- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
Uno spettacolo stupefacente
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Greco Nuova edizione
TRADUZIONE
Era uno spettacolo di gladiatori, poichè, però, i posti non erano ancora divisi, ma il teatro era ancora in comune a uomini e a donne, per caso si sedette vicino a silla una donna di bell'aspetto nobile origine. era figlia di messala, sorella dell'oratore ortensio, di nome valeria. da poco questa si trovava in litigio con il marito. questa passando vicino silla da dietro, allungò la mano verso di lui e tolto un fiocco dal suo mantello tornò al suo posto. dopo che silla ebbe visto ciò e meravigliatosi la donna disse: " niente di male, o dittatore, ma voglio anche io partecipare sia solo per poco alla tua fortuna". non senza piacere silla sentì ciò, ma fu subito chiaro che ne era attratto; infatti mandò a chiedere il nome di lei e si informò della famiglia e della sua vita.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
L'oratore Pupio Pisone VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro greco nuova edizione Versione n. 7 pagina 335
Inizio: Πουπιος Πεισων ο ρητορ μη βουλομενος ενοχλεισθαι προσεταξε τοις οικεταις προς τα ερωτωμενα λαλειν και μηδεν πλεον. Fine: "Οτι τουτο μ'ουκ ηρωησας".
TRADUZIONE n. 1
L'oratore pupio Pisone non volendo essere disturbato ordino agli abitanti di parlare per le cose chevenivano chieste loro e nulla piú. In seguito volendo salutare l'arconte clodio ordino che fosse chiamato e fece preparare una splendida tavola come é naturale per il pranzo. Essendo iniziato quel momento da una parte alcuni assistevano, dall'altra clodio aspettava; e spesso mandava il solito a chiamare un abitante che guardasse se erano presenti. Quando arrivo la sera e non lo riconobbe: "ma che -disse all'abitante-hai chiamato lui?"-"proprio io" disse. " perché ora non arriva?" e quello: "perché ha rifiutato""perché non racconti subito?" "perché questo non mi é stato chiesto"
traduzione n. 2
L'oratore Pupio Pisone, non volendo essere disturbato, propose ai domestici di discutere sulle cose chieste e niente di più. In seguito volendo dare il benvenuto all'arconte Clodio chiese che fosse chiamato e preparò com'era naturale un banchetto illustre. Essendo giunto il tempo in cui gli altri erano presenti, Clodio era atteso; e spesso mandò a chiamare come al solito il servo per controllare se arrivasse. Com'era sera e fu senza speranza "Ma" disse al sevo " lo hai invitato?", "Si certo" disse. "Perchè allora nn sei tornato" e quello: "Perchè rifiutò". "Allora perché non lo riferisti subito?", "Perchè non me lo chiedesti"
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
La vita politica è un pozzo VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Ellenisti
Τους προς αμιλλαν η δοξαν ωσπερ υποκριτας εις θεατρον αναπλαττοντας εαυτου ανγκη μετανοιειν η δουλευοντας ων αρχειν αξιουσιν η προσκρουοντας οι αρεσκειν εθελουσιν. Αλλ'εσπερ εις φρεαρ οιμαι την πολιτειαν τους μεν εμπιπτοντας αυτοματως και παραλογως ταραττεσθαι και μετανοιεν τους δε καταβαινοντας εκ παρασκευης και λογισμου καθ' ησυχιαν χρησθαι τε τους πραγμασι μετριως και προς μηδεν δυσκολαινειν, ατε εχοντας το καλον αυτο και μηδεν αλλο των πραξεων τελος
TRADUZIONE n. 1
E' necessario che si pentano coloro che per ambizione o gloria si comportano come attori in teatro, o sono schiavi di coloro i quali sono degni di comandarli, o si scontrano con quelli a cui vogliono risultare graditi. Io credo che la politica sia come un pozzo, coloro che vi cadono dentro accidentalmente o inaspettatamente sono presi da angosce o rimorsi; coloro invece che vi scende con la tranquillità che gli deriva dalla preparazione e dalla riflessione affronta gli impegni con senso di misura e non è per niente insoddisfatto, poiché in verità ha come fine delle sue azioni il bene stesso e niente altro.
