οὐδὲ γὰρ οἷόν τε μικρὰ καὶ δουλοπρεπῆ φρονοῦντας καὶ ἐπιτηδεύοντας παρ' ὅλον τὸν βίον θαυμαστόν τι καὶ τοῦ παντὸς αἰῶνος ἐξενεγκεῖν ἄξιον· μεγάλοι δὲ οἱ λόγοι τούτων, κατὰ τὸ εἰκός, ὧν ἂν ἐμβριθεῖς ὦσιν αἱ ἔννοιαι
TRADUZIONE LIBERA
E' necessario per quanto possibile pur trattandosi di cosa piuttosto innata che acquisita, nondimeno bisogna il più possibile educare le anime alla grandezza e, senza posa, renderle pregne di generosi sensi. In che modo? dirai tu. L'ho già scritto anche altrove suppergiù in questi termini: il sublime è la risonanza di un animo grande. Quindi accade che anche senza parola si ammira talvolta il pensiero nudo, di per é solo, a causa della sua intrinseca grandezza; come per esempio il silenzio di Aiace nella Nekyia, cosa grande e più alta di qualsiasi discorso. In primo luogo dunque questo concetto della origine del sublime è assolutamente necessario porlo come fondamento: che cioè deve il vero oratore avere animo non meschino né ignobile. Infatti non è possibile che persone che per tutta la vita dedicano la loro attenzione a piccolezze ed intrallazzi da servi possano produrre qualcosa degno di ammirazione e di fama perpetua, al contrario comè naturale grandi sono i discorsi di chi ha profondo il pensiero.
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Εγω μεν, εφη ο Ευθυδημος, ηδη τουτο σκοπω, ει αρα τι εστι τοις θεοις εργον η ανθροπους θεραπευειν·... ωστε χρησθαι αυτοις ο τι αν βοωλωνται.
"Io invece", disse Eutidemo "ormai osservo questo, se forse gli dei hanno [dativo di possesso: se agli dei è] qualche compito che non sia curarsi degli uomini; solo questo mi causa impaccio, che anche gli altri animali partecipano a queste cose." "Non è infatti anche questo evidente" rispose Socrate "che anche questi (animali) nascono e vengono allevati per l'uomo? Infatti Quale altro vivente, infatti, trae altrettanti beni quanto gli uomini sia da capre, pecore, buoi, cavalli, asini e dagli altri animali? Mi sembra infatti che essi ne traggano ancor più dalle piante. Le allevano e ottengono in vero cibo e guadagni non men o da queste che da quelli; gran parte degli uomini non usa i frutti dalla terra per il proprio nutrimento, ma vive delle greggi mangiando latte, formaggio e carne. Tutti poi rendono domestici e domano gli animali che sono utili alla guerra, e per moltre altre attività li usano come collaboratori". "Sono d'accordo con te anche su questo. disse Eutidemo "Noto appunto che perfino gli animali molto più robusti di noi diventano sottomessi agli uomini che essi possono utilizzarli come vogliono.
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Ορω δ' ημας ουκ εξ ισου των λεγοντων την ακοασιν ποιουμενους, αλλα τοις μεν προσεχοντας τον νουν, των δ' ουδε την φωνην ανεχομενους... ο χαλεπωτατον παντων τοις πλειστοις των ανθρωπων εστιν.
Io vedo che voi non ascoltate imparzialmente gli oratori: agli uni prestate attenzione, degli altri non potete soffrire neppure la voce e non fate nulla di sorprendente: da sempre avete l'abitudine di cacciare tutti gli altri oratori all'infuori di quelli che parlano nel senso dei vostri desideri. d infatti avete fatto sì che gli oratori rivolgano le loro cure e il loro studio non a ciò che sarà utile alla città, ma a tenere discorsi a voi graditi. Appunto su discorsi di tal genere si sono precipitati in massa, perché a tutti è apparso chiaro che sentirete con maggior piacere quelli che vi incitano alla guerra di quelli che vi danno consigli di pace. I primi infatti ci infondono la speranza che recupereremo i nostri possessi negli altri Stati e riacquisteremo la potenza di una volta; i secondi non ci fanno balenare niente del genere, ma dicono che dobbiamo starcene tranquilli e non nutrire grandi ambizioni contrarie alla giustizia, ma accontentarci di ciò che abbiamo che è la cosa più dura di tutte per la maggior parte degli uomini