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Se devi rimproverare un amico fallo con discrezione
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro
Ευλαβητεον εστιν εν πολλοις παρρησιᾳ χρησθαι προς φιλον, ενθυμουμενον του Πλατωνος. Επει γαρ ο Σωκρατης διαλεγομενος ηψατο τινος των συνηθων σφοδροτερον επι ταις τραπεζαις· <<Ουκ αμεινον ην, ο Πλατων εφη, ιδιᾳ ταυτα λελεχθαι; >>, και ο Σωκρατησ· <<Συ δ'ουκ αμεινον, ειπεν, εποιησας αν, ιδια προς εμε τουτ' ειπων; >>. Πυθαγορου δε τραχυτερον εν πολλοις γνωριμῳ προσενεχθεντος, απαξασθαι το μειρακιον λεγουσιν, εκ τουτου δε μηδεποτε τον Πυθαγοραν αυθις αλλου παροντος αλλον νουθετησαι. Δει γαρ, ως νοσηματος ουκ ευπρεπους, της αμαρτιας την νουθετησιν και ανακαλυψιν απορρητον ειναι και μη επιδεικτικην μηδε μαρτυρας και θεατας συναγουσαν.
TRADUZIONE
Ancora ci si deve guardare dal poter parlare liberamente con l'amico con molti, ricordando a memoria il fatto di platone; dopo che infatti socrate dialogando riprese qualcuno degli allievi piu acremente riguardo ad alcune questioni, non era normale, platone esclamò: sarebbe stato meglio aver detto queste cose in disparte?e socrate rispose: tu non avresti fatto meglio a dirmi queste cose in disparte?un giovane che pitagora conosceva essendo stato ripreso con parole forti si impiccò, da quel giorno mai piu capitò a pitagora di riprendere con la presenza di altri. Infatti è necessario che, come la malattia del corpo debba essere nascosta, cosi anche il miglioramento e lo scoprire un peccato è necessario che sia segreto e non pubblico; infatti non si deve mettere in mostra né assoldare testimoni alla vicenda, poiché non è colpa del nemico ma del sofista che si nutre delle mancanze di altri, rendendole migliori verso gli altri, come coloro che sono cerusici nei teatri mostrano le arti versoil popolo. Senza quella sufficienza, è giusto che si conosca l'arte e che ci si serva dell'opera buona e corretta non malvagia.
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Potenza della parola di Cicerone
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro 730 temi di versioni dal greco
δεῖγμα δ’ αὐτοῦ τῆς περὶ τὸν λόγον χάριτος καὶ τὸ παρὰ τὰς θέας ἐν τῇ ὑπατείᾳ γενόμενον. τῶν γὰρ ἱππικῶν πρότερον ἐν τοῖς θεάτροις ἀναμεμειγμένων τοῖς πολλοῖς καὶ μετὰ τοῦ δήμου θεωμένων ὡς ἔτυχε, πρῶτος διέκρινεν ἐπὶ τιμῇ τοὺς ἱππέας ἀπὸ τῶν ἄλλων πολιτῶν Μᾶρκος Ὄθων στρατηγῶν, καὶ κατένειμεν ἰδίαν ἐκείνοις θέαν, ἣν ἔτι καὶ νῦν ἐξαίρετον ἔχουσι. τοῦτο πρὸς ἀτιμίαν ὁ δῆμος ἔλαβε, καὶ φανέντος ἐν τῷ θεάτρῳ τοῦ Ὄθωνος ἐφυβρίζων ἐσύριττεν, οἱ δ’ ἱππεῖς ὑπέλαβον κρότῳ τὸν ἄνδρα λαμπρῶς· αὖθις δ’ ὁ δῆμος ἐπέτεινε τὸν συριγμόν, εἶτ’ ἐκεῖνοι τὸν κρότον. ἐκ δὲ τούτου τραπόμενοι πρὸς ἀλλήλους ἐχρῶντο λοιδορίαις, καὶ τὸ θέατρον ἀκοσμία κατεῖχεν. ἐπεὶ δ’ ὁ Κικέρων ἧκε πυθόμενος, καὶ τὸν δῆμον ἐκκαλέσας πρὸς τὸ τῆς Ἐνυοῦς ἱερὸν ἐπετίμησε καὶ παρῄνεσεν, ἀπελθόντες εἰς τὸ θέατρον αὖθις ἐκρότουν τὸν Ὄθωνα λαμπρῶς, καὶ πρὸς τοὺς ἱππέας ἅμιλλαν ἐποιοῦντο περὶ τιμῶν καὶ δόξης τοῦ ἀνδρός.