TRADUZIONE n. 2
E' necessario che si pentano coloro che vogliano mostrare loro stessi come critici davanti al pubblico per ambizione e gloria, o essendo schiavi di coloro che vogliono comandare o scontrandosi con coloro che vogliono accontentare. ma per così dire credo che coloro che fanno cadere nel pozzo il governo accidentalmente e in modo irragionevole generano scompiglio e non ragionano, credo che sono abituati ad avere un piano ed una valutazione in tranquillità e compiono azioni con moderazione e non siano scontrosi nei confronti di nulla dato che hanno la stessa virtù e nessun altro scopo delle loro azioni.
Traduzione numero 3
Coloro che si formano per la competizione politica o la gloria è necessario che si pentano, come fanno gli attori in teatro, o devono servire coloro che pensano che dovrebbero governare o offendono coloro a cui desiderano piacere. Al contrario, io credo che coloro che, come gli uomini che cadono in un pozzo, inciampano nella vita pubblica per caso e in modo imprevisto sono confusi e rimpiangono il loro corso, mentre quelli che entrano in esso con calma, sulla base di preparazione e riflessione, affrontano gli impegni con moderazione e non sono infastiditi da nulla, in quanto essi hanno l'onore stesso e niente altro come scopo delle loro azioni.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
Vita dell'oratore Lisia
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti 2
TRADUZIONE n. 1
Lisia era figlio di Lisiana figlio di Cefalo. Siricusano di stirpe migrato ad Atene, convinto egli stesso da Pericle essendo amico e ospite, distinguendosi per ricchezze. Essendo giunto ad Atene era educato dai più illustri tra gli ateniesi. Essendoci stata la battaglia sul fiume Egospotami e avendo i 30 conquistato la città, andò in esilio dalla icttà dopo essere stato privato della sostanza e del fratello Polemarco. Quello dopo essere fuggito trascorreva la vita a Megera. Quelli proveniente da File per il rimpatrio si dimostrò il più utile di tutti avendo procurato ricchezze e armi. Dopo il rimpatrio abitò il restante del tempo essendo Isotele e morì lì stesso avendo vissuto 83 anni, avendo visto Demotene da ragazzo; si tramandano di lui 425 discorsi, di questi dicono che sono autentici 233, tra i quali si dice che 2 soltanto fossero battute. Sembra che nel modo di parlare fosse di facile comprensione essendo difficile da imitare. Fa mensione di lui anche Platone nel Fedro come molto abile nel parlare più anziano di Isocrate.
traduzione n. 2
Lisia era figlio di Lisiano figlio di Cefalo. Siracusano di stirpe migrato ad Atene, era educato insieme ai più illustri tra gli Ateniesi. Essendoci stata la battaglia sul fiume Egospotami e avendo i Trenta conquistato la città fu scacciato dalla città dopo essere stato privato della sostanza e del fratello Polemarco. Quello dopo essere fuggito trascorreva la vita a Megara. Avendo attacato quelli da File per il rimpatrio si dimostrò il più utile di tutti avendo procurato ricchezze e armi. Dopo il rimpatrio abitò il restante del tempo essendo Isotole e morì lì stesso avendo vissuto 83 anni, avendo visto Demotene che era un ragazzo; si tramandano di lui quattrocentoventicinque discorsi, di questi dicono che siano autentici 233, tra i quali si dice che due soltanto fossero vinti. Dicono che nel modo di parlare fosse mite essendo difficile da imitare. Fa mansione di lui anche Platone nel Fedro come molto abile nel parlare e più anziano di Isocrate.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
