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Omnes Tulliolam amant,...et Tulliolae familiam protegunt.
Tutti amano Tulliola, poiché la fanciulla disprezza la superbia, ama l'operosità e la prudenza, ride sempre, spesso aiuta le ancelle e lavora la lana. Tulliola ama le dee e venera soprattutto Diana, Minerva e Vesta: ogni giorno decora gli altari delle dee con corone di rose. Le dee accettano con piacere le corone di rosa e proteggono la famiglia di Tulliola.
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Alba rosa puellae dicit: "Audi, puella! Plantarum regina sum in hortis villarum fulgeo et puellas, matronas ...nam viola modestiam ostendit et modestia bonas puellas ornat."
Una rosa bianca dice a una fanciulla: "Ascolta, fanciulla! Io sono la regina delle piante, risplendo nei giardini delle case di campagna e decoro le fanciulle, le matrone e le regine. Le figlie di famiglia con le ancelle intrecciano corone con rose gialle e le offrono alle dee. Le rose sono la gioia delle Muse e le Muse donano corone di rose ai poeti. Le rose sono profumate e gradite a Minerva; le rose onorano le nozze delle oneste fanciulle." Dunque la giudiziosa fanciulla risponde alla rosa superba: "Tu sei la regina delle piante, ma preferisco le piccole viole; infatti la viola rivela la modestia e la modestia decora le fanciulle oneste."
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Romanorum populus Bacchum seu liberum colit. Liber viris agriculturam docet...Liber cum Satyrorum Nympharumque turba semper silvas agrosque habitat
Il popolo dei Romani venera Bacco o Libero. Libero insegna agli uomini l'agricoltura e particolarmente la coltivazione delle vigne. Gli uomini conoscono bene il piacere dell'uva. Infatti il succo dell'uva dona grande letizia agli animi degli uomini. Ma talvolta gli uomini bevono senza misura e si abbandonano ad una ripugnante ubriachezza. I contadini spesso sacrificano vittime a Libero poiché temono la sua ira. Libero abita sempre i boschi e i campi con una moltitudine di Satiri e Ninfe.
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Homerus et Vergilius poetae aevo antiquo vivunt. Homerus poeta Troianum bellum primus canit. ... Vergilii ingenium poeticum magnopere honoramus semperque honorabimus.
I poeti Omero e Virgilio vivono nell'età antica. Il poeta Omero canta per primo la guerra di Troia. Era cieco e narrava le battaglie tra i Greci ed i Troiani. Nelle sue opere indagava in modo molto scrupoloso l'animo umano ed osservava i diversi destini della vita. Perciò i Greci nei suoi libri appresero molte cose, perché il popolo dell'intera Grecia conosceva bene i pericoli e le inconvenienze delle guerre. A roma troviamo il famoso poeta Virgilio. Virgilio canta le battaglie in Italia e nel Lazio tra Enea e i Troiani; nei suoi libri celebra le opere dei coloni e degli agricoltori. Onoriamo e onoreremo sempre molto l'ingegno poetico di Virgilio. (by Maria D.)
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Ceres frugum dea filiam probam pulchramque habebat, Proserpinam. Sed Pluto, Inferorum deus, virginem rapit nuptiarum cupidus in suum regnum ducit et ei inferorum coronam ex auro donat. diu frustraque ceres filiam quaerit denique iuppiter, deorum hominumque pater, miserae matri domicilium filiae indicat et pacem conciliat inter Plutonem et cererem: nunc proserpina habitat cum plutone apud inferos autumno et hieme, cum matre vere et aestate
Cerere, dea delle messi, aveva una figlia virtuosa e bella di nome Proserpina. Ma Plutone, il dio degli Inferi, rapì la vergine desideroso di sposarla, la condusse nel suo regno e a lei donò la corona d'oro degli Inferi. A lungo e invano Cerere cercò la figlia. Infine Giove, padre degli dei e degli uomini, indicò alla povera madre il luogo dove la figlia si trovava e favorì la pace tra Plutone e Cerere: ora infatti Proserpina in autunno ed in inverno abita con Plutone negli Inferi, in primavera ed in estate con la madre