TRADUZIONE
Un esempio della grazia del suo modo di parlare è dato da quanto avvenne durante il suo consolato a proposito dei pubblici spettacoli. In età antica, a teatro, i cavalieri assistevano allo spettacolo mescolati tra la folla, così come capitava: in seguito Marco Ottone, durante la sua pretura, per segno distintivo di onore, separò i cavalieri dagli altri cittadini, e diede loro un posto riservato di cui ancor oggi fruiscono II popolo considerò questa distinzione una sgarberia, e una volta che Ottone comparve a teatro lo accolse tra tumulti e fischi, mentre i cavalieri ostentatamele si alzavano ad applaudire. E mentre, per ritorsione, il popolo aumentava i fischi, i cavalieri raddoppiavano gli applausi; poi i due gruppi cominciarono ad insultarsi, così che per tutto il teatro regnò la più grande confusione. Informato del fatto Cicerone accorse, convocò il popolo al tempio di Bellona e qui pronunziò un discorso di rampogne e di esortazione. In seguito tutti uniti tornarono in teatro e si diedero ad applaudire Ottone, e il popolo gareggiava con i cavalieri nel colmarlo di onori e nel farlo segno della propria stima.
La sincerità nel rimproverare qualcosa a un amico deve essere accompagnata dalla discrezione - Pluta
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La sincerità nel rimproverare qualcosa a un amico deve
essere accompagnata dalla discrezione
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro n p
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Morte di Pericle
versione greco Plutarco traduzione libro Danoia
La peste (nel corpo) di Pericle in quel momento sembrava aver preso un inizio non violento in modo non violento, poiché non era acuto tra gli altri, ma era un attacco di peste che consumava lentamente il corpo con una malattia debole che aveva anche una durata mutevole e che fiaccava l’animo nel suo più profondo. Essendo lui prossimo a morire, quelli nobili che gli erano seduti attorno e tra gli amici quelli che gli erano vicino fecero un discorso riguardo alla virtù e al potere politico, che era così grande, e ripercorrevano le gesta e il gran numero di vittorie; infatti erano nove vittorie e comandanti che aveva portato alla città Poichè non era più con loro, ma aveva perso conoscenza, si parlavano reciprocamente; ed egli volse per caso il pensiero a molte vicissitudini e dopo aver gridato nel mezzo disse di ammirare che elogiassero e ricordassero queste sue gesta, gesta che erano per caso di dominio pubblico ed erano ormai note a tutti i soldati; ma non dissero la cosa più bella e più grande. Nessuno infatti, disse che aveva gettato via la toga nera dei cittadini Ateniesi.
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No il Flauto no !
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro odeon
TRADUZIONE
Alcibiade, poiché veniva per imparare, ascoltava glialtri maestri convenientemente, invece riffugiva dal suonare il flauto come cosa vile e non adatta ad uomo lobero. Infatti diceva che mentre l'uso del plettro e della lira non alterava nulla dell'immagine e della figura convenientemente ad un libero, invece assai difficilmente i familiari potrebbero riconoscere il volto di un uomo che soffia nelle canne (del flauto). Inoltre (diceva che) la lira accompagna e suona insieme con chi la usa, mentre il flauto blocca ed sotruisce chiunque freni sia il suono sia la voce : "Suonino il flauto, dunque, diceva, i fanciulli dei Tebani giacchè non sanno discorrere. Noi Ateniesi invece abbiamo, come dicono i padri, Atena fondatrice e Apollo patrio, di cui l'una gettò via il fauto, l'altro scorticò anche il flautista, Dicendo per scherzo queste cose e parlandone anche seriamene, Alcibiade rifiutò lo studio.