L'educazione è l'unica cosa nostra immortale e divina
VERSIONE DI GRECO di Plutarco Versione assegnata alla Maturità classica 1954 seconda sessione TRADUZIONE dal libro L'ordine delle parole
κάλλος δὲ περιμάχητον μέν, ἀλλ' ὀλιγοχρόνιον. ὑγίεια δὲ τίμιον μέν, ἀλλ' εὐμετάστατον. ἰσχὺς δὲ ζηλωτὸν μέν, ἀλλὰ νόσῳ εὐάλωτον καὶ γήρᾳ. τὸ δ' ὅλον εἴ τις ἐπὶ τῇ τοῦ σώματος ῥώμῃ φρονεῖ, μαθέτω γνώμης διαμαρτάνων. πόστον γάρ ἐστιν ἰσχὺς ἀνθρωπίνη τῆς τῶν ἄλλων ζῴων δυνάμεως; λέγω δ' οἷον ἐλεφάντων καὶ ταύρων καὶ λεόντων. παιδεία δὲ τῶν ἐν ἡμῖν μόνον ἐστὶν ἀθάνατον καὶ θεῖον. καὶ δύο τὰ πάντων ἐστὶ κυριώτατα ἐν ἀνθρωπίνῃ φύσει, νοῦς καὶ λόγος. καὶ ὁ μὲν νοῦς ἀρχικός ἐστι τοῦ λόγου, ὁ δὲ λόγος ὑπηρετικὸς τοῦ νοῦ, τύχῃ μὲν ἀνάλωτος, συκοφαντίᾳ δ' ἀναφαίρετος, νόσῳ δ' ἀδιάφθορος, γήρᾳ δ' ἀλύμαντος. μόνος γὰρ ὁ νοῦς παλαιούμενος ἀνηβᾷ, καὶ ὁ χρόνος τἄλλα πάντ' ἀφαιρῶν τῷ γήρᾳ προστίθησι τὴν ἐπιστήμην. ὅ γε μὴν πόλεμος χειμάρρου δίκην πάντα σύρων καὶ πάντα παραφέρων μόνην οὐ δύναται παιδείαν παρελέσθαι. καί μοι δοκεῖ Στίλπων ὁ Μεγαρεὺς φιλόσοφος ἀξιομνημόνευτον ποιῆσαι ἀπόκρισιν, ὅτε Δημήτριος ἐξανδραποδισάμενος τὴν πόλιν εἰς ἔδαφος κατέβαλε καὶ τὸν Στίλπωνα ἤρετο μή τι ἀπολωλεκὼς εἴη. καὶ ὅς "οὐ δῆτα, " εἶπε, "πόλεμος γὰρ οὐ λαφυραγωγεῖ ἀρετήν. "
TRADUZIONE
La bellezza è ambita, ma caduca; la salute preziosa, ma fragile. La forza fisica èL invidiabile, ma comoda preda della malattia e della vecchiaia, e in generale, se uno va orgoglioso della sua robustezza, si renda conto che l'idea è sbagliata: che rapporto può mai esserci tra la forza di un uomo e la potenza degli altri animali? Di un elefante, ad esempio, di un toro o di un leone? L'educazione è l'unico nostro bene immortale e divino. Nella natura umana due sono in assoluto gli elementi più importanti: intelletto e parola. L'intelletto è signore della parola e la parola è al servizio dell'intelletto: è inespugnabile dalla sorte, inattaccabile dalla calunnia, indenne dalla malattia, al riparo dai guasti della vecchiaia, perché solo l'intelletto invecchiandoSalva ringiovanisce e il tempo, che porta via ogni altra cosa, alla vecchiaia aggiunge invece la saggezza. La guerra, che come un torrente impetuoso tutto travolge e tutto trascina, solo l'educazione non riesce a predare. Memorabile mi sembra la risposta data dal filosofo Stilpone di Megara a Demetrio, che aveva preso e raso al suolo la sua città: quando chiese a Stilpone se avesse perduto qualcosa di suo: «No di certo! - si sentì rispondere - La guerra non depreda la virtù». In pieno accordo e sintonia con questa appare anche la replica di Socrate a Gorgia, che gli aveva domandato, se ben ricordo, che opinione avesse del Gran Re e se lo considerava felice: «Non ho idea - fu la sua risposta - di come stia quanto a virtù ed educazione»