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La tomba di Semiramide
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro n. p.
Σεμίραμις δὲ ἑαυτῇ κατασκευάσασα τάφον ἐπέγραψεν· "Ὅστις ἂν
χρημάτων δεηθῇ βασιλεύς, διελὼν τὸ μνημεῖον ὅσα βούλεται λαβέτω".
Δαρεῖος οὖν διελὼν χρήματα μὲν οὐχ εὗρε, γράμμασι δὲ ἑτέροις ἐνέτυχε
τάδε φράζουσιν· "Εἰ μὴ κακὸς ἦσθ' ἀνὴρ καὶ χρημάτων ἄπληστος, οὐκ
ἂν νεκρῶν θήκας ἐκίνεις".
TRADUZIONE
Semiramide, fattasi in vita la sepoltura, di fuori vi scrisse queste parole" Qualunque re avesse bisogno di denari, aperto questo monumento ne prenda quanto ne vuole. Apertolo dunque Dario, non trovò denaro alcuno ma altre lettere che dicevano così: "se tu non fossi uomo triste e d'infinita avarizia, non avresti violato i sepolcri dei morti"
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Come si concluse l'assedio di Tiro
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro n. p
TRADUZIONE
L'assedio ebbe tale conclusione, facendo cessare Alessandro la maggior parte delle forze per le molte battaglie precedenti, guidando contro le mura alcuni pochi (soldati), affinché i soldati non stessero in ozio, e avendo osservato i segni più orditamente annunciò verso coloro che erano presenti che in quel mese la città sarebbe stata presa sicuramente. Essendoci stato scherno e riso (infatti era l'ultimo giorno del mese) poiché il re aveva visto lui che era in difficoltà, e gareggiando sempre con i responsi, ordinò non più di contare trentesimo quel giorno ma terzo del mese che finiva, e avendo dato il segnale con la tromba mise alla prova quella parte che delle mura dall'inizio aveva meditato. Dopo che avvenne un vigoroso assalto e poiché quelli al comando non restavano, ma radunandosi e essendo andati in aiuto, i tiri cedettero, e prese la città in quel giorno.
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Ritratto di Cesare 2
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
TRADUZIONE
Viaggiava così rapidamente che la prima volta partì da Roma e compì il viaggio fino al Rodano in otto giorni. Cavalcare era sempre stato facile per lui sin da bambino; sapeva persino mantenersi in sella con il cavallo spinto a grande velocità, tenendo le mani unite dietro la schiena. Durante la campagna militare in Gallia si esercitò inoltre a dettare lettere mentre cavalcava e a tenere testa contemporaneamente a due scrivani, dice Oppio, o anche più. Si narra che Cesare sia stato il primo ad usare la corrispondenza per tenersi in contatto con i suoi amici, quando la quantità dei suoi impegni e l’estensione di Roma non gli consentivano di incontrarli di persona per discutere affari urgenti. A dimostrare quanto poco esigente fosse in tema di cibo, si cita di solito questo episodio: un suo ospite, presso cui mangiava a Milano, Valerio Leone, mise in tavola degli asparagi conditi con mirra, anziché con olio. Cesare li mangiò tranquillamente e rimproverò i suoi amici che si sentivano offesi. «Bastava»disse«che coloro a cui non piacevano non se ne servissero. Chi si lamenta di una villaneria come questa, è un villano anche lui». Un’altra volta, mentr’era in viaggio, una tempesta lo costrinse a riparare nella capanne di un pover’uomo; come vide che si componeva di non più di una stanza, capace di ospitare a malapena una sola persona, disse rivolto agli amici«Gli onori spettano ai più potenti, ma le comodità ai più deboli»e impose ad Oppio di riposare lui nell’interno, mentre egli dormì con gli altri sotto la gronda, davanti alla porta.
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Premessa teorica alle vite parallele
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Agon
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Io non scrivo un'opera di storia ma della vita; ora, noi ritroviamo una manifestazione delle virtù e dei vizi degli uomini non solo nelle loro azioni più appariscenti: spesso un breve fatto, una frase, uno scherzo rivelano il carattere di un individuo più di quanto non facciano battaglie ove caddero 10. 000 morti, i più grandi schieramenti di eserciti e assedi. Insomma come i pittori, colgono la somiglianza di un soggetto nel volto e nell'espressione degli occhi, poiché li si manifesta il carattere, e si preoccupano meno delle altre parti del corpo; così anche a me deve essere concesso addentrarmi maggiormente in quei fatti o in quegli aspetti di ognuno, ove si rivela il suo animo e attraverso essi rappresentarne la vita, lasciando ad altri di raccontare le grandi lotte.
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Aneddoti romani VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Il manuale del greco antico
Inizio: στρατιώτου δέ τινος Λευκανου κατηγορηθέντος πρòς αυτòν, ώς νύκτωρ από του στρατοπέδου πλανώτο πολλάκις ερών γυνικòς, τά δη αλλά θαυμαστòν εν τοìς òπλοις πυνθανομενος ειναι τòν άνδρα, συλλαβειν εκηλέυσε την ερωμένη

Essendogli stata riportata l' accusa mossa ad un soldato lucano che spesso di notte andava girando fuori dell'accampamento, spinto dall'amore per una donna, ma del resto venendo a sapere che quell'uomo era straordinario in armi (combattimento), ordinò di catturare di nascosto la donna amata da lui, e di condurla da lui; quando gli fu portata, dopo aver fatto chiamare il soldato, disse: "Non mi sfugge che tu passi la notte fuori dell'accampamento contro la legge; ma neppure mi era sfuggito in precedenza che tu fossi un valente soldato; vengano quindi perdonati gli errori da te commessi grazie alle tue imprese compiute con eroismo, ma per il tempo che resta tu sarai con noi; ho infatti un garante" e, condottala alla sua presenza, gli affidò la ragazza.
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