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Alessandro sulla tomba di Achille
VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ο Αλεξανδρος ου προτερον επεβη της νεως, η τα των εταιρων πραγματα σκεψαμενος απονειμαι τω μεν αγρον, τω δε κωμην, τω δε συνοικιας προσοδον η λιμενος. Μετα ταυτα ο Περδικκας· «Σεαυτω δ'» ειπεν, «ω βασιλευ, τι καταλειπεις; ». Του δε αποκριναντος οτι τας ελπιδας, «Ουκουν», ειπε, «και ημεις τουτων κοινωνειν μελλομεν οι μετα σου στρατευομενοι». Παραιτησαμενου δε του Περδικκου την προσνεμηθεισαν κτησιν αυτω, και των αλλων φιλων ενιοι το αυτο εποιησαν. Τοις δε λαμβανουσι και δεομενοις προθυμως εχαριζετο, και τα πλειστα των βασιλειων κτηματων εν Μακεδονια διανεμων ουτω κατηναλωσεν. Τοιαυτη μεν ουν ορμη και παρασκευη διανοιας τον Ελλησποντον διεπερασεν. Αναβας δ' εις Γλιον, εθυσε τη Αθηνα και τοις ηρωσιν εσπεισεν. Την δ' Αχιλλεως στηλην αλειψαμενος λιπα, και μετα των εταιρων συναναδραμων ανευ εσθητος, ωσπερ εθος εστιν, εστεφανωσεν, μακαρισας αυτον οτι καν ζων φιλου πιστου και τελευτησας μεγαλου κηρυκος ετυχεν. Εν δε τω περιερχεσθαι και θεασθαι τα κατα την πολιν ερομενου τινος αυτον, ει βουλεται την Αλεξανδρου λυραν ιδειν, ελαχιστα φροντιζειν εκεινης ειπε, την δ' Αχιλλεως ζητειν, η τα κλεα και τας πραξεις υμνει των αγαθων ανδρων εκεινος.
Alessandro prima che entrò nella nave, avendo davvero esaminato le condizioni economiche dei compagni, distribuì a questo un campo, a questo un villaggio o uno è accesso di un campeggio o di un porto. Dopo queste cose Perdicca: "A te stessa"" disse "o re che cosa lasci?". Rispondendo che lasciò le speranze, "Ebbene" disse "e noi siamo sul punto di allearci con quelli che portano la guerra contro di te". Perdicca, avendo chiesto il patrimonio assegnato a quello, a alcuni fecero lo stesso degli altri compagni, donava volentieri a coloro che pedono ed hanno bisogno, e perciò spese la maggiorparte dei beni dei re distribuendo in Macedonia. Attraversò l'Ellesponto con la preparazione di un tale attacco d'intelligenza.
Analisi dei verbi contenuti nella versione
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Come si diffuse ad Atene la notizia del disastro in Sicilia
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Nuovo Taxis
due tentativi di traduzione da due utenti diversi
Traduzione n. 1
Si dice che la notizia della disgrazia risultò per gli ateniesi incredibile soprattutto per mezzo di un messaggero. Infatti un certo straniero arrivando come sembra al Pireo e passando di fronte al negozio del barbiere, come se gli ateniesi lo avessero già appreso, fece dei discorsi sulle cose che erano accadute. E avendo il barbiere sentito, prima che altri fossero informati, indirizzandosi di corsa verso la città e recatosi dagli arconti si gettò subito nel discorso nella piazza. Essendo nati, come è naturale, l’agitazione e la costernazione, gli arconti avendo convocato l’assemblea vi condussero l’uomo; poiché gli era stato domandato riguardo a chi l’avesse informato, non riusciva a dire nulla di chiaro, sembrando essere un ciarlone e che turbasse la città, dopo essere stato legato ad una ruota venne torturato per molto tempo, finchè giunsero quelli che annunciavano l’intera disgrazia così come era stata
TRADUZIONE n. 2
Si dice che la notizia della disgrazia risultò per gli Ateniesi incredibile per mezzo di un messaggero. Infatti uno straniero arrivando a quanto pare dal Pireo e passando davanti al negozio di un barbiere, come se gli Ateniesi già lo sapessero, fece dei discorsi sulle cose che erano successe. Il barbiere avendo sentito, prima che altri venissero a sapere, rivolgendosi di corsa verso la città ed essendo rivolto subito agli arconti nell'agorà iniziò un discorso. Avendo colpito ed essendo a quanto sembra nato un tumulto gli arconti radunati in assemblea convocarono l'uomo, poichèegli era stato domandato riguardo a chi l'avesse informato, sembrando essere un cialtrone e che turbasse la città, dopo essere stato legato ad una ruota, venne torturato per molto tempo, finchè arrivarono quelli che annunciavano l'intera disgrazia così come era stata.
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Demade e Focione
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Antologia di testi epigrafici e letterari
TRADUZIONE
Gli avidi si arrichiscono come i ricchi, ma si servono delle ricchezze come i tirchi, e sopportano fatiche, ma non hanno piaceri.
Un certo Demade una volta trovandosi presso Focione che era a tavola e osservando la sua mensa parca e modesta disse : " Mi stupisco o Focione, che tu faccia politica se ti accontenti di mangiare così ". Egli infatti faceva il demagogo per soddisfare il suo ventre (appetito) e ritenendo Atene come piccola provvista per la sua dissolutezza si faceva mantenere dalla Macedonia.
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Infelicità dei figli degli avari
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Taxis
TRADUZIONE
I figli degli avari prima di ricevere la ricchezza sono riempiti dell’amore per la ricchezza dagli stessi padri. E certamente pagano loro anche le giuste ricompense dell’insegnamento, non amandoli poiché riceveranno molte cose, ma odiandoli poiché non le ricevono ancora. Avendo infatti imparato a non ammirare nient’altro che la ricchezza, né a vivere di qualcos’altro che con il possedere molte cose, rendono quella impedimento della vita privata e pensano di essere privati del loro stesso tempo, quanto concede loro. Perciò anche vivendo ancora i padri rubano di nascosto in qualunque modo e traggono vantaggio dagli altri, tradendo gli amici, spendendo in piaceri, ascoltando e imparando. Qualora, essendo quelli morti prendano le chiavi e i sigilli, è possibile per loro un altro tipo di vita, e un viso austero senza sorriso: non un gioco, non una palla, non volgere dietro il collo, non l’Accademia, non il Liceo, ma inchiesta di familiari, ricerca di maestri privati, dubbio verso amministratori o debitori e mancanza di tempo libero e preoccupazione che impedisce il meglio.
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Ifigenia salvata dalla dea Artemide
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Diatribe
TRADUZIONE
Quando una spedizione verso troia ormeggiava nel porto di aulide, Artemide mandò venti opposti, infatti Agamennone uccise una cerva con dardi e per questo recò offesa alla dea. L'indovino Calcante predisse che era necessario sacrificare Ifiginia, la figlia del re, che allora era nell'accampamento. Gli strateghi dei greci si consigliarono e ordinarono al padre di sacrificare la fanciulla, come la dea ordinò. Agamennone dunque obbediente all'oracolo del dio stava già per sacrificare la figlia, quando i soldati vedono una cerva presso l'altare l'indovino subito sacrificò quella invece di Ifigenia. infine la dea avendo condotto la fanciulla verso la tauride, salvò la fanciulla dalla morte.